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Adozione di disposizioni in materia di gestione del Conto per nuovi impianti da fonti rinnovabili e assimilate di cui all'art. 5 della deliberazione dell'Autorita' per l'energia elettrica e il gas 26 giugno 1997, n. 70/97. (Deliberazione n. 20/01).

L’AUTORITA’ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS

Nella riunione del 14 febbraio 2001;

Premesso che:

ai sensi dell’art. 3, comma 12, del decreto legislativo 16 marzo
1999, n. 79 (di seguito: decreto legislativo n. 79/1999, il
Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato (di
seguito:

Ministro dell’industria), con proprio provvedimento ai sensi
dell’art. 1, comma 3, del medesimo decreto legislativo, determina
la cessione dei diritti e delle obbligazioni relative all’acquisto
di energia elettrica comunque prodotta da altri operatori
nazionali, da parte della societa’ ENEL S.p.a. alla societa’
Gestore della rete di trasmissione nazionale S.p.a. (di seguito:
Gestore della rete);

ai sensi dell’art. 3, comma 13, del decreto legislativo n.

79/1999, dalla data di entrata in vigore del sistema di
dispacciamento di merito economico il Gestore della rete, restando
garante del rispetto delle clausole contrattuali, cede l’energia
elettrica acquisita ai sensi dell’art. 3, comma 12, del medesimo
decreto, al mercato; e che ai sensi della medesima disposizione di
cui al presente alinea l’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas
(di seguito: l’Autorita’), al fine di assicurare la copertura dei
costi sostenuti dal Gestore della rete, include negli oneri
generali afferenti al sistema elettrico di cui all’art. 3, comma
11, del decreto legislativo n. 79/1999, la differenza tra i costi
di acquisto sostenuti dal Gestore della rete e la somma dei ricavi
derivanti dalla vendita dell’energia sul mercato e dalla vendita
dei diritti di cui all’art. 11, comma 3, del medesimo decreto
legislativo;

ai sensi dell’art. 3, comma 10, del decreto legislativo n. 79/1999,
l’Autorita’ determina il corrispettivo per l’accesso e l’uso della
Rete di trasmissione nazionale considerando anche gli oneri
connessi ai compiti previsti al comma 12 e secondo criteri di
incentivazione del Gestore della rete allo svolgimento delle
attivita’ di propria competenza secondo criteri di efficienza
economica;

il Ministro dell’industria con decreto 21 novembre 2000, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – serie generale
– n. 280 del 30 novembre 2000 (di seguito: il decreto
ministeriale), ha dato attuazione al sopra richiamato disposto
dell’art. 3, comma 12, del decreto legislativo n. 79/1999;

il decreto ministeriale, peraltro, oltre alle disposizioni che
costituiscono diretta attuazione dei disposto dell’art. 3, comma
12, del decreto legislativo n. 79/1999, contiene ulteriori
prescrizioni volte ad imporre al Gestore della rete criteri e
modalita’ in applicazione dei quali collocare l’energia elettrica
acquistata obbligatoriamente;

piu’ in particolare, il decreto ministeriale prevede, in deroga al
sopra richiamato disposto dell’art. 3, comma 13, del decreto
legislativo n. 79/1999, che quote della capacita’ produttiva
vengano riservate ad utenze che accettino clausole di
interrompibilita’ in tempo reale a discrezione del Gestore della
rete ovvero con preavviso massimo di 24 ore;

il decreto ministeriale fissa, inoltre, prezzi base d’asta per i
tre scaglioni di capacita’ produttiva che si determinano in
conseguenza delle disposizioni di cui al precedente alinea;

i “diritti e le obbligazioni relative all’acquisto di energia
elettrica, comunque prodotta da altri operatori nazionali” oggetto
di trasferimento dall’ENEL S.p.a. al Gestore ai sensi dell’art. 3,
comma 12, del decreto legislativo n. 79/1999, sono fondamentalmente
quelli generati dalle cessioni vincolate di energia elettrica
rilevanti ai fini dell’applicazione dei prezzi e delle condizioni
incentivanti di cui al provvedimento del Comitato interministeriale
dei prezzi 29 aprile 1992, n. 6/92, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale – serie generale – n. 109 del 12 maggio 1992 (di seguito
provvedimento CIP n.

6/92) anche in forza di specifici atti successivi di formazione
primaria e secondaria che ne hanno esteso l’applicazione;

rientrano, peraltro, nel campo di applicazione del decreto
ministeriale anche altre fattispecie, e piu’ in particolare:

a) cessioni dell’energia elettrica prodotta da impianti
idroelettrici ad acqua fluente con potenza nominale di concessione
di derivazione d’acqua fino a 3 MW di cui alla deliberazione
dell’Autorita’ 8 giugno 1999, n. 82/99, come integrata dalla
deliberazione dell’Autorita’ 16 marzo 2000, n. 56/00;

b) cessioni dell’energia elettrica di cui all’art. 22, comma 3,
della legge 9 gennaio 1991, n. 9, non diversamente collocata sul
mercato, a prezzi determinati dall’Autorita’ in applicazione del
criterio del costo evitato (attualmente e’ in vigore la
deliberazione 28 ottobre 1997, n. 108/97);

Premesso che:

il Gestore della rete, con nota in data 20 dicembre 2000 (prot.

presidenza dell’Autorita’ n. 70), ha segnalato all’Autorita’ che
l’attivita’ di compravendita di energia elettrica di cui al
combinato disposto dell’art. 3, commi 12 e 13, del decreto
legislativo n.

79/1999, e’ caratterizzata, quanto in particolare alle
compravendite dell’energia elettrica la cui produzione e’
incentivata ai sensi del provvedimento CIP n. 6/92, da una costante
inidoneita’ degli importi versati dagli acquirenti della medesima
energia elettrica a titolo di IVA sui prezzi di vendita a
compensare l’IVA versata dallo stesso Gestore ai propri danti causa
sulle compere, in ragione della normale assenza di valore aggiunto
nelle vendite come conseguenza della funzione di incentivazione
propria dei prezzi amministrati di acquisto;

il Gestore della rete ha inoltre evidenziato, nelle nota in data 27
dicembre 2000 (prot. AD/P/20000197) recante “probabile 2000 e
preliminare di budget 2001”, con cui ha dato attuazione al disposto
dell’art. 2, della deliberazione dell’Autorita’ 29 marzo 2000, n.

63/00, avente ad oggetto la richiesta di comunicazione alla
medesima Autorita’ del bilancio preconsuntivo per l’esercizio 2000
e del bilancio previsionale per l’esercizio 2001, ai fini della
assunzione delle richiamate determinazioni previste dall’art. 3,
comma 10, del decreto legislativo n. 79/1999 in ordine al
corrispettivo per l’accesso e l’uso della rete di trasmissione
nazionale, che la situazione operativa di cui al precedente alinea
puo’ determinare, in considerazione delle caratteristiche del giro
di affari dello stesso Gestore, un costante squilibrio del conto
IVA per importi significativi sia pure a fronte della maturazione
di un corrispondente credito di imposta; e che a fronte di detto
squilibrio si renderebbe necessario, in assenza di entrate
compensative, uno stabile ricorso al credito reso, peraltro,
difficoltoso dalla capitalizzazione e dalla struttura patrimoniale
del Gestore della rete e fonte di consistenti oneri finanziari che
dovrebbero essere coperti dal corrispettivo di accesso e di uso
della rete di trasmissione nazionale;

in particolare, secondo le indicazioni fornite dal Gestore della
rete, la sopra richiamata difficolta’ di accesso al credito
bancario sarebbe determinata, da una parte, in considerazione
dell’entita’ del capitale sociale e, dall’altra, del fatto che allo
stesso Gestore, in virtu’ delle disposizioni dell’art. 3 del
decreto legislativo n.

79/1999, non e’ stata trasferita la proprieta’ della universalita’
di beni costituenti la rete di trasmissione nazionale come
individuata dal decreto del Ministro dell’industria, del commercio
e dell’artigianato 25 giugno 1999, pubblicato nel supplemento
ordinario alla Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 151 del 30
giugno 1999 (di seguito: decreto del Ministro dell’industria 25
giugno 1999);

la situazione evidenziata nei precedenti alinea chiarisce che, al
fine di assicurare, secondo il disposto dell’art. 3, commi 10 e 13,
del decreto legislativo n. 79/1999, al Gestore della rete, la
neutralita’ economica degli acquisti e delle vendite di energia
elettrica posti in essere dallo stesso Gestore in attuazione del
mandato di cui all’art. 3, comma 12, dello stesso decreto
legislativo, deve essere considerata non solo la differenza tra i
prezzi incentivati di acquisto e i prezzi di vendita dell’energia
elettrica obbligatoriamente ritirata, sibbene anche l’impatto che
sul conto economico del Gestore della rete produce l’applicazione
delle disposizioni in materia di IVA alle summenzionate
transazioni;

una situazione analoga a quella descritta nei precedenti alinea non
si e’ prodotta a carico dell’ENEL S.p.a. in conseguenza della
titolarita’ dei diritti e delle obbligazioni relative all’acquisto
di energia elettrica, comunque prodotta da altri operatori
nazionali oggetto di trasferimento al Gestore ai sensi dell’art. 3,
comma 12, del decreto legislativo n. 79/1999;

il Gestore della rete, con nota a firma dell’amministratore
delegato in data 30 gennaio 2001, prot. n. AD/P/20010019, a
supporto della quale ha fornito, in allegato, un parere redatto da
uno studio professionale specializzato in materia fiscale e
tributaria, ha prospettato una soluzione alla situazione descritta
nella presente premessa incentrata sulla “fatturazione diretta ai
distributori della differenza tra costi di acquisto e la somma dei
ricavi derivanti dalle procedure concorsuali di vendita
dell’energia CIP 6”;

Premesso, inoltre che:

l’Autorita’, con la deliberazione 15 giugno 2000, n. 108/00,
recante “Adeguamento del corrispettivo per l’accesso e l’uso della
rete di trasmissione nazionale ai sensi dell’art. 3, comma 11, del
decreto legislativo 16 marzo 1999, n. …

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