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Attuazione della Direttiva 89/397/CEE relativa al controllo ufficiale ...

Attuazione della Direttiva 89/397/CEE relativa al controllo ufficiale dei prodotti alimentari.

IL PRESIDENTE DALLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;

Visto l’art. 52 della L. 19.2.92, n. 142, recante delega al governo
per l’attuazione della direttiva 89/397/CEE del Consiglio del 14
giugno 1989, relativa al controllo ufficiale dei prodotti
alimentari;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 1 marzo 1993;

Sulla proposta dei Ministri per il coordinamento delle politiche
comunitarie e della sanità, di concerto con i Ministri degli affari
esteri, di grazia e giustizia, del tesoro e dell’industria, del
commercio e dell’artigianato;

emana

il seguente DECRETO LEGISLATIVO:

Art. 1 – Definizioni e finalità
1. Ai sensi del presente decreto per controllo ufficiale dei
prodotti alimentari di seguito definito controllo, si intendono le
attività di cui al comma 3 svolte dai competenti organi su:
a) i prodotti alimentari, ivi compresi gli alimenti destinati ad
un’alimentazione particolare;
b) gli additivi alimentari, le vitamine, i sali minerali inclusi i
sali degli oligoelementi e gli altri additivi destinati ad essere
venduti in quanto tali;
c) i materiali e gli oggetti destinati a venire a contatto con i
prodotti di cui alle lettere a) e b).
2. Il controllo ha la finalità di assicurare la conformità dei
prodotti di cui al comma 1 alle disposizioni dirette a prevenire i
rischi per la pubblica salute, a proteggere gli interessi dei
consumatori, tra cui quelli inerenti la corretta informazione e ad
assicurare la lealtà delle transazioni commerciali.
3. Il controllo di cui al comma 1 consiste in una o più delle
seguenti operazioni :
a) l’ispezione;
b) il prelievo dei campioni ;
c) l’analisi dei campioni prelevati;
d) il controllo dell’igiene del personale;
e) l’esame del materiale scritto e dei documenti di vario genere;
f) l’esame dei sistemi di verifica eventualmente installati
dall’impresa e dei relativi risultati.
4. Le disposizioni del presente decreto si applicano nei confronti
dei prodotti di cui al comma 1 destinati:
a) ad essere commercializzati nel territorio nazionale;
b) ad essere spediti in altro Stato membro delle Comunità europee;
c) ad essere esportati.
5. Il controllo riguarda tutte le fasi della produzione, della
fabbricazione, della lavorazione, del magazzinaggio, del trasporto,
della distribuzione, del commercio e dell’importazione.

Art. 2 – Ispezioni
1. Le ispezioni riguardano:
a) lo stato, le condizioni igieniche ed i relativi impieghi degli
impianti, delle attrezzature, degli utensili, dei locali e delle
strutture, ivi compresi gli uffici ed i terreni, dei mezzi di
trasporto, nelle diverse fasi di cui al comma 5 dell’art. 1;
b) le materie prime, gli ingredienti, i coadiuvanti tecnologici e
gli altri prodotti utilizzati per la preparazione e la produzione
dei prodotti alimentari;
c) i prodotti semilavorati;
d) i prodotti finiti;
e) i materiali e gli oggetti destinati a venire a contatto con i
prodotti di cui alle lettere a) e b) del comma 1 dell’art. 1;
f) i procedimenti di disinfezione, di pulizia e di manutenzione ed
i relativi presidi chimici ed i detergenti nonché gli
antiparassitari impiegati per la disinfestazione;
g) i processi tecnologici per produrre o lavorare i prodotti
alimentari;
h) l’etichettatura e la presentazione dei prodotti alimentari;
i) i mezzi e le modalità di conservazione.
2. Le ispezioni possono essere integrate:
a) dall’audizione del responsabile dell’impresa ispezionata e delle
persone che lavorano per conto dell’impresa;
b) dal rilevamento dei valori registrati dagli strumenti di
misurazione installati dall’impresa;
c) dalla verifica attuata con strumenti propri dagli organi di
controllo, delle misurazioni effettuate con gli strumenti
installati dall’impresa;
d) dalla valutazione delle procedure adottate dall’impresa per
assicurare la qualità igienica degli alimenti e delle bevande.
3. Gli accertamenti analitici sono compiuti dai laboratori delle
unità sanitarie locali, dai laboratori degli istituti
zooprofilattici, dai laboratori dell’ispettorato centrale
repressioni frodi e da altri laboratori pubblici indicati dalle
autorità competenti.
4. Ai fini degli accertamenti analitici gli organi di controllo
prelevano campioni dei prodotti di cui al comma 1, lettere b), c),
d), e) ed f).
5. Gli organi di controllo provvedono altresì al controllo del
comportamento igienico del personale che direttamente o
indirettamente, per esercitare le proprie mansioni, entra in
contatto con le sostanze ed i prodotti di cui al comma 1, lettere
b), c), d), e) ed f).
6. Il controllo di cui al comma 5 viene effettuato a prescindere
dagli esami medici.
7. Gli organi incaricati del controllo possono prendere conoscenza
del materiale scritto e di ogni altro documento in possesso delle
persone fisiche e giuridiche, nelle fasi di cui all’art.1, comma 5,
nonché fare ed acquisire copia o estratti del materiale e dei
documenti sottoposti al loro esame.
8. Gli organi incaricati del controllo sono tenuti a menzionare nel
verbale di ispezione l’attività d cui al comma 7.

Art. 3 – Tipi di controllo
1. Il controllo, che di regola si svolge senza preavviso, si
effettua sia in modo regolare sia nei casi in cui si sospetta che i
prodotti non siano conformi alle disposizioni di cui all’art. 1,
comma 2.
2. Il controllo regolare consiste in una attività di carattere
sistematico che viene eseguita secondo programmi preordinati che
definiscono, durante un periodo di tempo determinato, la natura e
la frequenza degli interventi in modo tale da assicurare che il
controllo sia proporzionato all’obiettivo perseguito.
3. Nei casi sospetti il controllo deve essere motivato, mirato,
proporzionato all’obiettivo specifico e comunque tale da non
pregiudicare il controllo di cui al comma 2.
4. Gli organi di controllo scelgono tra le fasi indicate al comma 5
dell’art. 1 quella o quelle più idonee alla ricerca prevista.

Art. 4 – Particolari tipologie di alimenti e modalità di analisi
1. Per i controlli microbiologici dei prodotti alimentari
deteriorabili, indicati con decreto del Ministro della sanità, il
responsabile del laboratorio provvede ai relativi accertamenti su
un’aliquota del campione ed in caso di non conformità, provvede con
tempestività a darne avviso all’interessato specificando il
parametro difforme e la metodica di analisi e comunicando il luogo,
il giorno e l’ora in cui le analisi vanno ripetute limitatamente ai
parametri risultati non conformi; un’altra aliquota resta di
riserva presso il laboratorio per un’eventuale perizia ordinata
dall’autorità giudiziaria.
2. Si applicano le procedure di cui all’art. 223 del Codice di
procedura penale ( rectius, vedi D.lgs. 28 luglio 1989, n.271″
norme di attuazione coordinamento e transitorie del codice di
procedura penale )
3. Il Ministro della sanità e il Ministro dell’Agricoltura e delle
foreste, anche in attuazione di disposizioni comunitarie, fissano
con propri decreti le categorie di alimenti diverse da quelle di
cui al comma 1 e le relative tipologie di analisi da effettuarsi
con le modalità di cui al comma 1.
4. Con gli stessi decreti sono individuati gli istituti ed i
laboratori pubblici idonei ad effettuare le analisi di cui al comma
3.

Art. 5 – Obblighi
1. Le persone fisiche e giuridiche soggette a controllo ufficiale
sono tenute a sottoporsi alle verifiche esercitate conformemente
alle modalità previste e ad assicurare agli incaricati la
necessaria assistenza nell’esercizio delle loro funzioni.
2. Fatti salvi gli obblighi previsti da leggi o da regolamenti
speciali, il personale incaricato del controllo è tenuto
all’osservanza del segreto professionale.

Art. 6 – Infezioni e intossicazioni alimentari
1. Per ogni episodio epidemico di infezione e di intossicazione
alimentare di cui al D.M. 15.12.90, l’unità sanitaria locale
competente per il territorio nel quale ha avuto luogo il consumo
degli alimenti svolge in collaborazione con le altre unità
sanitarie locali eventualmente interessate, nel tempo più breve,
una apposita indagine ai fini di accertare:
a) l’agente eziologico;
b) il veicolo e le modalità di trasmissione;
c) la provenienza dell’alimento contaminato;
d) i fattori causali .
2. L’unità sanitaria locale non oltre trenta giorni dall’inizio
della indagine trasmette il rapporto alle regioni per l’attuazione
delle misure a tutela della salute pubblica e per l’ulteriore invio
al Ministero della sanità.

Art. 7 – Criteri specifici di controllo
1. Il Ministro della sanità con proprio decreto definisce criteri
uniformi per il programma di controllo dei residui degli
antiparassitari.
2. Si applicano le disposizioni di cui all’art. 9 per quanto
attiene i programmi coordinati di controllo dei residui
antiparassitari raccomandati dalla CEE.

Art. 8 – Programmi regionali e provinciali
1. Le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano
trasmettono al Ministero della sanità la relazione di cui al comma
4 dell’art. 52 della L. 19.2.92, n. 142, dalla quale risulti il
numero e la natura dei controlli effettuati, il numero e la natura
delle infrazioni riscontrate nonché le proprie osservazioni
avvalendosi dei formulari adottati e aggiornati con decreto del
Ministro della sanità.

Art. 9 – Programma coordinato di controllo CEE
1. Le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano sono
tenute a dare attuazione al programma coordinato di controllo
raccomandato ogni anno dalla CEE.
2. I programmi di cui al comma 1 sono adottati con decreto del
Ministro della sanità.
3. L’attuazione dei programmi di cui al comma 1 è indipendente da

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