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Emanazione del regolamento per l'organizzazione e il funzionamento dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

IL PRESIDENTE del comitato per la costituzione dell’Istituto
nazionale di geofisica e vulcanologia

Visto l’art. 6, comma 2, del decreto legislativo 29 settembre 1999,
n. 381;

Visto l’art. 8 della legge 9 maggio 1989, n. 168;

Vista la deliberazione 20 dicembre 2000 con la quale il comitato
nominato con decreto ministeriale 24 luglio 2000, n. 537, ai sensi
dell’art. 6, comma 1, del decreto legislativo n. 381/1999, ha
approvato definitivamente il regolamento per l’organizzazione e il
funzionamento dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia;

Decreta:

Art. 1.

E’ emanato il regolamento per l’organizzazione e il funzionamento
dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia nel testo
allegato al presente decreto di cui costituisce parte integrante e
sostanziale.

Art. 2.

Il presente decreto e il regolamento allegato sono trasmessi al
Ministero della giustizia per la pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 21 dicembre 2000

Il presidente: Boschi

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DELL’ISTITUTO
NAZIONALE DI GEOFISICA E’ VULCANOLOGIA.

TITOLO I

Natura giuridica e finalita’

Art. 1.

L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia Ai sensi del
decreto legislativo 29 settembre 1999, n. 381 (da ora in avanti:
decreto), l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (da ora
in avanti: Istituto o ente) e’ un ente di ricerca non strumentale
dotato di personalita’ giuridica di diritto pubblico con autonomia
scientifica, organizzativa, finanziaria e contabile.

L’Istituto ha sede in Roma e persegue le seguenti finalita’:

a) promuovere e svolgere, anche nell’ambito di programmi
dell’Unione europea e di organismi internazionali, attivita’ di
ricerca nel campo delle discipline geofisiche, della vulcanologia e
delle loro applicazioni, ivi compresi lo studio dei fenomeni fisici
e chimici precursori dei terremoti e delle eruzioni vulcaniche,
nonche’ dei metodi di valutazione del rischio sismico e vulcanico e
della pericolosita’ sismica e vulcanica del territorio, anche in
collaborazione con le universita’ e con altri soggetti pubblici e
privati, nazionali, comunitari e internazionali;

b) progettare e coordinare programmi nazionali, comunitari e
internazionali di ricerca finalizzati al rilevamento sistematico
dei fenomeni geofisici, vulcanici e geochimici, anche a mezzo di
osservatori geofisici, sismici e vulcanici;

c) svolgere funzioni di sorveglianza sismica e vulcanica del
territorio nazionale e di coordinamento delle reti sismiche
regionali e locali, ivi comprese le funzioni di sorveglianza
sismica e vulcanica della Sicilia orientale, di cui all’art. 2,
comma 2, del decreto legge 3 maggio 1991, n. 142, convertito dalla
legge 3 luglio 1991, n. 195;

d) provvedere alla organizzazione e gestione della rete sismica
nazionale integrata;

e) fornire supporto all’attivita’ del gruppo nazionale per la
difesa dai terremoti e del gruppo nazionale per la vulcanologia,
dei quali e’ sede, istituiti ai sensi dell’art. 17 della legge 24
febbraio 1992, n. 225, con le condizioni di autonomia previste
dalla predetta disposizione normativa;

f) rendere disponibili per tutta la comunita’ scientifica i dati
raccolti dalle proprie reti di monitoraggio, nazionali e locali;

g) curare la valorizzazione, lo sviluppo pre-competitivo, e il
trasferimento tecnologico dei risultati delle attivita’ di ricerca
svolte dalla propria rete scientifica;

h) svolgere, anche attraverso propri programmi di assegnazione di
borse di studio, attivita’ di formazione nei corsi universitari di
dottorato di ricerca in attuazione dell’art. 4, comma 4, della
legge 3 luglio 1998, n. 210, attivita’ di alta formazione post-
universitaria e attivita’ di formazione permanente, continua e
ricorrente;

i) fornire supporto tecnico-scientifico alle amministrazioni
pubbliche, su loro richiesta;

j) fornire, nell’ambito del perseguimento delle proprie finalita’,
servizi a terzi in regime di diritto privato.

L’Istituto, inoltre, e’ componente del servizio nazionale di
protezione civile di cui all’art. 6 della legge 24 febbraio 1992,
n.

225, e le attivita’ di cui alle lettere a), relativamente alla
valutazione del rischio e della pericolosita’, c), d) ed e) del
primo comma del presente articolo sono svolte in regime di
convenzione con il dipartimento della protezione civile.

Il Ministero dell’universita’ e della ricerca scientifica e
tecnologica (da ora in avanti: Ministero), infine, si avvale
dell’Istituto per promuovere, sostenere e coordinare la
partecipazione italiana a organismi, progetti e iniziative
comunitarie e internazionali nel campo della ricerca geofisica,
vulcanica e sismica.

Nello svolgimento delle predette attivita’, l’Istituto puo’
stipulare, secondo criteri e modalita’ da stabilirsi con delibera
del consiglio direttivo ovvero con apposito regolamento, da
adottarsi ai sensi del successivo art. 7, comma 1, lettere m) e n),
accordi e convenzioni e puo’ partecipare o costituire consorzi,
fondazioni o societa’ con soggetti pubblici e privati, nazionali,
comunitari e internazionali.

Il Ministero esercita nei confronti dell’Istituto le competenze di
cui alla legge 9 maggio 1989, n. 168, e al decreto legislativo 5
giugno 1998, n. 204.

Art. 2.

Principi generali di organizzazione e funzionamento L’Istituto
determina le regole di organizzazione e funzionamento, nonche’
definisce i propri programmi e progetti in funzione del piano
triennale di attivita’ e dei suoi aggiornamenti annuali approvati
dal Ministero con le procedure di cui all’art. 4 del decreto.

L’assetto organizzativo dell’Istituto, articolato in un sistema
flessibile e cooperativo di uffici dotati di elevata efficienza e
autonomia, oltre a garantire la coerenza tra le decisioni
strategiche e la gestione operativa, favorisce lo sviluppo e la
valorizzazione delle risorse umane e delle attivita’ scientifiche,
anche pre-competitive.

Il piano triennale di attivita’, aggiornabile annualmente,
stabilisce gli indirizzi generali e determina gli obiettivi, le
priorita’, le linee guida, le risorse disponibili e da acquisire
per l’intero periodo, con indicazione dei tempi e dei costi
associati alle attivita’, e le sinergie da attivare con altri enti
e soggetti interessati, in coerenza con il piano nazionale della
ricerca di cui al decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204,
nonche’ con i programmi di ricerca dell’unione europea.

Oltre che alle disposizioni del decreto, i principi di
organizzazione e funzionamento dell’Istituto fanno particolare
riferimento:

alla legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni e
integrazioni;

al decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive
modificazioni e integrazioni;

al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286;

agli articoli 12, 13 e 14 del decreto legislativo 29 ottobre 1999,
n. 419, in quanto compatibili.

L’Istituto articola la propria rete scientifica sul territorio
nazionale in sezioni, anche multidisciplinari, con compiti di
ricerca, osservazione e monitoraggio, dotate di autonomia
organizzativa, amministrativa e contabile ai sensi dell’art. 5,
commi 5 e 6 del decreto.

Per lo svolgimento di specifiche attivita’ e per le finalita’ di
cui all’art. 5, comma 7, del decreto, l’Istituto puo’ costituire
sezioni autonome presso le universita’ e persegue le maggiori
sinergie fra risorse umane e finanziarie proprie e di enti o
soggetti, pubblici e privati, aventi le medesime finalita’ ovvero
strumentali a queste.

TITOLO IIO r g a n i Art. 3.

Gli organi Sono organi dell’Istituto:

il presidente;

il consiglio direttivo;

il comitato di consulenza scientifica;

il collegio dei revisori dei conti.

Art. 4.

Il presidente Il presidente e’ organo di direzione politica ai
sensi dell’art.

3, comma 1, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e
stabilisce, unitamente al consiglio direttivo, gli obiettivi
programmatici generali dell’attivita’ dell’ente e le direttive per
il conseguimento dei fini istituzionali.

Il presidente, scelto tra personalita’ di alta qualificazione
scientifica, e’ nominato con decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su
proposta del Ministro dell’universita’ e della ricerca scientifica
e tecnologica, sentite le commissioni parlamentari competenti. Il
presidente dura in carica quattro anni e puo’ essere confermato
solo per il successivo quadriennio.

Il presidente non puo’ essere amministratore o dipendente di
imprese o societa’ di produzione di beni o servizi che partecipano
a programmi di ricerca dell’ente.

Qualora venga nominato presidente un dipendente pubblico, con
esclusione dei ricercatori e professori universitari, lo stesso
puo’ essere collocato fuori ruolo per tutta la durata del mandato;
al termine del mandato il dipendente e’ riammesso, a domanda, nei
ruoli del personale dell’ente di appartenenza con il profilo e il
livello professionali posseduti all’atto della nomina;
all’anzianita’ maturata al momento della nomina a presidente si
aggiunge per intero, a tutti i fini, quella maturata in tale
posizione. Se ricercatore o professore universitario, il presidente
e’ collocato in aspettativa, a domanda, ai sensi dell’art. 12 del
decreto del Presidente della Repubblica 11 settembre 1980, n. 382.

In caso di temporaneo impedimento del presidente, le sue funzioni
sono svolte dal consigliere anziano.

Art. 5.

Il presidente: funzioni Il presidente:

a) ha la rappresentanza legale dell’Istituto;

b) convoca e p…

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