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Gasolio usato come combustibile per riscaldamento. Applicazione dell'a...

Gasolio usato come combustibile per riscaldamento. Applicazione dell'art. 5, comma 4, del decreto-legge 30 settembre 2000, n. 268, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2000, n. 354.

Alle direzioni compartimentali dell’Agenzia delle dogane
Agli uffici tecnici di finanza
Alle circoscrizioni doganali
Ai laboratori chimici
compartimentali delle dogane
e per conoscenza:
Al Comando generale G.d.F. III –
Reparto operazioni – ufficio
fiscalita’
Al serv. cons. ispettivo-tributario
– SECIT – Gruppo II Roma
Al Servizio ispettivo centrale SIC
All’amministrazione autonoma dei
Monopoli di Stato
Alla Confindustria
Alla Confcommercio
Alla Federgrossisti
All’Associazione societa’ italiane
per azioni
Alla Federchimica-Assochimica
All’Assicc
All’Unionchimica
Alla Confetra
All’ENI
All’Unione Petrolifera
All’Assocostieri
All’Assopetroli
Alla Federpetroli
Alla Federazione nazionale
spedizionieri doganali

Il comma 4 dell’art. 5 del decreto-legge 30 settembre 2000, n. 268,
come modificato dalla legge di conversione 23 novembre 2000, n.
354, entrata in vigore il 1o dicembre 2000, ha previsto che, a
partire dal sessantesimo giorno successivo alla predetta data, e
cioe’ dal 30 gennaio 2001, il gasolio beneficiante della
particolare aliquota prevista per l’impiego come combustibile per
riscaldamento, qualsiasi sia il suo tenore di zolfo, venga
addizionato, per ogni 100 chilogrammi, oltre che con 4 grammi di
colorante (solvent red 161), anche con 3 grammi di 2-Etil-
Antrachinone (tracciante RS) e che tale additivazione sia
equiparata, agli effetti fiscali, ad una denaturazione, da
effettuarsi secondo modalita stabilite dall’Amministrazione
finanziaria.

E’ stata, inoltre, confermata la possibilita’ di effettuare la
denaturazione, oltre che presso i depositi fiscali, anche presso i
depositi commerciali collegati agli stessi a mezzo oleodotto.

In conseguenza delle suddette innovazioni normative, occorre,
innanzi tutto, rilevare che e’ variato il regime fiscale del
prodotto in questione, che e’ ora soggetto a quello previsto per
gli oli minerali denaturati.

In particolare, per la detenzione presso i depositi commerciali
occorrera’ prestare la cauzione di cui all’art. 25, comma 6, del
testo unico delle accise, approvato con decreto legislativo 26
ottobre 1995, n. 504, nella misura prevista dall’art. 5, comma 3,
lettera a) del citato testo unico, con possibilita’ di ottenere
l’esonero, qualora sussistano i prescritti requisiti.

L’accisa cui commisurare la cauzione, per i depositi commerciali,
e’ quella risultante dalla differenza fra l’accisa prevista per
l’uso di carburazione e quella prevista per l’uso di combustione,
ossia, attualmente, L. 41.666 per 1000 litri.

In relazione al suddetto obbligo, gli UTF provvederanno a
notificare ai soggetti interessati, entro il corrente mese,
l’ammontare della cauzione, che dovra’ essere prestata entro il
termine di 30 giorni dalla notifica, previsto dall’art. 64 del
testo unico delle accise, con validita’ fino a quando permarra’ la
differenza di aliquota.

Per quanto concerne le modalita’ di accertamento del prodotto
presso i depositi fiscali e per l’effettuazione della
denaturazione, sono state qui prospettate le difficolta’ operative
che potrebbero sorgere presso molti impianti se la destinazione del
gasolio (per carburazione o per riscaldamento) dovesse essere
dichiarata fin dal momento della presentazione del prodotto
all’accertamento fiscale.

Tali difficolta’ deriverebbero dalla carenza di serbatoi di
stoccaggio, anche in relazione alla stagionalita’ dell’impiego del
gasolio per riscaldamento, dalla possibilita’ di destinare ad uso
di riscaldamento anche prodotto avente le migliori caratteristiche
previste per l’uso come carburante, dalla eventualita’ di
effettuare miscelazioni di partite, anche di provenienza esterna,
per la rimessa a norma del prodotto, dall’utilizzazione, nei motori
delle navi, di prodotto non avente le caratteristiche previste per
l’uso come carburante, dalla possibilita’ di esportare, in
determinati Paesi terzi, gasolio per autotrazione non avente le
caratteristiche richieste per l’immissione in consumo nel mercato
interno.

E’ stato, pertanto, chiesto da taluni operatori ed associazioni di
categoria del settore che venga consentita la presa in carico del
prodotto, al momento dell’accertamento relativo alla fabbricazione
ovvero al momento dell’importazione o della ricezione da Paesi
comunitari, secondo l’aliquota per l’uso di carburazione, anche se
il prodotto non risponde alle specifiche tecniche previste per tale
impiego.

Qualora il prodotto, dopo l’accertamento, venga destinato all’uso
di combustione, e’ stato chiesto che l’operazione di denaturazione
e la successiva presa in carico del prodotto secondo la nuova
destinazione siano effettuate direttamente dagli operatori, previa
comunicazione agli uffici di questa Agenzia incaricati della
vigilanza sui suddetti impianti.

Al riguardo, ritenendo meritevoli di considerazione le
argomentazioni prospettate, si consente che, per l’accertamento del
prodotto al momento della fabbricazione o dell’importazione,
possano adottarsi, in alternativa, le due seguenti procedure:

A) la presa in carico secondo ciascuna delle due diverse
destinazioni viene effettuata al momento della presentazione del
prodotto all’accertamento fiscale.

Tale fattispecie, a sua volta, per quanto concerne il prodotto
destinato all’impiego come combustibile, si articola in due
sottocasi:

A1) il gasolio viene presentato all’accertamento gia’ denaturato.

In tale evenienza sara’ compito degli accertatori effettuare,
mediante campionamenti, il controllo del regolare esito
dell’operazione di denaturazione, non soggetta a preventiva
denuncia;

A2) il gasolio viene presentato all’accertamento non denaturato.

In tale evenienza la successiva denaturazione verra’ effettuata,
presso il deposito fiscale od il deposito commerciale collegato a
mezzo tubazione con deposito fiscale, con le consuete modalita’,
con la sola differenza che, in analogia a quanto previsto con la
nota n. 7633/I del 20 novembre 1998, si rendera’ necessario
l’intervento di un solo rappresentante dall’amministrazione.

Dal momento che il tracciante RS e’ solido, occorrera’ che sia
preventivamente disciolto in nafta aromatica solvente, avente punto
d’infiammabilita’ superiore a 55oC; tale soluzione, alla quale puo’
essere aggiunto anche il colorante, va tenuta in magazzino ed a
temperatura superiore a 0oC, per evitare depositi, a meno che non
sia preventivamente sciolta in un predeterminato quantitativo di
gasolio.

Pertanto la denaturazione potra’ essere effettuata utilizzando
appositi pacchetti contenenti le suddette sostanze nelle seguenti
proporzioni:

tracciante RS 3 grammi;

colorante 4 grammi;

nafta 26 grammi;

sciolte o meno in gasolio.

Se il quantitativo di gasolio utilizzato nella soluzione sara’ pari
a 1,928 chilogrammi per ogni 33 grammi della suddetta miscela di
tracciante, colorante e solvente, cio’ consentira’ un rapporto di
miscelazione a peso di 1/50 con il gasolio da denaturare.

Per impieghi in zone particolarmente fredde potranno essere
aumentati i quantitativi di nafta da impiegare per sciogliere il
tracciante; per diminuire, viceversa, i suddetti quantitativi,
dovra’ essere chiesto l’assenso della direzione centrale
dell’analisi merceologica ed il laboratorio chimico. Potranno,
altresi’, essere utilizzati pacchetti specifici per rapporti di
miscelazione a peso diversi da 1/50.

Per quanto concerne le modalita’ di denaturazione, occorre tener
presente il carattere di temporaneita’ di tale operazione, in
quanto, al momento, limitata al prossimo 30 giugno, data fino alla
quale la vigente normativa prevede un’aliquota specifica per il
gasolio per uso di combustione.

La suddetta operazione potra’, pertanto, essere effettuata in
serbatoio o in linea o, nei casi in cui, per l’aggiunta del
colorante, non fossero gia’ in atto le suddette modalita’, anche
mediante immissione, non automatizzata del denaturante occorrente
per ciascun carico nella tubazione di adduzione del prodotto al
mezzo di trasporto, in maniera tale da assicurare l’omogenizzazione
del prodotto denaturato, ovvero mediante immissione diretta del
denaturante nel mezzo di trasporto, con sistemi consentiti dalle
norme di sicurezza.

Per quanto concerne i requisiti tecnici degli impianti di
denaturazione in linea e le modalita’ di effettuazione di tale tipo
di denaturazione, che puo’ riguardare sia trasferimenti via
oleodotto sia caricazione di mezzi di trasporto, si rimanda alle
disposizioni di cui alla circolare n. 9. prot. n. 122/UTCIF del 16
gennaio 1973, in quanto applicabili; potranno essere anche adottate
soluzioni tecniche alternative, che prevedano, comunque, la
misurazione, anche con strumenti diversi dai contatori volumetrici,
del prodotto da denaturare e la relativa registrazione dei dati
rilevati, il dosaggio automatico della miscela denaturante nonche’
sistemi di allarme e di blocco in caso di mancata immissione della
suddetta miscela o di altre anomalie che impediscano una corretta
denaturazione.

Qualunque sia il sistema di denaturazione utilizzato, nella fase di
prima applicazione della nuova normativa e fino a diverso avviso,
e’ ammessa, al riscontro analitico, una tolleranza, sulle previste
percentuali di denaturazione, del 10% in piu’ o in meno.

Sia nel caso di cui alla lettera A1) sia nel caso di cui alla
lettera A2), gli impianti di denaturazione sono soggetti a denuncia
all’UTF ed a verifica da parte di tale ufficio.

Gli impianti gia’ impiegati per l’effettuazione delle colorazioni e
che si intendono utilizzare per l’effettuazione delle denaturazioni
sono denunciati entro trenta gi…

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