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Fissazione dei criteri per la determinazione dei compensi dei componenti di organi di amministrazione e di controllo degli enti e organismi pubblici

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Ai fini della determinazione dei compensi relativi agli organi di
amministrazione e controllo di enti pubblici e di organismi
pubblici i cui ordinamenti prevedono almeno un organo collegiale di
amministrazione o di controllo, e coerentemente con il più ampio
quadro della loro riforma generata dalla legge n. 59/1997 e
successive disposizioni, si rende necessario individuare dei
parametri di riferimento idonei ad assecondare scelte equilibrate
ed organiche, da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri
e di tutte le altre amministrazioni interessate, sottratte ad una
logica di intervento settoriale ed in un’ottica aziendalistica.
Si tratta in sostanza di delineare un quadro decisionale omogeneo,
adatto a sostenere la valutazione di tutte le fattispecie
sottoposte all’esame pur tenendo conto delle differenti tipologie,
funzioni e rilevanza di enti e organismi nonché delle peculiari
componenti soggettive, ovvero dei profili professionali e dei
requisiti posseduti da coloro i quali sono destinati a ricoprire
uno specifico incarico.
Si ravvisa pertanto l’opportunità di stabilire appositi criteri
basati su elementi oggettivi desumibili dai documenti di bilancio o
dalle discipline ordinamentali dei singoli enti o organismi che
vengono aggregati per la natura delle funzioni svolte e/o per la
collocazione in un settore omogeneo e considerati poi nello
specifico per la reale valenza strategica in un determinato
contesto, per il livello di responsabilità e per i requisiti di
professionalità richiesti agli interessati. In questo modo è
possibile la ponderazione di tutte le fattispecie significative per
le finalità che qui interessano, in base alla quale pervenire
all’individuazione di misure indicative dei relativi compensi.
In primo luogo vanno considerati:
a) gli indici finanziari (entrate proprie o spese) e patrimoniali
dell’ente;
b) la consistenza di personale utilizzato;
c) il reale assetto organizzativo;
d) l’eventuale articolazione territoriale;
e) la specifica funzione ed il livello di complessità dell’organo.
Attraverso l’utilizzazione dei predetti elementi indicativi sarà
possibile giungere ad un primo livello di “pesatura” degli enti, da
cui ricavare – mediante l’utilizzo di un compenso mediano (c.d.
“piede”) determinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri
d’intesa con il Ministero del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, ed adeguato con cadenza triennale – gli
importi base degli emolumenti da riconoscere: questi sono coerenti
con il livello di complessità e rilevanza riscontrato, anche in
relazione alle peculiarità delle funzioni istituzionali e
proporzionati all’incidenza dei parametri considerati.
Il secondo livello di analisi e valutazione sarà mirato invece a
garantire più analiticamente un congruo apprezzamento di tutte le
peculiarità degli enti ed organismi, suddivisi per comparti e
tipologie di attività omogenee.
Per il perseguimento di tali finalità si terrà conto in
particolare:
della collocazione nella scala di priorità politico-strategiche
definite dal Governo o dalle autorità vigilanti – priorità
oggettivamente individuabili e come tali da esplicitare nella parte
motiva del provvedimento da assumere – e dell’eventuale necessità
di riconsiderarne o valorizzarne il ruolo, anche attraverso
l’acquisizione di professionalità specialistiche funzionali allo
scopo;
dell’effettivo livello di responsabilità, non sempre efficacemente
espresso dalla dimensione dell’ente e dal livello di spesa;
della specifica qualificazione professionale dell’interessato,
delle condizioni di mercato esistenti per la specifica
professionalità necessaria, nonché del regime d’impegno richiesto.
L’utilizzazione di tutti i parametri e criteri illustrati, che
coprono l’intero ventaglio dei fattori di ponderazione necessari,
renderà possibile definire in modo equilibrato gli importi degli
emolumenti da riconoscere.
Sul piano operativo si precisa poi che, nell’osservanza delle
disposizioni di legge. regolamentari o statutarie che disciplinano
i singoli enti od organismi pubblici, di regola la determinazione
dei compensi verrà effettuata con delibera dell’organo di
amministrazione a decorrere dalla data di assunzione della stessa o
data successiva ed a valere per il residuo mandato dei componenti
dell’organo per il quale i compensi sono fissati.
La eventuale richiesta di revisione dei compensi da parte degli
enti ed organismi pubblici, nel corso di svolgimento del mandato,
può essere presa in considerazione soltanto se correlata a
sostanziali modifiche intervenute negli ordinamenti degli enti ed
organismi stessi.
La delibera di determinazione dovrà certificare la sussistenza in
bilancio dei mezzi di copertura dei nuovi o maggiori oneri.
Le delibere di cui sopra, sempre nell’osservanza delle disposizioni
di legge, regolamentari o statutarie concernenti il singolo ente,
sono trasmesse alla Presidenza del Consiglio dei Ministri –
Dipartimento per il coordinamento amministrativo – al Ministero del
tesoro, del bilancio e della programmazione economica –
Dipartimento della ragioneria generale dello Stato – e
all’amministrazione vigilante, che ne valutano la congruenza con il
quadro d’insieme delineato dalla presente direttiva.
La presente direttiva opera dalla sua pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana.

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