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Regolamento di semplificazione concernente l'abrogazione della normati...

Regolamento di semplificazione concernente l'abrogazione della normativa sul procedimento per il risanamento dell'industria siderurgica (n. 57, allegato 1, della legge n. 59/1997).

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto l’articolo 87, quinto comma, della Costituzione;

Visto l’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Visto l’articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive
modificazioni, allegato 1, n. 57;

Vista la legge 31 maggio 1984, n. 193;

Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 28 luglio 2000;

Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 18 settembre
2000;

Acquisito il parere delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 17 novembre 2000;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro per la funzione pubblica, di concerto con i Ministri
dell’industria, del commercio e dell’artigianato e del commercio
con l’estero e del Tesoro, del bilancio e della programmazione
economica;

E m a n a il seguente regolamento:

Art. 1.

Soppressione dei procedimenti

1. Sono soppressi i procedimenti per la concessione di contributi
per il risanamento dell’industria siderurgica previsti dalla legge
31 maggio 1984, n. 193.

Art. 2.

Abrogazioni

1. Ai sensi dell’articolo 20, comma 4, della legge 15 marzo 1997,
n. 59, sono abrogati gli articoli 2, 3, 4 e 9, primo e secondo
comma, della legge 31 maggio 1984, n. 193.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di
farlo osservare.

Dato a Roma, addi’ 15 dicembre 2000

CIAMPI
Amato, Presidente del Consiglio dei Ministri
Bassanini, Ministro per la funzione pubblica
Letta, Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato e
del commercio con l’estero
Visco, Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica

Visto, il Guardasigilli: Fassino

Registrato alla Corte dei conti l’11 gennaio 2001
Registro n. 1 Presidenza, foglio n. 44

N O T E:

Avvertenza:

Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi dell’art. 10,
comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione
delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della
Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica
italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle
quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il valore e
l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.

Note alle premesse:

– L’art. 87, quinto comma, della Costituzione conferisce al
Presidente della Repubblica, il potere di promulgare le leggi e di
emanare i decreti aventi valore di legge ed i regolamenti.

– Si riporta il testo del comma 2 dell’art. 17, della legge 23
agosto 1988, n. 400:

“2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa
deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio di
Stato, sono emanati i regolamenti per la disciplina delle materie,
non coperte da riserva assoluta di legge prevista dalla
Costituzione, per le quali le leggi della Repubblica, autorizzando
l’esercizio della potesta’ regolamentare del Governo, determinano
le norme generali regolatrici della materia e dispongono
l’abrogazione delle norme vigenti, con effetto dall’entrata in
vigore delle norme regolamentari.”.

– La legge 15 marzo 1997, n. 59, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 17 marzo 1997, n. 63, supplento ordinario, reca: “Delega
al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni
ed enti locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per
la semplificazione amministrativa”.

– L’art. 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, cosi’ recita:

“Art. 20. – 1. Il Governo, entro il 31 gennaio di ogni anno,
presenta al Parlamento un disegno di legge per la delegificazione
di norme concernenti procedimenti amministrativi, anche
coinvolgenti amministrazioni centrali, locali o autonome, indicando
i criteri per l’esercizio della potesta’ regolamentare nonche’ i
procedimenti oggetto della disciplina, salvo quanto previsto alla
lettera a) del comma 5. In allegato al disegno di legge e’
presentata una relazione sullo stato di attuazione della
semplificazione dei procedimenti amministrativi.

2. In sede di attuazione della delegificazione, il Governo
individua, con le modalita’ di cui al decreto legislativo 28 agosto
1997, n. 281, i procedimenti o gli aspetti del procedimento che
possono essere autonomamente disciplinati dalle regioni e dagli
enti locali.

3. I regolamenti sono emanati con decreto del Presidente della
Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su
proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri – Dipartimento
della funzione pubblica, di concerto con il Ministro competente,
previa acquisizione del parere delle competenti Commissioni
parlamentari e del Consiglio di Stato. A tal fine la Presidenza del
Consiglio dei Ministri, ove necessario, promuove, anche su
richiesta del Ministro competente, riunioni tra le amministrazioni
interessate. Decorsi trenta giorni dalla richiesta di parere alle
Commissioni, i regolamenti possono essere comunque emanati.

4. I regolamenti entrano in vigore il quindicesimo giorno
successivo alla data della loro pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana. Con effetto dalla stessa data
sono abrogate le norme, anche di legge, regolatrici dei
procedimenti.

5. I regolamenti si conformano ai seguenti criteri e princi’pi:

a) semplificazione dei procedimenti amministrativi, e di quelli che
agli stessi risultano strettamente connessi o strumentali, in modo
da ridurre il numero delle fasi procedimentali e delle
amministrazioni intervenienti, anche riordinando le competenze
degli uffici, accorpando le funzioni per settori omogenei,
sopprimendo gli organi che risultino superflui e costituendo centri
interservizi dove raggruppare competenze diverse ma confluenti in
una unica procedura;

b) riduzione dei termini per la conclusione dei procedimenti e
uniformazione dei tempi di conclusione previsti per procedimenti
tra loro analoghi;

c) regolazione uniforme dei procedimenti dello stesso tipo che si
svolgono presso diverse amministrazioni o presso diversi uffici
della medesima amministrazione;

d) riduzione del numero di procedimenti amministrativi e
accorpamento dei procedimenti che si riferiscono alla medesima
attivita’, anche riunendo in una unica fonte regolamentare, ove
cio’ corrisponda ad esigenze di semplificazione e conoscibilita’
normativa, disposizioni provenienti da fonti di rango diverso,
ovvero che pretendono particolari procedure, fermo restando
l’obbligo di porre in essere le procedure stesse;

e) semplificazione e accelerazione delle procedure di spesa e
contabili, anche mediante adozione ed estensione alle fasi di
integrazione dell’efficacia degli atti, di disposizioni analoghe a
quelle di cui all’art. 51, comma 2, del decreto legislativo 3
febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni;

f) trasferimento ad organi monocratici o ai dirigenti
amministrativi di funzioni anche decisionali, che non richiedano,
in ragione della loro specificita’, l’esercizio in forma
collegiale, e sostituzione degli organi collegiali con conferenze
di servizi o con interventi, nei relativi procedimenti, dei
soggetti portatori di interessi diffusi;

g) individuazione delle responsabilita’ e delle procedure di
verifica e controllo;

g-bis) soppressione dei procedimenti che risultino non piu’;
rispondenti alle finalita’ e agli obiettivi fondamentali definiti
dalla legislazione di settore o che risultino in contrasto con i
principi generali dell’ordinamento giuridico nazionale o
comunitario;

g-ter) soppressione dei procedimenti che comportino, per
l’amministrazione e per i cittadini, costi piu’ elevati dei
benefici conseguibili, anche attraverso la sostituzione
dell’attivita’ amministrativa diretta con forme di
autoregolamentazione da parte degli interessati;

g-quater) adeguamento della disciplina sostanziale e procedimentale
dell’attivita’ e degli atti amministrativi ai principi della
normativa comunitaria, anche sostituendo al regime concessorio
quello autorizzatorio;

g-quinquies) soppressione dei procedimenti che derogano alla
normativa procedimentale di carattere generale, qualora non
sussistano piu’ le ragioni che giustifichino una difforme
disciplina settoriale;

g-sexies) regolazione, ove possibile, di tutti gli aspetti
organizzativi e di tutte le fasi del procedimento;

g-septies) adeguamento delle procedure alle nuove tecnologie
informatiche.

5-bis. I riferimenti a testi normativi contenuti negli elenchi di
procedimenti da semplificare di cui all’allegato 1 alla presente
legge e alle leggi di cui al comma 1 del presente articolo si
intendono estesi ai successivi provvedimenti di modificazione.

6. I servizi di controllo interno compiono accertamenti sugli
effetti prodotti dalle norme contenute nei regolamenti di
semplificazione e di accelerazione dei procedimenti amministrativi
e possono formulare osservazioni e proporre suggerimenti per la
modifica delle norme stesse e per il miglioramento dell’azione
amministrativa.

7. Le regioni a statuto ordinario regolano le materie disciplinate
dai commi da 1 a 6 nel rispetto de…

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