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Ambito oggettivo di applicazione della disciplina contenuta nell'art. ...

Ambito oggettivo di applicazione della disciplina contenuta nell'art. 88 del decreto del Presidente della Repubblica n. 554/1999. (Determinazione n. 9/2001).

IL CONSIGLIO DELLA AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI

Premesso:

Le organizzazioni sindacali FISBA-CISL, FLA-CGIL, UILA-UIL, con
nota del 22 novembre 2000, e la giunta regionale della Campania,
con nota nella medesima data, hanno richiesto l’avviso di questa
Autorita’ in merito all’ambito di applicazione dell’art. 88 del
decreto del Presidente della Repubblica n. 554/1999, che individua
i lavori eseguibili in economia e prevede l’affidamento mediante
gara d’appalto dei lavori di manutenzione di opere ed impianti
qualora di importo superiore ai 50.000 euro.

In particolare si e’ chiesto se la richiamata disposizione debba
applicarsi ai lavori forestali e di sistemazione idraulico-
forestale di importo superiore ai 50.000 euro, tuttora gestiti in
economia, nella forma dell’amministrazione diretta, da enti
pubblici quali le comunita’ montane a cio’ delegati dalle regioni o
direttamente dalle regioni stesse.

Le organizzazioni sindacali hanno manifestato la preoccupazione per
le negative ricadute che l’applicazione della norma suddetta
potrebbe produrre sull’occupazione.

Analoga segnalazione e’ stata prospettata dalla giunta regionale
della Campania che ha dichiarato di aver utilizzato nell’anno 2000
circa seimila operai idraulico-forestali, assunti con contratto di
natura privatistica, per lo svolgimento dei compiti istituzionali
di protezione, conservazione, miglioramento ed ampliamento del
bosco, di difesa del suolo, di sistemazione idraulico-forestale, di
prevenzione e difesa dei boschi dagli incendi, previsti dalla legge
regionale n. 13/1987.

La regione ha precisato che i lavori di forestazione sono
realizzati in amministrazione diretta e per importi anche superiori
ai 50.000 euro e ha chiesto l’avviso dell’Autorita’ sulla
legittimita’ di tale procedura.

Alle audizioni del 31 gennaio, 8 e 21 febbraio 2001, i
rappresentanti delle organizzazioni sindacali, della Conferenza dei
presidenti delle regioni e delle province autonome, delle regioni
Toscana, Umbria, Basilicata, Piemonte, Lombardia e Campania hanno
confermato il rilievo sociale, della problematica emergente dalla
normativa regolamentare e richiesto un intervento chiarificatore.

Considerato:

Deve essere rilevato, preliminarmente, che la possibilita’ di
effettuare in economia, nella forma dell’amministrazione diretta, i
lavori di forestazione, e senza limiti di importo, era prevista
nella precedente legge sulle foreste che disciplinava l’attivita’
dell’azienda autonoma foreste demaniali le cui competenze, dopo la
sua soppressione, sono state trasferite alle regioni le quali in
parte le hanno affidate a proprie aziende, appositamente
costituite, disciplinandone l’attivita’ ed in parte le hanno
delegate alle comunita’ montane.

Queste istituzioni hanno utilizzato i lavoratori dipendenti a tempo
indeterminato o assunti per l’esecuzione di lavori in economia e
per questi ultimi la disciplina collettiva vigente ha previsto il
diritto alla riassunzione.

La nuova normativa in materia di lavori pubblici, sia nella legge
che nel regolamento detta una disciplina piu’ rigorosa in materia
di esecuzione di lavori in economia. E cio’ per ovviare ad un
indirizzo, in passato oggetto di critica, secondo cui l’esecuzione
in economia specie con il sistema del cottimo fiduciario costituiva
strumento per derogare al principio della gara. La limitazione di
importo per i lavori eseguibili in economia, in amministrazione
diretta contenuta nel regolamento si riferisce certamente a lavori
tra i quali possono ricomprendersi quelli agricolo-forestali.

Da questi, come categoria che comprende opere in senso proprio di
ingegneria, possono essere, pero’, distinti i lavori di mera
manutenzione forestale che hanno e possono avere un contenuto cosi’
specialistico da configurare una ipotesi atipica. Difatti, questa
manutenzione non attiene ad opere realizzate ne’ ad impianti ma si
concreta in interventi che fanno rimanere salve le situazioni
naturali. Questi interventi incidono sulla natura forestale
direttamente, ovvero, in via meramente strumentale non con opere di
edilizia (sentieri asfaltati, ecc.). Essi, quindi, vanno tenuti
distinti dalle opere consistenti in lavori pubblici in senso
proprio e sfuggono alla applicazione della generale disciplina la
quale si applica allorquando si tratti di lavori pubblici in ambito
forestale, ma in senso proprio, cioe’ concernenti realizzazione ex
novo o manutenzione di opere o impianti realizzati.

D’altro canto va tenuto presente che i lavori di manutenzione
forestale non richiedono, in senso pieno, un’attivita’
imprenditoriale e, quindi, una organizzazione di impresa.

Tutto cio’ allo stato della legislazione, in quanto, ove si tenga
conto delle affermazioni della Corte costituzionale circa la
distinzione tra norme della legge quadro contenente i principi
applicabili alle regioni ed altre norme di dettaglio, le
disposizioni in tema di limiti al ricorso all’esecuzione in
economia in amministrazione diretta possono essere inquadrate in
queste norme di dettaglio.

Sulla base di quanto esposto e considerato, va ritenuto che
nell’ambito di applicazione dell’art. 88 del decreto del Presidente
della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554, non sono da
ricomprendere i lavori di manutenzione forestale in amministrazione
diretta, qualora abbiano ad oggetto interventi che facciano
rimanere salve le situazioni naturali e non siano configurabili
come opere di edilizia.

Sono, invece, soggetti alle regole anzidette i lavori in ambito
forestale che comprendano opere necessarie per la eliminazione del
dissesto idrogeologico e la sistemazione agraria e che
costituiscano opere di ingegneria naturalistica in senso proprio.

Le regole riguardanti l’esecuzione di lavori in economia non
offrono principi contenenti connotati della nuova disciplina
vincolanti per le regioni alle quali e’ lasciato spazio per
l’esercizio dell’autonomia normativa.

Roma, 21 febbraio 2001

Il presidente: Garri
Il segretario: Esposito

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