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Regolamento di recepimento della direttiva 95/21/CE relativa all'attua...

Regolamento di recepimento della direttiva 95/21/CE relativa all'attuazione di norme internazionali per la sicurezza delle navi, la prevenzione dell'inquinamento e le condizioni di vita e di lavoro a bordo, come modificata dalle direttive 98/25/CE, 98/42/CE e 99/97/CE.

IL MINISTRO DEI TRASPORTI E DELLA NAVIGAZIONE
di concerto con
IL MINISTRO DELL’AMBIENTE

Vista la direttiva 95/21/CE del Consiglio del 19 giugno 1995,
relativa all’attuazione di norme internazionali per la sicurezza
delle navi, la prevenzione dell’inquinamento e le condizioni di
vita e di lavoro a bordo, per le navi che approdano nei porti
comunitari e che navigano nelle acque sotto la giurisdizione degli
Stati membri (controllo dello Stato di approdo);

Viste le direttive 98/25/CE del Consiglio del 27 aprile 1998,
98/42/CE della Commissione del 19 giugno 1998 e 99/97/CE del 13
dicembre 1999 che hanno modificato la direttiva 95/21/CE sopra
citata;

Visto l’articolo 6 e l’allegato D della legge 24 aprile 1998,
n.128, concernente: “Disposizioni per l’adempimento di obblighi
derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee –
legge comunitaria 1995-1997”;

Visto l’articolo 4 e l’allegato D della legge 5 febbraio 1999,
n.25, concernente: “Disposizioni per l’adempimento di obblighi
derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee –
legge comunitaria 1998”;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 1998,
n.202, concernente: “Regolamento recante norme sull’organizzazione
del Ministero dei trasporti e della navigazione, a norma
dell’articolo 1, comma 13, della legge 24 dicembre 1993, n. 537”,
ed in particolare l’articolo 15;

Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1998, n. 400;

Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 20 marzo 2000;

Vista la comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
effettuata a norma dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto
1998, n. 400, con nota n. 1864 del 18 aprile 2000;

A d o t t a il seguente regolamento:

Art. 1.
Definizioni

1. Ai fini del presente regolamento si intendono per:

a) “convenzioni”: quelle di seguito indicate, unitamente ai
protocolli, ai successivi emendamenti, alle convenzioni e relativi
codici obbligatori, in vigore al 1o luglio 1998;

1) la Convenzione internazionale sulla linea di massimo carico del
1966 (LL66), resa esecutiva con decreto del Presidente della
Repubblica 8 aprile 1968, n. 777, entrato in vigore il 21 luglio
1968;

2) la Convenzione internazionale sulla salvaguardia della vita
umana in mare (SOLAS 74) firmata a Londra nel 1974 e resa esecutiva
con legge 23 maggio 1980, n. 313;

3) la Convenzione internazionale per la prevenzione
dell’inquinamento da navi (MARPOL 73/78) firmata a Londra nel 1973
e ratificata con legge 29 settembre 1980, n. 662;

4) la Convenzione internazionale sugli standard per
l’addestramento, i titoli professionali ed il servizio di guardia
dei naviganti del 1978 (STCW 78) ratificata con legge 21 novembre
1985, n. 739, entrata in vigore in Italia il 26 novembre 1987;

5) la Convenzione sulla prevenzione delle collisioni in mare del
1972 (COLREG 1972) ratificata con legge 27 dicembre 1977, n.1085;

6) la Convenzione internazionale di Londra sulla stazzatura delle
navi mercantili del 1969 (tonnage 69) ratificata con legge 22
ottobre 1973, n. 957, entrata in vigore il 18 luglio 1982, con
effetti esecutivi dal 18 luglio 1984;

7) la Convenzione sulle norme minime da osservare sulle navi
mercantili del 29 ottobre 1976 (ILO n. 147) ratificata con legge 10
aprile 1981, n. 159;

b) “Codice ISM”: il Codice internazionale sulla gestione della
sicurezza adottato dall’Organizzazione marittima internazionale il
4 novembre 1993 e reso obbligatorio dal capitolo IX della
Convenzione SOLAS 74;

c) “MOU”: il protocollo d’intesa sul controllo da parte dello Stato
di approdo firmato a Parigi il 26 gennaio 1982, quale risulta al 14
gennaio 1998;

d) “nave”: qualsiasi nave per trasporto marittimo battente bandiera
diversa da quella nazionale, rientrante nel campo di applicazione
delle convenzioni;

e) “impianto off-shore”: una piattaforma fissa o galleggiante che
opera sulla piattaforma continentale nazionale;

f) “Autorita’ competente”: il Ministero dei trasporti e della
navigazione – Comando generale del Corpo delle capitanerie di
porto, comandi periferici e, per quanto attiene alle attivita’ di
prevenzione degli inquinamenti e di tutela dell’ambiente marino, il
Ministero dell’ambiente che, a tali fini, si avvale del predetto
Comando generale;

g) “ispettore”: ufficiale del Corpo delle capitanerie di porto o
altra persona munita dell’autorizzazione di cui all’articolo 3 del
presente decreto e formalmente incaricata dall’Autorita’ competente
a svolgere le ispezioni di controllo dello Stato di approdo;

h) “ispezione”: la visita a bordo di una nave al fine di accertare
la validita’ dei certificati pertinenti e di altri documenti, le
condizioni della nave, delle dotazioni e dell’equipaggio nonche’ le
condizioni di vita e di lavoro dell’equipaggio;

i) “ispezione dettagliata”: l’ispezione durante la quale la nave,
le relative dotazioni e l’equipaggio, nei casi specificati
all’articolo 5, comma 3, sono sottoposti, parzialmente o
interamente, ad un esame particolareggiato per verificare la
costruzione della nave, le relative dotazioni, l’equipaggio, le
condizioni di vita e di lavoro e il rispetto delle procedure
operative a bordo;

l) “ispezione estesa”: ispezione che si effettua nei casi indicati
nell’articolo 5, comma 4;

m) “fermo”: il divieto per una nave di prendere il mare a causa di
carenze individuate che, da sole o nel complesso, rendono la nave
insicura;

n) “sospensione di un’operazione”: il divieto per una nave di
continuare una qualunque attivita’ operativa tecnica o commerciale
a causa di carenze individuate che, da sole o nel complesso,
rendono il proseguimento della predetta attivita’ pericoloso per la
sicurezza della navigazione, la salute delle persone a bordo o per
l’ambiente.

Art. 2.
Campo di applicazione

1. Il presente regolamento si applica alle navi e relativi
equipaggi, che approdano in un porto nazionale o in un impianto off-
shore o che sono ancorate a largo di tale porto o impianto. Per le
navi di stazza lorda inferiore alle 500 tonnellate, si applicano i
requisiti della pertinente Convenzione e, qualora nessuna
convenzione sia applicabile, si adottano le misure necessarie ai
sensi dell’allegato I al MOU.

2. Il presente regolamento non si applica alle navi da pesca, alle
navi da guerra, alle navi ausiliari, alle imbarcazioni in legno di
costruzione rudimentale, alle navi dello Stato utilizzate a fini
non commerciali e alle unita’ da diporto che non si dedicano a
traffici commerciali.

3. Nell’ispezionare una nave battente bandiera di uno Stato che non
ha sottoscritto una delle convenzioni di cui all’articolo 1,
l’Autorita’ competente accerta che la nave ed il relativo
equipaggio che godono di un trattamento diverso da quello riservato
alle navi battenti bandiera di uno Stato firmatario di tale
convenzione, presentino comunque requisiti non inferiori a quelli
previsti dalle stesse convenzioni internazionali.

Art. 3.
Ispettori

1. Gli ispettori, anche qualora estranei al Corpo delle capitanerie
di porto, dipendono funzionalmente dall’Autorita’ competente, che
assicura il controllo ed il coordinamento dell’attivita’ ispettiva
nei porti nazionali, l’analisi dei dati statistici relativi alle
ispezioni, nonche’ la trasmissione costante delle informazioni
acquisite ai Ministeri dei trasporti e della navigazione e
dell’ambiente.

2. Ciascun ispettore, previa verifica della sussistenza dei
requisiti professionali indicati nell’allegato VII ad opera
dell’Autorita’ competente, viene provvisto di un documento
autorizzativo personale, sotto forma di documento di identita’,
rilasciato dal Comando generale del Corpo delle capitanerie di
porto, conforme al modello previsto dal decreto del Ministro dei
trasporti e della navigazione del 14 novembre 1997, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 25 novembre
1997, n. 275.

3. Il documento di cui al comma 2 e’ soggetto a rinnovo triennale e
deve essere esibito ai fini dell’accesso alla nave.

4. L’ispettore puo’ farsi motivatamente assistere da soggetti
muniti di specialistiche competenze professionali, ai fini dello
svolgimento di particolari compiti di ispezione.

5. Gli ispettori ed i soggetti di cui al comma 4, non possono avere
alcun interesse economico nei porti in cui avviene l’ispezione ne’
con le navi ispezionate; gli ispettori estranei al Corpo delle
capitanerie di porto non possono essere dipendenti ne’ possono
intraprendere attivita’ per conto di organizzazioni non governative
che rilasciano i certificati per conto dello Stato di bandiera e
quelli di classe o che svolgono gli accertamenti necessari per il
rilascio di tali certificati. Per quanto non espressamente indicato
nel presente comma, si applicano, quali cause di incompatibilita’,
i motivi di astensione previsti per il giudice dall’articolo 51 del
codice di procedura civile.

6. Il possesso dei requisiti professionali per la qualifica di
ispettori, previsti dall’allegato VII, e’ assicurato e verificato
dai Ministeri dei trasporti e della navigazione e dell’ambiente
anche nell’ambito dell’attivita’ formativa svolta a cura del
Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto, senza nuovi
o maggiori oneri a carico dello Stato, secondo i criteri fissati
dagli stessi Ministeri.

Art. 4.
Obblighi ispettivi

1. L’Autorita’ competente esegue annualmente un numero complessivo
di ispezioni pari ad almeno il 25% delle singole navi approdate nei
porti nazionali nel corso dell’anno solare, nel rispetto dei
criteri indicati nell’allegato I.

2. La nave sottoposta ad ispezione da parte di uno Stato membro non
puo’ essere nuovamente ispezionata nei sei mesi successivi
all’ispezione medesima; detta nave puo’ essere motivatamente
sottoposta ad ispezione in uno dei seguenti casi:

a) se rientra in una delle ipotesi di cui all’allegato I;

b) se una precedente ispezione abbia rilevato carenze;

c) se le condizioni della nave e le relative certificazioni
evidenziano l’opportunita’ di eseguire l’ispezione.

3. Le disposizioni di cui al comma 2, non trovano applicazione
nell’ipotesi di controlli operativi specificatamente previsti nelle
Convenzioni.

Art. 5.
Procedura di ispezione

1. L’ispettore effettua il controllo delle navi, osservando le
procedure previste dall’allegato IV.

2. L’ispettore controlla i certificati e la documentazione elencati
nell’allegato II e verifica che le condizioni generali della nave,
compresi la sala macchine e gli alloggi, siano soddisfacenti dal
punto di vista della sicurezza della navigazione, dell’igiene e
delle condizioni di lavoro e della tutela ambientale.

3. L’ispettore puo’ controllare tutti i certificati e i documenti,
diversi da quelli elencati nell’allegato II, previsti dalle
pertinenti Convenzioni internazionali. Se, a seguito dei suddetti
controlli, l’ispettore ritiene la sussistenza di uno dei casi di
cui all’allegato III ovvero di altri fondati motivi circa la non
rispondenza delle condizioni della nave, delle relative dotazioni o
dell’equipaggio, ai requisiti previsti dalle relative Convenzioni,
deve procedere ad un’ispezione dettagliata.

4. Nei casi di cui al comma 3, nei confronti di navi appartenenti
alle categorie elencate nell’allegato V l’ispettore sottopone la
nave ad un’ispezione estesa basandosi sugli orientamenti indicati
nella sezione B del medesimo allegato. L’Autorita’ competente si
astiene dal procedere ad un’ispezione estesa piu’ di una volta
nell’arco di dodici mesi. Un’ispezione estesa e’ compiuta per le
navi passeggeri che effettuano servizi di linea da o verso porti
dello Stato, purche’ le stesse, nell’arco dei dodici mesi
precedenti, non siano state sottoposte a visita da parte di uno
Stato.

5. Al termine di un’ispezione, di un’ispezione dettagliata o di
un’ispezione estesa, l’ispettore redige apposito verbale,
consegnandone copia al comandante del porto ed al comandante della
nave, secondo il modello riportato nell’allegato 3 al MOU, in cui
sono indicati i risultati dell’ispezione. Qualora si riscontrino
carenze che giustifichino il fermo della nave, il documento
comprende anche le informazioni relative alle procedure di cui
all’articolo 11.

Il comandante della nave puo’ far annotare le proprie osservazioni
sul verbale.

6. In circostanze eccezionali, quando le condizioni generali della
nave sono evidentemente al di sotto delle norme, l’Autorita’
competente puo’ sospendere l’ispezione della nave finche’ i
soggetti responsabili dell’esercizio della nave non abbiano
adottato tutte le misure necessarie per garantire che la nave
ottemperi ai pertinenti requisiti fissati dalle convenzioni.

Art. 6.
Sospensione dell’operazione o fermo delle navi

1. L’ispettore sospende l’operazione per la quale siano emerse
carenze ai sensi dell’articolo 1, comma 1, lettera n), e ne informa
il comandante del porto.

2. La sospensione dell’operazione continua fino all’eliminazione
del pericolo o fino a che l’ispettore, sulla base di ulteriori
accertamenti, nonche’ sulla base delle eventuali indicazioni del
Ministero dell’ambiente, per le carenze che rappresentano un
pericolo per l’ambiente marino, abbia determinato le condizioni
alle quali l’operazione puo’ continuare senza rischi per la
sicurezza della navigazione, per la salute delle persone a bordo o
per l’ambiente.

3. L’ispettore, nel caso in cui abbia riscontrato carenze nella
nave che rappresentano un pericolo per la sicurezza, la salute o
l’ambiente, ne informa immediatamente il Comandante del porto, ai
fini dell’adozione del provvedimento di fermo ai sensi
dell’articolo 181 del codice della navigazione.

4. Il comandante del porto revoca il fermo della nave a seguito
della riscontrata eliminazione delle carenze di cui al comma 3,
ovvero determina, sulla base di ulteriori accertamenti
dell’ispettore, nonche’ sulla base delle eventuali indicazioni del
Ministero dell’ambiente per le carenze che rappresentano un
pericolo per l’ambiente marino, le condizioni alle quali la nave
puo’ riprendere il mare senza pericolo per le altre navi e senza
rischi per la sicurezza della navigazione, per la salute delle
persone a bordo o per l’ambiente marino.

5. Nell’allegato VI sono indicati i criteri da applicare per il
fermo delle navi.

6. Nel caso in cui, a seguito di un’ispezione, e’ disposto il fermo
della nave, l’Autorita’ competente ne informa immediatamente per
iscritto l’Amministrazione dello Stato del quale la nave batte
bandiera, o il Console o, in sua assenza, la piu’ vicina
rappresentanza diplomatica nonche’ gli ispettori nominati o
l’organismo riconosciuto, responsabili del rilascio dei certificati
relativi alla nave in questione.

7. La procedura di fermo di cui al comma 1, viene promossa anche
nei confronti delle navi alle quali si applica, al momento della
verifica, il codice ISM e che risultano prive del documento di
conformita’ ovvero del certificato di gestione rilasciati
conformemente al codice ISM. Nonostante l’assenza di tale
documentazione, se dall’ispezione non risultano altre carenze che
giustifichino il fermo, il comandante del porto puo’ revocare
l’ordine di fermo per evitare la congestione del porto. Di tale
decisione devono essere tempestivamente informate le Autorita’
competenti di tutti gli Stati membri. Alle navi che presentano le
carenze previste dal presente comma, alle quali e’ stato consentito
di riprendere il mare, e’ negato, eccettuati i casi di deroga di
cui all’articolo 9, comma 2, l’accesso ai porti dello Stato.

Art. 7.
Riparazioni

1. Nel caso in cui le carenze previste nell’articolo 6, commi 1 e
3, non possono essere corrette nel porto in cui e’ avvenuta
l’ispezione, il comandante del porto, sulla base delle indicazioni
del Ministero dell’ambiente per le carenze che rappresentano un
pericolo per l’ambiente marino, puo’ autorizzare la nave a
raggiungere il piu’ vicino cantiere navale adeguatamente
attrezzato, scelto dal comandante della nave congiuntamente
all’Autorita’ competente ed alle autorita’ competenti dello Stato
di bandiera e dello Stato in cui e’ il porto di destinazione della
nave, previo assenso dell’Autorita’ competente dello Stato in cui
si trova il cantiere.

2. L’autorizzazione di cui al comma 1, e’ concessa nel rispetto
delle condizioni indicate dall’Autorita’ competente dello Stato di
bandiera e approvate dall’Autorita’ competente, che assicurino che
la nave possa riprendere il mare senza rischi per la sicurezza e la
salute dei passeggeri o dell’equipaggio, per le altre navi o senza
rappresentare, un potenziale grave pregiudizio per l’ambiente
marino, in conformita’ alle indicazioni del Ministero
dell’ambiente.

3. L’Autorita’ competente, nel caso in cui il cantiere di
riparazione si trovi in altro Stato informa, con notifica conforme
alle modalita’ di cui all’allegato 2 del MOU, l’autorita’
competente di tale Stato, le parti menzionate all’articolo 6, comma
6, e ogni altro organismo competente, delle condizioni alle quali
e’ stata autorizzata la navigazione e chiede la successiva
comunicazione delle azioni intraprese al riguardo.

Art. 8.
Rimborso dei costi e diritto al ricorso

1. Le spese, e le relative modalita’ di pagamento, inerenti alle
ispezioni di cui all’articolo 5, qualora queste accertino o
confermino carenze che giustifichino il fermo della nave, nonche’
le spese relative alle ispezioni per la dimostrazione di cui
all’articolo 9, comma 1, sono poste in solido a carico del
proprietario, o dell’armatore o di un suo rappresentante nello
Stato, sulla base del costo effettivo del servizio reso, secondo
tariffe stabilite con decreto del Ministro dei trasporti e della
navigazione, di concerto con il Ministro dell’ambiente ed il
Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica,
da emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore
del presente regolamento ed aggiornate almeno ogni due anni.

2. Nel provvedimento di fermo, il comandante del porto indica al
proprietario, all’armatore della nave ovvero al suo rappresentante
nello Stato il termine entro il quale e’ possibile ricorrere
dinanzi all’autorita’ giurisdizionale.

Art. 9.
Divieto di accesso nei porti

1. E’ negato l’accesso ai porti dello Stato alle navi di cui
all’articolo 7, commi 1 e 2, che riprendono il mare senza
rispettare le condizioni stabilite nel corso di un’ispezione o che
rifiutano di ottemperare alle prescrizioni imposte non recandosi
nel previsto cantiere di riparazione, finche’ il proprietario o
l’armatore dell’unita’ non abbia dimostrato inequivocabilmente
all’Autorita’ competente dello Stato membro della Comunita’ europea
in cui sono state riscontrate le carenze, la piena rispondenza ai
pertinenti requisiti delle Convenzioni.

2. In deroga alle disposizioni di cui al comma 1, l’accesso ad un
porto dello Stato e’ consentito in casi di forza maggiore, per
motivi di sicurezza o per ridurre o minimizzare il rischio di
inquinamento, a condizione che il proprietario, l’armatore o il
comandante della nave abbiano adottato provvedimenti adeguati che
soddisfino le richieste dell’Autorita’ competente per garantire un
accesso sicuro.

3. Nel caso in cui una nave riprenda il mare da un porto dello
Stato, senza rispettare le condizioni stabilite nel corso
dell’ispezione, l’Autorita’ competente informa tempestivamente le
Autorita’ competenti di tutti gli altri Stati membri. Nel caso in
cui una nave, rifiutandosi di ottemperare alle prescrizioni
imposte, ometta di recarsi presso il previsto cantiere di
riparazione sito nel territorio nazionale, l’Autorita’ competente
informa tempestivamente tutti gli altri Stati membri.

Art. 10.
Rapporto dei piloti

1. I piloti che operano su navi in arrivo o in partenza da un porto
nazionale, informano immediatamente l’Autorita’ competente, qualora
nell’esercizio delle loro funzioni vengano a conoscenza di carenze
che possano pregiudicare la sicurezza della navigazione o
rappresentare una minaccia per l’ambiente marino.

2. L’Autorita’ competente informa immediatamente il Ministero
dell’ambiente, qualora le carenze di cui al comma 1, rappresentano
una minaccia per l’ambiente marino.

Art. 11.
Cooperazione e pubblicazione di notizie connesse ai fermi ed alle
ispezioni

1. L’Autorita’ competente garantisce lo scambio di informazioni
necessarie con gli altri Stati membri e mantiene il collegamento
operativo con la Commissione ed il sistema informativo
SIRENAC/Autosir di St. Malo’ (Francia). Le informazioni da
notificare sono quelle descritte nell’allegato 4 del MOU nonche’
quelle di cui all’allegato VIII, parte prima e parte seconda. Tali
informazioni devono essere trasmesse al predetto sistema
informativo non appena possibile ad ultimazione completata
dell’ispezione o a revoca del fermo.

2. A cadenza mensile l’Autorita’ competente provvede a pubblicare
su riviste specializzate a diffusione internazionale le
informazioni elencate nell’allegato VIII, parte I, relative a navi
che siano state trattenute in un porto nazionale o alle quali e’
stato rifiutato l’accesso ad un porto nazionale nel corso del mese
precedente. Le predette informazioni vengono rese disponibili, a
cura dell’Autorita’ competente, sul sito internet del Comando
generale del Corpo delle capitanerie di porto. Agli oneri derivanti
dall’attuazione del presente comma si provvede con le ordinarie
dotazioni di bilancio.

3. Entro tre mesi dall’entrata in vigore del presente regolamento e
successivamente con cadenza triennale entro il 1o ottobre,
l’Autorita’ competente notifica alla Commissione europea ed al
Segretariato del MOU il numero di ispettori impiegati per le
attivita’ di controllo dello Stato di approdo ed il numero delle
navi approdate nei porti nazionali nei singoli anni.

Il presente regolamento, munito del sigillo dello Stato, sara’
inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della
Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di
osservarlo e di farlo osservare.

Roma, 19 aprile 2000

Il Ministro dei trasporti e della navigazione: Bersani
Il Ministro dell’ambiente Ronchi

Visto, il Guardasigilli: Fassino

Registrato alla Corte dei conti l’11 gennaio 2001
Ufficio controllo atti ministeri, infrastrutture ed assetto del
territorio, registro n. 1, foglio n. 1

Allegato I

Parte 1
Parte 2
Note all’allegato 1:

– Il testo della direttiva 93/75/CEE del Consiglio del 13 settembre
1993, relativa alle condizioni minime necessarie per le navi
dirette a porti marittimi della Comunita’ o che ne escono e che
trasportano merci pericolose o inquinanti e’ pubblicato nella
Gazzetta ufficiale delle Comunita’ europee del 5 ottobre 1993, n. L
247.

– Per il testo della direttiva 93/75/CEE del Consiglio del 13
settembre 1993, si veda nota all’allegato 1, punto 1.

Allegato II

Parte 1
Parte 2
Allegato III

Allegato
Allegato IV

Allegato
Allegato V

Parte 1
Parte 2
Parte 3
Allegato VI

Parte 1
Parte 2
Parte 3
Parte 4
Parte 5
Allegato VII

Allegato
Allegato VIII

Allegato
Avvertenza:

Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi dell’art. 10,
comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione
delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della
Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica
italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle
quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il valore e
l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.

– Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’ europee (GUCE).

Nota al titolo:

– Per le direttive 95/21/CE, 98/25/CE, 98/42/CE e 99/97/CEE, vedasi
nelle note alle premesse.

Note alle premesse:

– Il testo della direttiva 95/21/CE del Consiglio del 19 giugno
1995 e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’ europee
del 7 luglio 1995, n. L 157.

– Il testo della direttiva 98/25/CE del Consiglio del 27 aprile
1998 e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’ europee
del 7 maggio 1998, n. L 133.

– Il testo della direttiva 98/42/CE della Commissione del 19 giugno
1998 e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’ europee
del 27 giugno 1998, n. L 184.

– Il testo della direttiva 99/97/CE della Commissione del 13
dicembre 1999 e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle
Comunita’ europee del 23 dicembre 1999, n. L 331.

– Il testo dell’art. 6 della legge 24 aprile 1998, n.128,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 104 del 7 maggio 1998,
supplemento ordinario, e’ il seguente:

“Art. 6 (Attuazione di direttive comunitarie in via regolamentare o
amministrativa). – 1. L’allegato D elenca le direttive attuate o da
attuare mediante regolamento ministeriale da emanare ai sensi
dell’art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, o atto
amministrativo, nel rispetto del termine indicato nelle direttive
stesse. Resta fermo il disposto degli articoli 11 e 20 della legge
16 aprile 1987, n. 183.

2. Le amministrazioni competenti informano costantemente la
Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per il
coordinamento delle politiche comunitarie sulle fasi dei
procedimenti connessi all’emanazione dei provvedimenti di cui al
comma 1.

3. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nelle
materie di loro competenza possono, entro trenta giorni dalla data
di entrata in vigore della presente legge, indirizzare alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per il
coordinamento delle politiche comunitarie proposte in merito al
contenuto dei provvedimenti da emanare ai sensi del comma 1”.

– Per il testo dell’allegato D della legge 24 aprile 1998, n. 128,
si veda la Gazzetta Ufficiale n. 104 del 7 maggio 1998, supplemento
ordinario.

– Il testo dell’art. 4 della legge 5 febbraio 1999, n.25,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 35 del 12 febbraio 1999,
supplemento ordinario, e’ il seguente:

“Art. 4 (Attuazione di direttive comunitarie in via regolamentare o
amministrativa). – 1. L’allegato D elenca le direttive attuate o da
attuare mediante regolamento ministeriale da emanare ai sensi
dell’art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive
modificazioni, o atto amministrativo, nel rispetto del termine
indicato nelle direttive stesse. Resta fermo il disposto degli
articoli 11 e 20 della legge 16 aprile 1987, n. 183.

2. Le amministrazioni competenti informano costantemente la
Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per il
coordinamento delle politiche comunitarie sulle fasi dei
procedimenti connessi all’emanazione dei provvedimenti di cui al
comma 1.

3. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nelle
materie di loro competenza, possono inviare, entro trenta giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge, alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per il
coordinamento delle politiche comunitarie proposte in merito al
contenuto dei provvedimenti da emanare ai sensi del comma 1”.

– Per il testo dell’allegato D della legge 5 febbraio 1999, n. 25,
si veda la Gazzetta Ufficiale n. 35 12 febbraio 1999, supplemento
ordinario.

– Il testo dell’art. 15 del decreto del Presidente della Repubblica
24 aprile 1998, n. 202, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 150
del 30 giugno 1998, e’ il seguente:

“Art. 15 (Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto). –
1. Il Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto dipende
dal Ministro dei trasporti e della navigazione per lo svolgimento
delle attribuzioni di cui al regio decreto 19 febbraio 1940, n.
194, e successive modificazioni ed integrazioni, e per l’esercizio
delle competenze tecniche in materia di sicurezza della
navigazione”.

– Il testo dell’art. 1, comma 13, della legge 24 dicembre 1993, n.
537, recante “Interventi correttivi di finanza pubblica” (Gazzetta
Ufficiale n. 303 del 28 dicembre 1993, supplemento ordinario), e’
il seguente:

“13. La costituzione dei dipartimenti e dei servizi,
l’individuazione degli uffici di livello dirigenziale e delle
relative funzioni, la distribuzione dei posti di funzione
dirigenziale sono disposte con uno o piu’ regolamenti da emanare,
entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, ai sensi dell’art.17 della legge 23 agosto 1988, n. 400,
sulla base dei seguenti criteri:

a) la determinazione dei compiti dei dipartimenti e dei servizi e’
retta da criteri di omogeneita’, complementarieta’ e organicita’,
mediante l’accorpamento di uffici esistenti e la riduzione degli
uffici dirigenziali;

b) l’organizzazione dei dipartimenti e dei servizi si conforma al
criterio di flessibilita’, per corrispondere al mutamento delle
esigenze, per svolgere compiti anche non permanenti e per
raggiungere specifici obiettivi;

c) gli uffici costituiscono le unita’ operative delle ripartizioni
dirigenziali generali e dei servizi e sono istituiti esclusivamente
nel loro ambito, salvo quanto disposto dal comma 2, lettera l), n.
1);

d) l’ordinamento complessivo diminuisce i costi amministrativi e
rende piu’ spedite le procedure, riducendone i tempi;

e) le funzioni di vigilanza sulla societa’ Ferrovie dello Stato
S.p.a. sono esercitate da un’apposita unita’ di controllo”.

– Il testo dell’art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n.
400, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 214 del 12 settembre
1988, supplemento ordinario, e’ il seguente:

“3. Con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti
nelle materie di competenza del Ministro o di autorita’
sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente conferisca
tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di piu’
ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali,
ferma restando la necessita’ di apposita autorizzazione da parte
della legge.

I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare
norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi
debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei Ministri
prima della loro emanazione”.

Note all’art. 1:

– Il testo del decreto del Presidente della Repubblica 8 aprile
1968, n. 777, recante “Esecuzione della convenzione internazionale
sulla linea di massimo carico, adottata a Londra il 5 aprile 1996”
e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 176 del 13 luglio 1968,
supplemento ordinario.

– Il testo della legge 23 maggio 1980, n. 313, recante “Adesione
alla convenzione internazionale del 1974 per la salvaguardia della
vita umana in mare, con allegato, aperta alla firma a Londra il 1o
novembre 1974, e sua esecuzione”.

(SOLAS 74), e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 12 luglio 1980,
n. 190, supplemento ordinario.

– Il testo della legge 29 settembre 1980, n. 662, recante “Ratifica
ed esecuzione della convenzione internazionale per la prevenzione
dell’inquinamento causato da navi e del protocollo sull’intervento
in alto mare in caso di inquinamento causato da sostanze diverse
dagli idrocarburi, con annessi, adottati a Londra il 2 novembre
1973” e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 292 del 23 ottobre
1980, supplemento ordinario.

– Il testo della legge 21 novembre 1985, n. 739, recante “Adesione
alla convenzione del 1978, sulle norme relative alla formazione
della gente di mare, al rilascio dei brevetti ed alla guardia,
adottata a Londra il 7 luglio 1978, e sua esecuzione” e’ pubblicato
nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 295 del 16
dicembre 1985.

– Il testo della legge 27 dicembre 1977, n. 1085, recante “Ratifica
ed esecuzione della convenzione sul regolamento internazionale del
1972 per prevenire gli abbordi in mare, con annessi, firmata a
Londra il 20 ottobre 1972” e’ pubblicato nel supplemento ordinario
alla Gazzetta Ufficiale n. 48 del 17 febbraio 1978.

– Il testo della legge 22 ottobre 1973, n. 957, recante “Ratifica
ed esecuzione della convenzione internazionale per la stazzatura
delle navi con annessi, adottata a Londra il 23 giugno 1969” e’
pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 26
del 28 gennaio 1974.

– Il testo della legge 10 aprile 1981, n. 159, recante “Ratifica ed
esecuzione delle convenzioni numeri 145, 146 e 147, adottate a
Ginevra il 28 e 29 ottobre 1976 dalla 62a sessione della Conferenza
internazionale del lavoro e’ pubblicato nel supplemento ordinario
alla Gazzetta Ufficiale n. 116 del 29 aprile 1981.

Note all’art. 3:

– Il decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione 14
novembre 1997, recante “Attuazione della direttiva 96/40/CE della
Commissione del 25 giugno 1996, che istituisce un modello comune di
documento di identita’ per gli ispettori incaricati del controllo
dello Stato di approdo” e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
275 del 25 novembre 1997.

– Il testo dell’art. 51 del codice di procedura civile e’ il
seguente:

“Art. 51 (Astensione del giudice). – Il giudice ha l’obbligo di
astenersi:

1) se ha interesse nella causa o in altra vertente su identica
questione di diritto;

2) se egli stesso o la moglie e’ parente fino al quarto grado o
legato da vincoli di affiliazione, o e’ convivente o commensale
abituale di una delle parti o di alcuno dei difensori;

3) se egli stesso o la moglie ha causa pendente o grave inimicizia
o rapporti di credito o debito con una delle parti o alcuno dei
suoi difensori;

4) se ha dato consiglio o prestato patrocinio nella causa, o ha
deposto in essa come testimone, oppure ne ha conosciuto come
magistrato in altro grado del processo o come arbitro o vi ha
prestato assistenza come consulente tecnico;

5) se e’ tutore, curatore, procuratore, agente o datore di lavoro
di una delle parti; se, inoltre, e’ amministratore o gerente di un
ente, di un’associazione anche non riconosciuta, di un comitato, di
una societa’ o stabilimento che ha interesse nella causa.

In ogni altro caso in cui esistono gravi ragioni di convenienza, il
giudice puo’ richiedere al capo dell’ufficio l’autorizzazione ad
astenersi; quando l’astensione riguarda il capo dell’ufficio
l’autorizzazione e’ chiesta al capo dell’ufficio superiore”.

Nota all’art. 6:

– Il testo dell’art. 181 del codice della navigazione approvato con
regio decreto 30 marzo 1942, n. 327, e’ il seguente:

“Art. 181 (Rilascio delle spedizioni). – La nave non puo’ partire
se non ha ricevuto le spedizioni da parte del comandante del porto
o dell’autorita’ consolare.

Il rilascio delle spedizioni si effettua mediante apposizione del
visto – con indicazione dell’ora e della data – sulla dichiarazione
integrativa di partenza che viene consegnata in copia, o trasmessa
con mezzi elettronici, al comandante della nave, il quale e’ tenuto
a conservarla tra i documenti di bordo fino al successivo approdo.

Le spedizioni non possono essere rilasciate qualora risulti che
l’armatore o il comandante della nave non ha adempiuto agli
obblighi imposti dalle norme di polizia, da quelle per la sicurezza
della navigazione, nonche’ agli obblighi relativi alle visite ed
alle prescrizioni impartite dalle competenti autorita’. Del pari le
spedizioni non possono essere rilasciate qualora risulti che
l’armatore o il comandante della nave non ha compiuto gli
adempimenti sanitari, fiscali e doganali ovvero non ha provveduto
al pagamento dei diritti portuali o consolari, al versamento delle
cauzioni eventualmente richieste a norma delle vigenti disposizioni
di legge o regolamentari, nonche’ in tutti gli altri casi previsti
da disposizioni di legge”.

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