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Ulteriori interventi urgenti per fronteggiare la situazione di emergenza determinatasi nel settore della gestione dei rifiuti e della tutela delle acque nella regione Calabria. (Ordinanza n. 2984)

(1a) Per la proroga e l’integrazione dei poteri conferiti al
commissario delegato – presidente della regione Calabria vedi
l’ordinanza 6 luglio 2000, n. 3062.
IL MINISTRO DELL’INTERNO
delegato
per il coordinamento
della protezione civile
Visto l’art. 5, comma 1,
della legge 24 febbraio 1992, n. 225;
Visto il decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri del 10 novembre 1998, che delega le
funzioni del coordinamento della protezione civile di cui alla legge
24 febbraio 1992, n. 225, al Ministro dell’interno;
Visto il decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 12 settembre 1997,
con il quale è stato dichiarato lo stato di emergenza nel settore
dello smaltimento dei rifiuti urbani nella regione Calabria;
Vista
l’ordinanza n. 2696 del 21 ottobre 1997, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale n. 250 del 25 ottobre 1997, con la quale sono stati disposti
interventi urgenti per fronteggiare la situazione di emergenza
determinatasi nel settore dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani
nella regione Calabria ed il presidente della regione Calabria è stato
nominato commissario delegato con il compito di predisporre un piano
di interventi di emergenza e provvedere alla realizzazione degli
stessi;
Vista l’ordinanza n. 2856 del 1° ottobre 1998, pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale n. 236 del 9 ottobre 1998, con la quale sono
state emanate ulteriori disposizioni per fronteggiare la situazione di
emergenza determinatasi nel settore dello smaltimento dei rifiuti
solidi urbani nella regione Calabria;
Vista la deliberazione n. 4640
del 2 ottobre 1998 con la quale la giunta regionale della Calabria
chiede la dichiarazione dello stato di emergenza anche nel settore
della gestione delle acque, dello smaltimento dei rifiuti speciali,
pericolosi e sanitari;
Considerato che nella predetta deliberazione
viene prospettata l’esistenza di condizioni igieniche, ambientali e
sanitarie del tutto inadeguate, che rappresentano un rischio
d’inquinamento e pericolo per la salute;
Vista l’ordinanza n. 2881 del
30 novembre 1998 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 285 del 5
dicembre 1998 con la quale è stata estesa la competenza del presidente
della regione Calabria – commissario delegato allo smaltimento dei
rifiuti speciali pericolosi e sanitari e alla tutela delle
acque;
Atteso che l’inadeguatezza e la carenza delle reti fognarie e
del relativo collettamento, nonché delle strutture depurative
esistenti hanno portato ad una situazione di contaminazione microbica,
evidenziata dalle indagini condotte in quest’ultimo anno dalla regione
Calabria;
Ritenuto che la situazione di pericolo per la pubblica
incolumità e per l’ambiente rappresentata, caratterizzata da gravi
ripercussioni socio-economiche sia fronteggiabile soltanto con
l’adozione di interventi straordinari da parte del commissario
delegato – presidente della regione Calabria;
Vista la nota n. 3294
del 13 novembre 1998 con la quale il commissario delegato invia copia
della deliberazione della giunta regionale della Calabria n. 5880 del
4 novembre 1998 con cui si chiede la proroga dello stato di emergenza
in atto in quella regione;
Visto il decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri del 23 dicembre 1998 con il quale è stato
prorogato lo stato di emergenza determinatosi nella regione Calabria
che comprende anche il settore della tutela delle acque;
Acquisita
l’intesa del Ministero del tesoro, bilancio e programmazione economica
con nota protocollo n. 4740 del 10 maggio 1999;
Acquisita l’intesa del
Ministro dell’ambiente con nota n. GAB/99/09241/B09 del 17 maggio
1999;
Acquisita l’intesa del presidente della regione Calabria con
nota protocollo n. 4059/rb del 13 aprile 1999;
Dispone:
Art. 1.
(2a)
1. I poteri conferiti al commissario delegato – presidente della
regione Calabria con le ordinanze n. 2696 del 21 ottobre 1997 e n.
2881 del 30 novembre 1998 sono prorogati fino al 31 dicembre 1999 e
sono integrati con quelli disposti con la presente ordinanza.
2. Il
commissario delegato – presidente della regione Calabria nomina,
d’intesa con il Ministero dell’ambiente, un sub commissario per
l’attuazione degli interventi affidatigli.
(2a) Per la proroga e
l’integrazione dei poteri conferiti al commissario delegato-Presidente
della Regione Calabria, vedi l’ordinanza 6 luglio 2000, n. 3062.
Art.
2.
1. Ai fini del superamento dell’emergenza, fermi restando gli oneri
della gestione in capo ai comuni, il presidente della regione Calabria
– commissario delegato, dispone:
1.1 la realizzazione, in ciascuno
degli ambiti territoriali ottimali individuati nel piano degli
interventi di emergenza, sentiti i sindaci dei comuni appartenenti
agli ambiti, della raccolta differenziata della carta, plastica,
vetro, metalli, legno, al fine di conseguire, entro il 31 dicembre
1999, l’obiettivo del 15 per cento di raccolta differenziata e la
programmazione degli interventi per realizzare l’obiettivo minimo di
raccolta differenziata del 25 per cento nei successivi due anni;
1.2
la realizzazione, in ciascuno degli ambiti territoriali ottimali
sentiti i sindaci dei comuni appartenenti agli ambiti, della raccolta
differenziata della frazione umida dei rifiuti urbani al fine di
conseguire, entro il 31 dicembre 1999, l’obiettivo del 10 per cento di
raccolta differenziata e la programmazione degli interventi per
realizzare l’obiettivo minimo di raccolta differenziata del 15 per
cento nei successivi due anni, aggiuntivi rispetto a quelli di cui al
precedente punto 1.1;
1.3 l’attivazione in ciascuno degli ambiti
territoriali ottimali, sentiti i sindaci dei comuni appartenenti agli
ambiti, della raccolta differenziata dei rifiuti urbani pericolosi,
dei rifiuti ingombranti nonché dei beni durevoli di uso domestico
tenendo conto delle iniziative poste in essere a livello nazionale per
il recupero di detti beni a fine d’uso;
1.4 la realizzazione, in
ciascuno degli ambiti territoriali ottimali, sentiti i sindaci dei
comuni appartenenti agli ambiti, della raccolta differenziata degli
imballaggi primari, in aggiunta agli obblighi in materia di raccolta
differenziata delle frazioni di cui al precedente punto 1.1, al fine
di conseguire, entro il 30 luglio 2000, per gli imballaggi primari
l’obiettivo del 20 per cento in peso da destinarsi al riciclaggio ed
il 40 per cento complessivo, comprensivo della quota destinata al
recupero, ponendo l’onere del servizio a carico del CONAI, con il
quale stipula, nello stesso periodo, apposita convenzione. Nel caso
tale convenzione non venga stipulata entro la data fissata, il
commissario delegato, dispone che la raccolta differenziata degli
imballaggi primari sia eseguita direttamente dal CONAI, con i medesimi
obblighi di risultato. Qualora il CONAI non attivi la raccolta entro i
successivi novanta giorni, il commissario delegato, previa diffida,
può disporre, in caso di ulteriore inerzia, che i soggetti
responsabili della distribuzione delle merci e dei beni di consumo
applichino il deposito cauzionale obbligatorio sugli imballaggi
primari;
1.5 obblighi a carico dei detentori di imballaggi secondari
e terziari, così come definiti dall’art. 35 del decreto legislativo 5
febbraio 1997, n. 22, di provvedere direttamente alla loro raccolta
separata e al successivo conferimento, ai fini del reimpiego,
riciclaggio o recupero, a soggetti autorizzati, ivi compresi quelli
operanti per conto del CONAI e quelli attivati ai sensi della presente
ordinanza;
1.6 la realizzazione, in collaborazione con i sindaci, in
ciascun comune, di piazzole per lo stoccaggio delle frazioni raccolte
separatamente;
1.7 l’adeguamento ovvero la realizzazione in ciascuno
degli ambiti territoriali ottimali, sentiti i sindaci dei comuni
appartenenti agli ambiti, degli impianti di selezione e preparazione
di carta, plastica, vetro, metalli, legno, tenendo conto delle
iniziative poste in essere a livello nazionale in materia di
imballaggi primari;
1.8 l’adeguamento ovvero la realizzazione in
ciascuno degli ambiti territoriali ottimali, sentiti i sindaci dei
comuni appartenenti agli ambiti, degli impianti per la produzione di
compost da frazione organica selezionata da rifiuti urbani;
1.9
l’adeguamento ovvero la realizzazione in ciascuno degli ambiti
territoriali ottimali, sentiti i sindaci dei comuni appartenenti agli
ambiti, degli impianti per il recupero di inerti;
1.10 l’adeguamento
ovvero la realizzazione in ciascuno degli ambiti territoriali
ottimali, sentiti i sindaci dei comuni appartenenti agli ambiti, degli
impianti di trattamento dei rifiuti ingombranti;
1.11 la
realizzazione in ciascuno degli ambiti territoriali ottimali, sentiti
i sindaci dei comuni appartenenti agli ambiti, di impianti per il
recupero dei beni durevoli di uso domestico tenendo conto delle
iniziative poste in essere a livello nazionale in materia di recupero
di detti beni a fine d’uso;
1.12 l’adozione di misure per favorire il
riciclaggio e il recupero da parte del sistema industriale e la
definizione dei contratti della durata massima di cinque anni per
l’utilizzo finale delle frazioni recuperate;
1.13 l’adeguamento
ovvero la realizzazione, in ciascuna provincia, avvalendosi dei
prefetti delle provincie, delle discariche necessarie per fronteggiare
l’emergenza, nelle more dell’attuazione della raccolta differenziata e
della realizzazione e messa in esercizio degli impianti di recupero
nonché per assicurare lo smaltimento dei sovvalli;
1.14 la chiusura,
la messa in sicurezza e gli interventi di post-gestione delle
discariche avvalendosi dei prefetti delle province;
1.15 la
realizzazione in ciascuno degli ambiti territoriali, sentiti i sindaci
dei comuni appartenenti agli ambiti, di sistemi di trasporto della
frazione dei rifiuti urbani residuale dalla raccolta differenziata
agli impianti di produzione del combustibile derivato dai rifiuti che
consentano la massima economicità e …

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