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Determinazione delle misure del contributo in conto capitale di cui ag...

Determinazione delle misure del contributo in conto capitale di cui agli articoli 5 e 6 del decreto del Presidente della Repubblica 28 luglio 2000, n. 314, da concedere a favore dell'imprenditoria femminile.

IL MINISTRO DELL’INDUSTRIA DEL COMMERCIO E DELL’ARTIGIANATO

Vista la legge 25 febbraio 1992, n. 215, recante “Azioni positive
per l’imprenditoria femminile”;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 28 luglio 2000, n.
314, concernente il “Regolamento per la semplificazione del
procedimento recante la disciplina del procedimento relativo agli
interventi a favore dell’imprenditoria femminile (n. 54, allegato 1
della legge 15 marzo 1997, n. 59);

Visto l’art. 3, comma 1 del citato decreto del Presidente della
Repubblica n. 314 del 2000, che stabilisce che le imprese
legittimate ad accedere ai benefici sono quelle rientranti nella
definizione comunitaria di piccola impresa stabilita dal decreto
del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato del
18 settembre 1997;

Visto il decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato del 18 settembre 1997, che ha recepito le
disposizioni comunitarie concernenti la definizione dei limiti
dimensionali delle piccole e medie imprese;

Visto il regolamento della Commissione europea n. 70/2001 del 12
gennaio 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’
europee n. L/10 del 13 gennaio 2001, relativo all’applicazione
degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore
delle piccole e medie imprese;

Visto l’art. 5, comma 1, del predetto decreto del Presidente della
Repubblica n. 314 del 2000, che sancisce che il contributo in conto
capitale ivi previsto e’ concesso secondo le intensita’ massime di
aiuto consentite dalla normativa comunitaria, espresse in
equivalente sovvenzione netto (ESN) o lordo (ESL), le quali vengono
individuate con decreto del Ministro dell’industria, del commercio
e dell’artigianato, tenuto anche conto della stessa normativa
comunitaria in relazione alle aree territoriali svantaggiate;

Visto l’art. 4 del citato regolamento n. 70/2001 della Commissione
europea, ai sensi del quale l’intensita’ massima di aiuto per le
piccole imprese ubicate nei territori non ammessi alle deroghe di
cui all’art. 87,3,a) e 3,c) e’ fissata nella misura del 15% ESL;

Visto che la Commissione europea, con decisione SG (2000) D 102347
del 13 marzo 2000, ha approvato le aree ammissibili alla deroga
prevista dall’art. 87,3,a) e ha approvato le seguenti relative
intensita’ massime di aiuto:

Calabria: 50% ESN + 15% ESL;

Basilicata, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia: 35% ESN + 15%ESL;

Visto che la Commissione europea, con decisioni C(2000) 2327 del 27
luglio 2000 e C(2000) 2752 del 20 settembre 2000, ha definito le
aree depresse del centro-nord, ivi comprese quelle dell’Abruzzo e
del Molise ammesse alla deroga dell’art. 87,3,c) del trattato e ha
approvato le relative intensita’ massime di aiuto che risultano
essere le seguenti:

aree dell’Abruzzo e del Molise ammesse alla deroga dell’art.
87,3,c): 20%ESN + 10% ESL;

aree del centro nord ammesse alla deroga dell’art. 87,3,c) 8% ESN +
10% ESL;

Visto l’art. 5 del citato regolamento 70/2000 della Commissione
europea, che stabilisce l’intensita’ massima degli aiuti
concedibili per l’acquisto di servizi reali e consulenze, nella
misura del 50%;

Ritenuto opportuno determinare la misura del contributo per
l’acquisto dei servizi reali di cui all’art. 4, comma 1, lettera
c), del decreto del Presidente della Repubblica n. 314 del 2000 al
30%, elevabile al 40% per le aree depresse del mezzogiorno e del
centro nord sopra citate, anche in analogia alle misure stabilite
per gli stessi servizi reali dall’art. 6, comma 1, del medesimo
decreto in ordine all’agevolazione de minimis;

Visto l’art. 6, comma 1, del predetto decreto del Presidente della
Repubblica n. 314 del 2000, che fissa, rispettivamente al 50% e al
75%, la misura minima e massima del contributo in conto capitale da
concedere secondo la regola de minimis e demanda ad un decreto del
Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato la
determinazione della misura delle maggiorazioni per le aree
territoriali svantaggiate in relazione a quanto disposto dalla
normativa comunitaria;

Visto il regolamento della Commissione europea n. 69/2001,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’ europee n. L/10
del 13 gennaio 2001, concernente l’applicazione degli articoli 87 e
88 del trattato CE agli aiuti de minimis;

Ritenuto di dover articolare la maggiorazione dell’agevolazione de
minimis, ad eccezione di quella relativa ai servizi reali, sulla
base dell’articolazione delle aree depresse stabilita dalle
sopracitate disposizioni comunitarie, determinandone la misura come
segue:

aree del centro nord ammesse alla deroga dell’art. 87,3,c): 60%;

aree dell’Abruzzo e del Molise ammesse alla deroga dell’art.
87,3,c): 65%;

aree del mezzogiorno ammesse alla deroga dell’art. 87,3,a): 75%;

Visti i regolamenti CE del Consiglio n. 1257/99 del 17 maggio 1999
e n. 1759/99 della Commissione sul sostegno allo sviluppo rurale da
parte del Fondo europeo agricolo di orientamento e garanzia;

Vista la comunicazione della Commissione europea n. 2000/C
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Comunita’ europea n. C/28
del 1o febbraio 2000 concernente gli orientamenti comunitari in
materia di aiuti di Stato nel settore agricolo;

Visto in particolare l’art. 7 del citato regolamento n. 1257/99 del
Consiglio che fissa le intensita’ massime di aiuto, espresse in
ESL, consentite per le attivita’ del settore della produzione
agricola primaria, determinandole nel 50% per le zone agricole
svantaggiate e 40% per le restanti zone, elevabili rispettivamente
al 55% e 45% per i giovani imprenditori agricoli;

Vista la comunicazione della Commissione europea 98/C 74/06,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’ europee n. 74/9
del 10 marzo 1998, recante gli orientamenti in materia di aiuti di
Stato a finalita’ regionale;

Considerato che la Commissione europea, in data 17 gennaio 2001, ha
autorizzato il regime d’aiuto previsto dalla legge 25 febbraio
1992, n. 215, ritenendolo compatibile con il mercato comune, anche
in considerazione degli impegni assunti dalle autorita’ italiane di
adottare opportune misure ai sensi dell’art. 88, paragrafo 1 del
trattato;

Considerato che dall’autorizzazione comunitaria sopracitata deriva
l’obbligo di agevolare esclusivamente i programmi di investimento
le cui spese sono state avviate a partire dal giorno successivo a
quello di presentazione della domanda, fatta eccezione per il caso
in cui le agevolazioni vengono concesse secondo la regola de
minimis;

Considerato che dalla predetta autorizzazione comunitaria deriva
altresi’, per le iniziative da realizzare nel settore della
produzione agricola primaria, l’esclusione dell’agevolabilita’
degli investimenti destinati all’acquisto di attivita’
preesistenti, nonche’ la limitazione dell’ammontare delle spese per
brevetti al 12% dell’investimento complessivamente ammissibile;

Considerato pertanto che si ritiene necessaria un’espressa
indicazione delle predette restrizioni nell’ambito del presente
decreto, determinando esse una limitazione del campo di
applicazione della vigente normativa di attuazione della citata
legge n. 215/1992;

Decreta:

Art. 1.

Le misure del contributo in conto capitale previsto dall’art. 5 del
decreto del Presidente della Repubblica 28 luglio 2000, n. 314,
espresse in equivalente sovvenzione netto (ESN) e lordo (ESL) e in
percentuale dell’investimento ammissibile, sono le seguenti:

TABELLA

2. Il predetto contributo in conto capitale puo’ essere concesso
esclusivamente a fronte di programmi di investimento le cui spese
sono state avviate a partire dal giorno successivo a quello di
presentazione della domanda di agevolazione.

Art. 2.

1. Le misure del contributo in conto capitale de minimis previsto
dall’art. 6 del decreto del Presidente della Repubblica n. 314 del
2000, espresse in percentuale dell’investimento ammissibile, sono
le seguenti:

TABELLA

2. Il contributo in conto capitale de minimis puo’ essere concesso
anche a fronte di programmi di investimento le cui spese sono state
avviate precedentemente alla presentazione della domanda di
agevolazione.

Art. 3.

Per le iniziative da realizzare nel settore della produzione
agricola primaria, le misure del contributo in conto capitale
citato all’art. 1, espresse in equivalente sovvenzione lordo (ESL)
e in percentuale dell’investimento ammissibile, sono le seguenti:

TABELLA

2. Le misure di cui al comma 1 previste per le iniziative di avvio
di attivita’, acquisto di attivita’ preesistenti e progetti
aziendali innovativi sono elevate, rispettivamente, al 55% ESL e al
45% ESL nel caso di imprese aventi i requisiti di giovane
imprenditore agricolo, secondo la definizione di cui al citato
Regolamento CE del Consiglio n. 1257/99.

3. Per la decorrenza delle spese agevolabili si applica quanto
disposto al comma 2 dell’art. 1.

Per le iniziative da realizzare nell’ambito del settore della
produzione agricola primaria, tenuto conto dell’autorizzazione
comunitaria di cui alle premesse le spese per l’acquisto di
brevetti sono ammissibili entro il limite massimo del 12%
dell’investimento complessivamente ammesso; mentre e’ totalmente
esclusa l’agevolabilita’ delle spese finalizzate all’acquisto di
attivita’ preesistenti.

Il presente decreto e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.

Roma, 2 febbraio 2001

Il Ministro: Letta

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