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Regolamento per l'attuazione dell'art. 2 della legge 10 marzo 1986, n....

Regolamento per l'attuazione dell'art. 2 della legge 10 marzo 1986, n. 61, concernente la disciplina delle scorte di riserva dei prodotti petroliferi.

(1)Abrogato dall’art. 13, comma 1, D.Lgs. 31 gennaio 2001, n. 22.
IL MINISTRO DELL’INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL’ARTIGIANATO
Vista lalegge 10 marzo 1986, n. 61;
Visto l’art. 2 di detta legge, che pone l’obbligo della scorta di
riserva a carico di coloro che immettono al consumo sul mercato
interno, con assolvimento dell’imposta, prodotti petroliferi finiti
derivati sia da lavorazione nelle raffinerie nazionali sia da
importazione;
Vista la propria circolare n. 621374 in data 14 marzo 1986;
Considerata la necessità, in applicazione dell’ultimo comma del
citatoart. 2, di emanare le disposizioni attuative della normativa
in questione;
Decreta:
Art. 1 (3)
(3)Articolo abrogato dall’art. 13, comma 1, D.Lgs. 31 gennaio 2001,
n. 22, che ha abrogato l’intero provvedimento.
Art. 1 (2)
Sono tenuti all’obbligo di scorta di riserva di prodotti
petroliferi finiti, ai sensi dell’art. 2 della legge 10 marzo 1986,
n. 61, tutti i titolari delle concessioni che, nel corso dell’anno
di riferimento, abbiano provveduto all’assolvimento dell’imposta
per il prodotto immesso al consumo sul mercato interno per conto
proprio.
I titolari delle concessioni sono soggetti all’obbligo di scorta
anche per i quantitativi immessi al consumo con l’assolvimento
della relativa imposta, per conto terzi, a meno che questi si
impegnino al mantenimento delle scorte per i quantitativi
corrispondenti alle rispettive immissioni al consumo e siano a ciò
autorizzati dal Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato.
Sono altresì soggette agli obblighi di scorta le società
petrolifere diverse dal concessionario titolare dell’impianto dal
quale viene estratto il prodotto che provvedano direttamente
all’assolvimento dell’imposta e che, ai sensi della vigente
normativa, ottengano il differimento del pagamento dell’imposta
stessa.
I titolari delle concessioni degli impianti dai quali sono estratti
i prodotti sono responsabili della costituzione e del mantenimento
della scorta, in via solidale, con coloro che hanno immesso al
consumo.
(2)Testo precedente le modifiche apportate dal D.Lgs. 31 gennaio
2001, n. 22.
Art. 2 (5)
(5)Articolo abrogato dall’art. 13, comma 1, D.Lgs. 31 gennaio 2001,
n. 22, che ha abrogato l’intero provvedimento.
Art. 2 (4)
Al fine di determinare l’ammontare complessivo della scorta da
costituire nello Stato, tutti i concessionari di raffinerie e di
depositi doganali e/o SIF sono tenuti a comunicare annualmente al
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato i
quantitativi dei prodotti che sono stati immessi al consumo
nell’anno precedente attraverso il loro impianto, utilizzando
moduli conformi a quelli allegati al presente regolamento,
sottoscritti dal presidente o dall’amministratore delegato delle
aziende.
Dette comunicazioni devono essere accompagnate da corrispondenti
documentazioni rilasciate dagli uffici tecnici delle imposte di
fabbricazione e/o dagli uffici doganali.
In caso di temporanea indisponibilità della documentazione fiscale
i moduli aziendali devono recare il visto di concordanza da parte
degli uffici finanziari.
Per la ripartizione della scorta complessiva tra i singoli
operatori i concessionari degli impianti di cui sopra devono anche
comunicare le immissioni al consumo dei prodotti soggetti a scorta
per singola società che abbia assolto l’imposta.
Per i soggetti che hanno assolto l’imposta per quantitativi di
prodotti inferiori a tonn. 10.000 annue le relative scorte vengono
attribuite al titolare della concessione dell’impianto da cui sono
stati estratti i prodotti stessi con facoltà per il concessionario
di rivalsa dell’onere economico.
(4)Testo precedente le modifiche apportate dal D.Lgs. 31 gennaio
2001, n. 22.
Art. 3 (7)
(7)Articolo abrogato dall’art. 13, comma 1, D.Lgs. 31 gennaio 2001,
n. 22, che ha abrogato l’intero provvedimento.
Art. 3 (6)
Il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato con
proprio decreto provvede a determinare annualmente l’obbligo di
scorta per ogni singolo impianto di raffineria o di deposito
doganale e/o SIF sulla base delle immissioni al consumo avvenute
attraverso ciascuno dei predetti impianti e a ripartirne l’onere
tra gli operatori.
L’ubicazione della scorta si identifica di norma con l’impianto dal
quale è avvenuta l’immissione al consumo. E’ tuttavia consentita
una diversa dislocazione della scorta, previa comunicazione al
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato della
diversa ubicazione sia da parte del soggetto obbligato sia da parte
del soggetto che si impegna a mantenere tale obbligo.
L’obbligo di scorta deve essere sempre assolto con i prodotti
indicati nelle determinazioni ministeriali di cui sopra.
I titolari degli impianti di raffinazione, per le scorte detenute
presso il proprio impianto in relazione alle immissioni al consumo
per lavorazioni effettuate nell’impianto stesso o derivanti per
effetto del trasferimento di obblighi di scorta, hanno facoltà di
sostituire i prodotti con oli greggi e/o semilavorati nelle misure
indicate nei relativi decreti di imposizione.
(6)Testo precedente le modifiche apportate dal D.Lgs. 31 gennaio
2001, n. 22.
Art. 4 (9)
(9)Articolo abrogato dall’art. 13, comma 1, D.Lgs. 31 gennaio 2001,
n. 22, che ha abrogato l’intero provvedimento.
Art. 4 (8)
In attuazione di quanto disposto dall’art. 2, comma quarto, della
legge n. 61 del 1986, qualora le importazioni di prodotti
petroliferi da parte dei produttori di elettricità superino la
misura delle scorte fissata dal decreto del Presidente della
Repubblica 23 agosto 1982, n. 776, pari ad un periodo minimo di
giorni trenta del consumo medio semestrale rilevato nell’anno
precedente, viene imposta sui quantitativi importati in eccedenza
la quota corrispondente da mantenere a scorta.
(8)Testo precedente le modifiche apportate dal D.Lgs. 31 gennaio
2001, n. 22.
Art. 5 (11)
(11)Articolo abrogato dall’art. 13, comma 1, D.Lgs. 31 gennaio
2001, n. 22, che ha abrogato l’intero provvedimento.
Art. 5 (10)
In caso di temporanee carenze di singoli prodotti petroliferi sul
territorio nazionale o in sede locale, o in caso di comprovate
esigenze tecnico-operative aziendali, il Ministro dell’industria,
del commercio e dell’artigianato può autorizzare con proprio
decreto la utilizzazione della scorta con la conseguente riduzione
temporanea della stessa.
(10)Testo precedente le modifiche apportate dal D.Lgs. 31 gennaio
2001, n. 22.
Art. 6 (13)
(13)Articolo abrogato dall’art. 13, comma 1, D.Lgs. 31 gennaio
2001, n. 22, che ha abrogato l’intero provvedimento.
Art. 6 (12)
Con l’imposizione dei nuovi obblighi di scorta fissati con i
provvedimenti che saranno emanati in forza del presente
regolamento, gli importatori di prodotti petroliferi finiti non
sono più tenuti agli obblighi fissati dall’art. 1 della legge n. 61
del 1986.
Gli impianti di lavorazione che utilizzano materie prime
petrolifere finalizzate principalmente alla produzione di prodotti
chimici sono tenuti all’obbligo di scorta per i soli quantitativi
di prodotti petroliferi, di cui all’art. 2 della legge predetta,
che immettono al consumo.
Gli impianti di lavorazione che producono g.p.l., oli lubrificanti
e bitumi sono del pari tenuti all’obbligo di scorta esclusivamente
per l’immissione al consumo dei quantitativi di prodotti diversi da
quelli sopra citati.
(12)Testo precedente le modifiche apportate dal D.Lgs. 31 gennaio
2001, n. 22.
Art. 7 (15)
(15)Articolo abrogato dall’art. 13, comma 1, D.Lgs. 31 gennaio
2001, n. 22, che ha abrogato l’intero provvedimento.
Art. 7 (14)
Restano in vigore tutte le disposizioni non in contrasto o non
incompatibili con il presente regolamento.
Con circolare saranno emanate le modalità concernenti la
trasmissione dei dati relativi alle scorte. Il presente decreto
sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
(14)Testo precedente le modifiche apportate dal D.Lgs. 31 gennaio
2001, n. 22.
Modelli (16) (Modelli omessi)
(16)Allegato abrogato dall’art. 13, comma 1, D.Lgs. 31 gennaio
2001, n. 22, che ha abrogato l’intero provvedimento.

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