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Attuazione della direttiva 1999/35/CE relativa a un sistema di visite ...

Attuazione della direttiva 1999/35/CE relativa a un sistema di visite obbligatorie per l'esercizio in condizioni di sicurezza di traghetti roll-on/roll-off e di unita' veloci da passeggeri adibiti a servizi di linea, nonche' disciplina delle procedure di indagine sui sinistri marittimi.

Testo disponibile tramite download file allegati

CIAMPI
Amato, Presidente del Consiglio dei Ministri
Mattioli, Ministro delle politiche comunitarie
Bersani, Ministro dei trasporti e della navigazione
Dini, Ministro degli affari esteri
Fassino, Ministro della giustizia
Visco, Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica
Bordon, Ministro dell’ambiente

Visto, il Guardasigilli: Fassino

N O T E:

Avvertenza:

Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi dell’art. 10,
commi 2 e 3 del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione
delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della
Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica
italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il
valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.

Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’ europee (GUCE).

Note alle premesse:

– L’art. 76 della Costituzione stabilisce che l’esercizio della
funzione legislativa non puo’ essere delegato al Governo se non con
determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo
limitato e per oggetti definiti.

– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro, al
Presidente della Repubblica il potere di promulgare le leggi e di
emanare i decreti aventi valore di legge ed i regolamenti.

– La direttiva 1999/35/CE e’ pubblicata nella GUCE legge n. 138 del
1o giugno 1999.

– La legge 21 dicembre 1999, n. 526, reca:

“Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti
dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee – legge
comunitaria 1999.

– Gli articoli 1 e 2 della citata legge cosi’ recitano:

“Art. 1 (Delega al Governo per l’attuazione di direttive
comunitarie). – 1. Il Governo e’ delegato ad emanare, entro il
termine di un anno dalla data di entrata in vigore della presente
legge, i decreti legislativi recanti le norme occorrenti per dare
attuazione alle direttive comprese negli elenchi di cui agli
allegati A e B.

2. I decreti legislativi sono adottati, nel rispetto dell’art. 14
della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Presidente del
Consiglio dei Ministri o del Ministro per le politiche comunitarie
e del Ministro con competenza istituzionale prevalente per la
materia, di concerto con i Ministri degli affari esteri, della
giustizia e del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica e con gli altri Ministri interessati in relazione
all’oggetto della direttiva.

3. Gli schemi dei decreti legislativi recanti attuazione delle
direttive comprese nell’elenco di cui all’allegato B sono
trasmessi, dopo che su di essi sono stati acquisiti gli altri
pareri previsti da disposizioni di legge ovvero sono trascorsi i
termini prescritti per l’espressione di tali pareri, alla Camera
dei deputati e al Senato della Repubblica perche’ su di essi sia
espresso, entro quaranta giorni dalla data di trasmissione, il
parere delle Commissioni competenti per materia; decorso tale
termine, i decreti sono emanati anche in mancanza di detto parere.
Qualora il termine previsto per il parere delle Commissioni scada
nei trenta giorni che precedono la scadenza dei termini previsti al
comma 1, o successivamente, questi ultimi sono prorogati di novanta
giorni.

4. Entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, nel rispetto dei principi e criteri direttivi da essa
fissati, il Governo puo’ emanare, con la procedura indicata nei
commi 2 e 3, disposizioni integrative e correttive dei decreti
legislativi emanati ai sensi del comma 1.

5. Il termine per l’esercizio della delega per l’attuazione della
direttiva 97/5/CE e’ di sei mesi”.

“Art. 2 (Criteri e principi direttivi generali della delega
legislativa). – 1. Salvi gli specifici principi e criteri direttivi
stabiliti negli articoli seguenti ed in aggiunta a quelli contenuti
nelle direttive da attuare, i decreti legislativi di cui all’art. 1
saranno informati ai seguenti principi e criteri generali:

a) le amministrazioni direttamente interessate provvederanno
all’attuazione dei decreti legislativi con le ordinarie strutture
amministrative;

b) per evitare disarmonie con le discipline vigenti per i singoli
settori interessati dalla normativa da attuare, saranno introdotte
le occorrenti modifiche o integrazioni alle discipline stesse;

c) salva l’applicazione delle norme penali vigenti, ove necessario
per assicurare l’osservanza delle disposizioni contenute nei
decreti legislativi, saranno previste sanzioni amministrative e
penali per le infrazioni alle disposizioni dei decreti stessi. Le
sanzioni penali, nei limiti, rispettivamente, dell’ammenda fino a
lire 200 milioni e dell’arresto fino a tre anni, saranno previste,
in via alternativa o congiunta, solo nei casi in cui le infrazioni
ledano o espongano a pericolo interessi generali dell’ordinamento
interno. In tali casi saranno previste: la pena dell’ammenda
alternativa all’arresto per le infrazioni che espongano a pericolo
o danneggino l’interesse protetto;

la pena dell’arresto congiunta a quella dell’ammenda per le
infrazioni che rechino un danno di particolare gravita’. E’ fatta
salva la previsione delle sanzioni alternative o sostitutive della
pena detentiva di cui all’art. 10, comma 1, lettera a), della legge
25 giugno 1999, n. 205. La sanzione amministrativa del pagamento di
una somma non inferiore a lire 50 mila e non superiore a lire 200
milioni sara’ prevista per le infrazioni che ledano o espongano a
pericolo interessi diversi da quelli sopra indicati.

Nell’ambito dei limiti minimi e massimi previsti, le sanzioni sopra
indicate saranno determinate nella loro entita’, tenendo conto
della diversa potenzialita’ lesiva dell’interesse protetto che
ciascuna infrazione presenta in astratto, di specifiche qualita’
personali del colpevole, comprese quelle che impongono particolari
doveri di prevenzione, controllo o vigilanza, nonche’ del vantaggio
patrimoniale che l’infrazione puo’ recare al colpevole o alla
persona o ente nel cui interesse egli agisce. In ogni caso, in
deroga ai limiti sopra indicati, per le infrazioni alle
disposizioni dei decreti legislativi saranno previste sanzioni
penali o amministrative identiche a quelle eventualmente gia’
comminate dalle leggi vigenti per le violazioni che siano omogenee
e di pari offensivita’ rispetto alle infrazioni medesime;

d) eventuali spese non contemplate da leggi vigenti e che non
riguardano l’attivita’ ordinaria delle amministrazioni statali o
regionali potranno essere previste nei soli limiti occorrenti per
l’adempimento degli obblighi di attuazione delle direttive; alla
relativa copertura, in quanto non sia possibile far fronte con i
fondi gia’ assegnati alle competenti amministrazioni si provvedera’
a norma degli articoli 5 e 21 della legge 16 aprile 1987, n. 183,
osservando altresi il disposto dell’art. 11-ter, comma 2, della
legge 5 agosto 1978, n. 468, introdotto dall’art. 7 della legge 23
agosto 1988, n. 362;

e) all’attuazione di direttive che modificano precedenti direttive
gia’ attuate con legge o decreto legislativo si procedera’, se la
modificazione non comporta ampliamento della materia regolata,
apportando le corrispondenti modifiche alla legge o al decreto
legislativo di attuazione della direttiva modificata;

f) i decreti legislativi assicureranno in ogni caso che, nelle
materie trattate dalle direttive da attuare, la disciplina disposta
sia pienamente conforme alle prescrizioni delle direttive medesime,
tenuto anche conto delle eventuali modificazioni comunque
intervenute fino al momento dell’esercizio della delega;

g) nelle materie di competenza delle regioni a statuto ordinario e
speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano saranno
osservati l’art. 9 della legge 9 marzo 1989, n. 86, l’art. 6, primo
comma, del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977,
n. 616, e l’art. 2 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.

2. Nell’attuazione delle normative comunitarie, gli oneri di
prestazioni e controlli da eseguirsi da parte di uffici pubblici in
applicazione delle normative medesime sono posti a carico dei
soggetti interessati in relazione al costo effettivo del servizio,
ove cio’ non risulti in contrasto con la disciplina comunitaria. Le
tariffe di cui al precedente periodo sono predeterminate e
pubbliche”.

– L’allegato A della citata legge riporta l’elenco delle direttive
da attuare con decreto legislativo.

– La legge 5 giugno 1962, n. 616, reca: “Sicurezza della
navigazione e della vita umana in mare”.

– La legge 23 maggio 1980, n. 313, reca: “Adesione alla convenzione
internazionale del 1974 per la salvaguardia della vita umana in
mare, con allegato, aperta alla firma a Londra il 1o novembre 1974,
e sua esecuzione”.

– La legge 28 gennaio 1994, n. 84, reca: “Riordino della
legislazione in materia portuale”.

– Il decreto legislativo 3 agosto 1998, n. 314, reca:

“Attuazione della direttiva 94/57/CE, relativa alle disposizioni ed
alle norme comuni per gli organi che effettuano le ispezioni e le
visite di controllo delle navi e per le pertinenti attivita’ delle
amministrazioni marittime, e della direttiva 97/58/CE che modifica
la direttiva 94/57/CE”.

– Il decreto legislativo 4 febbraio 2000, n. 45, reca:

“Attuazione della direttiva 98/18/CE relativa alle disposizioni e
alle norme di sicurezza per le navi da passeggeri adibite a viaggi
nazionali”.

– Il decreto del Presidente della Repubblica 8 novembre 1991, n.
435, reca: “Approvazione del regolamento per la sicurezza della
navigazione e della vita umana in mare”.

– Il decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 1997, n.
293, reca: “Regolamento recante norme per la disciplina delle nuove
unita’ veloci di navigazione nazionale o minore”.

– Il decreto del Presidente della Repubblica 6 ottobre 1999, n.
407, reca: “Regolamento recante norme di attuazione delle direttive
96/98/CE e 98/85/CE relative all’equipaggiamento marittimo”.

– Il decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione 5
ottobre 2000, reca: “Requisiti, limiti delle abilitazioni e
certificazioni della gente di mare”.

– Il decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione 19
aprile 2000, n. 432, reca: “Regolamento di recepimento della
direttiva 95/21/CE relativa all’attuazione di norme internazionali
per la sicurezza delle navi, la prevenzione dell’inquinamento e le
condizioni di vita e di lavoro a bordo, come modificata dalle
direttive 98/25/CE, 98/42/CE e 99/97/CE”.

Note all’art. 1:

– Per la legge 23 maggio 1980, n. 313, vedi note alle premesse.

– La legge 4 giugno 1982, n. 438, reca: “Adesione ai protocolli
relativi alle convenzioni internazionali rispettivamente per la
prevenzione dell’inquinamento causato da navi e per la salvaguardia
della vita umana in mare, con allegati, adottati a Londra il 17
febbraio 1978, e loro esecuzione”.

– Per il decreto legislativo 4 febbraio 2000, n. 45, vedi note alle
premesse.

– La direttiva 94/57/CE e’ pubblicata nella GUCE n.

L 319 del 12 dicembre 1994.

– L’art. 4 della citata direttiva cosi’ recita:

“Art. 4. – 1. Gli Stati membri possono riconoscere unicamente gli
organismi che si conformano ai principi di cui all’allegato. Gli
organismi presentano agli Stati membri cui hanno richiesto il
riconoscimento informazioni esaurienti e documenti di prova per
dimostrare la conformita’ a detti principi. Gli Stati membri
notificano opportunamente il riconoscimento agli organismi.

2. Ciascuno Stato membro notifica alla commissione e agli altri
Stati membri gli organismi da esso riconosciuti.

3. Gli Stati membri possono presentare alla Commissione una
richiesta di riconoscimento per la durata di tre anni per gli
organismi che si conformano a tutti i principi di cui all’allegato
diversi da quelli fissati al punti 2 e 3 della sezione “Criteri
generali” dell’allegato stesso.

Il riconoscimento e’ concesso secondo la procedura di cui all’art.
13. Gli effetti di tale riconoscimento si limitano agli Stati
membri che hanno presentato una richiesta in tal senso.

4. Tutti gli organismi cui e’ concesso il riconoscimento sono
soggetti alla stretta sorveglianza da parte del comitato istituito
a norma dell’art. 7, anche per decisioni in merito alla proroga del
riconoscimento degli organismi di cui al paragrafo 3. La decisione
sulla proroga di tale riconoscimento non tiene conto dei criteri
fissati ai punti 2 e 3 della sezione “Criteri generali”
dell’allegato. Non e’ piu’ applicabile la limitazione degli effetti
del riconoscimento prevista dal paragrafo 3.

5. La commissione redige e tiene aggiornato un’elenco di tutti gli
organismi notificati dagli Stati membri in conformita’ dei
paragrafi 1, 3 e 4. L’elenco e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
delle Comunita’ europee”.

– Il regolamento (CE) n. 3051/95 e’ pubblicato nella GUCE n. L 320
del 30 dicembre 1995.

– L’art. 5, paragrafo 2, del citato regolamento, cosi’ recita:

“2. Ai fini del paragrafo 1, gli Stati membri possono autorizzare,
in tutto o in parte, esclusivamente un organismo riconosciuto,
oppure rivolgersi ad esso.

Ai fini del paragrafo 13.2 del codice ISM, uno Stato membro puo’
rilasciare documenti di conformita’ soltanto ad una societa’ di
navigazione che svolge l’attivita’ principale nel suo territorio.
Prima del rilascio lo Stato membro consulta l’amministrazione degli
Stati di cui i traghetti roro di tale societa’ sono autorizzati a
battere bandiera, qualora detta amministrazione non sia quella
dello Stato membro che rilascia i documenti”.

– Il regolamento (CE) n. 179/98 e’ pubblicato nella GUCE, n. L 019
del 24 gennaio 1998.

Note all’art. 5:

– La direttiva 93/75/CE e’ pubblicata nella GUCE, n. L 247 del 5
ottobre 1993.

– Il decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 1997, n.
268, reca: “Regolamento di attuazione della direttiva 93/75/CEE
concernente le condizioni minime necessarie per le navi dirette a
porti marittimi della Comunita’ o che ne escono e che trasportano
merci pericolose o inquinanti, nonche’ della direttiva 96/39/CE che
modifica la predetta direttiva”.

Note all’art. 11:

– Per il decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione 19
aprile 2000, n. 432, vedi note alle premesse.

– L’art. 5, commi 1 e 4, del citato decreto cosi’ recitano:

“1. L’ispettore effettua il controllo delle navi, osservando le
procedure previste dall’allegato IV.

(omissis).

4. Nei casi di cui al comma 3, nei confronti di navi appartenenti
alle categorie elencate nell’allegato V l’ispettore sottopone la
nave ad un’ispezione estesa basandosi sugli orientamenti indicati
nella sezione B del medesimo allegato. L’Autorita’ competente si
astiene dal procedere ad un’ispezione estesa piu’ di una volta
nell’arco di dodici mesi. Un’ispezione estesa e’ compiuta per le
navi passeggeri che effettuano servizi di linea da o verso porti
dello Stato, purche’ le stesse, nell’arco dei dodici mesi
precedenti, non siano state sottoposte a visita da parte di uno
Stato”.

– L’allegato V, parte A, punto 3, del predetto decreto cosi’
recita:

“A. Categorie di navi da sottoporre ad ispezione estesa (di cui
all’art. 5, comma 4).

1-2 (omissis).

3. Navi passeggeri”.

Note all’art. 14:

– Il testo vigente dell’art. 579 del codice della navigazione,
cosi’ come modificato dal presente decreto, cosi’ recita:

“Art. 579 (Inchiesta formale). – L’inchiesta formale sulle cause e
sulle responsabilita’ del sinistro e’ disposta dal direttore
marittimo o dall’autorita’ consolare competenti, ad istanza degli
interessati o delle associazioni sindacali che li rappresentano, e
deve essere disposta d’ufficio se dal processo verbale di inchiesta
sommaria o da informazioni attendibili risulta che il fatto puo’
essere avvenuto per dolo o per colpa.

Se l’autorita’ competente ritiene di non disporre d’ufficio
l’inchiesta, fa di cio’ dichiarazione motivata in calce al processo
verbale di inchiesta sommaria, che trasmette al Ministro per le
comunicazioni.

L’inchiesta formale puo’ essere disposta anche se il sinistro
riguarda una nave che batte bandiera straniera.

L’inchiesta formale e’ sempre disposta per accertare le cause e le
circostanze per cui un sinistro si e verificato quando interessa
navi da carico o passeggeri, ivi comprese quelle di bandiera
comunitaria in acque soggette alla sovranita’ italiana, con
l’obiettivo di un costante miglioramento delle condizioni di
sicurezza. per la salvaguardia della vita umana in mare e
dell’ambiente marino”.

– Il testo vigente del secondo comma dell’art. 580 del codice della
navigazione, cosi’ come modificato dal presente decreto cosi’
recita:

“Art. 580 (Autorita’ competente). – La competenza e’ determinata
dal luogo del sinistro, se avvenuto nel mare territoriale e,
altrimenti, dal luogo di primo approdo della nave danneggiata o da
quello d’arrivo della maggior parte dei naufraghi.

Nel caso in cui si sia perduta la nave e tutte le persone imbarcate
siano perite, ovvero se l’autorita’ consolare abbia trasmesso il
processo verbale d’inchiesta, con dichiarazione dell’impedimento a
costituire la commissione inquirente, l’inchiesta formale e’
eseguita dalla Direzione marittima nella cui giurisdizione e’
compreso il porto di iscrizione della nave.

Il Ministro stesso ha facolta’ di affidare le inchieste formali a
commissioni speciali, nonche’ di sottoporre a revisione quelle
compiute nella forma ordinaria”.

Nota all’art. 15:

– Gli articoli 469, 471, 472 e 474 del regolamento del codice della
navigazione cosi’ recitano:

“Art. 469 (Avarie comuni). – Le spese e i danni direttamente
prodotti dai provvedimenti presi, a norma dell’art. 302, dal
comandante, o da altri in sua vece, per la salvezza della
spedizione, sono avarie comuni e vengono ripartiti fra tutti gli
interessati alla spedizione stessa, sempre che il danno
volontariamente prodotto non sia quello stesso che si sarebbe
necessariamente verificato secondo il corso naturale degli eventi”.

“Art. 471 (Spese eccezionali). – Per quanto concerne le spese
eccezionali, il danno da ammettere nella massa creditoria e’
valutato sulla base della spesa sopportata, ovvero di quella che
sarebbe stata sufficiente per la salvezza della spedizione e che
con altra maggiore e’ stata sostituita. A tali spese devono essere
aggiunti gli interessi del prestito contratto per conseguire la
somma necessaria, il maggior valore dovuto al proprietario delle
cose allo stesso fine vendute, nonche’ i premi di assicurazione
relativi all’operazione.

Dalle spese devono invece essere dedotti gli eventuali
miglioramenti apportati per differenza tra il nuovo e il vecchio
nelle riparazioni effettuate”.

“Art. 472 (Perdita del nolo). – Per quanto concerne i noli perduti
il danno da ammettere nella massa creditoria e’ valutato sulla base
dell’ammontare lordo, fatta deduzione dei noli guadagnati per le
merci caricate in sostituzione e delle spese che la perdita ha
consentito di risparmiare”.

“Art. 474 (Spese del regolamento della contribuzione).

– Nella massa creditoria sono ammesse anche le spese relative alle
operazioni di liquidazione e di regolamento”.

Nota all’art. 16:

– L’art. 467 del regolamento del codice della navigazione, cosi’
recita:

“Art. 467 (Legittimazione del possessore dei titoli rappresentativi
delle merci). – Il possessore dell’originale trasferibile della
polizza di carico o della polizza ricevuto per l’imbarco ovvero di
un ordine di consegna e’ legittimato all’esercizio del diritto
menzionato nel titolo, in base alla presentazione del titolo stesso
o a una serie continua di girate ovvero per effetto
dell’intestazione a suo favore, a seconda che il titolo sia al
portatore, all’ordine o nominativo”.

Nota all’art. 17:

– Gli articoli 1231 e 265, del codice della navigazione cosi’
recitano:

“Art. 1231 (Inosservanza di norme sulla sicurezza della
navigazione). – Chiunque non osserva una disposizione di legge o di
regolamento ovvero un provvedimento legalmente dato dall’autorita’
competente in materia di sicurezza della navigazione e’ punito, se
il fatto non costituisce un piu’ grave reato, con l’arresto fino a
tre mesi, ovvero con l’ammenda fino a lire quattrocentomila”.

“Art. 265 (Dichiarazione di armatore). – Chi assume l’esercizio di
una nave deve preventivamente fare dichiarazione di armatore
all’ufficio di iscrizione della nave o del galleggiante.

Quando l’esercizio non e’ assunto dal proprietario, se l’armatore
non vi provvede, la dichiarazione puo’ essere fatta dal
proprietario.

Quando l’esercizio e’ assunto dai comproprietari mediante
costituzione di societa’ di armamento, le formalita’ di cui agli
articoli 279, 282, secondo comma, tengono luogo della dichiarazione
di armatore”.

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