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Regolamentazione e controllo dei prezzi dei servizi di telefonia vocal...

Regolamentazione e controllo dei prezzi dei servizi di telefonia vocale offerti da Telecom Italia a partire dal 1° agosto 1999.

L’AUTORITA’
PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI
Nella seduta del consiglio del 27 luglio 1999;
Vista la direttiva del consiglio 90/387/CEE, sull’istituzione del
mercato interno per i servizi delle telecomunicazioni mediante la
realizzazione di una rete aperta di telecomunicazioni (ONP);
Vista la direttiva della commissione 90/388/CEE, relativa alla
concorrenza nei mercati dei servizi di telecomunicazioni;
Vista la direttiva della commissione 96/19/CE che modifica la
direttiva 90/388/CE al fine della completa apertura alla
concorrenza dei mercati delle telecomunicazioni;
Vista la direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 97/33/CE
sull’interconnessione nel settore delle telecomunicazioni e
finalizzata a garantire il servizio universale e l’interoperabilità
attraverso l’applicazione dei principi di fornitura di una rete
aperta (ONP)
Vista la direttiva del Parlamento europeo e del consiglio 98/10/CE
sull’applicazione del regime di fornitura di una rete aperta (ONP)
alla telefonia vocale e sul servizio universale delle
telecomunicazioni in un ambiente concorrenziale;
Vista la legge 14 novembre 1995, n. 481, recante: “Norme per la
concorrenza e la regolazione dei servizi di pubblica utilità.
Istituzione delle Autorità di regolazione dei servizi di pubblica
utilità”, in particolare gli articoli 1 e 2;
Vista la legge 31 luglio 1997, n. 249, recante: “Istituzione
dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui
sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo”, in particolare
l’art. 1, comma 6, lettera c), n. 14 e l’art. 4, comma 9;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 19 settembre 1997,
n. 318, recante: “Regolamento per l’attuazione di direttive
comunitarie nel settore delle telecomunicazioni”;
Vista la propria delibera del 22 dicembre 1998 n. 85/1998,
concernente le condizioni economiche di offerta del servizio di
telefonia vocale;
Vista la propria delibera del 25 giugno 1999 n. 101/1999,
concernente le condizioni economiche di offerta del servizio di
telefonia vocale alla luce dell’evoluzione dei meccanismi
concorrenziali;
Udita la relazione al consiglio della dott.ssa Paola Maria
Manacorda sui risultati dell’istruttoria, ai sensi dell’art. 32 del
regolamento concernente l’organizzazione e il funzionamento
dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Autorità), nella
seduta del consiglio del 21 luglio 1999;
Sentita la società Telecom Italia in data 22 luglio 1999;
Visti gli atti del procedimento;
Udita la relazione finale al consiglio della dott.ssa Paola Maria
Manacorda sugli ulteriori risultati istruttori;
Considerando quanto segue:
1. La regolamentazione delle condizioni economiche dei servizi di
telefonia dell’operatore Telecom Italia.
In virtù di quanto stabilito all’art. 4, comma 9, della legge n.
249/1997 l’offerta del servizio di telefonia vocale dal 1° gennaio
1998 è soggetta ad un “regime di prezzo”. La stessa norma prevede
che “la società concessionaria del servizio pubblico di
telecomunicazioni, per un periodo non superiore a due anni dalla
data di entrata in vigore della presente legge, è soggetta per il
servizio di telefonia vocale a regime tariffario. Le tariffe sono
determinate ai sensi dell’art. 2, comma 18, della legge n.
481/1995, con l’obiettivo del ribilanciamento tariffario e
dell’orientamento ai costi”. L’ultimo capoverso implica, quindi,
che l’Autorità si ispiri, nelle manovre tariffarie dal 1° gennaio
1998 al 31 luglio 1999, ad un criterio che tenga conto sia
dell’obiettivo di ribilanciamento tariffario, sia dell’obiettivo di
recupero di produttività dell’operatore. In questa prima fase si
riconosce, quindi, un periodo transitorio di passaggio dalla
regolamentazione basata su tariffe amministrate ad una
regolamentazione dei prezzi.
Il periodo transitorio riconosciuto nell’art. 4, comma 9, della
legge n. 249/1997 dipende quindi in prevalenza dal perseguimento
dell’obiettivo di orientamento dei diversi servizi al rispettivo
costo e di ribilanciamento tariffario e può essere in tal senso
letto in combinato disposto con l’art. 7, comma 3, del decreto del
Presidente della Repubblica n. 318/1997 che prevede un percorso
graduale di orientamento dei prezzi dei servizi ai rispettivi
costi.
La successiva fase di controllo dei prezzi, attraverso il
meccanismo del price cap, assume la connotazione di un orientamento
specifico agli obiettivi di tutela dei consumatori ed
all’incentivazione ad una maggiore efficienza dell’operatore
dominante, in un mercato differenziato e solo parzialmente
caratterizzato da una effettiva concorrenza.
Per quanto riguarda le modalità di intervento dell’Autorità, l’art.
7, comma 1 del decreto del Presidente della Repubblica n. 318/1997,
derogando al limite temporale stabilito dall’art. 4, comma 9 della
legge n. 249/1997, dispone che: “le condizioni economiche per
l’accesso e per l’uso di una rete telefonica pubblica fissa e per i
servizi di telecomunicazioni accessibili al pubblico sulla suddetta
rete osservano i principi di trasparenza, di obiettività e di
orientamento ai costi nel caso di operatori con una notevole forza
di mercato nonché i criteri di carattere generale stabiliti per la
disciplina dei servizi di pubblica utilità dalla legge n. 481 del
1995 e dalla delibera CIPE del 24 aprile 1996, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale n. 118 del 22 maggio 1996”, senza indicare alcun
termine finale per l’applicazione di tali criteri.
Pertanto, attualmente l’Autorità esercita i suoi poteri di
regolamentazione e controllo dei prezzi dell’operatore dominante in
base a quanto stabilito all’art. 1, comma 6, lettera c), n. 14
della legge n. 249/1997, ispirandosi ai principi contenuti nella
legge n. 481/1995.
L’art. 2, comma 12, lettera e) della legge n. 481/1995 stabilisce,
infatti, che “l’Autorità al fine di perseguire gli obiettivi di
garantire la promozione della concorrenza e dell’efficienza nel
settore, nonché adeguati livelli di qualità (di cui all’art. 1,
comma 1) stabilisce e aggiorna, in relazione all’andamento del
mercato, la tariffa base, i parametri e gli altri elementi di
riferimento per determinare le tariffe di cui ai commi 17, 18 e 19,
nonché le modalità per il recupero dei costi eventualmente
sostenuti nell’interesse generale in modo da assicurare la qualità,
l’efficienza del servizio e l’adeguata diffusione del medesimo sul
territorio nazionale”.
I commi 17, 18 e 19 dell’art. 2 della legge n. 481/1995 definiscono
gli elementi per la costruzione del modello di price cap. In
particolare:
il comma 17 definisce quali tariffe (sottoposte a regolamentazione)
i prezzi massimi unitari dei servizi al netto delle imposte;
il comma 18 definisce i parametri che l’Autorità deve fissare per
la determinazione del price cap, e in particolare:
a) il tasso di variazione medio annuo riferito ai dodici mesi
precedenti dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e
impiegati rilevato dall’ISTAT;
b) l’obiettivo di variazione del tasso annuale di produttività (X
annuo), prefissato per un periodo almeno triennale;
il comma 19 definisce gli altri elementi di cui tener conto nella
definizione delle tariffe sulla base del price cap:
a) recupero di qualità del servizio rispetto a standard prefissati
per un periodo almeno triennale;
b) costi derivanti da eventi imprevedibili ed eccezionali, da
mutamenti nel quadro normativo o dalla variazione degli obblighi
del servizio universale;
c) costi derivanti dall’adozione di interventi volti al controllo e
alla gestione della domanda attraverso l’uso efficiente delle
risorse.
In base a quanto stabilito all’art. 2, comma 18 della legge n.
481/1995, l’Autorità fissa un valore medio ponderato del prezzo di
un paniere di servizi che vincola la società alla variazione di
tale prezzo sulla base di un valore calcolato della “X” (che
rappresenta il recupero di produttività dell’operatore sottoposto
al vincolo) e dell’indice dei prezzi al consumo.
Nell’ambito dell’obiettivo di recupero di efficienza di medio e
lungo periodo, l’Autorità può variare – alla luce di significativi
cambiamenti nella struttura dei costi, di eventi straordinari, di
mutamenti nelle normative o nella struttura del servizio universale
– la struttura del price cap, anche variandone la composizione del
paniere di servizi a cui il meccanismo si applica.
In ogni caso, come stabilito dall’art. 4, comma 9 della legge 31
luglio 1997, n. 249, l’Autorità ha il compito di sorveglianza sui
prezzi praticati, ovvero deve svolgere un’azione continua di
monitoraggio sui prezzi al fine di garantire condizioni di
effettiva concorrenza.
L’art. 2, comma 12, lettera e) inoltre stabilisce la procedura di
variazione dei prezzi stabilendo che “l’Autorità verifica la
conformità ai criteri stabiliti delle proposte di aggiornamento
delle tariffe annualmente presentate e si pronuncia, sentiti
eventualmente i soggetti esercenti il servizio, entro novanta
giorni dal ricevimento della proposta; qualora la pronuncia non
intervenga entro tale termine, le tariffe si intendono verificate
positivamente”. I novanta giorni rappresentano un tempo massimo per
l’Autorità. Tenendo conto dell’evoluzione del mercato, dei
meccanismi concorrenziali e dei comportamenti degli operatori
concorrenti sul mercato, l’Autorità risponde tempestivamente alle
richieste formulate dall’operatore sottoposto al vincolo di price
cap, valutando di volta in volta la congruità dei tempi di
risposta.
L’art. 2, comma 20 stabilisce, inoltre, una serie di funzioni
dell’Autorità al fine dell’esercizio d…

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