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Disposizioni urgenti in materia di esercizio dell'attività radiotelevisiva locale e di termini relativi al rilascio delle concessioni per la radiodiffusione televisiva privata su frequenze terrestri in ambito locale

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Considerato che è emersa la necessità di integrare il piano
nazionale di assegnazione delle frequenze per la radiodiffusione
televisiva e che, pertanto, non risulta possibile rilasciare le
concessioni televisive private in ambito locale su frequenze
terrestri nei termini fissati dal decreto-legge 30 gennaio 1999, n.
15, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 marzo 1999, n.
78;
Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di emanare
disposizioni per assicurare la prosecuzione dell’attività delle
emittenti televisive private locali legittimamente operanti, nonché
per differire i termini sopraindicati;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 15 novembre 1999;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro delle comunicazioni;
Emana
il seguente decreto-legge:
Art. 1.
Prosecuzione nell’esercizio e differimento di termini (3)
1. E’ consentita ai soggetti legittimamente operanti ai sensi del
decreto-legge 30 gennaio 1999, n. 15, convertito, con
modificazioni, dalla legge 29 marzo 1999, n. 78, la prosecuzione
dell’esercizio della radiodiffusione televisiva in ambito locale
fino al rilascio della concessione ovvero fino alla reiezione della
domanda e, comunque, non oltre il 31 gennaio 2001(12). Le domande
di concessione per la radiodiffusione televisiva privata su
frequenze terrestri in ambito locale sono presentate al Ministero
delle comunicazioni entro il 30 giugno 2000. I termini 31 gennaio
1999 e 31 luglio 1999 previsti dall’articolo 3, comma 3, del citato
decreto-legge n. 15 del 1999, sono rispettivamente differiti al 1°
ottobre 1999 ed al 31 dicembre 1999. (4)
1-bis Ai sensi dell’articolo 1, comma 6, lettera a), numero 2),
della legge 31 luglio 1997, n. 249, le frequenze attribuite alle
organizzazioni di volontariato e al Corpo nazionale del soccorso
alpino sono assegnate entro il 31 luglio 2000. (5)
1-ter All’articolo 3, comma 3, lettera b), numero 4), della legge
31 luglio 1997, n. 249, la parola: “quinto” è sostituita dalla
seguente: “quarto”.(5)
(3)Rubrica sostituita dalla legge di conversione.
(4)Comma modificato dalla legge di conversione.
(5)Comma inserito dalla legge di conversione.
(12)Termine differito al 15 marzo 2001, dall’art. 1, comma 1, D.L.
23 gennaio 2001, n. 5.
Art. 1.
Prosecuzione nell’esercizio, differimento di termini e rilascio
delle concessioni (2)
1. E’ consentita ai soggetti legittimamente operanti ai sensi del
decreto-legge 30 gennaio 1999, n. 15, convertito, con
modificazioni, dalla legge 29 marzo 1999, n. 78, la prosecuzione
dell’esercizio della radiodiffusione televisiva in ambito locale
fino al rilascio della concessione ovvero fino alla reiezione della
domanda e, comunque, non oltre il 31 gennaio 2001. Le domande di
concessione per la radiodiffusione televisiva privata su frequenze
terrestri in ambito locale sono presentate al Ministero delle
comunicazioni entro il 31 maggio 2000. I termini 31 gennaio 1999 e
31 luglio 1999 previsti dall’articolo 3, comma 3, del citato
decreto-legge n. 15 del 1999, sono rispettivamente differiti al 1°
settembre 1999 ed al 20 dicembre 1999.
(2)Testo precedente le modifiche apportate dalla legge di
conversione.
Art. 2.
Rilascio delle concessioni (7)
1. I bacini televisivi in ambito locale, di cui all’articolo 2,
comma 6, lettera e), della legge 31 luglio 1997, n. 249, sono
distinti in regionali, se aventi estensione territoriale
coincidente di norma con le regioni e le province autonome di
Trento e Bolzano, e in provinciali, se coincidenti di norma con il
territorio delle province. L’Autorità per le garanzie nelle
comunicazioni, entro il 29 febbraio 2000, determina, ai fini
dell’adozione del disciplinare previsto dall’articolo 1, comma 6,
lettera c), n. 6), della legge 31 luglio 1997, n. 249, il numero
delle emittenti che possono operare in ciascun bacino regionale e
in ciascun bacino provinciale. Laddove l’orografia del territorio
non consente di attribuire alle province risorse in termini di
frequenze, l’Autorità adotta provvedimenti per assicurare risorse
anche ai bacini provinciali (1a). (8)
1-bis All’articolo 3, comma 19, della legge 31 luglio 1997, n. 249,
sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: “Sono altresì
consentite le acquisizioni di concessionarie svolgenti attività di
radiodiffusione sonora a carattere comunitario e di concessionarie
svolgenti attività televisiva esercitata da soggetti che hanno
ottenuto la concessione per la radiodiffusione televisiva in ambito
locale ai sensi dell’articolo 1, comma 6, del decreto-legge 27
agosto 1993, n. 323, convertito, con modificazioni, dalla legge 27
ottobre 1993, n. 422, da parte di società cooperative prive di
scopo di lucro, di associazioni riconosciute e non riconosciute o
di fondazioni, a condizione che l’emittente mantenga il carattere
comunitario. E’ inoltre consentito alle emittenti di
radiodiffusione sonora operanti in ambito locale di ottenere che la
concessione precedentemente conseguita a carattere commerciale sia
trasferita ad un nuovo soggetto avente i requisiti di emittente
comunitaria . (9)
1-ter In attesa dell’adozione del piano nazionale di assegnazione
delle frequenze per la radiodiffusione sonora l’Autorità per le
garanzie nelle comunicazioni dispone, nei limiti delle risorse
disponibili e su base non interferenziale con altri legittimi
utilizzatori dello spettro radioelettrico, l’assegnazione di
frequenze ai titolari di concessione radiofonica comunitaria in
ambito nazionale al fine di raggiungere i requisiti di cui
all’articolo 3, comma 5, della legge 31 luglio 1997, n. 249. In
considerazione dell’elevato contenuto culturale e sociale e
dell’attività non a fini di lucro, i titolari di concessioni di cui
al presente comma nell’esercizio radiofonico possono avvalersi
delle sponsorizzazioni.(9)
2. Alle emittenti televisive a carattere comunitario di cui
all’articolo 1, lettera f), del regolamento per il rilascio delle
concessioni per la radiodiffusione televisiva privata su frequenze
terrestri, approvato dall’Autorità per le garanzie nelle
comunicazioni con delibera n. 78/98 del 1° dicembre 1998,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 288 del 10 dicembre 1998, è
riservato il venti per cento del totale delle concessioni
assegnabili in ciascun bacino provinciale e, comunque, non meno di
una concessione, ferma restando la possibilità, per un medesimo
soggetto, di conseguire la copertura di cui al comma 4. Qualora
entro il 31 gennaio 2001 non vi siano soggetti aventi titolo alla
predetta riserva, le concessioni sono assentite a coloro che
risultano utilmente collocati nella graduatoria provinciale
relativa alle altre tipologie previste dal predetto regolamento.
(8)
3. Ai fini della presentazione delle domande di concessione, il
Ministero delle comunicazioni adotta entro il 31 marzo 2000 il
disciplinare previsto dall’articolo 1, comma 6, lettera c), numero
6), della legge 31 luglio 1997, n. 249. Per ciascun bacino
regionale e provinciale sono redatte distinte graduatorie; una
separata graduatoria è formata per le domande di concessione a
carattere comunitario. (8)
4. Un medesimo soggetto non può ottenere più di una concessione per
bacino in ambito locale. Lo stesso soggetto può ottenere
concessioni in più bacini regionali e provinciali purché riferiti
rispettivamente a regioni o province limitrofe, che servano una
popolazione complessiva non superiore a 15 milioni di abitanti con
il limite massimo complessivo di quattro regioni al nord ovvero di
cinque regioni al centro e al sud. Chi ottiene una concessione per
bacino regionale non può ottenere concessioni per bacini
provinciali nella stessa regione. I soggetti che chiedono la
concessione per uno o più bacini regionali possono chiedere in
subordine la concessione per uno o più bacini provinciali nelle
stesse regioni ovvero per uno o più bacini provinciali di altre
regioni limitrofe. In sede di prima attuazione, un medesimo
soggetto che alla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto sia titolare di più emittenti
televisive locali nell’ambito di uno stesso bacino, può ottenere
due concessioni nel medesimo bacino. Un medesimo soggetto che sia
titolare di più emittenti televisive locali nell’ambito di diversi
bacini deve, nel termine di sei mesi a decorrere dalla data di cui
al primo periodo del comma 1 dell’articolo 1, regolarizzarsi ovvero
cedere il controllo delle emittenti eccedenti i limiti di cui al
presente comma.(8)
5. Il richiedente la concessione televisiva in ambito locale è
tenuto, contestualmente alla domanda, al pagamento di un contributo
per spese di istruttoria pari a lire dieci milioni per bacino
regionale, a lire un milione per bacino provinciale ed a lire
cinquecentomila per concessione a carattere comunitario.Qualora il
medesimo soggetto presenti più domande di concessione in ambiti
locali, il predetto contributo è ridotto, per ogni domanda
successiva alla prima, del cinquanta per cento. Ai fini del
presente comma le province autonome di Trento e di Bolzano sono
considerate bacino provinciale.(8)
6. Ai fini della redazione della graduatoria il punteggio
conseguito dai soggetti che hanno acquisito intere imprese
televisive legittimamente operanti ai sensi del decreto-legge 30
gennaio 1999, n. 15, convertito, con modificazioni, dalla legge 29
marzo 1999, n. 78, nonché dai sogget…

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