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Modifica dell'art. 21 del decreto-legge 30 settembre 1982, n. 688, con...

Modifica dell'art. 21 del decreto-legge 30 settembre 1982, n. 688, convertito, con modificazioni, nella legge 27 novembre 1982, n. 873, concernente la misura delle scorte di riserva a carico degli importatori di prodotti petroliferi finiti e dal regio decreto-legge 2 novembre 1933, n. 1741, concernente la disciplina della importazione, della lavorazione, del deposito e della distribuzione degli oli minerali e oli carburanti.

LEGGE 10 marzo 1986, n. 61 Modifica dell’art. 21 del decreto-legge
30 settembre 1982, n. 688, convertito, con modificazioni, nella
legge 27 novembre 1982, n. 873, concernente la misura delle scorte
di riserva a carico degli importatori di prodotti petroliferi
finiti e dal regio decreto-legge 2 novembre 1933, n. 1741,
concernente la disciplina della importazione, della lavorazione,
del deposito e della distribuzione degli oli minerali e oli
carburanti.(G.U. n. 60, 13 marzo 1986, Serie Generale)La Camera dei
deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;IL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICAPromulgala seguente legge:Art. 1
(14)(14)Articolo abrogato dall’art. 13, comma 1, D.Lgs. 31 gennaio
2001, n. 22.Art. 1 (13)La misura delle scorte di riserva che gli
importatori di prodotti petroliferi finiti, esclusi gli importatori
di gas di petrolio liquefatti, di bitumi e di basi per oli
lubrificanti, sono obbligati a costituire ai sensi dell’art. 21,
primo comma, del decreto-legge 30 settembre 1982, n. 688,
convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 27 novembre
1982, n. 873, è stabilita al 20 per cento delle quantità di ciascun
prodotto importate dal singolo operatore.La scorta è mantenuta per
un anno dalla data dell’importazione.L’obbligo di scorta di cui
alla presente legge non esonera i titolari di concessione di
impianti di lavorazione e di deposito di oli minerali dagli altri
obblighi di scorta loro spettanti in forza delle rispettive
concessioni.Per le importazioni di prodotti petroliferi finiti da
parte dei produttori di elettricità l’obbligo delle scorte è
compreso nei limiti globali fissati dal decreto del Presidente
della Repubblica 23 agosto 1982, n. 776.Gli importatori di prodotti
petroliferi finiti sono tenuti agli obblighi di cui all’art. 5,
lettera c), del regio decreto-legge 2 novembre 1983, n. 1741,
convertito in legge dalla legge 8 febbraio 1934, n. 367.Per
l’inosservanza dell’obbligo della tenuta delle scorte di riserva,
di cui al primo comma, si applicano le sanzioni previste
dall’ultimo comma dell’art. 1 della legge 10 febbraio 1981, n.
22.L’inosservanza degli obblighi di cui al quinto comma è punita
con la sanzione amministrativa pecuniaria da un milione a cinque
milioni di lire.Le disposizioni dei commi primo, secondo, terzo,
quarto, sesto e settimo si applicano fino all’entrata in vigore di
quelle di cui al successivo art. 2.(13)Testo precedente le
modifiche apportate dal D.Lgs. 31 gennaio 2001, n. 22.Art. 2
(15)(15)Articolo modificato dall’art. 19, comma 5, L. 9 gennaio
1991, n. 9, dall’art. 2, comma 115, L. 23 dicembre 1996, n. 662,
come modificato dall’art. 10, comma 6, D.L. 31 dicembre 1996, n.
669, dall’art. 3, comma 6, D.Lgs. 11 febbraio 1998, n. 32 e,
successivamente abrogato dall’art. 13, comma 1, D.Lgs. 31 gennaio
2001, n. 22.Art. 2 (17) (1a)(11).(11).Il Ministro dell’industria,
del commercio e dell’artigianato, con proprio decreto, stabilisce
annualmente l’ammontare complessivo delle scorte di riserva,
ripartendolo fra i soggetti tenuti all’obbligo della scorta sulla
base delle immissioni al consumo dell’anno precedente, previa
detrazione dall’ammontare stesso dell’entità delle scorte detenute
dai produttori di elettricità che gestiscono centrali
termoelettriche, di quelle dei depositi commerciali ed industriali
– esclusi quelli SIF e doganali privati – aventi l’obbligo della
tenuta della scorta in misura pari al 10 per cento delle relative
capacità, dei prodotti ottenibili dalla lavorazione del greggio di
produzione nazionale, e delle scorte operative delle raffinerie che
abbiano effettuato lavorazioni per conto di un committente estero o
per l’esportazione, limitatamente alla quantità di prodotto
ottenuto da lavorazioni per conto di committente estero o per
l’esportazione(12).E’ confermato l’obbligo di scorta per i
produttori di elettricità nella misura di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 23 agosto 1982, n. 776, qualora le
importazioni di prodotti da parte degli stessi non eccedano detta
misura.Il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato
dispone, con proprio decreto, in ordine alla utilizzazione e alla
riduzione temporanea delle scorte, con esclusione dei depositi
autorizzati con decreto prefettizio, per i quali dispone il
prefetto competente per territorio, previa comunicazione al
Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato che ha
potere di revoca nei confronti del predetto provvedimento.Ogni
violazione degli obblighi relativi alle scorte di prodotti
petroliferi è punita con l’ammenda fino a lire cinque milioni o con
l’arresto fino a sei mesi ed è inoltre soggetta alla sanzione
amministrativa del pagamento di una somma pari ad un importo
variabile, a seconda dell’entità della violazione, da due a cinque
volte il valore dell’accertato deficit delle scorte di riserva,
salvo il potere del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato di disporre la sospensione o la revoca della
concessione.A decorrere dal 1° marzo 1986 l’art. 1 della legge 10
febbraio 1981, n. 22, l’art. 21 del decreto-legge 30 settembre
1982, n. 688, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge
27 novembre 1982, n. 873, l’articolo unico della legge 23 dicembre
1983, n. 731, e ogni altra disposizione incompatibile con quelle
contenute nella presente legge sono abrogati.Entro sessanta giorni
dall’entrata in vigore della presente legge il Ministro
dell’Industria, del commercio e dell’artigianato emana, con proprio
decreto, le disposizioni per l’attuazione delle norme di cui ai
precedenti commi primo, secondo, terzo, quarto e quinto.(17)Testo
precedente le modifiche apportate dal D.Lgs. 31 gennaio 2001, n.
22.(11)Comma abrogato dall’art. 19, comma 5, L. 9 gennaio 1991, n.
9.(12)Comma modificato dall’art. 2, comma 115, L. 23 dicembre 1996,
n. 662, come modificato dall’art. 10, comma 6, D.L. 31 dicembre
1996, n. 669 e, successivamente, dall’art. 3, comma 6, D.Lgs. 11
febbraio 1998, n. 32.(1a) Norme di attuazione del presente articolo
sono state emanate con D.M. 24 luglio 1987.Art. 2(9)(6)(6)Il
Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, con
proprio decreto, stabilisce annualmente l’ammontare complessivo
delle scorte di riserva, ripartendolo fra i soggetti tenuti
all’obbligo della scorta sulla base delle immissioni al consumo
dell’anno precedente, previa detrazione dall’ammontare stesso
dell’entità delle scorte detenute dai produttori di elettricità che
gestiscono centrali termoelettriche, di quelle dei depositi
commerciali ed industriali – esclusi quelli SIF e doganali privati
– aventi l’obbligo della tenuta della scorta in misura pari al 10
per cento delle relative capacità, dei prodotti ottenibili dalla
lavorazione del greggio di produzione nazionale, e delle scorte
operative delle raffinerie che abbiano effettuato lavorazioni per
conto di un committente estero o per l’esportazione, limitatamente
alla quantità di prodotto ottenuto da lavorazioni per conto di
committente estero o per l’esportazione. Per i soggetti che
iniziano l’immissione al consumo di prodotti petroliferi nel corso
dell’anno, l’ammontare della scorta è fissata in misura pari al 25
per cento delle quantità progressivamente immesse al consumo(7).E’
confermato l’obbligo di scorta per i produttori di elettricità
nella misura di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23
agosto 1982, n. 776, qualora le importazioni di prodotti da parte
degli stessi non eccedano detta misura.Il Ministro dell’industria,
del commercio e dell’artigianato dispone, con proprio decreto, in
ordine alla utilizzazione e alla riduzione temporanea delle scorte,
con esclusione dei depositi autorizzati con decreto prefettizio,
per i quali dispone il prefetto competente per territorio, previa
comunicazione al Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato che ha potere di revoca nei confronti del predetto
provvedimento.Ogni violazione degli obblighi relativi alle scorte
di prodotti petroliferi è punita con l’ammenda fino a lire cinque
milioni o con l’arresto fino a sei mesi ed è inoltre soggetta alla
sanzione amministrativa del pagamento di una somma pari ad un
importo variabile, a seconda dell’entità della violazione, da due a
cinque volte il valore dell’accertato deficit delle scorte di
riserva, salvo il potere del Ministro dell’industria, del commercio
e dell’artigianato di disporre la sospensione o la revoca della
concessione.A decorrere dal 1° marzo 1986 l’art. 1 della legge 10
febbraio 1981, n. 22, l’art. 21 del decreto-legge 30 settembre
1982, n. 688, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge
27 novembre 1982, n. 873, l’articolo unico della legge 23 dicembre
1983, n. 731, e ogni altra disposizione incompatibile con quelle
contenute nella presente legge sono abrogati.Entro sessanta giorni
dall’entrata in vigore della presente legge il Ministro
dell’Industria, del commercio e dell’artigianato emana, con proprio
decreto, le disposizioni per l’attuazione delle norme di cui ai
precedenti commi primo, secondo, terzo, quarto e quinto.(9)Testo
precedente le modifiche apportate dal D.Lgs. 11 febbraio 1998, n.
32.(6)Comma abrogato dall’art. 19, comma 5, L. 9 gennaio 1991, n.
9.(7)Comma modificato dall’art. 2, comma 115, L. 23 dicembre 1996,
n. 662, come modificato dall’art. 10, comma 6, D.L. 31 dicembre
1996, n. 669.Art. 2(8)(3)(3)Il Ministro dell’industria, del
commercio e dell’artigianato, con proprio decreto, stabilisce
annu…

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