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Regolamento recante norme per la semplificazione del procedimento per ...

Regolamento recante norme per la semplificazione del procedimento per il collocamento ordinario dei lavoratori, ai sensi dell'articolo 20, comma 8, della legge 15 marzo 1997, n. 59.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto l’articolo 87, comma quinto, della Costituzione;

Visto l’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Visto l’articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, allegato 1,
n. 112-bis, e successive modificazioni;

Vista la legge 10 gennaio 1935, n. 112;

Vista la legge 29 aprile 1949, n. 264;

Vista la legge 11 gennaio 1979, n. 12;

Vista la legge 28 febbraio 1987, n. 56;

Vista la legge 23 luglio 1991, n. 223;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n.
487;

Visto il decreto-legge 1o ottobre 1996, n. 510, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608;

Vista la legge 31 dicembre 1996, n. 675;

Visto il decreto legislativo 26 maggio l997, n. 152;

Visto il decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;

Visto il decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469;

Vista la legge 27 dicembre 1997, n. 449;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 20 ottobre 1998,
n. 403;

Visto il decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38;

Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 22 marzo 2000;

Sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni, e le province autonome di Trento e di Bolzano;

Acquisito il parere del Garante per la tutela delle persone e di
altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali, ai sensi
dell’articolo 31, comma 2, della legge 31 dicembre 1996, n. 675;

Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 24 gennaio
2000;

Acquisito il parere delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 9 giugno 2000;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro per la funzione pubblica, di concerto con i Ministri per
gli affari regionali, per le politiche comunitarie, del lavoro e
della previdenza sociale e dell’interno;

E m a n a
il seguente regolamento:

Titolo I
DISCIPLINA DEL COLLOCAMENTO

Capo I
Disposizioni generali

Art. 1.
Ambito di applicazione

1. Ferme restando le funzioni ed i compiti conferiti alle regioni
ed alle province in materia di gestione del collocamento e di
politiche attive del lavoro, ai sensi del decreto legislativo 23
dicembre 1997, n. 469, nell’esercizio dei poteri generali di
indirizzo, promozione e coordinamento e, allo scopo di garantire
l’efficace attivazione sul territorio nazionale del Sistema
informativo lavoro (S.I.L.) in conformita’ all’articolo 11 del
suddetto decreto legislativo n. 469 del 1997, le disposizioni del
presente regolamento disciplinano le linee di carattere generale
concernenti le procedure per l’impiego dei lavoratori e per il
collocamento. (Seguivano alcune parole non ammesse al “Visto” della
Corte dei conti).

2. I criteri di organizzazione, le modalita’, le specificazioni ed
i tempi di attuazione delle previsioni del presente regolamento,
ivi comprese le procedure di avviamento a selezione presso le
pubbliche amministrazioni secondo criteri oggettivi, previo
confronto con le autonomie locali, saranno definiti, sulla base di
indirizzi forniti dal Ministero del lavoro e della previdenza
sociale, sentita la Conferenza unificata, con provvedimenti
regionali che dovranno assicurarne, tenuto conto di quanto previsto
dalle disposizioni transitorie di cui all’articolo 8, la piena
attuazione entro un anno dalla data di entrata in vigore del
presente regolamento.

Art. 2.
Definizioni

1. Ai fini del presente regolamento si intende per:

a) “sede di lavoro” l’ufficio, lo stabilimento, il cantiere o
comunque il luogo dove si esegue, di norma, la prestazione di
lavoro;

b) “sede operativa di societa’ di fornitura di lavoro temporaneo”
l’ufficio presso il quale sono tenuti i documenti di lavoro
relativi al prestatore di lavoro temporaneo;

c) “servizi competenti” i centri per l’impiego o gli altri organi
individuati dalle regioni ai sensi dell’articolo 4 del decreto
legislativo 23 dicembre 1997, n. 469;

d) “S.I.L.” il Sistema informativo lavoro.

Art. 3.
Tutela dei dati personali

1. Al fine di promuovere l’occupazione, favorire l’inserimento al
lavoro e l’accesso ad attivita’ di orientamento e formazione
professionale nonche’ agevolare l’incontro tra domanda ed offerta
di lavoro i servizi competenti possono comunicare e diffondere,
anche per via telematica, a privati datori di lavoro, diversi da
quelli autorizzati ai sensi degli articoli 10 e 11, commi 3, 4 e 5,
del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, a enti pubblici
economici che siano interessati all’assunzione, alle societa’ di
mediazione autorizzate, nonche’ agli enti previdenziali, ai centri
di formazione professionale e alle altre pubbliche amministrazioni
i dati personali relativi ai soggetti presenti nelle banche dati,
senza che sia necessario il consenso degli interessati, ferme
restando le disposizioni di cui all’articolo 13, comma l, lettera
d), della legge 31 dicembre 1996, n. 675, e con l’esclusione di
quelli sensibili o attinenti a provvedimenti giudiziari, come
definiti e individuati rispettivamente negli articoli 22 e 24 della
citata legge n. 675 del 1996.

Capo II
Servizi alle persone in cerca di lavoro

Art. 4.
Elenco anagrafico

1. Le persone aventi l’eta’ stabilita dalla legge per essere
ammesse al lavoro e che, essendo in cerca di lavoro perche’
inoccupate, disoccupate, nonche’ occupate in cerca di altro lavoro,
intendono avvalersi dei servizi competenti, vengono inserite in un
elenco anagrafico indipendentemente dal luogo della propria
residenza. L’elenco anagrafico contiene i dati anagrafici completi
del lavoratore nonche’ i dati relativi alla residenza,
all’eventuale domicilio, alla composizione del nucleo familiare, ai
titoli di studio posseduti, all’eventuale appartenenza a categorie
protette e allo stato occupazionale. L’inserimento nell’elenco
anagrafico produce esclusivamente gli effetti previsti dal presente
regolamento.

2. L’elenco anagrafico e’ integrato ed aggiornato sulla base delle
informazioni fornite dal lavoratore e, d’ufficio, sulla base delle
comunicazioni obbligatorie provenienti dai datori di lavoro, dalle
societa’ di fornitura di lavoro temporaneo e dai soggetti
autorizzati all’attivita’ di mediazione tra domanda e offerta di
lavoro.

3. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale,
da adottarsi, sentite le organizzazioni sindacali dei lavoratori e
dei datori di lavoro maggiormente rappresentative e la Conferenza
unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto
1997, n. 281, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore
del presente regolamento, sono definiti:

a) il contenuto e le modalita’ di trattamento dei dati dell’elenco
anagrafico essenziali al fine della conduzione coordinata ed
integrata del sistema informativo lavoro, secondo quanto previsto
dall’articolo 1, comma 2, lettera d), e dall’articolo 11 del
decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, con la contestuale
individuazione dei titolari e dei responsabili del trattamento;

b) le modalita’ di codifica di base delle professioni;

c) la classificazione dei lavoratori inseriti nell’elenco
anagrafico a scopo statistico secondo criteri omogenei con quelli
definiti in sede comunitaria ed internazionale.

4. L’elenco anagrafico dei lavoratori e’ gestito con l’impiego di
tecnologie informatiche ed e’ organizzato con modalita’ che
assicurino omogeneita’ a livello nazionale e consentano
aggregazioni e disaggregazioni, anche di genere, funzionali al
S.I.L.

5. I lavoratori nazionali e comunitari inseriti nell’elenco
anagrafico mantengono l’iscrizione per tutta la durata della vita
lavorativa, salvo cancellazione a domanda.

6. I lavoratori stranieri in possesso del permesso di soggiorno per
lavoro subordinato inseriti nell’elenco anagrafico che perdono il
posto di lavoro, anche per dimissioni, mantengono l’inserimento in
tale elenco per il periodo di validita’ residua del permesso di
soggiorno e, comunque, per un periodo non superiore ad un anno.

Art. 5.
Scheda professionale

1. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente regolamento, il Ministro del lavoro e della previdenza
sociale, sentiti il Ministro della pubblica istruzione, il Ministro
dell’universita’ e della ricerca scientifica e tecnologica, il
Ministro per la funzione pubblica e il Ministro per le pari
opportunita’, nonche’ le organizzazioni sindacali dei lavoratori e
dei datori di lavoro maggiormente rappresentative, previa
acquisizione del parere della Conferenza unificata di cui
all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,
determina le caratteristiche del modello di scheda professionale
nella quale, oltre ai dati contenuti nell’elenco anagrafico, sono
inserite le informazioni relative alle esperienze formative e
professionali e alle disponibilita’ del lavoratore.

2. La scheda professionale di cui al comma l, viene rilasciata dal
competente servizio per l’impiego e contiene, altresi’, i dati
relativi alla certificazione delle competenze professionali in
raccordo con le disposizioni in materia di formazione
professionale.

3. Al fine di favorire l’accesso ai servizi per l’impiego le
regioni, d’intesa con il Ministero del lavoro e della previdenza
sociale, nell’ambito delle linee strategiche definite
dall’Autorita’ per l’informatica nella pubblica amministrazione
(AIPA), possono prevedere il rilascio alle persone in cerca di
lavor…

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