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Modalita' di applicazione del decreto 16 marzo 2000, recante disposizi...

Modalita' di applicazione del decreto 16 marzo 2000, recante disposizioni in materia di premi zootecnici.

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

Visto il decreto del 16 marzo 2000 del Ministro delle politiche
agricole e forestali, con il quale, in applicazione della specifica
normativa comunitaria, sono state emanate le modalita’ per la
gestione nazionale dei premi zootecnici;

Visto l’art. 5 del sopracitato decreto del Ministro, che sancisce
le procedure da seguire per la presentazione delle domande di
premio e degli ulteriori adempimenti che ne derivano;

Considerato che le regioni sono state sentite nell’incontro del 23
novembre 2000;

Considerato che l’insieme dei premi di cui al presente decreto sono
assoggettati alle disposizioni del regolamento CEE n. 3508/92 del
consiglio, del 27 novembre 1992 e n. 3887/92 della commissione e
successive integrazioni, con i quali e’ stato istituito un sistema
integrato di gestione e di controllo di taluni regimi di aiuti
comunitari, alla direttiva del consiglio 92/102/CEE, del 27
novembre 1992, con la quale sono state impartite disposizioni
relative all’identificazione e alla registrazione degli animali,
con particolare riguardo all’art. 5, nonche’ al regolamento CE
1760/00 relativo alla identificazione dei bovini ed
all’etichettatura delle carni bovine e suoi regolamenti di
applicazione;

Considerata la necessita’ di fornire tutte le indicazioni e i
chiarimenti necessari per la gestione nazionale dei regimi di
premio per i bovini maschi, le vacche nutrici, i bovini macellati,
nonche’ i premi supplementari in applicazione dei regolamenti CE n.
1254/99, 2342/99 e del decreto del 16 marzo 2000;

Decreta:

Sezione I

Premio speciale a favore dei detentori di bovini maschi

Art. 1.

Periodo presentazione delle domande

Le domande di premio speciale possono essere presentate dal 1
gennaio alle ore 18 del 30 novembre, e ciascun produttore puo’
presentare un numero di domande non superiore a cinque.

In deroga all’art. 6, paragrafo 6, del decreto 16 marzo 2000, n.
122, per l’anno 2001 il periodo di presentazione inizia il 1 marzo.

I capi per i quali e’ richiesto il premio devono essere detenuti in
azienda per almeno due mesi dal giorno successivo alla data di
presentazione della domanda di premio.

Art. 2.

Animali ammissibili

Possono formare oggetto di domanda di premio i bovini che abbiano:

non meno di 7 mesi e non piu’ di 19 mesi per i maschi interi e la
prima fascia di eta’ per gli animali castrati;

oltre 19 mesi, per la seconda fascia di eta’, per gli animali
castrati.

Il produttore, per gli animali richiesti a premio, deve indicare il
numero della/e domanda/e di premio sul passaporto.

Per gli animali provenienti da altri Paesi dell’Unione europea, che
non abbiano gia’ percepito il premio nel Paese di origine, il
produttore, deve indicare sul passaporto la seguente dicitura:

“Bovino maschio intero richiesto a premio con domanda n. ….”
oppure, “Bovino maschio castrato richiesto a premio prima domanda
n. …” “Bovino maschio castrato richiesto a premio seconda domanda
n. …”.

L’annotazione di cui sopra e’ vincolante ai fini dell’erogazione
del premio.

Gli animali che non sono stati ammessi al beneficio del premio in
seguito all’applicazione della riduzione proporzionale di cui
all’art. 7, paragrafi 2 e 3, del decreto 16 marzo 2000, n. 122, o
all’applicazione del coefficiente di densita’, non possono piu’
formare oggetto di una domanda per la stessa fascia di eta’ e sono
equiparati ad animali per i quali e’ stato pagato il premio.

Sezione II

Regime di premio e di premio complementare per il mantenimento
delle vacche nutrici

Art. 3.

Periodo presentazione delle domande

La domanda di premio per le vacche nutrici puo’ essere presentata
nel periodo compreso tra il 15 maggio e le ore l8 del 15 ottobre.

Le aziende richiedenti sono obbligate a detenere per almeno sei
mesi dal giorno successivo alla data di presentazione delle domande
le vacche e le giovenche per le quali il premio e’ richiesto, fatte
salve le eventuali sostituzioni consentite dall’art. 10-bis del
regolamento CEE n. 3887/92.

Art. 4.

Definizione vacca nutrice

Per vacca nutrice si intende una vacca appartenente ad una razza ad
orientamento carne, diversa da quelle indicate in allegato 1, od
ottenuta da un incrocio con una di tali razze ed appartenente ad
una mandria destinata all’allevamento di vitelli per la produzione
di carne.

Il premio puo’ essere richiesto per i capi che rispondano alla
definizione sopra riportata nonche’, per un numero non superiore al
20%, per le giovenche di eta’ uguale o superiore a 8 mesi
rispondenti alle stesse caratteristiche di razza e destinazione.

Art. 5.

Limiti al beneficio del premio

Non possono beneficiare del premio:

a) le aziende che allevino esclusivamente vacche appartenenti alle
razze riportate nell’allegato 1;

b) le aziende titolari, al 1 di aprile, di un quantitativo di
riferimento latte complessivo totale, consegne e vendite dirette,
superiore a 120.000 kg.

Il produttore si impegna a non aumentare il proprio quantitativo di
riferimento latte, durante l’anno, oltre i 120.000 kg.

La limitazione di cui alla lettera b) non si applica alle aziende
che effettuino esclusivamente vendite dirette. In tal caso le
aziende devono disporre comunque di superfici foraggiere
sufficienti sia al mantenimento di vacche necessarie alla
produzione del quantitativo di riferimento di latte che
all’allevamento dei capi per i quali il premio e’ richiesto ed i
richiedenti il premio devono impegnarsi a non effettuare consegne
di latte ne’ di prodotti lattiero-caseari per un periodo di dodici
mesi a decorrere dalla data di presentazione della domanda.

Art. 6.

Limite individuale di premio

Il numero dei premi da corrispondere per singolo produttore non
puo’ superare quello che l’AGEA ha comunicato come “diritti
individuali al premio”, fatta salva ogni eventuale successiva
assegnazione di diritti provenienti dalla riserva nazionale, oppure
acquisiti per trasferimento intervenuto tra privati produttori o
anche per affitto degli stessi da altri produttori aventi diritto.

L’AGEA provvede inoltre, in caso di variazioni, a comunicare ai
produttori l’entita’ dei limiti individuali di premio.

Art. 7.

Riserva nazionale

I diritti al premio presenti nella riserva nazionale vanno
distribuiti gratuitamente, secondo il seguente ordine:

1) giovani allevatori di eta’ inferiore ai 40 anni;

2) nuovi produttori, individuati tra coloro che non hanno mai avuto
diritti individuali;

3) altri produttori.

All’interno della predetta ripartizione l’attribuzione dei diritti
si effettua rispettando le seguenti priorita’:

allevatori iscritti ai libri genealogici di razze specializzate da
carne indicati in allegato 2;

allevatori la cui azienda e’ ubicata nelle zone svantaggiate
individuate dalla direttiva 75/268;

allevatori che aderiscono al regolamento CE 1804/1999,
relativamente alla produzione di carne bovina biologica;

altri.

Art. 8.

Richieste quota

I produttori che intendono richiedere diritti al premio dalla
riserva nazionale devono presentare motivata richiesta di quota
individuale, su modello prestampato dall’AGEA, alla quale le
richieste stesse vanno indirizzate e che comunque devono pervenire
entro e non oltre le ore 18 del 15 marzo.

L’AGEA provvedera’ a comunicare agli interessati l’esito delle
richieste e l’eventuale numero di diritti attribuiti.

Art. 9.

Trasferimenti dei diritti al premio

I produttori che hanno ottenuto dalla riserva nazionale, a titolo
gratuito, diritti al premio, non possono cedere alcun diritto in
loro possesso, salvo casi eccezionali debitamente giustificati ed
autorizzati dall’AGEA, ad altri produttori nel corso dei tre anni
civili successivi.

Il produttore puo’ cedere a qualsiasi titolo la propria azienda, e
trasferire al successore tutti i diritti al premio, cosi’ come puo’
trasferire totalmente o parzialmente i propri diritti senza il
trasferimento dell’azienda, o cedere temporaneamente in tutto o in
parte i propri diritti. In caso di trasferimenti senza azienda una
quota pari al 5% dei diritti trasferiti viene versata nella riserva
nazionale.

Art. 10.

Cessioni temporanee

La cessione temporanea puo’ riguardare soltanto anni solari interi.

Al termine di ciascun periodo di cessione temporanea, che non puo’
superare tre anni consecutivi, il produttore recupera, salvo in
caso di trasferimento definitivo, tutti i suoi diritti per
utilizzarli egli stesso per almeno due anni consecutivi.

Art. 11.

Utilizzo diritti

Qualora un produttore non utilizzi nel corso di ogni anno almeno il
90% dei propri diritti, la quota non utilizzata viene versata nella
riserva nazionale, fatti salvi i seguenti casi:

un produttore che detiene al massimo 7 diritti al premio; se
durante ciascuno di due anni solari consecutivi detto produttore
non utilizza almeno la percentuale minima dei propri diritti, la
quota non utilizzata nell’ultimo anno viene versata nella riserva
nazionale;

un produttore che partecipi ad un programma di estensivizzazione
riconosciuto dalla commissione;

un produttore che partecipi ad un programma di prepensionamento
riconosciuto dalla commissione, nell’ambito del quale non e’
obbligato il trasferimento e/o la cessione temporanea dei diritti;

casi eccezionali debitamente motivati.

A tal fine viene considerato come utilizzato:

il numero dei capi eleggibili al premio a seguito dei controlli
amministrativi;

il numero di capi oggetto di una cessione temporanea, da parte del
cedente;

il numero di capi riscontrato a controllo in caso di accertamento
in azienda.

In caso di cessione temporanea, qualora colui che riceve i diritti
non utilizzi almeno il 90% della quota a propria disposizione,
verranno ritirati in via prioritaria i diritti di sua proprieta’ e,
in subordine, anche quelli ricevuti temporaneamente, fino a
copertura della quota non utilizzata.

Art. 12.

N o t i f i c h e

I trasferimenti dei diritti al premio, come pure le cessioni
temporanee, non possono diventare effettivi prima della notifica
congiunta all’AGEA da parte del produttore che trasferisce e di
colui che riceve i diritti al premio.

La notifica, di cui sopra da redigere esclusivamente su apposito
modello prestampato e distribuito dall’AGEA, deve pervenire alla
stessa entro le ore l8 del 15 marzo ed essere compilata
correttamente, in caso contrario il trasferimento non sara’
riconosciuto valido.

L’AGEA, nelle situazioni prese in considerazione, determina il
nuovo limite individuale e comunica agli interessati il numero dei
loro diritti al premio.

Sezione III Indicazioni comuni riguardanti il premio speciale e il
premio per le vacche nutrici.

Art. 13.

Presentazione delle domande

Le domande di premio speciale e premio vacca nutrice devono essere
redatte esclusivamente sui modelli stampati e distribuiti a cura
dell’AGEA ed essere indirizzate in originale alla stessa, a mezzo
raccomandata postale o mediante consegna effettuata direttamente o,
per tramite terzi, ed in copia all’assessorato regionale
all’agricoltura competente, e devono pervenire alla stessa entro i
termini prescritti.

E’ facolta’ dell’AGEA autorizzare la presentazione delle domande
anche in via telematica, secondo le modalita’ da questa definite.

Per la sottoscrizione, in assenza dell’autentica della firma, il
richiedente deve allegare alla domanda, la fotocopia di un
documento di identita’ in corso di validita’, ai sensi delle
vigenti disposizioni.

Per l’eventuale acquisizione della certificazione antimafia l’AGEA
provvedera’ a conformarsi alle disposizioni del decreto del
Presidente della Repubblica n. 252 del 3 giugno 1998, recante norme
per la semplificazione dei procedimenti relativi al rilascio delle
comunicazioni e delle informazioni antimafia.

Art. 14.

Dichiarazione superfici

La domanda di pagamento per superficie, redatta secondo le
disposizioni impartite dalla specifica normativa, deve essere
presentata entro i termini e dallo stesso soggetto (persona
fisica/giuridica) che presenta la domanda di premio, salvo casi
particolari debitamente motivati e documentati. Anche i produttori
che facciano uso comune di superfici pubbliche sono tenuti a
presentare la domanda di pagamento per superficie riportando la
porzione di superficie da essi utilizzata, evidenziando la colonna
“casi particolari” ed allegando l’attestazione dell’ente od
organismo proprietario delle superfici in causa.

Sono esentati dalla presentazione della domanda di pagamenti per
superficie i produttori che dispongono di un numero di capi da
prendere in considerazione per la determinazione del coefficiente
di densita’ non superiore alle 15 UBA (Unita’ bovini adulti).

Art. 15.

Coefficiente di densita’ aziendale

La densita’ aziendale dei bovini per i quali richiedere i premi,
speciale e vacche nutrici, viene determinata tenuto conto:

a) dei bovini maschi, delle vacche e giovenche, degli ovini e/o
caprini, per i quali siano state presentate le relative domande di
premi zootecnici nonche’ delle vacche necessarie per produrre il
quantitativo di riferimento di latte assegnato al produttore. La
relativa conversione in UBA viene effettuata mediante l’utilizzo
dei coefficienti di correlazione indicati nell’allegato 3;

b) della superficie foraggera, disponibile durante tutto l’anno
civile per l’allevamento dei bovini e degli ovini e/o caprini,
tuttavia, la superficie foraggera deve essere disponibile per
l’allevamento per un periodo minimo di sette mesi a partire dal 15
febbraio.

Possono beneficiare del regime di premi i produttori per i capi che
rispettano il coefficiente di densita’ di 2 UBA/ha foraggiero.

Art. 16.

Verifica delle superfici foraggere

La superficie a pascolo e’ individuata dal codice 38 della
dichiarazione seminativi; sono inoltre equiparate al pascolo anche
le superfici individuate dai codici 36 e 37.

Qualora le superfici a pascolo si trovino in un comune diverso da
quello dove ha sede l’azienda, individuata ai sensi del decreto del
Presidente della Repubblica 30 aprile 1996, n. 317, che sia diverso
da quelli ad esso limitrofi, il produttore deve dimostrare
l’utilizzo delle superfici in causa mediante il trasporto dei
bovini pari ad almeno 0,2 UBA/ha, sempreche’ l’allevatore non
detenga un numero di capi inferiore, da comprovare con i modelli
trasmessi alle A.S.L. di competenza, salvo casi particolari
debitamente motivati.

Qualora le altre superfici foraggere si trovino in una provincia
diversa da quella dove ha sede l’azienda, individuata ai sensi del
decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1996, n. 317, che
sia diversa da quelle ad essa limitrofe, il produttore deve
dimostrare l’utilizzo delle superfici in causa mediante il
trasporto del foraggio da comprovare con il documento di trasporto
del foraggio stesso, anche se tale documento non e’ necessario per
altri fini.

Le suddette prove devono essere inserite nel fascicolo del
produttore.

Le superfici per le quali non vengono apportate le prove di
utilizzo di cui sopra saranno escluse dal calcolo del coefficiente
di densita’.

Art. 17.

Misura orizzontale

I pagamenti dei premi sono riconosciuti, per gli importi previsti,
ai produttori che soddisfino i requisiti in materia di protezione
ambientale di cui all’art. 1 del decreto ministeriale 15 settembre
2000, relativo alle disposizioni nazionali di attuazione del
regolamento CE n. 1259/1999 del consiglio, che istituisce norme
comuni relative ai regimi di sostegno diretto nell’ambito della
politica agricola comune.

Ai sensi dell’art. 1, punto c), del citato decreto ministeriale 15
settembre 2000, la stabulazione fissa e’ individuata
nell’allevamento dei bovini in stalle sprovviste di annessi recinti
all’aperto.

Nel fascicolo del produttore deve essere inserito un attestato
della impermeabilita’ del bacino, rilasciato dall’autorita’
competente.

Sezione IV

Regime di premio per l’estensivizzazione

Art. l8.

Presentazione delle domande

Il premio per l’estensivizzazione puo’ essere concesso
esclusivamente per i capi che beneficiano del premio speciale e/o
per vacca nutrice ad esclusione dei bovini maschi equiparati ai
capi per i quali e’ stato pagato il premio speciale di cui al
precedente art. 2, secondo comma.

Il produttore qualora si voglia avvalere dell’aiuto comunitario
deve indicare nella prima domanda di premio speciale bovini maschi
e/o mantenimento per le vacche nutrici che intende partecipare al
regime di premio all’estensivizzazione, specificando quale sia la
fascia di densita’ in cui ricade la sua azienda.

Art. 19.

Coefficiente di densita’ aziendale

Per poter usufruire del pagamento per l’estensivizzazione il
calcolo delle UBA e’ effettuato tenendo conto di tutti i bovini di
almeno sei mesi di eta’ presenti nell’azienda durante l’anno civile
in questione, nonche’ del numero degli ovi-caprini per i quali e’
stato richiesto il premio nello stesso anno civile.

La superficie foraggera da prendere in considerazione per il
calcolo del coefficiente di densita’ e’ costituita per almeno il
50% da pascolo e per la restante parte da altra superficie
foraggera disponibile per l’allevamento dei bovini ed ovi-caprini.
La superficie foraggiera comprende sia quella utilizzata in comune
che quella adibita a coltura mista.

Non costituiscono superfici foraggere, ai fini del premio per
l’estensivizzazione, quelle coltivate con le colture riportate
all’allegato 4.

La verifica della superficie foraggera si effettua in base a quanto
disposto dal precedente art. 16.

Sezione V

Regime di premio alla macellazione e/o all’esportazione

Art. 20.

Presentazione delle domande

La domanda di premio per la macellazione o per l’esportazione deve
essere redatta esclusivamente su modelli stampati e distribuiti
dall’AGEA ed essere indirizzati allo stesso Organismo a mezzo
raccomandata postale o mediante consegna effettuata direttamente o
per tramite terzi.

E’ facolta’ dell’AGEA autorizzare la presentazione delle domande
anche in via telematica, secondo le modalita’ da questo definite.

Per la sottoscrizione, in assenza della autentica della firma, il
richiedente deve allegare alla domanda, la fotocopia di un
documento di identita’ in corso di validita’, ai sensi delle
vigenti disposizioni.

Per l’eventuale acquisizione della certificazione antimafia l’AGEA
provvedera’ a conformarsi alle disposizioni del decreto del
Presidente della Repubblica n. 252 del 3 giugno 1998, recante norme
per la semplificazione dei procedimenti relativi al rilascio delle
comunicazioni e delle informazioni antimafia.

Nei contratti associativi previsti dagli articoli da 2170 a 2181
del codice civile, la domanda di premio puo’ essere presentata dal
soccidante in quanto responsabile della direzione tecnico-
amministrativa dell’impresa, previo assenso del soccidario.

Art. 21.

Periodo presentazione delle domande

Le domande di premio devono pervenire all’AGEA nel periodo compreso
tra il 1 marzo e le ore 18 del 28 febbraio dell’anno successivo per
gli animali macellati o esportati entro il 31 dicembre, comunque
entro 6 mesi dalla data di macellazione o esportazione.

Per beneficiare del premio il produttore deve detenere l’animale in
azienda per almeno 2 mesi che terminano meno di 1 mese prima della
macellazione o 2 mesi prima dell’esportazione. Per i vitelli
macellati o esportati prima dei 3 mesi d’eta’ il periodo di
detenzione e’ di 1 mese.

Art. 22.

Documenti che accompagnano le domande

La domanda deve essere corredata da:

A) per gli animali macellati 1. un attestato del macello, redatto
secondo il fac-simile allegato 5, riportante le seguenti
informazioni:

a) anagrafica completa dello stabilimento di macellazione e codice
identificativo del macello rilasciato dall’autorita’ competente;

b) data di macellazione, numero d’identificazione e numero di
macellazione di ciascun animale;

c) per i vitelli di eta’ uguale o superiore a 5 mesi, il peso
carcassa come definito dall’art. 24;

d) il codice dell’ultima azienda di provenienza dell’animale.

Uno stesso animale non puo’ in nessun caso essere riportato su piu’
attestati del macello.

B) per gli animali esportati verso Paesi terzi 1. una dichiarazione
dell’esportatore, redatto secondo il fac-simile allegato 6,
riportante le seguenti informazioni:

a) anagrafica completa dell’esportatore;

b) numeri d’identificazione degli animali;

c) data di nascita degli animali nati dopo il 1 gennaio 1998;

d) per i vitelli di eta’ uguale o superiore a 5 mesi il relativo
peso vivo.

2. copia della prova d’uscita dal territorio doganale della
comunita’ fornita analogamente a quanto previsto per le
restituzioni alle esportazioni.

3. copia della dichiarazione di esportazione.

Art. 23.

Compiti dei macelli.

I responsabili delle strutture di macellazione presso le quali
vengono abbattuti gli animali oggetto di richiesta di premio devono
redigere una apposita dichiarazione sulla base del fac-simile
allegato 7, da far pervenire all’AGEA nei termini idonei a
consentire i successivi prescritti adempimenti di controllo ai
sensi della vigente normativa comunitaria e nazionale.

Tali termini non potranno superare il 30 giugno, salvo casi
particolari debitamente motivati.

Le strutture di macellazione devono disporre di un registro di
macellazione che riporti almeno le seguenti informazioni:

1. numero di identificazione e numero di macellazione di ciascun
animale;

2. peso carcassa dei vitelli come definito dall’art. 24;

3. data di macellazione;

4. Paese di provenienza dell’animale;

5. codice dell’ultima azienda di provenienza dell’animale.

Le strutture di macellazione devono numerare progressivamente gli
attestati rilasciati e registrarne il rilascio con l’indicazione
della persona fisica o giuridica a cui e’ stato rilasciato.

Qualora le strutture di macellazione non dispongano gia’ di un
registro ufficiale contenente le predette informazioni dovranno
predisporlo ex-novo sulla base del fac-simile allegato 8. Al fine
di verificare che il registro sia conforme al citato fac-simile, lo
stesso deve essere vistato dal competente assessorato regionale
all’agricoltura, anche successivamente alle registrazioni, comunque
entro i termini prescritti al secondo comma del presente articolo.

Art. 24.

Animali ammissibili

L’acquisizione del diritto al premio si ha per le seguenti
categorie di capi macellati o esportati al di fuori del territorio
doganale della comunita’:

a) vitelli di eta’ superiore ad 1 mese ed inferiore a 7 mesi, il
cui peso carcassa, come di seguito definito, sia inferiore a 160 Kg
se macellati, o il cui peso vivo sia uguale o inferiore a 290 Kg se
esportati;

b) tori, manzi, vacche e giovenche di eta’ uguale o superiore ad 8
mesi.

Per peso carcassa dei vitelli si intende il peso della carcassa
dopo lo scuoiamento, eviscerazione e dissanguamento, senza testa e
piedi, con il fegato, i rognoni ed il grasso di rognonata, rilevato
dopo raffreddamento o rilevato a caldo e ridotto del 2%. Qualora la
carcassa sia presentata senza fegato, rognoni e/o grasso della
rognonata, il peso rilevato e’ aumentato di:

a) 3,5 kg per il fegato;

b) 0,5 kg per i rognoni;

c) 3,5 kg per il grasso di rognonata.

Art. 25.

Organismi

La trasmissione dei dati di cui agli attestati di macellazione puo’
avvenire per via telematica da parte di Organismi riconosciuti dal
Ministero delle politiche agricole e forestali.

Per l’ottenimento del riconoscimento gli Organismi devono
presentare apposita richiesta secondo il fac-simile allegato 9, al
Ministero delle politiche agricole e forestali – Direzione generale
delle politiche comunitarie e internazionali – Divisione X, via XX
Settembre n. 20 – 00178 Roma, allegando l’originale delle deleghe
delle strutture di macellazione che intendono avvalersi di tale
modalita’ di trasmissione, nelle quali dovra’ figurare in
particolare che la responsabilita’ dei dati trasmessi all’Organismo
rimane a carico del macello e che lo stesso si impegna a sottoporsi
a tutti gli adempimenti previsti dalla normativa comunitaria e
nazionale.

Le deleghe delle strutture di macellazione di cui al comma
precedente, dovranno essere redatte secondo il fac-simile allegato
10.

Gli Organismi riconosciuti devono garantire l’assoluta integrita’
dei dati trasmessi dai macelli ed impegnarsi a rilasciare alle
amministrazioni competenti, ove richiesto, i dati in questione
anche su supporto cartaceo.

Per la trasmissione dei dati gli Organismi riconosciuti dovranno
attenersi al protocollo di scambio concordato con l’AGEA.

Il riconoscimento potra’ essere revocato con provvedimento del
Ministero delle politiche agricole e forestali.

L’AGEA si impegna a garantire la riservatezza dei dati trasmessi
dagli Organismi, che possono rivestire carattere sensibile per le
strutture di macellazione.

Qualora il produttore faccia macellare i propri animali presso una
struttura di macellazione aderente ad un Organismo riconosciuto non
deve allegare alcun attestato di macellazione.

Per gli animali oggetto di scambi intracomunitari, dopo il periodo
di detenzione, le strutture di macellazione, anche se aderenti ad
un Organismo, sono tenute a rilasciare ugualmente l’attestato del
macello, se richiesto.

Il Ministero delle politiche agricole e forestali provvede a
pubblicare sul proprio sito internet (www.politicheagricole.it)
l’elenco degli Organismi riconosciuti e degli stabilimenti di
macellazione ad essi aderenti.

Non verranno riconosciuti negli Organismi gli stabilimenti che
usufruiscono della deroga, in merito al trasferimento ed alla
stabulazione dei bovini, prevista dall’art. 5, comma 3, punto a)
del decreto legislativo 1 settembre 1998, n. 333, “Attuazione della
direttiva 93/119/CE, relativa alla protezione degli animali durante
la macellazione o l’abbattimento”.

Qualora un macello a capacita’ limitata intende aderire ad un
Organismo riconosciuto, deve allegare, alla delega di
rappresentanza, una apposita dichiarazione nella quale sia
esplicitamente riportato che non usufruisce della deroga di cui al
comma precedente.

Sezione VI

Premi supplementari

Art. 26.

Integrazione al premio alla macellazione

Il produttore che intende beneficiare dei premi supplementari come
integrazione al premio alla macellazione deve farne apposita
richiesta sulla domanda del citato premio alla macellazione.

Il premio e’ corrisposto esclusivamente per i capi macellati delle
seguenti categorie di animali:

bovini maschi;

giovenche, nate ed allevate in Italia, figlie di vacche nutrici
iscritte ai libri genealogici italiani da carne riportati in
allegato 2, appartenenti ad allevamenti iscritti agli stessi libri
genealogici.

Per poter beneficiare del premio il produttore deve detenere il
capo almeno 5 mesi che terminano meno di un mese prima della
macellazione.

Art. 27.

Integrazione al premio vacche nutrici

Il produttore che intende beneficiare dei premi supplementari come
integrazione al premio vacche nutrici deve farne apposita richiesta
nell’ambito del citato premio di mantenimento delle vacche nutrici.

Il premio e’ corrisposto esclusivamente per le vacche e le
giovenche iscritte ai libri genealogici italiani da carne riportati
in allegato 2, appartenenti ad allevamenti iscritti agli stessi
libri genealogici.

Per la verifica dell’iscrizione ai relativi libri genealogici, per
le vacche e le giovenche, i dati comunicati dai produttori sono
riscontrati presso la banca dati detenuta dalla associazione
italiana allevatori.

Art. 28.

Integrazione per bovini maschi macellati

In attuazione a quanto disposto all’art. 20 del decreto n. 122 del
16 marzo 2000, il premio supplementare e’ corrisposto:

a) per 19 Meuro per i bovini maschi di cui al precedente art. 26;

b) per 1 Meuro ai produttori che ne facciano esplicita richiesta,
per i capi che rientrano nel sistema di controllo di cui all’art.
10 del regolamento (CE) n. 2081/92, oppure per i capi appartenenti
ad allevamenti condotti ai sensi del reg. (CE) n. 1804/99, in
materia di agricoltura biologica;

c) la restante somma, pari a 16,2 Meuro per il 2001 e 34,1 Meuro
per il 2002 e successivi e’ versata ai produttori appartenenti a
consorzi volontari o altri organismi associativi che ne facciano
esplicita richiesta e che da almeno 5 mesi antecedenti il giorno
della presentazione della domanda operino nell’ambito di sistemi di
qualita’ e dispongano di disciplinari di produzione comunicati al
Ministero delle politiche agricole e forestali – Direzione generale
delle politiche comunitarie e internazionali o alle regioni che non
abbiano formato oggetto di rilievi, che prevedono, anche ai fini
del benessere degli animali, la biosicurezza, l’alimentazione
naturale del bestiame, la rintracciabilita’ lungo tutta la
produzione e l’osservanza del divieto di impiego di promotori di
crescita e di altre sostanze vietate.

I Consorzi volontari e gli altri organismi associativi devono
essere sottoposti alla vigilanza di organismi indipendenti
riconosciuti in conformita’ alla norma EN 45011.

I Consorzi volontari e gli altri Organismi associativi devono
trasmettere, unitamente ai disciplinari anche l’elenco dei
produttori aderenti che verra’ comunicato all’AGEA – Organismo
pagatore – a cura delle competenti amministrazioni.

Art. 29.

Importi massimi

L’importo di premio che puo’ essere corrisposto per i bovini maschi
di cui alle lettere b) e c) del precedente art. 28, non puo’
superare 150 euro/capo, che si aggiungono agli importi erogati ai
sensi del disposto dell’art. 28, lettera a).

Eventuali economie derivanti dall’applicazione delle lettere b) e
c) del precedente art. 28, si sommano agli importi di cui alla
lettera a) dello stesso art. 28.

Sezione VII

Disposizioni finali

Art. 30.

Controlli e pagamenti

Nel corso dei periodi di detenzione del premio speciale e delle
vacche nutrici, l’AGEA programma, l’espletamento dei sopralluoghi
in azienda attenendosi a quanto disposto dal regolamento CEE n.
3887/92, ivi compresi i controlli relativi all’ottenimento del
premio all’estensivizzazione e del premio alla macellazione.

Dopo l’espletamento dei controlli prescritti, l’AGEA provvede a
effettuare i relativi pagamenti.

L’AGEA e’ autorizzato, qualora possibile, a versare,
successivamente al 16 ottobre, un acconto di aiuto pari alla
percentuale di cui all’art. 41 del regolamento CE n. 2342/99 degli
importi dovuti.

Art. 31.

Diminuzione del numero di animali

Qualora, nel corso del periodo minimo di detenzione, il numero
degli animali per i quali e’ stato richiesto il premio sia
diminuito per cause di forza maggiore o per circostanze naturali
nella vita della mandria, il richiedente e tenuto a informarne per
iscritto l’AGEA entro 10 giorni dalla data in cui l’evento si e’
verificato, motivando la causa che gli impedisce di rispettare gli
impegni.

Il produttore puo’ tuttavia sostituire le vacche e le giovenche
dichiarate in domanda con altre vacche o con giovenche eleggibili
al momento della sostituzione, nel rispetto dei limiti prescritti
per le giovenche, purche’ la sostituzione avvenga entro i 20 giorni
lavorativi successivi all’uscita dell’animale dall’azienda e
l’informazione venga trasmessa per iscritto, nel termine di 10
giorni successivi alla sostituzione, all’AGEA.

Le comunicazioni di cui sopra devono essere effettuate entro il
periodo di detenzione obbligatoria degli animali.

Gli allevatori che rilevano delle inesattezze inserite nella
propria domanda, non imputabile a dolo o colpa grave, possono
comunicare all’AGEA dette inesattezze, entro 10 giorni lavorativi
successivi al loro riscontro, a condizione che non abbiano ricevuto
preventivamente comunicazione di controlli sul posto oppure
segnalazioni circa le irregolarita’ di cui trattasi.

Queste ultime comunicazioni non possono modificare la sostanza di
quanto richiesto a premio, ma possono dar luogo alla non
applicazione delle sanzioni previste dalla normativa comunitaria e
nazionale vigente derivanti dalle inesattezze di cui trattasi.

Art. 32.

S a n z i o n i

L’AGEA effettua gli accertamenti necessari per i provvedimenti da
adottare a norma delle disposizioni di cui al regolamento CEE n.
3887/92, e se del caso provvede a comminare le sanzioni in esso
previste.

Per eventuali ritardi nella ricezione delle domande di premio
rispetto ai termini ultimi prescritti, l’AGEA provvede ad applicare
una riduzione cumulativa degli importi di aiuto pari all’1% per
ogni giorno feriale di ritardo, fatte salve le eventuali cause di
forza maggiore.

In caso di ritardo superiore ai 25 giorni di calendario, le domande
di premio non possono essere accolte.

Saranno inoltre escluse dal beneficio degli aiuti le aziende che
risultino detenere illecitamente o avere utilizzato sostanze
ormonali, tireostatiche o beta-agonisti, sulla base delle
comunicazioni che il Ministero della sanita’ fara’ pervenire
direttamente all’AGEA e le aziende che risultino essere state
sanzionate per maltrattamento di animali al sensi dell’art. 727 del
codice penale.

In caso di prima recidiva, il periodo di esclusione dal premio e’
esteso a 3 anni; nei casi di recidive successive, l’esclusione e’
estesa a 5 anni.

Art. 33.

Comunicazioni

L’AGEA provvedera’ ad effettuare le comunicazioni prescritte del
regolamento CE 2342/99, entro i termini stabiliti informandone
anche il Ministero.

Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.

Roma, 22 gennaio 2001

Il Ministro: Pecoraro Scanio

Allegato 1
ELENCO DELLE RAZZE BOVINE DA LATTE

Angler Rotvieh (Angeln) – Rod dansk maelkerace (RMD);
Ayreshire;
Armoricaine;
Bretonne Pie-noire;
Fries-Hollands (FH), Francaise frisonne pie noire (FFPN);
Friesian-Holstein, Holstein, Black and White Friesian, Red and
White;
Friesian, Frisona espagnola, Frisona italiana, Zwartbonten van
Belgie/Pie noire de Belgique;
Sortbroget dansk maelkerace (SDM);
Deutsche Schwrzbunte, Schwrzbunte Milckrasse (SMR);
Groninger Blaarkop;
Guernsey;
Jersey;
Malkekorthorn;
Montbe’liarde;
Reggiana;
Valdostana Nera.

Allegato 2

RAZZE E LIBRI GENEALOGICI DA CARNE

Associazione libro Codice Razza
A.N.A.C.L.I. 101 Charolais
102 Limousine
A.N.A.B.I.C. 203 Chianina
204 Marchigiana
205 Maremmana
206 Podolica
207 Romagnola
A.N.A.P.R.I. 308 Pezzata Rossa linea carne
A.N.A.BO.RA.PI. 409 Piemontese

Allegato 3

TABELLA DI CONVERSIONE IN UNITA’ DI BOVINO ADULTO

Bovini maschi e giovenche di età superiore a 24 mesi, vacche
nutrici, vacche da latte ………………. 1,0 UBA

Bovini maschi e giovenche di età compresa tra 6 e 24 mesi
………………………………………. 0,6 UBA

Ovini ……………………………………….. 0,15 UBA

Caprini ……………………………………… 0,15 UBA

Allegato 4

DESIGNAZIONE DELLE MERCI

Cereali:
frumento duro;
altro frumento e frumento segalato, diversi dal frumento duro;
segala;
orzo;
avena;
granturco;
sorgo da granella;
grano saraceno, miglio e scagliola;
altri cereali;
granturco dolce.

Semi oleosi:
fave di soia;
semi di ravizzone e di colza;
semi girasole.

Proteiche:
piselli fave e favette lupini dolci.

Lino non da fibre:
semi di lino (Linum usitatissimum L.).
Allegato 5 pag. 36

Allegato 6 pag. 37

Allegato 7 pag. 38

Allegato 8
pag. 39
pag. 40
Allegato 9 pag. 41

Allegato 10
pag. 42
pag. 43
pag. 44

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