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Adozione del regolamento concernente la ripartizione dei costi derivanti dalle attivita' dei Consorzi di tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche protette incaricati dal Ministero delle politiche agricole e forestali.

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

Vista la legge 24 aprile 1998, n. 128, contenente le disposizioni
per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza
dell’Italia alle Comunita’ europee – legge comunitaria 1995-97;

Vista la legge 21 dicembre 1999, n. 526, contenente le disposizioni
per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza
dell’Italia alle Comunita’ europee – legge comunitaria 1999;

Visto l’articolo 14 della citata legge 21 dicembre 1999, n. 526,
che sostituisce l’articolo 53 della predetta legge 24 aprile 1998,
n. 128;

Visto in particolare il comma 16 del predetto articolo 14, che
stabilisce che i costi derivanti dalle attivita’ contemplate al
comma 15 dell’articolo 14 predetto sono a carico di tutti i
produttori e gli utilizzatori secondo i criteri stabiliti con
regolamento del Ministro delle politiche agricole e forestali;

Visti i decreti ministeriali n. 61413 e n. 61414, entrambi del 12
aprile 2000, contenenti rispettivamente le disposizioni generali
relative ai requisiti di rappresentativita’ dei Consorzi di tutela
delle denominazioni di origine protette (DOP) e delle indicazioni
geografiche protette (IGP) e i criteri che assicurano una
equilibrata rappresentanza delle categorie dei produttori e dei
trasformatori interessate alle DOP e alle IGP negli organi sociali
dei Consorzi stessi;

Ritenuta la necessita’ di adottare, ai sensi del citato articolo
14, comma 16, le disposizioni regolamentari per la fissazione dei
criteri per la ripartizione dei costi derivanti dalle attivita’
contemplate al comma 15 dello stesso articolo 14;

Udito il parere del Consiglio di Stato – Sezione consultiva per gli
atti normativi nell’adunanza del 15 maggio 2000, ai sensi dell’
articolo 17, comma 4 della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri a
norma del citato articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400,
effettuata con nota n. 63084 del 31 agosto 2000;

A d o t t a il seguente regolamento:

Art. 1.

1. I costi derivanti dalle attivita’ attribuite, ai sensi
dell’articolo 14, comma 15 della legge 21 dicembre 1999, n. 526,
che ha sostituito l’articolo 53 della legge 24 aprile 1998, n. 128,
ai Consorzi di tutela delle DOP o IGP, incaricati con decreto del
Ministero delle politiche agricole e forestali, sono determinati
dal competente organo consortile e sono posti a carico:

a) di tutti i soggetti che aderiscono al Consorzio;

b) dei soggetti, anche se non aderenti al Consorzio, appartenenti
alle corrispondenti categorie individuate all’articolo 4 del
decreto ministeriale n. 61413 del 12 aprile 2000 recante
disposizioni generali relative ai requisiti di rappresentativita’
dei Consorzi di tutela delle DOP e delle IGP, secondo i criteri
stabiliti con il presente regolamento.

Art. 2.

1. La quota da porre a carico di ciascuna categoria della filiera
non puo’ superare la percentuale di rappresentanza fissata per la
categoria medesima dall’articolo 3, del decreto ministeriale n.
61414 del 12 aprile 2000, concernente l’individuazione dei criteri
di rappresentanza negli organi sociali dei consorzi di tutela delle
DOP e delle IGP e dagli Statuti dei singoli Consorzi di tutela.

2. Nell’ambito della quota posta a carico di ciascuna categoria,
ogni soggetto appartenente alla categoria medesima dovra’
contribuire con una quota commisurata alla quantita’ di prodotto
controllata dall’organismo privato autorizzato o dall’autorita’
pubblica designata per lo specifico prodotto ed idonea ad essere
certificata a DOP o a IGP.

3. Sono poste a carico delle categorie individuate all’articolo 4,
del decreto ministeriale citato all’articolo 1 del presente
regolamento, le quote, qualora non coperte, riservate alle
categorie, diverse dalle predette, individuate all’articolo 2, del
decreto ministeriale n. 61414 del 12 aprile 2000, recante
l’individuazione dei criteri di rappresentanza negli organi sociali
dei Consorzi di tutela delle denominazioni di origine protette
(DOP) e delle indicazioni geografiche protette (IGP).

Art. 3.

1. I costi consortili relativi alle attivita’ non rientranti tra
quelle individuate al comma 15 dell’articolo 14, gravano
esclusivamente sui soci del Consorzio ed in nessun caso possono
essere poste a carico dei soggetti non consorziati.

Art. 4.

1. In via di prima applicazione e in attesa del conferimento
dell’incarico delle funzioni di cui all’articolo 14, comma 15 della
citata legge 21 dicembre 1999, n. 526, che ha sostituito l’articolo
53 della legge 24 aprile 1998, n. 128, i costi sostenuti dai
Consorzi di tutela, gia’ riconosciuti da autorita’ nazionali, per
lo svolgimento delle predette funzioni vengono ripartiti in
conformita’ dei criteri enunciati nei precedenti articoli 1, 2 e 3.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di
farlo osservare.

Roma, 12 settembre 2000

Il Ministro: Pecoraro Scanio

Visto, il Guardasigilli: Fassino

Registrato alla Corte dei conti il 27 dicembre 2000
Registro n. 2 Politiche agricole, foglio n. 260
N O T E:

Avvertenza:

Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi dell’art. 10,
comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione
delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della
Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica
italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle
quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il valore e
l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.

Note alle premesse:

– La legge 24 aprile 1998, n. 128, reca: “Disposizioni per
l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza
dell’Italia alla Comunita’ europea. Legge comunitaria 1995-1997”.

– La legge 21 dicembre 1999, n. 526, reca:

“Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti
dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee. Legge
comunitaria 1999”. Si trascrive il testo del relativo art. 14.

1. L’art. 53 della legge 24 aprile 1998, n. 128, e’ sostituito dal
seguente:

“Art. 53 (Controlli e vigilanza sulle denominazioni protette e
sulle attestazioni di specificita’). – 1. In attuazione di quanto
previsto all’art. 10 del regolamento (CEE) n. 2081/92 del
Consiglio, del 14 luglio 1992, e all’art. 14 del regolamento (CEE)
n. 2082/92 del Consiglio, del 14 luglio 1992, il Ministero delle
politiche agricole e forestali e’ l’autorita’ nazionale preposta al
coordinamento dell’attivita’ di controllo e responsabile della
vigilanza sulla stessa. L’attivita’ di controllo di cui all’art. 10
del citato regolamento (CEE) n. 2081/92 e all’art. 14 del citato
regolamento (CEE) n. 2082/92 e’ svolta da autorita’ di controllo
pubbliche designate e da organismi privati autorizzati con decreto
del Ministro delle politiche agricole e forestali, sentito il
gruppo tecnico di valutazione istituito con decreto del Ministro
per le politiche agricole 25 maggio 1998, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 178 del 1o agosto 1998.

2. Le autorizzazioni di cui al comma 1 agli organismi di controllo
privati devono preventivamente prevedere una valutazione dei
requisiti relativi a:

a) conformita’ alla norma europea EN 45011 del 26 giugno 1989;

b) disponibilita’ di personale qualificato sul prodotto specifico e
di mezzi per lo svolgimento dell’attivita’ di controllo;

c) adeguatezza delle relative procedure.

3. Nel caso in cui gli organismi privati si avvalgano, per taluni
controlli, di un organismo terzo, quest’ultimo deve soddisfare i
requisiti di cui al comma 2.

4. Le autorizzazioni possono essere sospese o revocate in caso di:

a) perdita dei requisiti di cui al comma 2 sia da parte degli
organismi privati autorizzati sia da parte di organismi terzi dei
quali essi si siano eventualmente avvalsi;

b) violazione della normativa comunitaria in materia;

c) mancanza dei requisiti in capo agli organismi privati e agli
organismi terzi, accertata successivamente all’autorizzazione in
forza di silenzio-assenso ai sensi del comma 13.

5. La revoca o la sospensione dell’autorizzazione all’organismo di
controllo privato puo’ riguardare anche una singola produzione
riconosciuta. Per lo svolgimento di tale attivita’ il Ministero
delle politiche agricole e forestali si avvale delle strutture del
Ministero stesso e degli enti vigilati.

6. Gli organismi privati che intendano proporsi per il controllo
delle denominazioni registrate ai sensi degli articoli 5 e 17 del
citato regolamento (CEE) n. 2081/92 e dell’art. 7 del citato
regolamento (CEE) n. 2082/92 devono presentare apposita richiesta
al Ministero delle politiche agricole e forestali.

7. E’ istituito presso il Ministero delle politiche agricole e
forestali un elenco degli organismi privati che soddisfino i
requisiti di cui al comma 2, denominato “Elenco degli organismi di
controllo privati per la denominazione di origine protetta (DOP),
la indicazione geografica protetta (IGP) e la attestazione di
specificita’ (STG).

8. La scelta dell’organismo privato e’ effettuata tra quelli
iscritti all’elenco di cui al comma 7:

a) dai soggetti proponenti le registrazioni, per le denominazioni
registrate ai sensi dell’art. 5 del citato regolamento (CEE) n.
2081/92;

b) dai soggetti che abbiano svolto, in conformita’ alla normativa
nazionale sulle denominazioni giuridicamente protette, funzion…

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