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Emanazione del regolamento per l'amministrazione, la contabilita' e la finanza dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

IL PRESIDENTE del comitato per la costituzione dell’Istituto
nazionale di geofisica e vulcanologia

Visto l’art. 6, comma 2 del decreto legislativo 29 settembre 1999,
n. 381;

Visto l’art. 8 della legge 9 maggio 1989, n. 168;

Vista la deliberazione 20 dicembre 2000 con la quale il comitato
nominato con decreto ministeriale 24 luglio 2000, n. 537, ai sensi
dell’art. 6, comma 1, del decreto legislativo n. 381/1999, ha
approvato definitivamente il regolamento per l’amministrazione, la
contabilita’ e la finanza dell’Istituto nazionale di geofisica e
vulcanologia;

Decreta:

Art. 1.

E’ emanato il regolamento per l’amministrazione, la contabilita’ e
la finanza dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia nel
testo allegato al presente decreto di cui costituisce parte
integrante e sostanziale.

Art. 2.

Il presente decreto e il regolamento allegato sono trasmessi al
Ministero della giustizia per la pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 21 dicembre 2000

Il presidente: Boschi

Allegato

REGOLAMENTO PER L’AMMINISTRAZIONE, LA CONTABILITA’ E LA FINANZA
DELL’ISTITUTO NAZIONALE DI GEOFISICA E VULCANOLOGIA.

TITOLO I

Criteri generali

Art. 1.

Finalita’ e ambito di applicazione

1.1. L’attivita’ amministrativa dell’Istituto nazionale di
geofisica e vulcanologia (da ora in avanti: Istituto o ente) e’
diretta ad assicurare il perseguimento delle finalita’
istituzionali definite dal decreto legislativo 29 settembre 1999,
n. 381 (da ora in avanti: decreto).

1.2. L’attivita’ amministrativa dell’Istituto tende alla riduzione
dei costi fissi e all’aumento di quelli variabili in coerenza con
le attivita’ di partecipazione e di realizzazione con successo ai
fini strategici del piano nazionale della ricerca.

1.3. L’attivita’ amministrativa dell’Istituto si attua attraverso
le gestioni dei centri di spesa dell’Istituto secondo i principi
enunciati nell’art. 5, comma 5, del decreto e nelle disposizioni di
cui al regolamento di organizzazione e funzionamento dell’Istituto.

1.4. I centri di spesa sono costituiti dall’amministrazione
centrale e dalle altre strutture di cui all’art. 14 del regolamento
di organizzazione e funzionamento dell’Istituto.

1.5. Il presente regolamento detta norme sulle procedure
amministrative, contrattuali e finanziarie, sulla amministrazione
dei beni, sulla programmazione dell’attivita’, sulla
predisposizione e gestione dei bilanci di previsione annuali e
pluriennali e del conto consuntivo. Esso ha lo scopo di realizzare
l’efficiente, efficace ed economica acquisizione e amministrazione
del complesso delle risorse nel rispetto delle finalita’
istituzionali.

1.6. Il presente regolamento tende a garantire la capacita’ di
verificare l’efficienza operativa dell’Istituto anche attraverso i
controlli interni di cui al successivo art. 4.

Art. 2.

Principi fondamentali

2.1. Il presente regolamento e i manuali di cui al successivo art.
5 sono adottati nel rispetto dei principi fondamentali vigenti in
materia di ordinamento finanziario pubblico e di contabilita’
pubblica e, in particolare, si uniformano alle seguenti linee
guida:

legalita’, pubblicita’ e trasparenza degli atti e delle procedure;

individuazione delle competenze e delle responsabilita’
dell’amministrazione centrale e degli altri centri di spesa;

autonomia di gestione dei centri di spesa;

quadro di riferimento pluriennale per la gestione;

annualita’, unita’, universalita’, integrita’, pubblicita’,
veridicita’ e specificazione dei bilanci;

equilibrio tra le entrate e le spese;

utilizzazione delle risorse acquisite dall’esterno e degli
stanziamenti di bilancio nel rispetto del vincolo di destinazione;

limiti per il ricorso al credito;

autonomia negoziale nel rispetto dei fini istituzionali;

rispetto dei principi di parita’ di trattamento e di trasparenza
della scelta del contraente;

rapidita’, efficienza e concentrazione nell’erogazione della spesa;

rispetto della destinazione del patrimonio pubblico a finalita’
pubbliche;

individuazione dei responsabili delle entrate e delle spese;

controllo sull’efficienza e sui risultati della gestione;

divieto di effettuare gestioni fuori bilancio.

2.2. I principi suddetti costituiscono, anche in assenza di
specifico richiamo nel presente regolamento o nei manuali di cui al
successivo art. 5, le linee guida alle quali e’ costantemente
ispirata l’attivita’ amministrativa dell’Istituto.

Art. 3.

Pubblicita’ dell’amministrazione

3.1. L’Istituto adegua la propria organizzazione e le proprie
procedure al fine di realizzare la migliore circolazione e
comprensibilita’ delle informazioni all’interno
dell’amministrazione e la loro diffusione all’esterno, anche con
riferimento ai principi generali di cui all’art. 2 del regolamento
di organizzazione e funzionamento dell’Istituto.

3.2. I regolamenti, i manuali, i bilanci e gli atti di interesse
generale sono pubblici.

Art. 4.

Attivita’ di controllo

4.1. L’attivita’ di controllo interno si attua con riferimento ai
principi generali stabiliti dal decreto legislativo 30 luglio 1999,
n. 286.

4.2. Il collegio dei revisori dei conti e il servizio di
valutazione strategica esercitano i controlli di cui agli articoli
11 e 26 del regolamento di organizzazione e funzionamento
dell’Istituto;

l’attuazione del controllo di gestione, nonche’ i criteri e le
modalita’ per la costituzione dei relativi servizi, che operano
presso l’amministrazione centrale, sono definiti con delibera del
consiglio direttivo ai sensi dell’art. 7, comma 1, lettera g), del
regolamento di organizzazione e funzionamento dell’Istituto.

Art. 5.

Manuali

5.1. Allo scopo di agevolare l’applicazione del presente
regolamento, il consiglio direttivo, su proposta del direttore
generale e sentito il collegio dei revisori dei conti, adotta con
apposite delibere, i manuali che disciplinano modalita’ di
attuazione, schemi e procedure inerenti le materie cui
espressamente si fa rinvio nelle disposizioni contenute nei
successivi articoli.

5.2. In ogni caso, conformemente alle norme del presente
regolamento, i manuali possono riguardare le seguenti materie:

attivita’ finanziaria, gestione patrimoniale e attivita’ negoziale.

TITOLO II

Attivita’ finanziaria

Capo I

BILANCIO DI PREVISIONE

Art. 6.

Programmazione e analisi programmatica e funzionale della spesa

6.1. Contestualmente al piano triennale di attivita’ di cui
all’art. 4 del decreto, l’istituto predispone il bilancio triennale
che ha la funzione di rappresentare la previsione delle risorse
finanziarie impiegabili nel triennio e di consentire la
correlazione dei flussi di entrata e di spesa.

6.2. L’istituto, nell’ambito del piano triennale di cui al punto
precedente, provvede a programmare la propria attivita’ annuale
secondo un progetto esecutivo annuale articolato per aree
scientifiche e funzionali.

6.3. Il progetto esecutivo annuale costituisce documento
preliminare per il bilancio di previsione dei centri di spesa e per
il bilancio di previsione dell’istituto.

6.4. Contestualmente all’approvazione del bilancio di previsione
dell’istituto, di cui all’art. 7 e seguenti, il consiglio direttivo
approva un addendum al bilancio di previsione, contenente la
ripartizione delle risorse finanziarie tra i centri di spesa, in
conformita’ ai bilanci di previsione dei centri di spesa.

6.5. Il bilancio di previsione e gli allegati al bilancio, la
definizione dei capitoli e le procedure e gli schemi relativi alla
gestione dei centri di spesa sono definiti in un apposito manuale
(n. 1).

Art. 7.

Esercizio finanziario, bilancio di previsione e centri di spesa

7.1. L’esercizio finanziario dell’Istituto ha la durata di un anno
e coincide con l’anno solare. La gestione finanziaria si svolge in
base al bilancio annuale di previsione deliberato dal consiglio
direttivo non oltre il 30 novembre dell’anno precedente.

7.2. Il bilancio dell’Istituto e’ unico; la sua gestione si attua
attraverso i centri di spesa i quali gestiscono i mezzi finanziari
assegnati nei limiti di materia e di valore definiti dalle delibere
del consiglio direttivo e sulla base dei propri bilanci di
previsione.

7.3. Il bilancio dei centri di spesa e’ formulato in termini
finanziari di sola cassa; nel bilancio dell’Istituto, ciascun
capitolo di spesa risultera’ pari alla somma della dotazione dei
corrispondenti capitoli dei singoli bilanci dei centri di spesa.

Art. 8.

Criteri di formazione del bilancio di previsione

8.1. Il bilancio di previsione e’ formulato in termini finanziari
di competenza e di cassa; l’unita’ elementare del bilancio e’
rappresentata dal capitolo, espressione di un’aggregazione
funzionale anche per programmi e per progetti.

8.2. Il capitolo puo’ comprendere piu’ oggetti di entrata o di
spesa funzionalmente collegati tra loro e dovra’ comunque essere
chiaramente definito.

8.3. Per ciascun capitolo di entrata e di spesa il bilancio di
previsione indica l’ammontare presunto dei residui attivi e passivi
alla chiusura dell’esercizio precedente, quello delle entrate che
si prevede di accertare e delle spese che si prevede di impegnare
nell’esercizio cui il bilancio si riferisce, nonche’ l’ammontare
delle entrate che si prevede di incassare e delle spese che si
prevede di pagare nello stesso esercizio, senza distinzione tra
operazioni in conto competenza e in conto residui.

8.4. Nel bilancio di previsione e’ iscritta come posta a se stante,
rispettivamente, dell’entrata e della spesa, l’avanzo o il
disavanzo di amministr…

[Continua nel file zip allegato]

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