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Avviso pubblico per la redazione di un albo di professionisti per il conferimento di incarichi di progettazione, direzione dei lavori e consulenza di importo stimato inferiore a 40.000 euro: pubblicita' e motivazione dell'esclusione dei professionisti ritenuti non idonei e competenze professionali richieste.

L’AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI

Il Consiglio nazionale degli ingegneri ha segnalato a questa
autorita’ la presunta illegittimita’ di un avviso pubblico redatto
dal Comune di P. per la formazione di un albo di professionisti
idonei per il conferimento per l’anno 2000 di incarichi di
progettazione, direzione dei lavori e consulenza in materia di
lavori pubblici.

Quanto sopra nel presupposto che sarebbe stata erroneamente
consentita anche agli architetti l’iscrizione ad alcune categorie
in cui si articola il predetto albo, e precisamente: (b) calcolo
strutture complesse in cemento armato, edili e stradali; d)
impianti tecnologici e relative verifiche. D’altro canto, sarebbe
stata erroneamente esclusa l’iscrizione agli ingegneri
professionisti per la categoria f): consulenza architettonica per
interventi su beni vincolati.

Nel caso di specie, trattasi di futuri incarichi di importo
inferiore a 40.000 Euro per i quali l’art. 17, comma 12, della
legge 11 febbraio 1994, n. 109 e l’art. 62, comma 1, del decreto
del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554 dispongono
che vengano affidati a professionisti di fiducia previa adeguata
pubblicita’ e sulla base di motivata scelta in relazione alla
verifica dell’esperienza e della capacita’ professionale.

Da tali ultime disposizioni, discende che l’eventuale esclusione
che il comune appaltante potra’ esercitare sulla base del riscontro
formale della documentazione acquisita deve essere pubblicata e
motivata adeguatamente.

Tanto e’ da ritenersi ove si ponga mente alla circostanza che
l’iscrizione all’albo dei professionisti costituice l’evento
propedeutico all’affidamento e quindi e’ allo stesso
ontologicamente connesso.

Riguardo alla questione delle competenze professionali prospettato
dal Consiglio nazionale degli ingegneri, va’ precisato anzitutto
che l’art. 17, comma 8, della legge n. 109/1994, nel sottolineare
la responsabilita’ e la nominativita’ dell’incarico, fa esplicito
riferimento alla necessita’ che il professionista sia iscritto in
apposito albo previsto dai vigenti ordinamenti professionali.

Le competenze professionali degli architetti e degli ingegneri e
l’ordinamento dei relativi albi sono definite dal regio decreto 23
ottobre 1925, n. 2537, che attualmente costituisce l’unico
riferimento normativo sul punto.

Da un esame di tale ultima disposizione normativa, nonche’ dai
precedenti giurisprudenziali in materia (C.d.S. III Sez. 1538/84;

C.d.S. IV Sez. 92/90; C.d.S. V Sez. 217/96 e 416/98) e dal parere
reso dal Consiglio superiore dei lavori pubblici in data 16
dicembre 1983, deriva l`esclusiva competenza degli ingegneri in
materia di lavori relativi alle vie ed ai mezzi di trasporto, di
deflusso e di comunicazione, alle costruzioni di ogni specie, alle
macchine ed agli impianti industriali, nonche’ alle applicazioni
della fisica, i rilievi geometrici e le operazioni di estimo, a
meno che dette opere non siano strettamente connesse con singoli
fabbricati.

Riguardo, invece, alla richiesta della sola laurea di architettura
per l’iscrizione alla categoria f), ove si confermi il carattere di
pura consulenza architettonica, non vi e’ dubbio che la laurea in
ingegneria non sia idonea all’espletamento di tali incarichi.

Roma, 21 dicembre 2000

Il presidente: Garri
Il segretario: Esposito

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