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Attuazione della direttiva 93/99/CEE concernente misure supplementari ...

Attuazione della direttiva 93/99/CEE concernente misure supplementari in merito al controllo ufficiale dei prodotti alimentari.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;

Vista la legge 6 gennaio 1996, n. 52, ed in particolare gli
articoli 1 e 33 e gli allegati A e B;

Vista la direttiva 93/99/CEE, del Consiglio del 29 ottobre 1993,
riguardante misure supplementari in merito al controllo ufficiale
dei prodotti alimentari;

Visto il decreto legislativo 3 marzo 1993, n. 123;

Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 21 febbraio 1997;

Acquisiti i pareri delle competenti commissioni permanenti della
Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 16 maggio 1997;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro della sanità, di concerto con i Ministri degli affari
esteri, di grazia e giustizia, del tesoro, delle risorse agricole,
alimentari e forestali e dell’industria, del commercio e
dell’artigianato;

EMANA

il seguente decreto legislativo:

Art. 1 – Ambito di applicazione
Il presente decreto completa le disposizioni di cui al decreto
legislativo 3 marzo 1993, n. 123, in particolare quelle
concernenti:
a) il personale delle strutture cui compete il controllo ufficiale;
b) i requisiti necessari per il funzionamento dei laboratori
adibiti al controllo ufficiale;
c) gli organismi responsabili della verifica dei laboratori adibiti
al controllo ufficiale;
d) i requisiti e le modalità dei sistemi di verifica dei laboratori
adibiti al controllo ufficiale;
e) le procedure relative al sistema di mutua assistenza
amministrativa e di scambio di informazioni nonché alle ispezioni
congiunte con gli agenti dell’Unione Europea.

Art. 2 – Personale
1. Le amministrazioni dello Stato, le Regioni e le Province
autonome di Trento e Bolzano, nell’ambito della propria competenza,
individuano le tipologie del personale delle strutture deputate al
controllo ufficiale dei prodotti alimentari tra cui quello che
opera nei campi della chimica, della chimica alimentare, della
medicina veterinaria, della medicina, della microbiologia
alimentare, dell’igiene alimentare, della tecnologia alimentare e
della legislazione nel settore alimentare, tenendo conto, in
relazione ai diversi profili professionali delle caratteristiche e
della portata delle attività ispettive, di quelle relative al
prelievo dei campioni ed al controllo analitico.
2. Le autorità di cui al comma 1 definiscono ed adeguano i
requisiti professionali e formativi, ivi compreso l’aggiornamento,
del personale.
3. Le autorità di cui al comma 1 devono disporre, con riguardo
all’articolazione delle proprie strutture territoriali, di
sufficiente personale esperto ed adeguatamente qualificato in
relazione alle tipologie individuate ai sensi del comma 1, per le
finalita’ di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 3
marzo 1993 n. 123.
4. Dall’applicazione del presente articolo non possono discendere
ulteriori oneri a carico del bilancio dello Stato.

Art. 3 – Requisiti minimi dei laboratori
1. I laboratori di cui all’articolo 2, comma 3, del decreto
legislativo 3 marzo 1993, n. 123, che effettuano analisi ai fini
del controllo ufficiale dei prodotti alimentari, devono essere
conformi ai criteri generali per il funzionamento dei laboratori di
prova stabiliti dalla norma europea EN 45001 e alle procedure
standard previste nei punti 3 e 8 dell’allegato II al decreto
legislativo 27 gennaio 1992, n. 120; la conformità è verificata con
ispezioni casuali da parte del personale responsabile del controllo
di qualità.
2. I laboratori di cui al comma 1 si adeguano a tali criteri entro
il 1 novembre 1998.

Art. 4 – Laboratori specializzati
1. Al fine di individuare, da parte delle regioni e delle province
autonome di Trento e Bolzano tra i laboratori deputati al controllo
ufficiale dei prodotti alimentari, quelli da adibire agli
accertamenti che per motivi di complessità e di valutazione costo-
beneficio devono essere effettuati in laboratori specializzati si
tiene conto dei seguenti criteri:
a) esigenze del territorio, in relazione al tipo ed alla
consistenza degli insediamenti produttivi, distributivi e di
ristorazione, alla entità degli eventuali flussi di importazione
nonché alla densita’ di popolazione e al numero degli abitanti;.
b) esperienza acquisita;
c) dotazione di personale, strutture e strumentazione.
2. Le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano comunicano
al Ministero della sanità i laboratori aventi i requisiti di cui
all’articolo 3 e quelli individuati ai sensi del comma 1.

Art. 5 – Valutazione e riconoscimento
1. Le amministrazioni dello Stato, nell’ambito della rispettiva
competenza, designano, tenuto conto del termine di cui all’articolo
3, comma 2, gli organismi responsabili della valutazione e del
riconoscimento dei laboratori preposti al controllo ufficiale.
2. Gli organismi di cui al comma 1 devono soddisfare i relativi
criteri generali stabiliti dalla norma europea EN 45003.
3. La valutazione dei laboratori di cui al comma 1 viene effettuata
secondo i criteri stabiliti dalla norma europea EN 45002 ed è
riferita a singole prove o a gruppi di prove.

Art. 6 – Ispezioni congiunte
1. Il personale delle amministrazioni dello Stato collabora con gli
agenti specializzati incaricati dalla Commissione europea di
valutare l’uniformità e l’efficienza dei sistemi ufficiali di
controllo alimentare.

Art. 7 – Sistema di mutua assistenza amministrativa e organo di
collegamento
1. Nell’ambito del sistema di mutua assistenza amministrativa tra
gli Stati membri le autorità competenti in materia di controllo
ufficiale dei prodotti alimentari sono tenute a fornire le
informazioni richieste sulle procedure di controllo in relazione
alle disposizioni giuridiche e alle norme di qualità applicabili ai
prodotti alimentari nonché sulle procedure applicabili in caso di
trasgressione delle disposizioni vigenti nel settore dei prodotti
alimentari.
2. Per le finalità di cui al comma 1, il Ministero della sanità è,
l’organo di collegamento con gli omologhi organi designati dagli
altri Stati membri; esso:
a) provvede allo scambio di informazioni di cui ai commi 3 e 4,
previa richiesta alle amministrazioni competenti;
b) cura e coordina la comunicazione e, in particolare, la
trasmissione e il ricevimento delle domande di assistenza
amministrativa con gli omologhi organi di collegamento degli altri
Stati membri;
c) definisce le modalità di mutua assistenza amministrativa con gli
omologhi organi di collegamento degli altri Stati membri.
3. Al ricevimento di una richiesta motivata, il Ministero della
sanità fornisce tutte le informazioni, escluse quelle che non
possono essere divulgate in base alla normativa vigente, necessarie
per garantire la conformità alle disposizioni e alle norme di
qualità di cui al comma 1.
4. Le informazioni e i documenti forniti in conformità al comma 3
sono trasmessi dal Ministero della sanità oppure, ove opportuno,
direttamente dall’autorità competente, che ne dà comunicazione al
Ministero della sanità.
5. Qualora dallo scambio di informazioni emerga l’eventualità di
una violazione della normativa comunitaria o nazionale l’autorità
competente trasmette a quella dello Stato membro con cui è in atto
lo scambio di informazioni nonchè al Ministero della sanità ogni
notizia utile relativa:
a) a qualsiasi iniziativa eventualmente presa per accertare la
presunta inadempienza;
b) ai provvedimenti adottati, compresi quelli diretti ad evitare il
ripetersi delle presunte inadempienze.

Art. 8 – Riservatezza
1. Le informazioni comunicate in qualsiasi forma ai sensi
dell’articolo 7 sono riservate e coperte dal segreto professionale
o commerciale; la mancata garanzia della segretezza da parte
dell’autorità richiedente consente all’autorità interpellata di non
fornire le informazioni.
2. Al ricevimento di una richiesta o nello scambio di informazioni
è resa nota l’eventuale esistenza di norme che consentono a
chiunque il libero accesso alle informazioni tenute dalle autorità
competenti.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di
farlo osservare.

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