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Istituzione del Ministero per i beni e le attività culturali, a norma...

Istituzione del Ministero per i beni e le attività culturali, a norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 3 dicembre 1975,
n. 805;
Visto il decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29;
Visto il decreto-legge 29 marzo 1995, n. 97, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 maggio 1995, n. 203;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59, recante delega al Governo per
il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali,
per la riforma della pubblica amministrazione e per la
semplificazione amministrativa, ed in particolare l’articolo 11,
comma 1, lettera a), che conferisce delega al Governo per
razionalizzare l’ordinamento della Presidenza del Consiglio dei
Ministri e dei Ministeri, anche attraverso il riordino, la
soppressione e la fusione dei Ministeri;
Ritenuto di dover procedere al riordino dell’organizzazione
amministrativa statale nei settori dei beni culturali e delle
attività culturali, al fine di conseguire l’accorpamento delle
funzioni in atto esercitate dal Ministero per i beni culturali e
ambientali, nonché dal Dipartimento dello spettacolo e dall’Ufficio
per i rapporti con gli organismi sportivi della Presidenza del
Consiglio dei Ministri;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 31 luglio 1998;
Acquisito il prescritto parere della commissione parlamentare
bicamerale, istituita ai sensi dell’articolo 5 della legge 15 marzo
1997, n. 59;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 16 ottobre 1998;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro per i beni culturali e ambientali, delegato per lo
spettacolo e lo sport, di concerto con i Ministri del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica e per la funzione
pubblica e gli affari regionali;
E m a n a
il seguente decreto legislativo:
Art. 1.
Istituzione del Ministero per i beni e le attività culturali
1. Nel quadro delle finalità indicate dall’articolo 9 della
Costituzione e dall’articolo 128 del Trattato istitutivo della
Comunità europea, è istituito il Ministero per i beni e le attività
culturali, di seguito denominato Ministero. Il Ministero provvede,
secondo quanto previsto dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
112, e dalle disposizioni del presente decreto, alla tutela,
gestione e valorizzazione dei beni culturali e ambientali e alla
promozione delle attività culturali. Nell’esercizio di tali
funzioni il Ministero privilegia il metodo della programmazione;
favorisce la cooperazione con le regioni e gli enti locali, con le
amministrazioni pubbliche, con i privati e con le organizzazioni di
volontariato. Opera per la massima fruizione dei beni culturali e
ambientali, per la più ampia promozione delle attività culturali
garantendone il pluralismo e l’equilibrato sviluppo in relazione
alle diverse aree territoriali e ai diversi settori.
2. Ai fini del presente decreto valgono le definizioni di cui
all’articolo 148 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
Art. 2.
Attribuzioni del Ministero
1. Al Ministero sono devolute:
a) le attribuzioni spettanti al Ministero per i beni culturali e
ambientali, salve quelle di competenza delle regioni anche a
statuto speciale, delle province autonome e degli enti locali ai
sensi della legislazione vigente;
b) le attribuzioni in materia di spettacolo, di sport e di
impiantistica sportiva spettanti alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri ai sensi dell’articolo 2 del decreto-legge 29 marzo 1995,
n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 maggio 1995,
n. 203, e di cui agli articoli 156 e 157 del decreto legislativo 31
marzo 1998, n. 112.
2. Il Ministero esercita, in particolare, le funzioni
amministrative statali nelle seguenti materie:
a) tutela, gestione e valorizzazione dei beni culturali e dei beni
ambientali;
b) promozione delle attività culturali in tutte le loro
manifestazioni con riferimento particolare alle attività teatrali,
musicali, cinematografiche, alla danza e ad altre forme di
spettacolo, inclusi i circhi e spettacoli viaggianti, alla
fotografia, alle arti plastiche e figurative, al design
industriale;
c) promozione del libro, della lettura e delle attività editoriali
di elevato valore culturale; sviluppo dei servizi bibliografici e
bibliotecari nazionali;
d) promozione della cultura urbanistica e architettonica, inclusa
l’ideazione e, d’intesa con le amministrazioni competenti, la
progettazione di opere di rilevante interesse architettonico
destinate ad attività culturali;
e) studio, ricerca, innovazione e alta formazione nelle materie di
competenza, anche mediante sostegno delle attività degli istituti
culturali;
f) diffusione dell’arte e della cultura italiana all’estero, salve
le attribuzioni del Ministero degli affari esteri e d’intesa con lo
stesso;
g) vigilanza sul CONI e sull’Istituto per il credito sportivo.
3. Sono trasferiti al Ministero:
a) gli uffici del Ministero per i beni culturali e ambientali;
b) il dipartimento dello spettacolo, l’ufficio per i rapporti con
gli organismi sportivi, la ripartizione dell’impiantistica
sportiva, tutti presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
4. Sono attribuiti al Ministero i beni, le risorse finanziarie e il
personale assegnati alle amministrazioni trasferite, fermo restando
quanto previsto dall’articolo 11, commi 2 e 3. Sono soppressi il
Ministero per i beni culturali e ambientali e, presso la Presidenza
del Consiglio dei Ministri, il dipartimento e gli uffici di cui al
comma 3, lettera b).
Art. 3.
Il Ministro
1. Il Ministro per i beni e le attività culturali, di seguito
denominato: “Ministro”, è l’organo di direzione politico-
amministrativa del Ministero, ne determina gli indirizzi, gli
obiettivi e i programmi e verifica la rispondenza a questi dei
risultati conseguiti. Il Ministro è componente del CIPE.
2. Per l’esercizio delle funzioni di indirizzo costituiscono organi
di consulenza del Ministro il Consiglio di cui all’articolo 4, il
Comitato per i problemi dello spettacolo di cui all’articolo 1,
comma 67, del decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 545, convertito,
con modificazioni, dalla legge 23 dicembre 1996, n. 650, e la
Conferenza dei presidenti delle commissioni di cui all’articolo 154
del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, che è presieduta dal
segretario generale del Ministero.
3. Il Ministro, anche sulla base delle proposte delle commissioni
di cui all’articolo 155 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
112, approva il programma triennale degli interventi nel settore
dei beni culturali, sentito il Consiglio di cui all’articolo 4. Il
programma è aggiornato annualmente con le medesime procedure.
4. Al Ministro risponde il Comando carabinieri per la tutela del
patrimonio artistico istituito dal decreto del Ministro per i beni
culturali e ambientali in data 5 marzo 1992, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 64 del 17 marzo 1992. Al Ministro risponde
altresì il servizio di controllo interno.
Art. 4.
Il Consiglio per i beni culturali e ambientali e i Comitati tecnico-
scientifici
1. Il Consiglio per i beni culturali e ambientali, di seguito
denominato: “Consiglio”, è presieduto dal Ministro e composto dai
presidenti dei comitati tecnico-scientifici di cui al comma 3 e da
otto eminenti personalità della cultura nominate dal Ministro, di
cui quattro su designazione della Conferenza unificata di cui
all’articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.
281, nonché da tre rappresentanti del personale del Ministero
eletti con le modalità previste dal decreto del Presidente della
Repubblica 22 luglio 1977, n. 721. Il Consiglio elegge a
maggioranza tra i propri componenti un vice presidente e adotta un
regolamento interno.
2. I componenti del Consiglio durano in carica quattro anni e
possono essere confermati una sola volta. Essi non possono
esercitare le attività previste dall’articolo 2195 del codice
civile, né essere amministratori o far parte di consigli di
amministrazione di società che esercitino le medesime attività.
Essi inoltre non possono costituire rapporti di collaborazione
professionale con il Ministero o, nelle materie di competenza del
Consiglio, con altri soggetti pubblici e privati.
3. Presso gli uffici di cui all’articolo 6, comma 2, operano, in
relazione alle materie di loro competenza, comitati tecnico-
scientifici con funzioni consultive, composti ciascuno da otto
esperti, ai quali si applicano le disposizioni di cui al comma 2.
Il numero e la composizione dei comitati sono stabiliti con i
provvedimenti di cui all’articolo 11, comma 1.
4. Al Consiglio e ai comitati tecnico-scientifici sono attribuite
le competenze spettanti, rispettivamente, al Consiglio nazionale
per i beni culturali e ambientali e ai comitati di settore ai sensi
degli articoli 3 e 8 del decreto del Presidente della Repubblica 3
dicembre 1975, n. 805.
5. Sino alla costituzione del Consiglio e dei comitati tecnico-
scientifici continuano ad operare il Consiglio nazionale per i beni
culturali e ambientali e i comitati di settore, di cui agli
articoli 3 e 7 del decreto del Presidente della Repubblica 3
dicembre 1975, n. 805.
6. Con regolamento da adottarsi ai sensi dell’articolo 17, comma 2,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, possono essere rideterminati le
funzioni e i compiti del Consiglio e dei comitati tecnico-
scientifici, anche in relazione a forme di interazione con il
Comitato per i problemi dello spettacolo.
Art. 5.
Il segretario ge…

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