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Disposizioni urgenti per il differimento di termini in materia di tras...

Disposizioni urgenti per il differimento di termini in materia di trasmissioni radiotelevisive analogiche e digitali, nonche' per il risanamento di impianti radiotelevisivi.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;

Ritenuta la straordinaria necessita’ ed urgenza di differire i
termini per il rilascio delle concessioni radiotelevisive in
tecnica analogica e digitale, nonche’ di disciplinare le attivita’
di risanamento degli impianti radiotelevisivi;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 19 gennaio 2001;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro delle comunicazioni, di concerto con il Ministro
dell’ambiente e con il Ministro della sanita’;

Emana il seguente decreto-legge:

Art. 1.
Differimento di termini per la prosecuzione della radiodiffusione
televisiva in ambito locale e della radiodiffusione sonora.

1. Il termine previsto dal comma 1 dell’articolo 1 del decreto-
legge 18 novembre 1999, n. 433, convertito, con modificazioni,
dalla legge 14 gennaio 2000, n. 5, per il rilascio delle
concessioni per la radiodiffusione televisiva privata in ambito
locale su frequenze terrestri in tecnica analogica, che
costituiscono titolo preferenziale per l’esercizio della
radiodiffusione televisiva su frequenze terrestri in tecnica
digitale, e’ differito al 15 marzo 2001. I soggetti, non esercenti
all’atto della domanda, che ottengono la concessione possono
acquisire impianti di diffusione e connessi collegamenti
legittimamente eserciti alla data di entrata in vigore del presente
decreto. I soggetti in possesso dei requisiti previsti dai commi 1,
3, 4, 6, 8 e 9 dell’articolo 6 del regolamento approvato
dall’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni con
deliberazione n. 78 del 1odicembre 1998, che non ottengono la
concessione, possono proseguire l’esercizio della radiodiffusione,
con i diritti e gli obblighi del concessionario, fino
all’attuazione del piano nazionale di assegnazione delle frequenze
televisive in tecnica digitale, da adottarsi non oltre il 31
dicembre 2002. Fino all’attuazione del predetto piano, sono
consentiti i trasferimenti di impianti o rami di azienda tra
emittenti televisive locali private e tra queste e i concessionari
televisivi nazionali che, alla data di entrata in vigore del
presente decreto, non abbiano raggiunto la copertura del
settantacinque per cento del territorio nazionale.

2. L’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni adotta, entro il
31 dicembre 2001 e con le procedure di cui alla legge 31 luglio
1997, n. 249, il piano nazionale di assegnazione delle frequenze
per radiodiffusione sonora in tecnica digitale e, successivamente
all’effettiva introduzione di tale sistema e allo sviluppo del
relativo mercato, il piano di assegnazione delle frequenze di
radiodiffusione sonora in tecnica analogica di cui alla predetta
legge. Fino all’adozione di tale piano, i soggetti legittimamente
operanti possono proseguire nell’esercizio dell’attivita’ con gli
obblighi e i diritti del concessionario.

Art. 2.
Trasferimento e risanamento degli impianti radiotelevisivi

1. In attesa dell’attuazione dei piani di assegnazione delle
frequenze di cui all’articolo 1, gli impianti di radiodiffusione
sonora e televisiva, che superano o concorrono a superare in modo
ricorrente i limiti e i valori stabiliti in attuazione
dell’articolo 1, comma 6, lettera a), n. 15), della legge 31 luglio
1997, n. 249, sono trasferiti, con onere a carico del titolare
dell’impianto, su iniziativa delle regioni e delle province
autonome, nei siti individuati dai predetti piani e, fino alla loro
adozione, nei siti indicati dalle regioni e dalle province
autonome, purche’ ritenuti idonei sotto l’aspetto radioelettrico
dal Ministero delle comunicazioni, che dispone il trasferimento e,
decorsi inutilmente centoventi giorni, d’intesa con il Ministero
dell’ambiente, disattiva gli impianti fino al trasferimento.

2. Le azioni di risanamento previste dall’articolo 5 del decreto
del Ministro dell’ambiente 10 settembre 1998, n. 381, sono disposte
dalle regioni e dalle province autonome a carico dei titolari degli
impianti. I soggetti che non ottemperano all’ordine di riduzione a
conformita’, nei termini e con le modalita’ ivi previsti, sono
puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria, con esclusione
del pagamento in misura ridotta di cui all’articolo 16 della legge
24 novembre 1981, n. 689, da lire 50 milioni a lire 300 milioni,
irrogata dalle regioni e dalle province autonome. In caso di
reiterazione della violazione, il Ministro dell’ambiente, fatte
salve le disposizioni di cui all’articolo 8 della legge 8 luglio
1986, n.349, e di cui all’articolo 8 della legge 3 marzo 1987, n.
59, di concerto con il Ministro della sanita’ e con il Ministro
delle comunicazioni, dispone, anche su segnalazione delle regioni e
delle province autonome, la disattivazione degli impianti, alla
quale provvedono i competenti organi del Ministero delle
comunicazioni.

Art. 3.
Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana e sara’ presentato alle Camere per la
conversione in legge.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di
farlo osservare.

Dato a Roma, addi’ 23 gennaio 2001

CIAMPI
Amato, Presidente del Consiglio dei Ministri
Cardinale, Ministro delle comunicazioni
Bordon, Ministro dell’ambiente
Veronesi, Ministro della sanita’

Visto, il Guardasigilli: Fassino

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