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Procedure in materia di sistemi di trasporto rapido di massa ai sensi della legge 26 febbraio 1992, n. 211

IL MINISTRO DEI TRASPORTI
E DELLA NAVIGAZIONE
Vista la legge 26 febbraio 1992, n. 211, con la quale sono stati
stanziati finanziamenti, ai fini dello sviluppo del trasporto
pubblico in ambito urbano, per la realizzazione di sistemi di
trasporto rapido di massa a guida vincolata;
Viste le leggi n. 341/1995, n. 641/1996, n. 208/1998, n. 30/1998 e
n. 194/1998 con le quali sono stati assegnati contributi ad
interventi inseriti nelle graduatorie predisposte per il riparto
dei fondi ex lege n. 211/1992;
Visto l’art. 29 della legge 17 maggio 1999, n. 144, che ha fissato
i termini entro i quali dovevano essere presentati i progetti
definitivi, relativi a interventi rientranti nell’ambito delle
finalità previste dalla legge 26 febbraio 1992, n. 211, pena la
revoca dei contributi concessi;
Visto l’art. 13 della legge n. 472, del 7 dicembre 1999,
concernente “Interventi nel settore dei trasporti”;
Decreta:
Art. 1.
Approvazione dei progetti
Gli enti locali beneficiari dei finanziamenti di cui alla legge n.
211/1992, che devono ancora presentare il progetto in quanto hanno
indetto specifiche gare di appalto concorso, dovranno unitamente
alla conclusione dell’iter di gara, comunicare al Ministero dei
trasporti e della navigazione, Dipartimento trasporti terrestri,
Unità di gestione T.I.F. se intendono procedere approvando
direttamente il progetto stesso ovvero se vorranno avvalersi di
quanto disposto dal comma 4 dell’art. 13 della legge n. 472/1999,
richiedendo il parere tecnico-economico del Ministero.
Nel primo caso dovrà essere comunque trasmessa la documentazione
tecnica necessaria all’esame del progetto, inteso al rilascio del
nullaosta tecnico ai fini della sicurezza.
Con separato provvedimento gli uffici competenti preciseranno la
documentazione che dovrà essere inoltrata in tale caso.
Nell’ipotesi che un ente locale opti per l’approvazione del
progetto definitivo, senza avvalersi dei servizi tecnici del
Ministero, potrà farlo – ovviamente – nel rispetto dei limiti
finanziari previsti dalle delibere C.I.P.E. di assegnazione dei
contributi statali e dovrà dare comunicazione al Ministero dei
trasporti e della navigazione dell’avvenuta approvazione.
Gli enti locali che, nel rispetto delle scadenze previste dalla
legge n. 144/1999, hanno presentato i progetti definitivi che al
momento non sono stati ancora approvati dal Ministero, possono,
entro trenta giorni dall’emanazione del presente decreto,
richiedere la sospensione dell’istruttoria in corso, che proseguirà
solamente ai fini del rilascio del nullaosta relativo alla
sicurezza.
Nel caso in cui il decreto di approvazione del Ministero non sia
stato ancora emanato, in ragione di prescrizioni impartite in sede
di voto della Commissione interministeriale n. 1042/69, l’iter
approvativo dovrà concludersi con le modalità già avviate.
Nulla varia, invece, ove i soggetti beneficiari non siano enti
locali.
Art. 2.
Scadenze per l’avvio dei lavori (1)
Al fine di accelerare l’avvio effettivo delle opere oggetto dei
finanziamenti, si stabilisce che i soggetti proponenti dovranno
procedere alla consegna dei lavori entro i seguenti tempi:
per i progetti già approvati, in considerazione della complessità
delle attività preliminari all’esecuzione, entro un anno a far data
dalla emanazione del presente decreto;
per i progetti ancora non presentati ovvero in corso di istruttoria
entro un anno a far data dal provvedimento di approvazione del
progetto (Ministeriale o dell’ente locale).
(1)A norma dell’art. 1, D.M. 22 dicembre 2000, i termini per la
consegna dei lavori fissati dal presente articolo per interventi
già approvati alla data di emanazione del presente decreto, vengono
prorogati al 30 giugno 2001 e quelli per interventi ancora non
presentati o in corso di istruttoria sono fissati in diciotto mesi
a decorrere dalla data di approvazione del progetto. Per
l’applicazione della presente disposizione di proroga vedi l’art.
3, D.M. 22 dicembre 2000.
Art. 3.
Varianti
Relativamente ai progetti già approvati:
1) sono ammesse solamente correzioni di tracciato modeste e
chiaramente migliorative in rapporto agli usuali parametri
trasportistici; inoltre sarebbe preferibile che tali correttivi
fossero elaborati in uno con le progettazioni costruttive. Ove tali
circostanze implicassero allungamenti dei tempi dovranno essere
individuati lotti funzionali affinché almeno le parti delle opere
non interessate dalle modifiche possano essere cantierate al più
presto;
2) non sono ammessi cambi relativi alla scelta del sistema di
trasporto e della tecnologia da adottare; (1a)
3) eventuali maggiori costi connessi alle varianti non dovranno
incidere sul valore assoluto del contributo statale pari al 60%
dell’importo di delibera CIPE di assegnazione;
4) in qualsiasi caso dovranno essere rispettate le tempistiche
previste al precedente art. 2 del presente decreto e le eventuali
varianti non potranno costituire motivo di deroga. Ove un soggetto
beneficiario ritenesse comunque di dover rivisitare in maniera
radicale il progetto, il finanziamento verrà revocato e il nuovo
progetto potrà essere riproposto per la successiva allocazione di
risorse finanziarie, peraltro già avviata.
(1a) A norma dell’art. 2, D.M. 22 dicembre 2000, con le modalità
previste dall’art. 3 delllo stesso D.M., ad integrazione e parziale
modifica di quanto previsto al presente punto, si ritengono
ammissibili cambi relativi alla scelta del sistema di trasporto
purchè la tecnologia scelta in variante presenti caratteristiche
analoghe a quelle del sistema originario sia sotto il profilo delle
prestazioni che della capacità di trasporto e comunque purchè
vengano rispettati i termini di cui ai commi 1 e 2 dell’ art. 1 del
medesimo D.M. .22 dicembre 2000.
Art. 4.
Le disposizioni di cui ai precedenti articoli si intendono estese
anche agli interventi elencati nella delibera CIPE del 30 gennaio
1997, finanziati con risorse ex lege n. 341/1995 e legge n.
641/1996.

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