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Modalità di utilizzazione e gestione del fondo di cui all'art 13, sec...

Modalità di utilizzazione e gestione del fondo di cui all'art 13, secondo comma, lettera b), della legge 30 aprile 1985, n. 163, per la concessione di mutui settennali a tasso agevolato del 3 per cento, per l'importo non superiore a lire 1,5 miliardi, in favore dell'esercizio cinematografico.

(1)Abrogato dall’art. 9, comma 1, lett. e), D.M. 17 ottobre 2000,
n. 390.
IL MINISTRO DEL TURISMO E DELLO SPETTACOLO
Vista la legge 23 luglio 1980, n. 378, recante “interventi
creditizi a favore dell’esercizio cinematografico”, istitutiva di
un fondo denominato di “sostegno” presso la Sezione autonoma di
credito cinematografico della Banca nazionale del lavoro;
Vista la legge 13 luglio 1984, n. 313;
Visto il decreto interministeriale del 14 maggio 1981 che ha
disciplinato le modalità di utilizzazione e gestione del fondo
(Gazzetta Ufficiale n. 356 del 3O dicembre 1981);
Vista la legge 30 aprile 1985, n. 163, che alla lettera b) del
secondo comma dell’art. 13, nell’incrementare la dotazione del
fondo “di sostegno”, ha stabilito che detto incremento è destinato,
fino al 50% del suo ammontare annuo, alla concessione di mutui
settennali al tasso agevolato del 3%, secondo modalità da fissarsi
con decreto del Ministro del turismo e dello spettacolo;
Considerato quindi di dover provvedere alla emanazione del suddetto
decreto disciplinando le modalità di concessione dei finanziamenti,
ferme restando le finalità e destinazioni previste dalla citata
legge 3 luglio 1980, n. 378, istitutiva del fondo;
Decreta:
Art. 1 (3)
(3)Articolo abrogato dall’art. 9, comma 1, lett. e), D.M. 17
ottobre 2000, n. 390, che ha abrogato l’intero provvedimento.
Art. 1 (2)
L’incremento annuo del fondo “di sostegno” disposto dalla lettera
b) del secondo comma dell’art. 13 della legge 30 aprile 1985, n.
163, è utilizzato fino al 50% del suo ammontare per la concessione
di mutui settennali al tasso agevolato del 3%, fino ad un massimo
di mutuo concedibile di lire 1.500 milioni, per le finalità di cui
al secondo comma dell’art. 1 della legge 23 luglio 1980, n. 378.
L’importo del finanziamento non può superare il 70% della spesa di
realizzazione delle opere, e tale spesa non può essere inferiore a
lire 600 milioni per il grande e medio esercizio ed a lire 300
milioni per il piccolo esercizio.
(2)Testo precedente le modifiche apportate dal D.M. 17 ottobre
2000, n. 390.
Art. 2 (5)
(5)Articolo abrogato dall’art. 9, comma 1, lett. e), D.M. 17
ottobre 2000, n. 390, che ha abrogato l’intero provvedimento.
Art. 2 (4)
Il finanziamento è concesso per opere in sale di pubblico
spettacolo con autorizzazione ad effettuare solo spettacoli
cinematografici oppure autorizzate a spettacoli sia cinematografici
che teatrali semprechè, nel biennio precedente l’anno in cui è
presentata la domanda, risultino prevalenti gli spettacoli
cinematografici.
(4)Testo precedente le modifiche apportate dal D.M. 17 ottobre
2000, n. 390.
Art. 3 (7)
(7)Articolo abrogato dall’art. 9, comma 1, lett. e), D.M. 17
ottobre 2000, n. 390, che ha abrogato l’intero provvedimento.
Art. 3 (6)
L’istanza di finanziamento dovrà essere presentata prima
dell’inizio dei lavori e non può essere ripetuta per lo stesso
locale, anche se per opere diverse da quelle finanziate, finchè il
mutuo non sia stato estinto.
L’istanza di finanziamento deve essere corredata da una relazione
illustrativa del programma di investimenti riferita distintamente
agli interventi sulla parte immobiliare; alle apparecchiature
audiovisive; agli impianti ed attrezzature; ai mobili e arredi.
La relazione deve essere accompagnata da preventivi di spesa
riferiti a gruppi di voci omogenee.
(6)Testo precedente le modifiche apportate dal D.M. 17 ottobre
2000, n. 390.
Art. 4 (9)
(9)Articolo abrogato dall’art. 9, comma 1, lett. e), D.M. 17
ottobre 2000, n. 390, che ha abrogato l’intero provvedimento.
Art. 4 (8)
Le istanze di finanziamento sono esaminate e sottoposte al parere
del comitato per il credito cinematografico di cui all’art. 27
della legge 4 novembre 1965, n. 1213, secondo l’ordine cronologico
di presentazione alla Direzione generale dello spettacolo presso il
Ministero del turismo e dello spettacolo.
Le istanze che fossero già state presentate prima della data di
entrata in vigore del presente decreto conservano l’ordine
cronologico semprechè vengano regolarizzate entro sessanta giorni
dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto
stesso.
(8)Testo precedente le modifiche apportate dal D.M. 17 ottobre
2000, n. 390.
Art. 5 (11)
Il finanziamento di cui al presente decreto è alternativo alle
altre forme di intervento previste dalla legge 23 luglio 1980, n.
378, ed è incompatibile con ogni altra forma di intervento prevista
da altre leggi statali, regionali e delle province autonome a
statuto speciale.
(11)Articolo abrogato dall’art. 9, comma 1, lett. e), D.M. 17
ottobre 2000, n. 390, che ha abrogato l’intero provvedimento.
Art. 5 (10)
Il finanziamento di cui al presente decreto è alternativo alle
altre forme di intervento previste dalla legge 23 luglio 1980, n.
378, ed è incompatibile con ogni altra forma di intervento prevista
da altre leggi statali, regionali e delle province autonome a
statuto speciale.
(10)Testo precedente le modifiche apportate dal D.M. 17 ottobre
2000, n. 390.
Art. 6 (13)
(13)Articolo abrogato dall’art. 9, comma 1, lett. e), D.M. 17
ottobre 2000, n. 390, che ha abrogato l’intero provvedimento.
Art. 6 (12)
La erogazione del finanziamento è subordinata alla presentazione
alla Sezione autonoma per il credito cinematografico di:
a) una dichiarazione dei beneficiari di non aver ottenuto o
richiesto per le stesse opere contributi o agevolazioni creditizie
in forza di altre leggi statali, regionali o delle province
autonome a statuto speciale;
b) di un atto di impegno dell’esercente e del proprietario
dell’immobile, ove sia persona diversa dall’esercente, di non
variazione di destinazione dell’uso dell’immobile stesso per
l’intero periodo di durata del finanziamento. Nello stesso atto
l’esercente, e il proprietario dell’immobile, si devono obbligare
solidalmente nei confronti della Sezione autonoma per il credito
cinematografico, in caso di cessazione di attività o di mutamento
di destinazione d’uso dell’immobile prima che sia trascorso il
periodo per il quale il finanziamento è concesso, a versare a
titolo di penale una somma pari ad un interesse corrispondente, per
ogni anno o frazione di anno, al tasso ufficiale di sconto vigente
nel periodo in cui ha usufruito del mutuo.
Le somme corrisposte a tale titolo saranno versate nel fondo di
sostegno ed utilizzate per le finalità di cui al presente decreto.
La erogazione del saldo del finanziamento è subordinata alla
presentazione di una dichiarazione di rispondenza delle opere alle
norme di sicurezza vigenti all’atto del completamento dei lavori.
(12)Testo precedente le modifiche apportate dal D.M. 17 ottobre
2000, n. 390.
Art. 7 (15)
(15)Articolo abrogato dall’art. 9, comma 1, lett. e), D.M. 17
ottobre 2000, n. 390, che ha abrogato l’intero provvedimento.
Art. 7 (14)
I finanziamenti possono essere erogati, dalla Sezione autonoma per
il credito cinematografico, su istanza dell’interessato, a stati
d’avanzamento, per importi proporzionali ad almeno il 20% del costo
complessivo delle opere ammesse al finanziamento, previa
presentazione di copie autenticate di fatture quietanzate.
(14)Testo precedente le modifiche apportate dal D.M. 17 ottobre
2000, n. 390.
Art. 8 (17)
(17)Articolo abrogato dall’art. 9, comma 1, lett. e), D.M. 17
ottobre 2000, n. 390, che ha abrogato l’intero provvedimento.
Art. 8 (16)
Si applicano, in quanto compatibili con il presente decreto gli
articoli 1, 6, 7, 8, 10, 11, 12, 13 del decreto interministeriale
14 maggio 1981.
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale ed
entrerà in vigore il giorno della sua pubblicazione.
(16)Testo precedente le modifiche apportate dal D.M. 17 ottobre
2000, n. 390.

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