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Recepimento della direttiva 98/53/CE della Commissione che fissa i metodi per il prelievo di campioni e metodi d'analisi per il controllo ufficiale dei tenori massimi di taluni contaminanti nei prodotti alimentari

IL MINISTRO DELLA SANITA’
Vista la direttiva 98/53/CE della Commissione del 16 luglio 1998
che fissa i metodi per il prelievo dei campioni e metodi di analisi
per il controllo ufficiale dei tenori massimi di taluni
contaminanti nei prodotti alimentari;
Visto l’art. 21 della legge 30 aprile 1962, n. 283;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 1980, n.
327 ed in particolare l’art. 9;
Ritenuto di dover recepire nell’ordinamento nazionale le
disposizioni che formano oggetto della sopra citata direttiva della
Commissione CE;
Visto il parere della Commissione per la determinazione dei metodi
ufficiali di analisi di cui all’art. 21 della legge 30 aprile 1962,
n. 283, espresso nella seduta del 17 maggio 2000.
Decreta:
Art. 1
Sono approvati i metodi di analisi e di campionamento per il
controllo ufficiale dei tenori massimi di taluni contaminanti nei
prodotti alimentari riportati negli allegati. Il presente decreto
sarà trasmesso alla Corte dei conti per la registrazione e sarà
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Allegato I
Modalita’ di prelievo dei campioni destinati al controllo ufficiale
del tenore di aflatossine in alcuni prodotti alimentari
1. Oggetto e campo d’applicazione.
I campioni destinati al controllo ufficiale del tenore di
aflatossine nei prodotti alimentari vengono prelevati con le
modalità indicate qui di seguito. I campioni globali così ottenuti
vengono considerati rappresentativi delle partite. La conformità
delle partite, per quanto si riferisce al tenore massimo fissato
nel regolamento (CE) 1525/98, viene determinata in funzione dei
tenori riscontrati nelle aliquote analizzate.
2. Definizioni.
2.1. Partita: quantitativo di prodotto alimentare identificabile,
consegnato in un unica volta, per il quale è stata accertata,
dall’addetto al controllo ufficiale, la presenza di caratteristiche
comuni, quali l’origine, la varietà, il tipo di imballaggio, il
confezionatore, lo spedizioniere o la marcatura.
2.2. Sottopartita: porzione di una grande partita designata per
l’applicazione delle modalità di prelievo. Ciascuna sottopartita
deve essere fisicamente separata e identificabile.
2.3. Campione elementare: quantitativo di materiale prelevato in un
solo punto della partita o della sottopartita.
2.4. Campione globale: campione ottenuto riunendo tutti i campioni
elementari prelevati dalla partita o dalla sottopartita.
2.5. Campione di laboratorio: campione ricavato dal campione
globale, da suddividere in aliquote da destinare alle analisi.
2.6. Aliquota: porzione ottenuta dal campione di laboratorio
macinato e corrispondente ad un quinto del campione di laboratorio.
3. Disposizioni generali.
3.1. Personale.
Il personale che effettua il prelievo deve operare secondo le
modalità del presente allegato.
3.2. Prodotto da campionare.
Ciascuna partita da controllare è oggetto di campionamento
separato. Conformemente alle disposizioni specifiche di cui al
punto 5 del presente allegato, le grandi partite devono essere
suddivise in sottopartite, che devono essere oggetto di
campionamento separato.
3.3. Precauzioni da prendere.
Durante il campionamento e la preparazione dei campioni di
laboratorio, è necessario evitare qualsiasi alterazione che possa
modificare il tenore di aflatossine e compromettere le analisi o la
rappresentatività del campione globale.
3.4. Campioni elementari.
I campioni elementari devono quanto più possibile essere prelevati
in vari siti distribuiti attraverso tutta la partita o
sottopartita. Segnalare qualsiasi deroga a tale norma nel verbale
di cui al punto 3.8.
3.5. Preparazione del campione globale e dei campioni di
laboratorio.
Il campione globale viene ottenuto mescolando sufficientemente i
campioni elementari.
Il mescolamento è necessario onde garantire che ciascun campione di
laboratorio sia rappresentativo della partita o sottopartita da
controllare.
Dopo tale operazione e se del caso, il campione globale deve essere
suddiviso in campioni di laboratorio eguali, conformemente alle
disposizioni specifiche di cui al punto 5.2.1, lettera d) del
presente allegato.
3.6. Identificazione dei campioni globali o dei campioni di
laboratorio.
Per ciascun prelievo di campione, redigere un verbale di
campionamento che consenta di identificare con certezza la partita
campionata, la data e il luogo di campionamento, nonché qualsiasi
informazione supplementare che possa essere utile all’analista,
secondo quanto previsto dal decreto del Presidente della Repubblica
27 marzo 1980, n. 327.
3.7. Condizionamento ed invio dei campioni di laboratorio.
Sistemare ciascun campione di laboratorio in un recipiente pulito,
di materiale inerte, che lo protegga adeguatamente contro qualsiasi
fattore di contaminazione e danno che potrebbe essere causato dal
trasporto. Prendere altresì tutte le precauzioni necessarie ad
evitare modifiche nella composizione del campione di laboratorio
durante il trasporto o la conservazione.
3.8. Preparazione delle aliquote.
Ciascun campione di laboratorio deve essere macinato, presso il
laboratorio, e suddiviso in aliquote secondo quanto disposto dal
decreto del Presidente della Repubblica 27 marzo 1980, n. 327. A
tal fine l’autorità che ha predisposto il prelevamento dei campioni
procede ad effettuare la suddetta operazione alla presenza del
titolare o di un suo rappresentante della merce campionata
redigendo apposito verbale.
4. Disposizioni esplicative.
4.1. Diversi tipi di partite.
I prodotti possono essere commercializzati sfusi, in contenitori,
in imballaggi singoli (sacchetti, confezioni al dettaglio), ecc. La
procedura di campionamento puà essere applicata alle varie forme
nelle quali i prodotti vengono immessi in commercio.
4.1.1. Peso del campione elementare.
Il peso del campione elementare è di circa 300 grammi, a meno che
esso non sia definito diversamente al punto 5 del presente
allegato. Nel caso di partite in confezioni al dettaglio il peso
del campione elementare dipende dalla dimensione della confezione
stessa.
4.1.2. Fatte salve le disposizioni specifiche di cui al punto 5 del
presente allegato, come guida per il campionamento delle partite
commercializzate in sacchetti o in confezioni singole può essere
usata la formula seguente:
peso della partita (in kg) x peso
del campione elementare (in kg) Frequenza di campionamento = ——
—————————–
peso del campione globale (in kg)
x peso di un singolo imballaggio
o confezione (in kg)
Frequenza di campionamento: è il numero che individua ogni quanti
imballaggi deve essere effettuato il prelievo del campione
elementare. I numeri decimali devono essere approssimati al numero
intero più vicino.
4.2. Numero di campioni elementari per le partite < 15 tonnellate. Salvo diverse indicazioni riportate al punto 5 del presente allegato, il numero di campioni elementari da prelevare dipende dal peso della partita, con un minimo di 10 e un massimo di 100. Per determinare il numero di campioni elementari da prelevare, è possibile basarsi sulle cifre della tabella seguente. Tabella [in corso di inserimento] 5. Disposizioni specifiche. 5.1. Riassunto generale del sistema di campionamento per le arachidi, i frutti a guscio, la frutta secca e i cereali. Tabella [in corso di inserimento] 5.2. Arachidi, pistacchi, noci del Brasile, Fichi secchi, Cereali (partite = a 50 tonnellate). 5.2.1. Modalità di prelievo. a) Sempreché le sottopartite possano essere separate fisicamente, ciascuna partita deve essere suddivisa in sottopartite conformemente alla tabella 2. Dato che il peso delle partite non è sempre un multiplo esatto di quello delle sottopartite, quest'ultimo può superare il peso indicato per un massimo del 20%. b) Ciascuna sottopartita deve essere oggetto di campionamento separato. c) Numero di campioni elementari: 100. In caso di partite < 15 tonnellate, il numero di campioni elementari da prelevare dipende dal peso della partita, con un minimo di 10 e un massimo di 100 (cfr. punto 4.2.). d) Il campione globale di 30 kg deve essere mescolato sufficientemente e suddiviso in tre campioni di laboratorio eguali da 10 kg prima della macinazione. (Tale suddivisione non è necessaria nel caso di arachidi, di frutti a guscio e di frutta secca destinati alla cernita o a subire altri trattamenti fisici e qualora si disponga di una apparecchiatura in grado di macinare un campione di 30 kg). e) I campioni globali < 10 kg non devono essere suddivisi in campioni di laboratorio. f) Ciascun campione di laboratorio deve essere individualmente finemente macinato e accuratamente mescolato, onde garantire una omogeneizzazione completa conformemente alle disposizioni dell'allegato II. g) Nei casi in cui non è possibile applicare le modalità di prelievo sopra descritte senza causare danni economici considerevoli (ad esempio, a causa delle forme d'imballaggio o dei mezzi di trasporto, ecc.), si può ricorrere a un metodo alternativo, a condizione che la campionatura sia la più rappresentativa possibile e che il metodo applicato sia chiaramente descritto e debitamente documentato (cfr.3.6.). 5.2.2. Accettazione di una partita o sottopartita: a) Per le arachidi, i frutti a guscio, i fichi secchi ed i cereali destinati al consumo umano diretto: accettazione, se nessuno dei campioni di laboratorio supera il limite massimo; rifiuto, se uno o più campioni di laboratorio superano il limite massimo. Nel caso di un campione globale < 10 kg: accettazione, se il campione non supera il limite massimo; rifiuto, se il campione supera il limite mass... [Continua nel file zip allegato]

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