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Attuazione della direttiva 98/50/CE relativa al mantenimento dei dirit...

Attuazione della direttiva 98/50/CE relativa al mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento di imprese, di stabilimenti o di parti di stabilimenti.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;

Vista la direttiva 98/50/CE del Consiglio, del 29 giugno 1998, che
modifica la direttiva 77/187/CEE concernente il ravvicinamento
delle legislazioni degli Stati membri relative al mantenimento dei
diritti dei lavoratori in caso di trasferimenti di imprese, di
stabilimenti o di parti di stabilimenti;

Vista la legge 21 dicembre 1999, n. 526, ed in particolare gli
articoli 1 e 2 e l’allegato A;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 2 febbraio 2001;

Sulla proposta del Ministro per le politiche comunitarie e del
Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con i
Ministri degli affari esteri, della giustizia, del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica, dell’industria, del
commercio e dell’artigianato e del commercio con l’estero e per la
funzione pubblica;

E m a n a
il seguente decreto legislativo:

Art. 1.

Modifiche all’articolo 2112 del codice civile 1. L’articolo 2112
del codice civile e’ sostituito dal seguente:

“Art. 2112 (Mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di
trasferimento d’azienda). – In caso di trasferimento d’azienda, il
rapporto di lavoro continua con il cessionario ed il lavoratore
conserva tutti i diritti che ne derivano.

Il cedente ed il cessionario sono obbligati, in solido, per tutti i
crediti che il lavoratore aveva al tempo del trasferimento. Con le
procedure di cui agli articoli 410 e 411 del codice di procedura
civile il lavoratore puo’ consentire la liberazione del cedente
dalle obbligazioni derivanti dal rapporto di lavoro.

Il cessionario e’ tenuto ad applicare i trattamenti economici e
normativi previsti dai contratti collettivi nazionali, territoriali
ed aziendali vigenti alla data del trasferimento, fino alla loro
scadenza, salvo che siano sostituiti da altri contratti collettivi
applicabili all’impresa del cessionario. L’effetto di sostituzione
si produce esclusivamente fra contratti collettivi del medesimo
livello.

Ferma restando la facolta’ di esercitare il recesso ai sensi della
normativa in materia di licenziamenti, il trasferimento d’azienda
non costituisce di per se’ motivo di licenziamento. Il lavoratore,
le cui condizioni di lavoro subiscono una sostanziale modifica nei
tre mesi successivi al trasferimento d’azienda, puo’ rassegnare le
proprie dimissioni con gli effetti di cui all’articolo 2119, primo
comma.

Ai fini e per gli effetti di cui al presente articolo si intende
per trasferimento d’azienda qualsiasi operazione che comporti il
mutamento nella titolarita’ di un’attivita’ economica organizzata,
con o senza scopo di lucro, al fine della produzione o dello
scambio di beni o di servizi, preesistente al trasferimento e che
conserva nel trasferimento la propria identita’, a prescindere
dalla tipologia negoziale o dal provvedimento sulla base dei quali
il trasferimento e’ attuato, ivi compresi l’usufrutto o l’affitto
d’azienda. Le disposizioni del presente articolo si applicano
altresi’ al trasferimento di parte dell’azienda, intesa come
articolazione funzionalmente autonoma di un’attivita’ economica
organizzata ai sensi del presente comma, preesistente come tale al
trasferimento e che conserva nel trasferimento la propria
identita’.”.

Art. 2.

Modifiche all’articolo 47 della legge 29 dicembre 1990, n. 428

1. All’articolo 47 della legge 29 dicembre 1990, n. 428, i commi 1,
2, 3 e 4 sono sostituiti dai seguenti:

“1. Quando si intenda effettuare, ai sensi dell’articolo 2112 del
codice civile, un trasferimento d’azienda in cui sono
complessivamente occupati piu’ di quindici lavoratori, anche nel
caso in cui il trasferimento riguardi una parte d’azienda, ai sensi
del medesimo articolo 2112, il cedente ed il cessionario devono
darne comunicazione per iscritto almeno venticinque giorni prima
che sia perfezionato l’atto da cui deriva il trasferimento o che
sia raggiunta un’intesa vincolante tra le parti, se precedente,
alle rispettive rappresentanze sindacali unitarie, ovvero alle
rappresentanze sindacali aziendali costituite, a norma
dell’articolo 19 della legge 20 maggio 1970, n. 300, nelle unita’
produttive interessate, nonche’ ai sindacati di categoria che hanno
stipulato il contratto collettivo applicato nelle imprese
interessate al trasferimento. In mancanza delle predette
rappresentanze aziendali, resta fermo l’obbligo di comunicazione
nei confronti dei sindacati di categoria comparativamente piu’
rappresentativi e puo’ essere assolto dal cedente e dal cessionario
per il tramite dell’associazione sindacale alla quale aderiscono o
conferiscono mandato.

L’informazione deve riguardare: a) la data o la data proposta del
trasferimento; b) i motivi del programmato trasferimento d’azienda;

c) le sue conseguenze giuridiche, economiche e sociali per i
lavoratori; d) le eventuali misure previste nei confronti di questi
ultimi.

2. Su richiesta scritta delle rappresentanze sindacali o dei
sindacati di categoria, comunicata entro sette giorni dal
ricevimento della comunicazione di cui al comma 1, il cedente e il
cessionario sono tenuti ad avviare, entro sette giorni dal
ricevimento della predetta richiesta, un esame congiunto con i
soggetti sindacali richiedenti. La consultazione si intende
esaurita qualora, decorsi dieci giorni dal suo inizio, non sia
stato raggiunto un accordo.

3. Il mancato rispetto, da parte del cedente o del cessionario,
degli obblighi previsti dai commi 1 e 2 costituisce condotta
antisindacale ai sensi dell’articolo 28 della legge 20 maggio 1970,
n. 300.

4. Gli obblighi d’informazione e di esame congiunto previsti dal
presente articolo devono essere assolti anche nel caso in cui la
decisione relativa al trasferimento sia stata assunta da altra
impresa controllante. La mancata trasmissione da parte di
quest’ultima delle informazioni necessarie non giustifica
l’inadempimento dei predetti obblighi.”.

Art. 3.

Disposizioni finali

1. Le disposizioni di cui agli articoli 1 e 2 del presente decreto
trovano applicazione a decorrere dal 1° luglio 2001.

2. Il presente decreto non comporta nuovi o maggiori oneri, ne’
minori entrate, a carico del bilancio dello Stato.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di
farlo osservare.

Dato a Roma, addì 2 febbraio 2001

CIAMPI
Amato, Presidente del Consiglio dei Ministri
Mattioli, Ministro per le politiche comunitarie
Salvi, Ministro del lavoro e della previdenza sociale
Dini, Ministro degli affari esteri
Fassino, Ministro della giustizia
Visco, Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica
Letta, Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato e
del commercio con l’estero
Bassanini, Ministro per la funzione pubblica

Visto, il Guardasigilli: Fassino

N O T E:

Avvertenza:

– Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia ai sensi dell’art. 10,
commi 2 e 3 del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione
delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della
Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica
italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il
valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.

Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’ europee (GUCE).

Note alle premesse:

– L’art. 76 della Costituzione stabilisce che l’esercizio della
funzione legislativa non puo’ essere delegato al Governo se non con
determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo
limitato e per oggetti definiti.

– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro, al
Presidente della Repubblica il potere di promulgare le leggi e di
emanare i decreti aventi valore di legge ed i regolamenti.

– La direttiva 98/50/CE e’ pubblicata in GUCE L 201 del 17 luglio
1998.

– La direttiva 77/187/CEE e’ pubblicata in GUCE L 061 del 5 marzo
1977.

– La legge 21 dicembre 1999, n. 526 reca: “Disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alle Comunita’ europee – legge comunitaria 1999”. Gli articoli 1 e
2 della succitata legge, cosi’ recitano:

“Art. 1 (Delega al Governo per l’attuazione di direttive
comunitarie). – 1. Il Governo e’ delegato ad emanare, entro il
termine di un anno dalla data di entrata in vigore della presente
legge, i decreti legislativi recanti le norme occorrenti per dare
attuazione alle direttive comprese negli elenchi di cui agli
allegati A e B.

2. I decreti legislativi sono adottati, nel rispetto dell’art. 14
della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Presidente del
Consiglio dei Ministri o del Ministro per le politiche comunitarie
e del Ministro con competenza istituzionale prevalente per la
materia, di concerto con i Ministri degli affari esteri, della
giustizia e del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica e con gli altri Ministri interessati in relazione
all’oggetto della direttiva.

3. Gli schemi dei decreti legislativi recanti attuazione delle
direttive comprese nell’elenco di cui all’allegato B sono
trasmessi, dopo che su di essi sono stati acquisiti gli altri
pareri previsti da disposizioni di legge ovvero sono trascorsi i
termini prescrit…

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