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Applicazione dei benefici previsti dall'art. 4-bis della legge 11 dicembre 2000, n. 365.

Ai Presidenti della regione
autonoma Valle d’Aosta
della regione Piemonte
della regione Liguria
della regione Lombardia
della regione Veneto
della regione Toscana
della regione Emilia-Romagna
della regione autonoma Friuli-
Venezia Giulia
della regione Puglia

Ai Presidenti della provincia
autonoma di Trento
della provincia autonoma di Bolzano

1. Criteri e modalita’ per la concessione dei benefici ai soggetti
privati proprietari di immobili, beni mobili e beni mobili
registrati danneggiati dagli eventi calamitosi dell’autunno 2000.

Per la concessione dei benefici, previsti dall’art. 4-bis della
legge 11 dicembre 2000, n. 365 (d’ora in poi indicata,
semplicemente, come “legge”), a favore di privati proprietari di
unita’ immobiliari destinate ad uso abitativo distrutte o non
ripristinabili o gravemente danneggiati, ed ai soggetti che hanno
subito la distruzione o il danneggiamento grave di beni mobili o
mobili registrati di loro proprieta’ in conseguenza delle calamita’
idrogeologiche dell’autunno 2000 nei territori per i quali e’
intervenuta la dichiarazione dello stato di emergenza ai sensi
della legge 24 febbraio 1992, n. 225, le regioni in indirizzo si
atterranno alle seguenti direttive attuative. Per le regioni e le
province autonome la presente direttiva, ai sensi dell’art. 7-ter
della legge, trova applicazione compatibilmente con quanto previsto
dai rispettivi statuti e dalle relative norme di attuazione. Le
regioni e le province autonome sono tenute a comunicare (entro
sette giorni dalla data di pubblicazione della presente direttiva
nella Gazzetta Ufficiale) al Dipartimento della protezione civile e
al presidente della conferenza permanente dei presidenti delle
regioni e delle province autonome le eventuali modifiche apportate
alle disposizioni della presente direttiva in funzione della
valutazione di compatibilita’ di cui sopra. Per le province
autonome di Trento e Bolzano la valutazione di compatibilita’ tiene
conto, inoltre, di quanto stabilito dall’art. 5 della legge 30
novembre 1989, n. 386.

1.1. Benefici finanziari.

I benefici finanziari, secondo le modalita’ e le entita’ previste
dall’art. 4-bis della legge, sono concessi per:

unita’ immobiliari ad uso di abitazione principale ubicate nelle
regioni interessate;

unita’ immobiliari ad uso abitativo ma non di abitazione principale
ubicate nelle regioni interessate;

beni mobili o beni mobili registrati; il contributo e’ concesso in
relazione al nucleo familiare.

I benefici finanziari relativi ai beni immobili possono essere
richiesti una sola volta o dai proprietari o dai titolari di
diritti reali e di godimento.

1.2. Spese ammissibili.

I contributi possono essere richiesti relativamente a:

lavori di demolizione di unita’ immobiliari distrutte o non
ripristinabili;

ricostruzione, nuova costruzione o acquisto nello stesso comune o
in un comune limitrofo di un alloggio di civile abitazione, di
superficie utile abitabile corrispondente a quella dell’unita’
immobiliare andata distrutta o non ripristinabile, fino ad un
limite massimo di 200 mq e con valore a mq non superiore a quello
previsto per gli interventi di nuova edificazione di edilizia
residenziale sovvenzionata;

ripristino di unita’ immobiliari che hanno subito danni;

redazione della perizia asseverata sui danni subiti;

spese conseguenti alla distruzione o al danneggiamento grave di
beni mobili o di beni mobili registrati.

Per il rispetto dei limiti massimali, nell’ambito delle spese
ammissibili suindicate, sono da calcolare i relativi oneri fiscali.

Eventuali somme spettanti allo stesso titolo da compagnie
assicurative devono essere dichiarate, con autocertificazione, a
pena di decadenza dal contributo, e vengono dedotte dall’importo
della spesa ammissibile.

Le provvidenze concesse in base all’ordinanza 3090/2000, e
successive modifiche ed integrazioni costituiscono anticipazione
dei benefici di cui all’art. 4-bis della legge e vengono dedotte
dal contributo spettante, fatta eccezione per il contributo per
l’autonoma sistemazione di cui all’art. 3, comma 2, dell’ordinanza
summenzionata.

Ai fini della concessione dei benefici, riferiti ai beni sia
immobili che mobili (con esclusione dei beni mobili registrati), la
dichiarazione di non trovarsi in situazione di difformita’ o
assenza delle autorizzazioni o concessioni previste dalla legge
(prevista dal comma 7 dell’art. 4 della legge) deve essere intesa
in relazione a variazioni essenziali ai sensi della legge 28
febbraio 1985, n. 47, e successive modifiche ed integrazioni, e
relative al complesso dell’unita’ immobiliare.

1.3. Entita’ e tipologia dei benefici concedibili.

Le regioni, provvedono a disciplinare la concessione dei benefici
previsti a favore dei soggetti privati dall’art. 4-bis della legge
per il tramite dei comuni (a cui trasferiscono le risorse
finanziarie relative), secondo le seguenti entita’ e tipologie di
finanziamento:

a) unita’ immobiliari ad uso di abitazione principale distrutte o
non ripristinabili (prime case).

Spetta un contributo a fondo perduto per le spese di demolizione e
proporzionale alla spesa complessiva sostenuta per l’acquisto
(comprensivo dell’eventuale ristrutturazione), la ricostruzione o
la nuova costruzione di un’unita’ abitativa di superficie utile
abitabile non superiore a quella dell’immobile distrutto o non piu’
ripristinabile e, comunque, non superiore a 200 mq e per un valore
a mq non superiore ai limiti massimi di costo per gli interventi di
nuova edificazione di edilizia residenziale sovvenzionata, come
determinati dalle regioni ai sensi della legge 5 agosto 1978, n.
457, e successive modificazioni.

Per la determinazione della superficie utile abitabile, si fa
riferimento all’art. 6, lettera a), del decreto del Ministro dei
lavori pubblici 5 agosto 1994, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
n. 194 del 20 agosto 1994;

b) unita’ immobiliari ad uso abitativo non adibite ad abitazione
principale distrutte o non ripristinabili (seconde case).

Spetta un contributo fino al 75% della spesa sostenuta per la
demolizione, ricostruzione, nuova costruzione o per l’acquisto
(comprensivo dell’eventuale ristrutturazione) nello stesso comune o
in un comune limitrofo di un alloggio di civile abitazione di
superficie utile abitabile corrispondente a quella dell’unita’
immobiliare andata distrutta o non ripristinabile nei limiti e
secondo le modalita’ di cui alla precedente lettera a);

c) unita’ immobiliari ad uso di abitazione principale, gravemente
danneggiate, ma ripristinabili (prime case).

Spetta un contributo a fondo perduto, ai fini del recupero delle
medesime unita’ immobiliari, fino al 75% del valore dei danni
subiti;

d) unita’ immobiliari ad uso abitativo non adibite ad abitazione
principale gravemente danneggiate ma ripristinabili (seconde case).

Spetta un contributo a fondo perduto, al fine del recupero delle
medesime unita’ immobiliari, fino al 50% del valore dei danni
subiti;

e) parti ad uso comune di un condominio gravemente danneggiato ma
ripristinabile.

Nel caso in cui all’interno del condominio vi sia almeno un’unita’
abitativa destinata ad uso di abitazione principale (prima casa)
per le parti comuni spetta un contributo a fondo perduto fino al
75% del valore dei danni subiti. Detto contributo puo’ essere
richiesto dall’amministratore condominiale o dal soggetto all’uopo
delegato dai condomini.

Nel caso in cui all’interno del condominio non vi sia alcuna unita’
abitativa destinata ad uso di abitazione principale, il contributo
spetta nel limite del 50% del valore dei danni subiti;

f) beni mobili o beni mobili registrati distrutti o gravemente
danneggiati.

Al proprietario dei beni spetta un contributo a fondo perduto fino
al 60% del valore dei danni subiti, nel limite massimo di L.
50.000.000 per ciascun nucleo familiare.

Fermo restando il limite complessivo di cui sopra, il contributo
per i beni mobili, ove non altrimenti documentabile con atti
probatori sul valore dei predetti beni, e’ cosi’ determinato:

in ragione di L. 6.000.000 per ogni vano catastale danneggiato
dagli eventi alluvionali;

in ragione di L. 100.000 a mq per locali adibiti a garage, box o
cantina danneggiati dagli eventi alluvionali.

Fermo restando il limite complessivo di cui sopra, il contributo
per i beni mobili registrati e’ stabilito in L. 30.000.000;

g) unita’ immobiliari residenziali danneggiate, sia dagli eventi
alluvionali della prima decade del mese di novembre 1994
verificatisi in Piemonte, che dagli eventi calamitosi dell’autunno
2000.

Per tali unita’ immobiliari e’ assegnato un contributo fino al 100%
della spesa necessaria per la riparazione dei danni alle abitazioni
principali (prime case) e fino al 60% per ogni altra unita’
immobiliare ad uso abitativo (seconde case). La spesa ammissibile
non puo’ superare l’importo determinato secondo i criteri di cui
alla lettera a) del presente paragrafo della direttiva.

1.4. Modalita’ di concessione ed erogazione dei benefici.

Le regioni provvedono a disciplinare la concessione, per il tramite
dei comuni, dei benefici elencati al precedente paragrafo 1.3,
attenendosi alle seguenti disposizioni:

a) presentazione delle domande.

La domanda di contributo (unica per tutte le tipologie di
finanziamento previste), in carta semplice secondo il modello
allegato (allegato A), sottoscritta, dal proprietario o dal
titolare del diritto reale (nel caso dei beni immobili), deve
essere presentata, entro il termine di sessanta giorni dalla
pubblicazione della presente direttiva nella Gazzetta Ufficiale,
presso…

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