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Attuazione della direttiva 98/93/CE che modifica la direttiva 68/414/CEE, concernente l'obbligo per gli Stati membri di mantenere un livello minimo di scorte di petrolio greggio e/o di prodotti petroliferi.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 ed 87 della Costituzione;

Vista la legge 21 dicembre 1999, n. 526, ed in particolare
l’articolo 22 e l’allegato A;

Vista la legge del 7 novembre 1977, n. 883, che recepisce l’Accordo
relativo ad un programma internazionale per l’energia firmato a
Parigi il 18 novembre 1974 da realizzarsi attraverso l’Agenzia
internazionale per l’energia (A.I.E.);

Vista la direttiva comunitaria 98/93/CE del Consiglio del 14
dicembre 1998, che modifica la direttiva 68/414/CEE del Consiglio
del 20 dicembre 1968, che stabilisce l’obbligo per gli Stati membri
della CEE di mantenere un livello minimo di scorte di petrolio
greggio e/o di prodotti petroliferi;

Visto il decreto legislativo 11 febbraio 1998, n. 32, ed in
particolare gli articoli 8 e 9 relativi alla istituzione
dell’Agenzia nazionale delle scorte di riserva;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 26 gennaio 2001;

Sulla proposta del Ministro per le politiche comunitarie e del
Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato e del
commercio con l’estero, di concerto con i Ministri delle finanze,
del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, della
giustizia e degli affari esteri;

E m a n a
il seguente decreto legislativo:

Art. 1.

Scorte petrolifere di riserva

1. Le scorte petrolifere di riserva del Paese sono determinate
annualmente con decreto del Ministro dell’industria, del commercio
e dell’artigianato da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana entro il 31 maggio.

2. All’adempimento dell’obbligo di cui al comma 1, si provvede
entro la data del 31 luglio di ogni anno.

Art. 2.

Soggetti tenuti al mantenimento delle scorte petrolifere di riserva
e tipologia dei prodotti

1. Il mantenimento delle scorte petrolifere di riserva e’
assicurato dai soggetti che nel corso dell’anno precedente hanno
immesso in consumo prodotti petroliferi appartenenti alle categorie
I, II e III di cui all’allegato A del presente decreto.

2. Ai fini di cui al comma 1, l’immissione in consumo e’ desunta
dal verificarsi dei presupposti per il pagamento dell’accisa, anche
per i prodotti destinati ad usi esenti.

3. Nel decreto di cui all’articolo 1 sono definiti i coefficienti
necessari a determinare la ripartizione dell’obbligo di
mantenimento delle scorte di riserva tra i soggetti di cui al comma
1.

4. Il soggetto che immette in consumo i prodotti indicati nel comma
1 e’ tenuto all’obbligo di scorta indipendentemente dal tipo di
attivita’ svolta e dall’impianto presso cui e’ avvenuta
l’immissione in consumo.

5. I soggetti che iniziano l’immissione in consumo di prodotti
petroliferi nel corso dell’anno hanno l’obbligo di darne immediata
comunicazione al Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato. Per tali soggetti l’obbligo del mantenimento
della scorta decorre dall’anno successivo a quello dell’immissione
in consumo.

6. I soggetti di cui al comma 1, che cessano l’attivita’ di
immissione in consumo sono tenuti comunque a garantire il
mantenimento dell’obbligo di scorta per l’anno successivo
all’ultimo anno solare di attivita’ e rispondono dell’adempimento
di tale obbligo in via solidale con i titolari degli impianti
presso i quali e’ avvenuta l’immissione in consumo.

7. Per i soggetti che effettuano immissioni in consumo presso un
impianto per quantitativi annuali per ciascuna categoria inferiori
a 1000 tonnellate l’obbligo del mantenimento delle scorte e’ a
carico del titolare dell’impianto presso il quale e’ avvenuta
l’immissione in consumo.

8. Non sono inclusi nel calcolo del consumo interno per la
determinazione della scorta i quantitativi destinati al bunkeraggio
per la navigazione marittima.

Art. 3.

Calcolo e ripartizione delle scorte petrolifere di riserva

1. L’ammontare complessivo delle scorte di riserva delle categorie
di prodotti petroliferi di cui al comma 1, dell’articolo 1, non
puo’ essere inferiore a quello corrispondente a novanta giorni del
consumo nazionale delle stesse categorie di prodotti da calcolarsi
con riferimento all’anno precedente, incrementato della differenza
necessaria a soddisfare l’obbligo stabilito annualmente
dall’Agenzia internazionale per l’energia, di seguito denominata
A.I.E., in misura non inferiore a quella corrispondente a novanta
giorni delle importazioni nette di greggio e prodotti petroliferi.

2. Il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato,
ai fini della determinazione dell’obbligo complessivo di cui al
comma 1, da calcolare entro il 31 marzo di ciascun anno, provvede
a:

a) definire l’ammontare delle immissioni in consumo effettuate
nell’anno precedente da ciascun impianto e per ciascuna categoria
di prodotto, detraendo da tale ammontare la parte del consumo
interno coperta da prodotti derivati dal greggio di estrazione
nazionale fino ad un massimo del 25% del consumo interno stesso; a
calcolare l’equivalente di almeno novanta giorni delle immissioni
in consumo; a detrarre la scorta operativa delle raffinerie che
abbiano effettuato lavorazioni per conto di un committente estero o
per l’esportazione, pari a ventitre’ giorni, dei prodotti ottenuti
da tali specifiche lavorazioni;

b) definire l’ammontare dell’ulteriore scorta di riserva, espressa
in termini di categorie di prodotti, necessaria ad adempiere agli
obblighi discendenti dalla legge 7 novembre 1977, n. 883, fermo
restando quanto previsto all’articolo 10.

3. L’obbligo che e’ a carico dei soggetti, indicati nell’articolo
2, comma 1, e’ calcolato in proporzione alle immissioni in consumo
effettuate nell’anno precedente dei prodotti appartenenti alle tre
categorie di cui all’allegato A, da calcolarsi sulla base dei
coefficienti di cui all’articolo 2, comma 3, stabiliti dal
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato con il
decreto di cui all’articolo 1, comma 1.

4. Le immissioni in consumo dei prodotti petroliferi appartenenti
alle categorie di cui all’allegato A sono comunicate al Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato dai soggetti di
cui all’articolo 2, entro il 20 gennaio di ciascun anno, tramite
autocertificazione, ai sensi della legge 4 gennaio 1968, n. 15, e
successive modifiche ed integrazioni, salvo controlli della Guardia
di finanza, che ne riferisce l’esito al Ministero dell’industria,
del commercio e dell’artigianato.

Art. 4.

Mantenimento e trasferimento delle scorte petrolifere di riserva

1. I soggetti tenuti all’obbligo di scorta di cui alla lettera a)
del comma 2 dell’articolo 3, possono mantenere le scorte
obbligatorie in petrolio greggio e semilavorati, nonche’ in
prodotti finiti di cui all’allegato A.

2. L’obbligo di scorta di cui alla lettera b) del comma 2
dell’articolo 3, di prodotti appartenenti alle tre categorie, puo’
essere ripartito, senza alcun limite percentuale, tra le medesime
ovvero mantenuto in petrolio greggio, semilavorati e altri prodotti
finiti secondo il fattore di conversione stabilito dall’A.I.E. e
comunicato annualmente, anche con mezzi informatici, dal Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato ai soggetti
interessati.

3. Con apposito provvedimento amministrativo del competente ufficio
del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, da
emanarsi entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, sono disciplinate le modalita’ con le quali sono
contabilizzate nel riepilogo statistico delle scorte, di cui
all’articolo 5, i quantitativi di petrolio greggio, di semilavorati
e di prodotti finiti mantenuti come scorte di riserva a norma del
comma 1, tenuto conto dei criteri di cui all’allegato B del
presente decreto. Lo stesso provvedimento disciplina le
conversioni, la sostituzione tra prodotti, le modalita’ per i
trasferimenti d’ubicazione delle scorte di riserva e le modalita’
di comunicazione al Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, da parte dei soggetti di cui all’articolo 2,
delle giacenze detenute.

Art. 5.

Obblighi di comunicazione

1. Il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato
alla fine di ciascun mese comunica alla Commissione Europea un
riepilogo statistico delle scorte di riserva di cui all’articolo 3,
esistenti sul proprio territorio specificando il numero di giorni
di consumo medio dell’anno civile precedente ai quali tali scorte
corrispondono. Tale riepilogo deve essere comunicato entro e non
oltre il quarantacinquesimo giorno dalla fine del mese al quale fa
riferimento.

2. Nel riepilogo statistico delle scorte di cui al comma 1, i
prodotti finiti sono contabilizzati sulla base delle tonnellate
effettive, il petrolio greggio ed i semilavorati sono
contabilizzati sulla base di quanto disposto dal provvedimento
amministrativo di cui all’articolo 4, comma 3.

3. Il riepilogo statistico non comprende il greggio nazionale non
ancora estratto; i quantitativi destinati ai bunkeraggi per la
navigazione marittima; i quantitativi in transito diretto, ad
eccezione delle scorte di cui all’articolo 6; i quantitativi
contenuti negli oleodotti, nelle autocisterne, nei carri cisterna,
nei serbatoi dei punti di vendita e presso i piccoli consumatori.

Sono altresi’ esclusi dal riepilogo statistico i quantitativi
detenuti dalle Forze armate e quelli detenuti per le Forze armate
dalle societa’ petrolifere.

Art. 6.

Mantenimento delle scorte in un Paese della UE

1. Le scorte di riserva di cui all’articolo 3 possono essere
mantenute nel territorio di altro Stato me…

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