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Ulteriori disposizioni per fronteggiare lo stato di emergenza in materia di tutela delle acque superficiali e sotterranee e dei cicli di depurazione nella regione Calabria.

IL MINISTRO DELL’INTERNO
delegato per il coordinamento della protezione civile
Visto l’art. 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300;
Viste le precedenti ordinanze con le quali sono state emanate, tra
l’altro, disposizioni per fronteggiare lo stato di emergenza in
materia di tutela delle acque superficiali e sotterranee e dei
cicli di depurazione nel territorio della regione Calabria;
Vista la nota n. 14755 del 30 novembre 2000, con la quale il
presidente della regione Calabria fa presente che, a seguito degli
avvenimenti alluvionali dello scorso mese di settembre, occorre
avviare contemporaneamente interventi mirati al recupero del ciclo
delle acque, migliorando anche la qualità delle acque di
balneazione, prevedendo adeguate risorse finanziarie;
Atteso che continuano a sussistere nella regione Calabria i
presupposti che hanno portato alla dichiarazione dello stato di
emergenza ambientale;
Considerato che, alla luce delle nuove disposizioni normative in
materia di tutela delle acque, si debba procedere ad una più
puntuale definizione delle competenze già attribuite e da
attribuire al presidente della regione Calabria – commissario
delegato;
Ritenuto, quindi, necessario integrare le precedenti ordinanze per
consentire il superamento dell’emergenza nella regione Calabria;
Acquisita l’intesa del Ministro dell’ambiente, giusta nota n.
1423/RIBO/M/DI/UDE dell’8 febbraio 2001;
Acquisita l’intesa del presidente della regione Calabria, giusta
nota n. 1674 del 7 febbraio 2001;
Su proposta del direttore dell’Agenzia di protezione civile, prof.
Franco Barberi;
Dispone:
Art. 1.
1. Il commissario delegato – presidente della regione Calabria
predispone il piano di tutela delle acque di cui all’art. 44 del
decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152, per l’intero territorio
regionale. A tal fine, il commissario delegato provvede ad
elaborare ed attuare il programma di rilevamento di cui all’art. 42
del citato decreto legislativo n. 152.
2. Il commissario delegato – presidente della regione Calabria
attua il monitoraggio richiesto dalle direttive comunitarie in
materia di acque destinate al consumo umano, di acque di
balneazione, di acque idonee alla vita dei pesci e dei molluschi.
Il commissario delegato, inoltre, predispone ed attua il programma
per la conoscenza e la verifica dello stato qualitativo e
quantitativo delle acque superficiali e sotterranee dell’intero
territorio regionale, ai sensi all’art. 43 del decreto legislativo
11 maggio 1999, n. 152.
3. Il commissario delegato – presidente della regione Calabria
individua, sull’intero territorio regionale, ogni possibilità di
riutilizzo delle acque reflue depurate, e predispone un programma
straordinario degli interventi per la loro attuazione.
4. Il commissario delegato – presidente della regione Calabria,
predispone ed attua il programma di interventi urgenti di cui
all’art. 141, comma 4, della legge 23 dicembre 2000, n. 388. A tal
fine il commissario delegato individua, progetta e realizza,
nell’intero territorio regionale, gli interventi di tutela della
qualità delle acque, di risanamento ambientale ed igienico-sanitari
previsti dagli articoli 27, 31 e 32 del decreto legislativo 11
maggio 1999, n. 152, e successive modificazioni ed integrazioni, in
forma integrata con gli interventi per il riutilizzo agricolo delle
acque reflue depurate, assicurando la conformità dei medesimi con i
criteri di sicurezza ambientale e sanitaria definiti dal Ministero
dell’ambiente. Il commissario delegato – presidente della regione
Calabria, in particolare, progetta e realizza:
a) le reti fognarie dei comuni;
b) i collettori;
c) i sistemi di depurazione;
d) i sistemi per l’adeguamento qualitativo, il collettamento,
l’invaso, la distribuzione e il riutilizzo delle acque reflue
provenienti dai depuratori, avvalendosi anche delle reti irrigue
esistenti e delle strutture dei consorzi di irrigazione e di
bonifica, definendo il riparto degli oneri di gestione e
manutenzione e fissando il sistema tariffario per l’utilizzo delle
acque reflue;
e) gli interventi di rinaturalizzazione dei corpi idrici
superficiali.
5. Il commissario delegato – presidente della regione Calabria
individua, sull’intero territorio regionale, le opere di fognatura,
collettamento, depurazione e riutilizzo, anche a fini irrigui, già
finanziate con risorse comunitarie, nazionali, regionali e locali e
subentra, in luogo del soggetto attuatore, nella gestione, così
come definita dall’art. 1, comma 7, del decreto del Presidente
della Repubblica 30 giugno 1955, n. 1534, delle stesse opere i cui
lavori non siano ancora completati qualunque ne sia la causa e di
quelle deliberate e non ancora progettate.
6. Al comma 2 dell’art. 5 dell’ordinanza n. 2984 del 31 maggio 1999
la parola “dispone” è soppressa e sostituita dalle seguenti:
“definisce ed adotta”; le parole “che devono essere assunte da
parte dei soggetti gestori degli impianti medesimi per assicurare
una migliore tutela dei corpi ricettori” sono soppresse.
7. All’art. 7, comma 2, dell’ordinanza n. 3062 del 6 luglio 2000 la
parola “Ministro” è sostituita dalla seguente: “Ministero”.
8. All’art. 5, comma 1, dell’ordinanza n. 3062 del 6 luglio 2000
dopo le parole “di competenza pubblica” sono aggiunte le seguenti
“ivi compresa la rimozione dei relitti e dei rifiuti spiaggiati”.
9. All’art. 2, comma 3, dell’ordinanza n. 3062 del 6 luglio 2000
dopo le parole “S.p.a. ENEL” aggiungere “o il gestore della rete di
trasmissione nazionale S.p.a.”.
Art. 2.
1. Il commissario delegato – presidente della regione Calabria
realizza gli interventi di cui all’art. 1, comma 4, della presente
ordinanza, sulla base della progettazione approvata dal commissario
medesimo previa intesa del Ministero dell’ambiente. Il ricorso
all’art. 37-bis e seguenti della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e
successive modificazioni ed integrazioni, è subordinato alla
predisposizione da parte del commissario delegato – presidente
della regione Calabria nonché all’approvazione – d’intesa con il
Ministero dell’ambiente – di uno o più specifici strumenti di
programmazione che individuino l’ambito di intervento, che siano
basati sull’analisi dello stato di fatto, che definiscano le
caratteristiche funzionali, tecniche, gestionali ed economico-
finanziarie, che assicurino l’integrazione progettuale e realizzino
l’unitarietà gestionale almeno dei servizi di fognatura,
collettamento e depurazione, che garantiscano la compatibilità
ambientale delle attività depurative, del riutilizzo e degli
scarichi nei corpi idrici superficiali in conformità con i criteri
di sicurezza ambientale e sanitaria definiti dal Ministero
dell’ambiente e che fissino, d’intesa con il Ministero
dell’ambiente, le modalità di pubblicizzazione dell’iniziativa e i
termini delle procedure derogando, ove occorra, a quelli fissati
dai citati articoli 37-bis e seguenti.
Art. 3.
1. Il commissario delegato – presidente della regione Calabria, per
l’attuazione degli interventi in materia di tutela delle acque,
previsti dalle precedenti e dalla presente ordinanza si avvale di
ulteriori cinque esperti nelle materie tecniche, giuridiche ed
amministrative, da retribuire secondo le modalità previste dal
comma 2 dell’art. 6 dell’ordinanza n. 3062 del 6 luglio 2000.
2. Per le medesime finalità di cui al precedente comma 1, il
commissario delegato – presidente della regione Calabria può,
altresì, avvalersi di società specializzate a totale capitale
pubblico, alle medesime condizioni previste dal secondo periodo del
comma 2 dell’art. 6 dell’ordinanza n. 2984 del 31 maggio 1999.
3. Per l’espletamento delle attività di individuazione di cui al
precedente art. 1, comma 5, il commissario delegato – presidente
della regione Calabria può avvalersi dell’osservatorio per
l’accelerazione e qualificazione della spesa pubblica. In tal caso
il commissario delegato assegna all’osservatorio per
l’accelerazione e qualificazione della spesa pubblica fino ad un
massimo di cinque unità di personale appartenente alla pubblica
amministrazione, alle medesime condizioni previste dall’art. 4,
comma 2, dell’ordinanza n. 2856 del 1° ottobre 1998.
Art. 4.
1. Al comma 1 dell’art. 6 dell’ordinanza n. 3062 del 6 luglio 2000
la parola “cinque” è soppressa e sostituita dalla seguente:
“quindici”.
2. Al comma 2 dell’art. 6 dell’ordinanza n. 3062 del 6 luglio 2000
la parola “cinque” è soppressa e sostituita dalla seguente:
“dieci”.
3. Per le finalità di cui alla presente ordinanza, il Ministero
dell’ambiente può avvalersi, per speciali esigenze, di venti unità
di personale estraneo alla pubblica amministrazione, con contratto
a tempo determinato, da retribuire nel limite massimo della
retribuzione spettante al personale del Ministero stesso
corrispondente alla fascia “D” (ex livello ottavo). Gli oneri
derivanti dall’applicazione del presente comma sono posti a carico
del commissario delegato – presidente della regione Calabria.
4. All’art. 6 dell’ordinanza n. 3062 del 6 luglio 2000, dopo il
comma 5, è aggiunto il seguente comma: “6. Le unità di personale e
gli esperti di cui ai precedenti commi sono utilizzate nella misura
del 50 per cento per le attività relative alla gestione dei rifiuti
e bonifiche e nella misura del 50 per cento per le attività di
tutela delle acque.”.
5. Ai presidenti ed ai componenti le commissioni di collaudo
nominati dal commissario delegato – presidente della regione
Calabria non si applicano le disposizioni previste …

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