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Regolamento recante modalita' e procedure per il trasferimento del personale dell'Ente nazionale per le strade (ANAS) alle regioni ed agli enti locali, in attuazione dell'articolo 7, comma 4, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59, recante delega al Governo per
il conferimento di funzioni e compiti alle regioni e agli enti
locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la
semplificazione amministrativa ed in particolare l’articolo 7,
commi 1 e 2;

Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, recante
conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle
regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della citata
legge n. 59 del 1997 ed in particolare l’articolo 7;

Visto l’accordo sancito, ai sensi dell’articolo 9, comma 2, lettera
c), del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e dell’articolo
7 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, dalla Conferenza
unificata il 22 aprile 1999, come modificato in data 4 novembre
1999 ed integrato in data 20 gennaio 2000;

Visti in particolare gli articoli 99 e 101 del citato decreto
legislativo n. 112 del 1998;

Visto il decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 461, recante
disposizioni relative all’individuazione della rete autostradale e
stradale nazionale a norma dell’articolo 98, comma 2, del citato
decreto legislativo n. 112 del 1998;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 21
febbraio 2000 con il quale e’ stata individuata la rete stradale
regionale;

Considerato opportuno e necessario definire le modalita’ e le
procedure di individuazione del personale da trasferire dell’Ente
nazionale per le strade (ANAS) alle regioni ed agli enti locali,
nonche’ quelle di trasferimento;

Considerato che nella seduta del 14 settembre 2000, la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e Bolzano unificata, ai sensi dell’articolo 8
del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, con la conferenza
Stato, citta’ ed autonomie locali ha espresso parere favorevole
allo schema di protocollo d’intesa fra il Ministro per la funzione
pubblica, il Presidente della conferenza dei presidenti delle
regioni, il Presidente dell’Unione delle province d’Italia (UPI),
il Presidente dell’Associazione nazionale dei comuni d’Italia
(ANCI) e le organizzazioni sindacali confederali rappresentative
sul piano nazionale, concernente l’individuazione delle procedure
per il trasferimento del personale dell’Ente nazionale per le
strade (ANAS) in attuazione dell’articolo 7 della legge 15 marzo
1997, n. 59;

Visto il parere espresso, nella seduta del 14 settembre 2000, dalla
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e Bolzano unificata, ai sensi
dell’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, con
la Conferenza Stato, citta’ ed autonomie locali;

Sentita l’Unione italiana delle Camere di commercio, industria,
artigianato e agricoltura;

Sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative;

Acquisito il parere del Consiglio di Stato emesso nell’adunanza
della Sezione consultiva degli atti normativi del 9 ottobre 2000;

Acquisito, in data 13 dicembre 2000, il parere della Commissione
parlamentare consultiva in ordine all’attuazione della riforma
amministrativa istituita ai sensi dell’articolo 5 della legge 15
marzo 1997, n. 59;

Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8
maggio 2000, recante delega al Ministro per la funzione pubblica
per il coordinamento delle attivita’ inerenti l’attuazione della
legge n. 59 del 1997;

Adotta il seguente regolamento:

Art. 1.

1. Le disposizioni del presente decreto si applicano ai
trasferimenti del personale dell’Ente nazionale per le strade
(ANAS) in attuazione del conferimento di funzioni dello Stato alle
regioni ed agli enti locali.

Art. 2.

1. L’Ente nazionale per le strade (ANAS), entro dieci giorni dalla
deliberazione della Conferenza unificata, che individua le sedi di
destinazione del personale all’interno di ciascun ambito regionale,
comunica per iscritto ai dipendenti l’elenco di dette sedi.

2. Il personale presenta, a seguito della comunicazione di cui al
comma 1, entro quindici giorni, domanda di trasferimento, indicando
una o piu’ sedi nell’ambito della propria o altra regione, in
ordine di preferenza, tra quelle individuate dalla Conferenza
unificata ovvero domanda di permanenza nei ruoli dell’Ente
nazionale per le strade (ANAS). In tale ultima ipotesi la mancata
presentazione della domanda equivale a richiesta di permanenza. La
comunicazione dell’amministrazione contiene uno schema di domanda
predisposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri,
Dipartimento della funzione pubblica.

Art. 3.

1. L’Ente nazionale per le strade (ANAS) predispone per ogni
regione graduatorie provinciali sulla base dei criteri e dei
punteggi di cui alla tabella A allegata al presente regolamento.
Nel caso in cui le domande di trasferimento risultino inferiori al
numero individuato per ciascuna regione si procede
all’individuazione del restante personale da trasferire nell’ambito
territoriale provinciale, attingendo dalle predette graduatorie
provinciali predisposte per i dipendenti che hanno presentato
domande di permanenza nei ruoli dell’Ente nazionale per le strade
(ANAS) e per quelli che abbiano indicato sedi diverse da quelle
della provincia di appartenenza e nelle quali non siano stati
utilmente collocati.

2. Se le domande di trasferimento risultano superiori al
contingente prefissato, l’Ente nazionale per le strade (ANAS)
dispone il trasferimento sulla base dei criteri e punteggi indicati
nella tabella A di cui al comma precedente.

3. Alla formazione delle graduatorie di cui ai commi 1 e 2 si
provvede entro dieci giorni dalla scadenza del termine di
presentazione della domanda di trasferimento. Le graduatorie sono
immediatamente trasmesse al Dipartimento della funzione pubblica
per gli adempimenti di cui al successivo articolo 7.

Art. 4.

1. Il personale trasferito conserva il trattamento economico fisso
e continuativo acquisito secondo le seguenti voci: personale delle
aree (stipendio, indennita’ integrativa speciale, retribuzione
individuale di anzianita’, eventuale ad personam, arricchimento ed
esperienza professionale, aumento periodico di anzianita’ maturata,
elemento distintivo della retribuzione, elemento retributivo
differenziato, indennita’ operativa, premio di produzione);
personale dirigente (minimo contrattuale, mensilita’ aggiuntiva,
aumenti periodici di anzianita’, indennita’ di funzione e super
minimo individuale) ferme restando le dinamiche retributive del
comparto in cui e’ ricompreso il personale dell’ente di
destinazione.

2. Contestualmente al trasferimento del personale si procede al
corrispondente trasferimento delle risorse finanziarie dell’Ente
nazionale per le strade (ANAS) alle amministrazioni di
destinazione.

Le risorse finanziarie relative al personale trasferito sono
determinate con riferimento al trattamento economico complessivo
maturato all’atto del trasferimento, ivi compresi gli oneri
riflessi.

Art. 5.

1. La equiparazione tra le professionalita’ possedute dal personale
dell’Ente nazionale per le strade (ANAS) da trasferire e quelle di
eventuale inquadramento presso le regioni e gli enti locali e’ la
seguente:

CCNL ANAS – Area CCNL Enti locali – Categoria
C1, C A1
B2 B1
B1 B3
B C1
A1 D1
A D3
Dirigente Dirigente

Art. 6.

1. Al personale trasferito e’ riconosciuta a tutti gli effetti la
continuita’ del rapporto di lavoro e l’anzianita’ di servizio
maturata presso l’Ente nazionale per le strade (ANAS). Il personale
trasferito puo’ permanere, a domanda, nel regime previdenziale in
godimento.

Art. 7.

1. Il Dipartimento della funzione pubblica di concerto con il
Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica
dispone l’assegnazione alle regioni e agli enti locali del
personale trasferito entro dieci giorni dalla formulazione delle
graduatorie di cui al comma 3, dell’articolo 3.

Il presente regolamento munito del sigillo dello Stato, sara’
inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della
Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di
osservarlo e di farlo osservare.

Roma, 22 dicembre 2000

p. Il Presidente: Bassanini

Visto, il Guardasigilli: Fassino

Registrato alla Corte dei conti il 6 febbraio 2001
Ministeri istituzionali, registro n. 1, foglio n. 292

Tabella pag. 11

La graduatoria del personale che ha presentato domanda di
trasferimento e’ predisposta sulla base dei punteggi attribuiti
secondo i criteri indicati nella tabella A. I dipendenti
beneficiari delle disposizioni di cui alla legge n. 104/1992 hanno
diritto di precedenza.

La graduatoria del personale che ha optato per la permanenza
nell’Ente e’ predisposta sulla base dei punteggi attribuiti
partendo dal punteggio piu’ basso; i dipendenti beneficiari delle
disposizioni di cui alla legge n. 104/1992 seguono in graduatoria
gli altri dipendenti.

criterio conclusivo

A parita’ di punteggio prevale la maggiore eta’ anagrafica.

N O T E:

Avvertenza:

Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi dell’art. 10,
comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione
delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della
Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica
italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge o alle
quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il valore e
l’efficacia degli atti legisiativi qui trascritti.

Note alle premesse:

– Gli articoli 5 e 7 della legge n. 59/1997 (Delega al Governo per
il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali,
per la riforma della pubblica amministrazione e per la
semplificazione amministrativa) cosi’ recitano:

“Art. 5. – 1. E’ istituita una commissione parlamentare, composta
da venti senatori e venti deputati, nominati rispettivamente dai
Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati,
su designazione dei gruppi parlamentari.

2. La commissione elegge tra i propri componenti un presidente, due
vicepresidenti e due segretari che insieme con il presidente
formano l’ufficio di presidenza. La commissione si riunisce per la
sua prima seduta entro venti giorni dalla nomina dei suoi
componenti, per l’elezione dell’ufficio di presidenza. Sino alla
costituzione della commissione, il parere, ove occorra, viene
espresso dalle competenti commissioni parlamentari.

3. Alle spese necessarie per il funzionamento della commissione si
provvede, in parti uguali, a carico dei bilanci interni di ciascuna
delle due Camere.

4. La commissione:

a) esprime i pareri previsti dalla presente legge;

b) verifica periodicamente lo stato di attuazione delle riforme o
previste dalla presente legge e ne riferisce ogni sei mesi alle
Camere.

“Art. 7. – 1. Ai fini dell’attuazione dei decreti legislativi di
cui agli articoli 1, 3 e 4 e con le scadenze temporali e modalita’
dagli stessi previste, alla puntuale individuazione dei beni e
delle risorse finanziarie, umane, strumentali e organizzative da
trasferire, alla loro ripartizione tra le regioni e tra regioni ed
enti locali ed ai conseguenti trasferimenti si provvede con decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentiti i Ministri
interessati e il Ministro del tesoro. Il trasferimento dei beni e
delle risorse deve comunque essere congruo rispetto alle competenze
trasferite e al contempo deve comportare la parallela soppressione
o il ridimensionamento dell’amministrazione statale periferica, in
rapporto ad eventuali compiti residui.

2. Sugli schemi dei provvedimenti di cui al comma 1 e’ acquisito il
parere della commissione di cui all’art. 5, della Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano e della Conferenza Stato-citta’ e
autonomie locali allargata ai rappresentanti delle comunita’
montane. Sugli schemi, inoltre, sono sentiti gli organismi
rappresentativi degli enti locali funzionali ed e’ assicurata la
consultazione delle organizzazioni sindacali maggiormente
rappresentative. I pareri devono essere espressi entro trenta
giorni dalla richiesta. Decorso inutilmente tale termine i decreti
possono comunque ossere emanati.

3. Al riordino delle strutture di cui all’art. 3, comma 1, lettera
d), si provvede, con le modalita’ e i criteri di cui al comma 4-bis
dell’articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, introdotto
dall’articolo 13, comma 1, della presente legge, entro novanta
giorni dalla adozione di ciascun decreto di attuazione di cui al
comma 1 de presente articolo, Per i regolamenti di riordino, il
parere del Consiglio di Stato e’ richiesto entro cincantacinque
giorni ed e’ reso entro trenta giorni dalla richiesta. In ogni
caso, trascorso inutilmente il termine di novanta giorni, il
regolamento e’ adottato su proposta del Presidente del Consiglio
dei Ministri. In sede di prima emanazione gli schemi di regolamento
sono trasmessi alla Camera dei deputati e al Senato della
Repubblica perche’ su di essi sia espresso il parere della
Commissione di cui all’art. 5, entro trenta giorni dalla data della
loro trasmissione.

Decorso tale termine i regolamenti possono essere comunque emanati.

3-bis. Il Governo e’ delegato a emanare, sentito il parere delle
competenti commissioni parlamentari, entro il 30 settembre 1998, un
decreto legislativo che istituisce un’addizionale comunale
all’IRPEF. Si applicano i principi e i criteri direttivi di cui ai
commi 10 e 11 dell’art. 48 della legge 27 dicembre 1997, n. 449”.

– Gli articoli 7, 98, comma 2, 99 e 101 del decreto legislativo n.
112/1998 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello
Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I
della legge 15 marzo 1997, n. 59) sono i seguenti:

“Art. 7 (Attribuzione delle risorse). – 1. I provvedimenti di cui
all’art. 7 della legge 15 marzo 1997, n. 59, determinano la
decorrenza dell’esercizio da parte delle regioni e degli enti
locali delle funzioni conferite ai sensi del presente decreto
legislativo, contestualmente all’effettivo trasferimento dei beni e
delle risorse finanziarie, umane, strumentali e organizzative. Con
la medesima decorrenza ha altresi’ efficacia l’abrogazione delle
corrispondenti norme previste dal presente decreto legislativo.

2. Per garantire l’effettivo esercizio delle funzioni e dei compiti
conferiti, i provvedimenti di cui all’art. 7 della legge 15 marzo
1997 n. 59, che individuano i beni e le risorse da ripartire tra le
regioni e tra le regioni e gli enti locali, osservano i seguenti
criteri:

a) la decorrenza dell’esercizio delle funzioni e dei compiti
conferiti contestualmente all’effettivo trasferimento dei beni e
delle risorse finanziarie, umane, organizzative e strumentali, puo’
essere graduata, secondo date certe, in modo da completare il
trasferimento entro il 31 dicembre 2000;

b) la devoluzione alle regioni e agli enti locali di una quota
delle risorse erariali deve garantire la congrua copertura, ai
sensi e nei termini di cui al comma 3 del presente articolo, degli
oneri derivanti dall’esercizio delle funzioni e dei compiti
conferiti nel rispetto dell’autonomia politica e di programmazione
degli enti; in caso di delega regionale agli enti locali, la legge
regionale attribuisce ai medesimi risorse finanziarie tali da
garantire la congrua copertura degli oneri derivanti dall’esercizio
delle funzioni delegate, nell’ambito delle risorse a tale scopo
effettivamente traierite dallo Stato alle regioni;

c) ai fini della determinazione delle risorse da trasferire, si
effettua la compensazione con la diminuzione di entrate erariali
derivanti dal conferimento delle medesime entrate alle regioni ed
agli enti locali ai sensi del presente decreto legislativo.

3. Con i provvedimenti di cui all’art. 7 della legge 15 marzo 1997,
n. 59, alle regioni e agli enti locali destinatari delle funzioni e
dei compiti conferiti sono attribuiti beni e risorse corrispondenti
per ammontare a quelli utilizzati dallo Stato per l’esercizio delle
medesime funzioni e compiti prima del conferimento, ai fini della
quantificazione, si tiene conto:

a) dei beni e delle risorse utilizzati dallo Stato in un arco
temporale pluriennale, da un minimo di tre ad un massimo di cinque
anni;

b) dell’andamento complessivo delle spese finali iscritte nel
bilancio statale nel medesimo periodo di riferimento;

c) dei vincoli, degli obiettivi e delle regole di variazione delle
entrate e delle spese pubbliche stabiliti nei documenti di
programmazione economico-finanziaria, approvati dalle Camere, con
riferimento sia agli anni che precedono la data del conferimento,
sia agli esercizi considerati nel bilancio pluriennale in vigore
alla data del conferimento medesimo.

4. Con i provvedimenti, di cui all’art. 7 della legge 15 marzo
1997, n. 59, si provvede alla individuazione delle modalita’ e
delle procedure di trasferimento, nonche’ dei criteri di
ripartizione del personale. Ferma restando l’autonomia normativa e
organizzativa degli enti territoriali riceventi, al personale
trasferito e’ comunque garantito il mantenimento della posizione
retributiva gia’ maturata. Il personale medesimo puo’ optare per il
mantenimento del trattamento previdenziale previgente.

5. Al personale inquadrato nei ruoli delle regioni, delle province,
dei comuni e delle comunita’ montane, si applica la disciplina sul
trattamento economico e stipendiale e sul salario accessorio
prevista dal contratto collettivo nazionale di lavoro per il
comparto regioniautonomie locali.

6. Gli oneri relativi al personale necessario per le funzioni
conferite incrementano in pari misura il tetto di spesa di cui
all’art. 1, comma 9, della legge 28 dicembre 1995, n. 549.

7. Nelle materie oggetto di conferimento di funzioni e di compiti
ai sensi del presente decreto legislativo, lo Stato provvede al
finanziamento dei fondi previsti in leggi pluriennali di spesa
mantenendo gli stanziamenti gia’ previsti dalle leggi stesse o
dalla programmazione finanziaria triennale. Sono finanziati
altresi’, nella misura prevista dalla legge istitutiva, i fondi
geriti mediante convenzione, sino alla scadenza delle convenzioni
stesse.

8. Al fine della elaborazione degli schemi di decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri, la Conferenza unificata
Stato, regioni, citta’ e autonomie locali, di cui al decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, di seguito denominata
“Conferenza unificata”, promuove accordi tra Governo, regioni ed
enti locali, ai sensi dell’art. 9, comma 2, lettera e), del
medesimo decreto legislativo. Gli schemi dei singoli decreti
debbono contenere:

a) l’individuazione del termine, eventualmente differenziato, da
cui decorre l’esercizio delle funzioni conferite e la contestuale
individuazione delle quote di tributi e risorse erariali da
devolvere agli enti, fermo restando quanto previsto dall’art. 48
della legge 27 dicembre 1997, n. 449;

b) l’individuazione dei beni e delle strutture da trasferire, in
relaziore alla ripartizione delle funzioni, alle regioni e agli
enti locali;

c) la definizione dei contingenti complessivi, per qualifica e
profilo professionale, del personale necessario per l’esercizio
delle funzioni amministrative conferite e del personale da
trasferire;

d) la congrua quantificazione dei fabbisogni finanziari in
relazione alla concreta ripartizione di funzioni e agli oneri
connessi al personale, con decorrenza dalla data di effettivo
esercizio delle funzioni medesime, secondo i criteri stabiliti al
comma 2 del presente articolo.

9. In caso di mancato accordo, il Presidente del Consiglio dei
Ministri provvede, acquisito il parere della Conferenza unificata,
ai sensi dell’art. 7 della legge 15 marzo 1997, n. 59;

10. Nei casi in cui lo Stato non provveda ad adottare gli atti e i
provvedimenti di attuazione entro le scadenze previste dalla legge
15 marzo 1997, n. 59, e dal presente decreto legislativo, la
Conferenza unificata puo’ predisporre lo schema dell’atto o del
provvedimento e invarlo al Presidente del Consiglio dei Ministri,
per le iniziative di cui all’art. 7 della legge 15 marzo 1997, n.
59. Si applica a tal fine la disposizione di cui all’art. 2, comma
2, del decreto legislativo 8 agosto 1997, n. 281.

11. Ove non si provveda al trasferimento delle risorse disposte ai
sensi dell’art. 7 della legge 15 marzo 1997, n. 59, nei termini
previsti, la regione e gli enti locali interessati chiedono alla
Conferenza unificata di segnalare il ritardo o l’inerzia al
Presidente del Consiglio dei Ministri, che indica il termine per
provvedere. Decorso inutilmente tale termine il Presidente del
Consiglio dei Ministri nomina un commissario ad acta”.

“Art. 98 (Funzioni mantenute allo Stato).

(Omissis).

2. All’individuazione della rete autostradale e stradale nazionale
si provvede, entro novanta giorni dall’entrata in vigore del
presente decreto legislativo, attraverso intese nella conferenza
unificata. In caso di mancato raggiungimento delle intese nel
termine suddetto, si provvede nei successivi sessanta giorni con
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, previa delibera
del Consiglio dei Ministri”.

“Art. 99 (Funzioni conferite alle regioni e agli enti locali). 1.
Sono conferite alle regioni e agli enti locali, ai sensi dell’art.
4, comma 1, della legge 15 marzo 1997, n. 59, tutte le funzioni
amministrative non espressamente indicate negli articoli del
presente capo e tra queste, in particolare, le funzioni di
programmazione, progettazione, esecuzione, manutenzione e gestione
delle strade non rientranti nella rete autostradale e stradale
nazionale, compresa la nuova costruzione o il miglioramento di
quelle esistenti, nonche’ la vigilanza sulle strade conferite.

2. La progettazione, esecuzione, manutenzione e gestione delle
strade di cui al comma 1, puo’ essere affidata temporaneamente,
dagli enti territoriali cui la funzione viene conferita, all’Ente
nazionale per le strade (ANAS), sulla base di specifici accordi.

3. Sono, in particolare, trasferite alle regioni le funzioni di
programmazione e coordinamento della rete viaria. Sono attribuite
alle province le funzioni di progettazione, costrizione e
manutenzione della rete stradale, secondo le modalita’ e i criteri
fissati dalle leggi regionali.

4. Alle funzioni di progettazione, costruzione, manutenzione di
rilevanti opere di interesse interregionale si provvede mediante
accordi di programma tra le regioni interessate”.

“Art. 101 (Trasferimento delle strade non comprese nella rete
autostradale e stradale nazionale). – 1. Le strade e autostrade,
gia’ appartenenti al demanio statale ai sensi dell’art. 822 del
codice civile e non comprese nella rete autostradale e stradale
nazionale, sono trasferite, con il decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri di cui all’art. 98, comma 2, del presente
decreto legislativo, al demanio delle regioni, ovvero, con le leggi
regionali di cui all’art. 4, comma 1, della legge 15 marzo 1997, n.
59, al demanio degli enti locali. Tali leggi attribuiscono agli
enti titolari anche il compito della gestione delle strade
medesime.

2. In seguito al trasferimento di cui al comma 1, spetta alle
regioni o agli enti locali titolari delle strade la determinazione
dei criteri e la fissazione e la riscossione, come entrate proprie,
delle tariffe relative alle licenze, alle concessioni e alla
esposizione della pubblicita’ lungo o in vista delle strade
trasferite, secondo i principi definiti con atto di indirizzo e di
coordinamento ai sensi dell’art. 8 della legge 15 marzo 1997, n.
59”.

– Si trascrivono i testi degli articoli 8 e 9, comma 2, lettera c),
del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 (Definizione ed
ampliamento delle attribuzioni della conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento
e Bolzano ed unificazione, per le materie ed i compiti di interesse
comune delle regioni, delle province e dei comuni, con la
Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali).

“Art. 8 (Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali e conferenza
unificata). – 1. La Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali e’
unificata per le materie ed i compiti di interesse comune delle
regioni, delle province, dei comuni e delle comunita’ montane, con
la Conferenza Stato-regioni.

2. La Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali e’ presieduta dal
Presidente del Consiglio dei Ministri o, per sua delega, dal
Ministro dell’interno o dal Ministro per gli affari regionali; ne
fanno parte altresi’ il Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, il Ministro delle finanze, il Ministro
dei lavori pubblici, il Ministro della sanita’, il presidente
dell’Associazione nazionale dei comuni d’Italia – ANCI, il
presidente dell’Unione province d’Italia – UPI ed il presidente
dell’Unione nazionale comuni, comunita’ ed enti montani – UNCEM. Ne
fanno parte molli quattordici sindaci designati dall’ANCI e sei
presidenti di provincia designati dall’UPI.

Dei quattordici sindaci designati dall’ANCI cinque rappresentano le
citta’ individuate dall’art. 17, della legge 8 giugno 1990, n. 142.
Alle riunioni possono essere invitati altri membri del Governo,
nonche’ rappresentanti di amministrazioni statali, locali o di enti
pubblici.

3. La Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali e’ convocata
almeno ogni tre mesi, e comunque in tutti i casi il presidente ne
ravvisi la necessita’ o qualora ne faccia richiesta il presidente
dell’ANCI, dell’UPI o dell’UNCEM.

4. La Conferenza unificata di cui al comma 1, e’ convocata dal
Presidente del Consiglio dei Ministri. Le sedute sono presiedute
dal Presidente del Consiglio dei Ministri o, su sua delega, dal
Ministro per gli affari regionali o, se tale incarico non e’
conferito, dal Ministro dell’interno”.

“Art. 9 (Funzioni).

(Omissis).

2. La Conferenza unificata e’ comunque competente in tutti i casi
in cui regioni, province, comuni e comunita’ montane ovvero la
Conferenza Stato-regioni e la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie
locali debbano esprimersi su un medesimo oggetto. In particolare la
Conferenza unificata:

a) – b)(Omissis);

c) promuove sancisce accordi tra Governo, regioni, province, comuni
e comunita’ montane, al fine di coordinare l’esercizio delle
rispettive competenze e svolgere in collaborazione attivita’ di
interesse comune.”.

– Il decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 461, e’ stato
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 9 dicembre 1999, n. 288.

– Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 21 febbraio
2000, e’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 13 giugno 2000,
n. 136.

– La legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell’attivita’ di
Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri)
e’ stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 12 settembre 1988, n.
214, supplemento ordinario.

Nota alla tabella:

– La legge 5 febbraio 1992, n. 104 (Legge-quadro per l’assistenza,
l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate) e’
stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 17 febbraio 1992, n. 39,
supplemento ordinario.

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