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Riorganizzazione dell'area tecnico-industriale del Ministero della difesa, a norma dell'articolo 1, comma 1, lettera c) , della legge 28 dicembre 1995, n. 549.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 28 dicembre 1995, n. 549, ed in particolare
l’articolo 1, comma 1, lettera c), recante delega al Governo per
procedere alla ristrutturazione degli arsenali, degli stabilimenti
e dei centri tecnici, razionalizzandone i relativi compiti,
attraverso l’ottimizzazione e la concentrazione dei procedimenti
produttivi, anche attraverso accorpamenti;
Vista la legge 18 febbraio 1997, n. 25, recante attribuzioni del
Ministro della difesa, ristrutturazione dei vertici delle Forze
armate e dell’Amministrazione della difesa;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 29 agosto 1997;
Acquisiti il parere del Consiglio superiore delle Forze armate e
quelli delle competenti commissioni permanenti della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica, di cui all’articolo 1,
comma 2, della legge 28 dicembre 1995, n. 549;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 28 novembre 1997;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro della difesa, di concerto con i Ministri del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica, per la funzione pubblica
e gli affari regionali e dell’industria, del commercio e
dell’artigianato;
Emana
il seguente decreto legislativo:
Art. 1.
Classificazione degli enti
1. Gli enti dell’area tecnico-industriale ed i centri tecnici
dell’area tecnico-operativa del Ministero della difesa si
distinguono in enti dipendenti dagli ispettorati di Forza armata ed
enti dipendenti dal Segretario generale.
Art. 2.
Enti dipendenti dagli ispettorati di Forza armata
1. Gli enti hanno autonomia gestionale nell’ambito dei programmi di
lavoro disposti annualmente dagli organi di cui al comma 3,
attendono ai compiti relativi alle attività amministrativo-
contabili, secondo quanto previsto dalle norme di contabilità
generale dello Stato e sono altresì obbligati a provvedere alla
tenuta di una contabilità analitica industriale a decorrere dal 1°
gennaio 1998.
2. I direttori degli enti, al fine di ottimizzare i procedimenti
connessi all’attuazione dei programmi di lavoro annuali secondo i
relativi piani di spesa, provvedono autonomamente sia alle
necessarie acquisizioni di beni e servizi sia alla gestione delle
risorse disponibili, per il pieno raggiungimento degli obiettivi
individuati dai programmi medesimi.
3. Al termine del procedimento di ristrutturazione di ciascuno
degli enti nell’ambito dell’attività di pianificazione generale
delle Forze armate, per la successiva definizione dei conseguenti
programmi tecnico-operativi la responsabilità della manutenzione e
della sperimentazione dei beni funzionali all’impiego dello
strumento militare è affidata ai competenti ispettorati di Forza
armata.
4. Prima dell’inizio dell’esercizio finanziario, detti enti
ricevono il programma di lavoro annuale con il piano di spesa
nonché le risorse finanziarie suddivise in specifici capitoli come
appresso denominati;
a) capitolo esecuzione programma operativo;
b) capitolo funzionamento della struttura amministrativa e tecnica;
c) capitolo ammodernamento e potenziamento della struttura tecnica;
d) capitolo competenze al personale.
5. Ogni modificazione dei programmi richiede il contestuale
adeguamento dell’entità delle poste di cui ai pertinenti capitoli
di spesa, anche tenendo conto dei maggiori oneri derivanti dalla
necessità di riorganizzare i processi di manutenzione programmata.
Art. 3.
Personale degli enti dipendenti
dagli ispettorati di Forza armata
1. Il direttore dell’ente, nominato con decreto del Ministro della
difesa, è scelto tra il personale militare con grado non inferiore
a colonnello o gradi equipollenti. Il direttore, individuato in
relazione alle esperienze maturate nel settore tecnico-industriale,
ricopre l’incarico per un periodo di quattro anni, rinnovabile
anche per un periodo di tempo inferiore, compatibilmente con le
esigenze di impiego della Forza armata di appartenenza e sempre che
l’attività svolta risulti adeguata agli obiettivi prefissati.
2. Il direttore:
a) formula proposte ai fini della predisposizione dei programmi di
lavoro;
b) cura l’attuazione dei programmi stessi, anche mediante
l’affidamento della gestione di singoli progetti a personale
dipendente appositamente incaricato, determinando le risorse
occorrenti alla realizzazione di ciascun progetto;
c) esercita i poteri di spesa nei limiti degli stanziamenti
assegnati;
d) determina, informandone le organizzazioni sindacali maggiormente
rappresentative sul piano nazionale, i criteri generali di
organizzazione degli uffici, e definisce, ai sensi delle
prescrizioni del contratto collettivo nazionale di lavoro del
comparto del personale dipendente dei Ministeri, l’orario di
servizio e l’articolazione dell’orario contrattuale di lavoro in
relazione alle esigenze funzionali della struttura organizzativa
cui è preposto;
e) individua i responsabili dei procedimenti curati dall’ente
adottando le conseguenti attività di verifica e controllo.
3. Il direttore è responsabile dei risultati dell’attività svolta,
con particolare riferimento alla corretta gestione delle risorse
pubbliche ed al raggiungimento degli obiettivi indicati nei
programmi di lavoro. A tal fine, entro centottanta giorni dalla
data di entrata in vigore del presente decreto, è costituito
apposito sistema informativo-statistico per il controllo interno di
gestione dell’ente, con rilevazioni periodiche dei costi, delle
attività e dei relativi risultati.
4. Ferme le vigenti dotazioni organiche, il vice direttore
dell’ente dell’area tecnico-industriale, nominato con decreto del
Ministro della difesa, è scelto nell’ambito dei funzionari civili
della Difesa in possesso di esperienza nel settore tecnico-
industriale e di adeguata qualifica funzionale o dirigenziale;
l’incarico può anche essere conferito a personale
dell’Amministrazione pubblica ovvero estraneo alla stessa se in
possesso di analoga esperienza ed abbia ricoperto incarichi di
dirigenza aziendale.
5. Il vice direttore coadiuva il direttore nell’esplicazione dei
suoi compiti e lo sostituisce in caso di assenza o impedimento in
tutte le sue attribuzioni; dirige i servizi posti alle proprie
dipendenze; ha la reggenza dell’ente in caso di vacanza; provvede a
gestire i singoli progetti affidatigli dal direttore.
6. Il Ministro della difesa, per rendere pienamente funzionali gli
enti dell’area tecnico-industriale di cui all’articolo 2, ove
risultino carenze organiche in profili professionali noti ripianate
a seguito dei processi di ristrutturazione relativi ai restanti
enti e delle procedure di mobilità, indice pubblici concorsi
circoscrizionali per fronteggiare specifiche esigenze, individuate
d’intesa con i Ministri per la funzione pubblica e del tesoro, ed i
cui oneri devono comunque essere coperti con risparmi di gestione
conseguenti alle ristrutturazioni eseguite.
Art. 4.
Enti dipendenti dal Segretario generale (1)
1. Gli enti di cui al presente articolo sono posti alle dirette
dipendenze del Segretario generale della difesa, mediante un
apposito ufficio, costituito senza ulteriori oneri a carico del
bilancio dello Stato, che assume le attribuzioni delle competenti
direzioni generali. Conformemente alla vigente normativa in materia
di competenze e responsabilità del direttore dell’ente, questi può
essere scelto anche tra funzionari civili della Difesa.
2. Ferma la definizione di specifici settori di intervento, gli
enti di cui al comma 1 possono essere adibiti a cicli produttivi,
in tutto o in parte analoghi o alternativi a quelli svolti, per la
fornitura di beni e servizi alle amministrazioni statali ed a
committenti privati, anche mediante la stipulazione di appositi
contratti, nel rispetto dei principi che regolano la concorrenza ed
il mercato. I predetti enti, successivamente all’affidamento del
settore di intervento, nonché al compimento dell’eventuale connessa
ristrutturazione, presentano un autonomo bilancio annuale, sia
preventivo sia consuntivo, redatto dal direttore ai sensi degli
articoli 2423 e seguenti del codice civile, per l’approvazione del
Segretario generale della difesa che verifica i risultati di
gestione. A tal fine il direttore di ciascun ente è responsabile
della tenuta di un’analitica contabilità industriale. Gli enti
stessi decadono automaticamente dalla capacità di contrattare ai
sensi del presente comma decorsi due esercizi di non economica
gestione ai sensi dei commi 6 e 7.
3. Per le finalità indicate al comma 2 il Ministro della difesa
definisce, sentiti i Ministri del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, della funzione pubblica e dell’industria,
del commercio e dell’artigianato, contratti tipo o quadro ai sensi
delle vigenti disposizioni di diritto civile.
4. Fatto salvo quanto disposto dall’articolo 5, comma 1, lettera
c), gli enti di cui al presente articolo sono sottoposti a graduali
procedimenti di dismissione ed a provvedimenti di chiusura qualora
inidonei a fornire, secondo criteri di economica gestione, beni e
servizi coerenti con le finalità istituzionali dell’Amministrazione
della difesa, ovvero, se riconvertiti, a produrre a costi
competitivi con quelli di mercato.
5. In particolare, è soggetto a chiusura l’ente a cui dopo due anni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo
non si è potuto affidare l’espletamento di alcuna attività ovvero
che, per due anni consecutivi dopo l’affidamento …

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