Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Attuazione della direttiva (CEE) n. 75/339 che stabilisce l'obbligo de...

Attuazione della direttiva (CEE) n. 75/339 che stabilisce l'obbligo degli Stati membri di mantenere un livello minimo di scorte di combustibili fossili presso le centrali termoelettriche.

(1)Abrogato dall’art. 13, comma 1, D.Lgs. 31 gennaio 2001, n. 22.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 9 febbraio 1982, n. 42, recante delega al Governo ad
emanare norme per l’attuazione delle direttive della Comunità
economica europea;
Vista la direttiva n. 75/339 del 20 maggio 1975, emanata dal
Consiglio delle Comunità europee, concernente l’obbligo per gli
Stati membri di mantenere un livello minimo di scorte di
combustibili fossili presso le centrali termoelettriche;
Considerato che in data 14 maggio 1982, ai termini dell’art. 1
della legge 9 febbraio 1982, n. 42, è stato inviato lo schema del
presente provvedimento ai Presidenti della Camera dei deputati e
del Senato della Repubblica per gli adempimenti ivi previsti;
Tenuto conto delle osservazioni formulate in sede parlamentare;
Considerato che risulta così completato il procedimento previsto
dalla legge di delega;
Sulla proposta del Ministro per il coordinamento interno delle
politiche comunitarie, di concerto con i Ministri degli affari
esteri, del tesoro, dell’industria, del commercio e
dell’artigianato e di grazia e giustizia;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 31 luglio 1982;
Emana
il seguente decreto:
Art. 1 (3)
(3)Articolo abrogato dall’art. 13, comma 1, D.Lgs. 31 gennaio 2001,
n. 22, che ha abrogato l’intero provvedimento.
Art. 1 (2)
I produttori di elettricità devono, entro sessanta giorni dalla
data di entrata in vigore del presente decreto, costituire scorte
permanenti di combustibili fossili presso le centrali
termoelettriche, in misura tale da consentire di continuare la
fornitura alla utenza di energia elettrica per un periodo minimo di
trenta giorni, con riferimento al consumo medio semestrale
complessivo di combustibili fossili rilevato l’anno precedente.
Tale obbligo incombe anche ai produttori autoconsumatori
industriali.
(2)Testo precedente le modifiche apportate dal D.Lgs. 31 gennaio
2001, n. 22.
Art. 2 (5)
(5)Articolo abrogato dall’art. 13, comma 1, D.Lgs. 31 gennaio 2001,
n. 22, che ha abrogato l’intero provvedimento.
Art. 2 (4)
Sono esclusi dall’obbligo, previsto dall’articolo precedente, i
produttori di elettricità che gestiscono le centrali
termoelettriche alimentate con gas derivati, residui industriali ed
altri residui combustibili, nonché i produttori autoconsumatori
gestori di centrali la cui potenza sia inferiore a 100 MW.
(4)Testo precedente le modifiche apportate dal D.Lgs. 31 gennaio
2001, n. 22.
Art. 3 (7)
(7)Articolo abrogato dall’art. 13, comma 1, D.Lgs. 31 gennaio 2001,
n. 22, che ha abrogato l’intero provvedimento.
Art. 3 (6)
I produttori di elettricità che gestiscono le centrali
termoelettriche ubicate negli stabilimenti che trattano oli
minerali, ai sensi dell’art. 4 del regio decreto-legge 2 novembre
1933, n. 1741, possono computare tra le scorte previste dal
presente decreto un quantitativo non superiore al 25 per cento
delle scorte di prodotti petroliferi già costituite in ottemperanza
ai decreti di concessione.
I produttori di elettricità che gestiscono le centrali alimentate
con gas naturale, con lignite o con torba possono computare tra le
scorte previste dal presente decreto il giacimento che alimenta le
centrali stesse, purché sia possibile continuare la fornitura di
energia elettrica per il periodo di cui al precedente art. 1, anche
in caso di difficoltà di approvvigionamento dei combustibili.
Analoga facoltà può essere esercitata per le centrali che
utilizzano carbone, qualora siano situate in prossimità di miniere,
destinate alla loro alimentazione.
(6)Testo precedente le modifiche apportate dal D.Lgs. 31 gennaio
2001, n. 22.
Art. 4 (9)
(9)Articolo abrogato dall’art. 13, comma 1, D.Lgs. 31 gennaio 2001,
n. 22, che ha abrogato l’intero provvedimento.
Art. 4 (8)
Qualora l’obbligo di mantenere scorte sia tale da creare difficoltà
particolarmente gravi per una centrale, il Ministro dell’industria,
del commercio e dell’artigianato può, con proprio decreto,
esimerla, del tutto o in parte, da tale obbligo.
(8)Testo precedente le modifiche apportate dal D.Lgs. 31 gennaio
2001, n. 22.
Art. 5 (11)
(11)Articolo abrogato dall’art. 13, comma 1, D.Lgs. 31 gennaio
2001, n. 22, che ha abrogato l’intero provvedimento.
Art. 5 (10)
I produttori di elettricità, tenuti all’obbligo di cui al
precedente art. 1, devono comunicare al Ministero dell’industria,
del commercio e dell’artigianato il prospetto delle scorte
esistenti presso le loro centrali termoelettriche con riferimento
al primo giorno di ciascun trimestre dell’anno solare, precisando
altresì i quantitativi che permettono loro di continuare le
forniture di energia elettrica per il periodo fissato dall’art. 1.
Le comunicazioni devono essere eseguite entro trenta giorni
decorrenti dalle date indicate nel primo comma del presente
articolo. Per le comunicazioni eseguite per mezzo di raccomandata
fa fede il timbro postale di spedizione.
(10)Testo precedente le modifiche apportate dal D.Lgs. 31 gennaio
2001, n. 22.
Art. 6 (13)
(13)Articolo abrogato dall’art. 13, comma 1, D.Lgs. 31 gennaio
2001, n. 22, che ha abrogato l’intero provvedimento.
Art. 6 (12)
Le scorte sono custodite in appositi luoghi di conservazione la cui
idoneità è soggetta al controllo delle competenti autorità
amministrative e debbono, in linea di principio, trovarsi nel
comprensorio delle rispettive centrali termoelettriche ovvero
essere in luogo direttamente collegato alle centrali stesse;
potranno tuttavia essere stoccate in altre località, purché il loro
avviamento alle centrali possa essere assicurato in ogni momento.
I quantitativi di combustibile da immagazzinare presso ciascuna
centrale termica sono determinati dai produttori di elettricità, in
considerazione anche delle possibilità offerte dalla rete di
trasporto e di interconnessione.
I produttori di elettricità possono costituire le scorte di
combustibili per gruppi di centrali, purché possano garantire il
proseguimento delle forniture di energia elettrica durante il
periodo fissato all’art. 1 del presente decreto.
(12)Testo precedente le modifiche apportate dal D.Lgs. 31 gennaio
2001, n. 22.
Art. 7 (15)
(15)Articolo abrogato dall’art. 13, comma 1, D.Lgs. 31 gennaio
2001, n. 22, che ha abrogato l’intero provvedimento.
Art. 7 (14)
In caso di sopravvenute difficoltà di approvvigionamento di
combustibili per le centrali termoelettriche, i produttori di
elettricità possono effettuare prelievi dalle scorte minime
costituite in applicazione delle norme di cui al precedente art. 1,
previa autorizzazione del Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato. L’autorizzazione è rilasciata, previ gli
opportuni accertamenti, per un periodo di trenta giorni
continuativi, eventualmente prorogabili.
I produttori di elettricità dovranno comunicare le quantità
prelevate dalle scorte minime, nonché i provvedimenti presi per
poter ricostituire le scorte.
(14)Testo precedente le modifiche apportate dal D.Lgs. 31 gennaio
2001, n. 22.
Art. 8 (17)
(17)Articolo abrogato dall’art. 13, comma 1, D.Lgs. 31 gennaio
2001, n. 22, che ha abrogato l’intero provvedimento.
Art. 8 (16)
I produttori di elettricità sottoposti all’obbligo di cui al
precedente art. 1 e titolari di decreti concessivi per il deposito
di oli minerali, emanati ai sensi del regio decreto-legge 2
novembre 1933, n. 1741, sono esentati dall’osservanza dell’art. 32
del regio decreto 20 luglio 1934, n. 1303, e successive
modificazioni.
(16)Testo precedente le modifiche apportate dal D.Lgs. 31 gennaio
2001, n. 22.
Art. 9 (19)
(19)Articolo abrogato dall’art. 13, comma 1, D.Lgs. 31 gennaio
2001, n. 22, che ha abrogato l’intero provvedimento.
Art. 9 (18)
Chiunque non adempia all’obbligo previsto dal precedente art. 1 è
soggetto alla sanzione pecuniaria amministrativa da lire 1 milione
a lire 5 milioni.
Per la violazione di cui al precedente art. 5 è comminata la
sanzione pecuniaria amministrativa da lire 500 mila a lire 2
milioni. In caso di comunicazione tardiva la sanzione è ridotta di
due terzi se il ritardo non superi i quindici giorni.
Chiunque effettui prelievi dalle scorte minime senza
l’autorizzazione di cui al precedente art. 7 è soggetto alla
sanzione pecuniaria amministrativa da lire 500 mila a lire 3
milioni.
Per l’irrogazione delle predette sanzioni amministrative pecuniarie
e per l’applicazione delle relative sanzioni accessorie si
applicano le disposizioni di cui alla legge 24 novembre 1981, n.
689.
Fino all’entrata in vigore del decreto del Presidente della
Repubblica previsto all’art. 7, settimo comma, della legge di cui
al comma precedente, si applicano in via transitoria le
disposizioni di cui decreto del Presidente della Repubblica 13
maggio 1976, n. 407, che individuano gli uffici periferici dei
Ministeri cui sono demandate attribuzioni per l’applicazione del
sistema sanzionatorio previsto dalla legge 24 dicembre 1975, n.
706, nonché le disposizioni di cui agli articoli da 3 a 9 e 13 di
quest’ultima.
(18)Testo precedente le modifiche apportate dal D.Lgs. 31 gennaio
2001, n. 22.
Art. 10 (21)
(21)Articolo abrogato dall’art. 13, comma 1, D.Lgs. 31 gennaio
2001, n. 22, che ha abrogato l’intero provvedimento.
Art. 10 (20)
Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello
della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà
inserto nella Raccolta ufficiale de…

[Continua nel file zip allegato]

Architetto.info