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Regolamento recante disposizioni integrative del decreto del President...

Regolamento recante disposizioni integrative del decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554, concernente il regolamento di attuazione della legge quadro sui lavori pubblici.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto l’articolo 87 della Costituzione;

Visto l’articolo 3 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e
successive modificazioni;

Visto il regolamento generale di attuazione di cui al citato
articolo 3 della legge n. 109 del 1994, emanato con il decreto del
Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554, pubblicato
nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana del 28 aprile 2000;

Visto il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, reso
con voto n. 20 del 29 marzo 1999;

Visto il parere del Consiglio di Stato n. 123/99 espresso
dall’adunanza generale del 12 luglio 1999;

Acquisito in data 23 settembre 1999, il parere della Conferenza
unificata istituita ai sensi del decreto legislativo 28 agosto
1997, n. 281;

Acquisiti i pareri delle competenti commissioni del Senato della
Repubblica e della Camera dei deputati espressi rispettivamente in
data 10 novembre 1999 e 24 novembre 1999;

Vista la delibera della Corte dei conti, Sezione controllo I
Collegio, n. 40/2000, adottata nell’adunanza del 30 marzo 2000, con
la quale il regolamento generale e’ stato ammesso al visto ed alla
conseguente registrazione, con l’esclusione degli articoli 52 e 75;

Considerato che vi era urgenza a dar corso alla pubblicazione
dell’intero regolamento in relazione alle vive attese delle
amministrazioni pubbliche nonche’ degli operatori del settore e che
le norme non ammesse a registrazione regolavano le cause di
esclusione dalle gare nei servizi attinenti alla architettura ed
all’ingegneria e negli appalti e concessioni di lavori pubblici per
le quali l’applicazione diretta della disciplina comunitaria poteva
momentaneamente supplire, in attesa di una piu’ approfondita
valutazione del portato della pronuncia dell’organo di controllo;

Considerato quindi che si ritiene possibile dare attuazione alla
delibera n. 40/2000, della Corte dei conti, emanando un
provvedimento che adegua il testo degli articoli 52 e 75 del
decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554,
alle osservazioni espresse nella predetta delibera;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 28 luglio 2000;

Sulla proposta del Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il
Ministro dell’ambiente e con il Ministro per i beni e le attivita’
culturali;

Emana il seguente regolamento:

Art. 1.

1. L’articolo 52 del decreto del Presidente della Repubblica 21
dicembre 1999, n. 554, e’ sostituito dal seguente:

“Art. 52. Esclusione dalle gare di affidamento dei servizi di
architettura e diingegneria 1. Sono esclusi dalle procedure di
affidamento dei servizi disciplinati dal presente titolo e non
possono stipulare i relativi contratti i soggetti di cui
all’articolo 17, comma 1, lettere d), e), f) e g), della legge che
si trovino nelle condizioni previste dall’articolo 12 del decreto
legislativo 17 marzo 1995, n. 157, cosi’ come da ultimo modificato
dal decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 65, che disciplina gli
affidamenti di appalti pubblici di servizi.

2. (Comma non ammesso al “Visto della Corte dei conti).”.

Art. 2.

1. L’articolo 75 del decreto del Presidente della Repubblica 21
dicembre 1999, n. 554, e’ sostituito dal seguente:

“Art. 75. Cause di esclusione dalle gare di appalto per
l’esecuzione di lavori pubblici 1. Sono esclusi dalla
partecipazione alle procedure di affidamento degli appalti e delle
concessioni e non possono stipulare i relativi contratti i
soggetti:

a) che si trovano in stato di fallimento, di liquidazione coatta,
di amministrazione controllata o di concordato preventivo o nei cui
riguardi sia in corso un procedimento per la dichiarazione di una
di tali situazioni;

b) nei cui confronti e’ pendente procedimento per l’applicazione di
una delle misure di prevenzione di cui all’articolo 3 della legge
27 dicembre 1956, n. 1423; il divieto opera se la pendenza del
procedimento riguarda il titolare o il direttore tecnico, se si
tratta di impresa individuale; il socio o il direttore tecnico se
si tratta di societa’ in nome collettivo o in accomandita semplice,
gli amministratori muniti di poteri di rappresentanza o il
direttore tecnico, se si tratta di altro tipo di societa’;

c) nei cui confronti e’ stata pronunciata sentenza di condanna
passata in giudicato, oppure di applicazione della pena su
richiesta, ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura
penale, per reati che incidono sull’affidabilita’ morale e
professionale; il divieto opera se la sentenza e’ stata emessa nei
confronti del titolare o del direttore tecnico se si tratta di
impresa individuale; del socio o del direttore tecnico, se si
tratta di societa’ in nome collettivo o in accomandita semplice;
degli amministratori muniti di potere di rappresentanza o del
direttore tecnico se si tratta di altro tipo di societa’ o
consorzio. In ogni caso il divieto opera anche nei confronti dei
soggetti cessati dalla carica nel triennio antecedente la data di
pubblicazione del bando di gara, qualora l’impresa non dimostri di
aver adottato atti o misure di completa dissociazione della
condotta penalmente sanzionata. (Seguivano alcune parole non
ammesse al “Visto della Corte dei conti). Resta salva in ogni caso
l’applicazione dell’articolo 178 del codice penale e dell’articolo
445, comma 2, del codice di procedura penale;

d) che hanno violato il divieto di intestazione fiduciaria posto
all’articolo 17 della legge 19 marzo 1990, n. 55;

e) che hanno commesso gravi infrazioni debitamente accertate alle
norme in materia di sicurezza e a ogni altro obbligo derivante dai
rapporti di lavoro, risultanti dai dati in possesso
dell’Osservatorio dei lavori pubblici;

f) che hanno commesso grave negligenza o malafede nell’esecuzione
di lavori affidati dalla stazione appaltante che bandisce la gara;

g) che abbiano commesso irregolarita’, definitivamente accertate,
rispetto gli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse,
secondo la legislazione italiana o quella dello Stato in cui sono
stabiliti;

h) che nell’anno antecedente la data di pubblicazione del bando di
gara hanno reso false dichiarazioni in merito ai requisiti e alle
condizioni rilevanti per la partecipazione alle procedure di gara,
risultanti dai dati in possesso dell’Osservatorio dei lavori
pubblici.

2. I concorrenti dichiarano ai sensi delle vigenti leggi
l’inesistenza delle situazioni di cui al comnma 1, lettere a), d),
e), f), g) e h) e dimostrano mediante la produzione di certificato
del casellario giudiziale o dei carichi pendenti che non ricorrono
le condizioni prescritte al medesimo comma 1, lettere b) e c).

3. Se nessun documento o certificato tra quelli previsti dal comma
2 e’ rilasciato da altro Stato dell’Unione europea, costituisce
prova sufficiente una dichiarazione giurata rilasciata
dall’interessato innanzi a un’autorita’ giudiziaria o
amministrativa, a un notaio o a qualsiasi altro pubblico ufficiale
autorizzato a riceverla in base alla legislazione dello Stato
stesso o, negli Stati dell’Unione europea in cui non e’ prevista la
dichiarazione giurata, una dichiarazione solenne”.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di
farlo osservare.

Dato a Roma, addi’ 30 agosto 2000

CIAMPI
Amato, Presidente del Consiglio dei Ministri
Nesi, Ministro dei lavori pubblici
Bordon, Ministro dell’ambiente
Melandri, Ministro per i beni e le attivita’ culturali
Visto, il Guardasigilli: Fassino

Registrato alla Corte dei conti l’11 dicembre 2000
Atti di Governo, registro n. 123, foglio n. 11
La Sezione del controllo, nell’adunanza del 7 dicembre 2000, ha
ammesso al visto e alla conseguente registrazione il regolamento,
con esclusione:

dell’art. 1, nella parte in cui introduce il comma 2 nell’art. 52
del decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999, n.
554;

dell’art. 2, nella parte in cui introduce nell’art. 75, comma 1,
lettera c) del decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre
1999, n. 554, la seguente frase: “Le disposizioni di cui alla
presente lettera, nei limiti in cui innovano nella materia, si
applicano in relazione a pronunce di condanna emesse
successivamente all’entrata in vigore del presente regolamento”.

N O T E:

Avvertenza:

Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi dell’art. 10,
commi 2 e 3, del testo unico, delle disposizioni sulla
promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei decreti del
Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della
Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n.
1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizipni di
legge modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui
trascritti.

Note alle premesse:

– Si riporta il testo dell’art. 87 della Costituzione:

“Art. 87. – Il Presidente della Repubblica e’ il Capo dello Stato e
rappresenta l’unita’ nazionale.

Puo’ inviare messaggi alle Camere.

Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione.

Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di
iniziativa del Governo.

Promulga le leggi (93) ed emana i decreti aventi valore di legge e
i regolamenti.

Indice il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione.

Nomina, nei casi indicati dalla legge, i f…

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