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Approvazione dello statuto dell'Agenzia nazionale delle scorte di riserva

IL MINISTRO DELL’INDUSTRIA DEL COMMERCIO E DELL’ARTIGIANATO
Visto l’art. 8 del decreto legislativo 11 febbraio 1998, n. 32,
recante “Razionalizzazione del sistema di distribuzione dei
carburanti, a norma dell’art. 4, comma 4, lettera c), della legge
15 marzo 1997, n. 59”, che ha costituito l’Agenzia nazionale delle
scorte di riserva, disciplinate dalla legge 10 marzo 1986, n. 61, e
successive modificazioni ed integrazioni;
Visto, in particolare il comma 4 del predetto articolo, che prevede
che lo statuto dell’Agenzia delle scorte di riserva è approvato dal
Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato;
Viste le proposte formulate dalle associazioni di categoria più
rappresentative degli operatori soggetti all’obbligo del
mantenimento delle scorte;
Considerato che sullo schema di statuto è stata effettuata un’ampia
consultazione di tutti i soggetti interessati;
Vista la proposta di statuto formulata dalla Direzione generale
dell’energia e delle risorse minerarie;
Ritenuta la necessità di adottare lo statuto in questione, che
deve, tra l’altro, disciplinare le modalità di funzionamento
dell’assemblea dei soci, prevista quale organo dell’Agenzia
nazionale delle scorte di riserva dal comma 3 dell’art. 8 del
decreto legislativo n. 32/1998;
Decreta:
Art. 1.
E’ approvato lo statuto dell’Agenzia nazionale delle scorte di
riserva, di cui all’art. 8 del decreto legislativo 11 febbraio
1998, n. 32, richiamato in premessa.
Tale statuto, composto di 20 articoli, è allegato al presente
decreto e ne costituisce parte integrante.Il presente decreto sarà
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Allegato
STATUTO DELL’AGENZIA NAZIONALE DELLE SCORTE DI RISERVA
Art. 1.
S e d e
L’Agenzia nazionale delle scorte di riserva, di seguito denominata
Agenzia, costituita dall’art. 8 del decreto legislativo 11 febbraio
1998, n. 32, ha sede in Roma ed è regolata dal presente statuto.
Art. 2.
Finalità dell’Agenzia
L’Agenzia, che non ha scopi di lucro, ha il compito, ai sensi
dell’art. 8, comma 1, del decreto legislativo n. 32/1998 e
successive modifiche e integrazioni, di gestire le scorte di
riserva di prodotti petroliferi disciplinate dalla legge 10 marzo
1986, n. 61, e successive modifiche, in precedenza attribuito al
comitato di cui all’art. 19, comma 3, della legge 9 gennaio 1991,
n. 9, sulla base di immissioni in consumo dei prodotti, delle
giacenze operative degli impianti e della localizzazione dei
prodotti nelle aree di consumo, ai sensi della direttiva
68/414/CEE, come modificata ed integrata dalla direttiva 98/93/CE.
Essa, ai sensi dell’art. 9 del decreto legislativo n. 32/1998,
espleta la suddetta funzione provvedendo a:
a) distribuire nel territorio nazionale le scorte in base alle
disponibilità di stoccaggio e al consumo dei prodotti finiti;
b) soddisfare la domanda di prodotti finiti in caso di crisi;
c) garantire la disponibilità di stoccaggio per gli operatori;
d) registrare le domande di prodotti finiti nelle diverse aree
geografiche del Paese;
e) verificare le capacità di stoccaggio dei depositi fiscali e la
capacità di lavorazione sulla base dei decreti di concessione
rilasciati dal Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, ai sensi del decreto del Presidente della
Repubblica del 18 aprile 1994, n. 420;
f) annotare le immissioni al consumo degli impianti di raffinazione
e dei depositi fiscali;
g) valutare il grado di utilizzo degli impianti di produzione e di
stoccaggio, evidenziando separatamente i quantitativi movimentati
tramite permute;
h) determinare la capacità disponibile per gli operatori nei
singoli impianti;
i) registrare le tariffe di transito e di permuta, aggregate per
aree geografiche, praticate dai titolari degli impianti di deposito
o di produzione;
j) trasmettere al Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato i dati previsti dall’art. 9, comma 4, del decreto
legislativo n. 32/1998 e ogni altro dato richiesto al fine della
pubblicazione di cui allo stesso comma e dell’eventuale attivazione
delle procedure di cui alla legge 10 ottobre 1990, n. 287.
Nell’espletamento di tale funzione l’Agenzia, che non può assumere
altri compiti rispetto a quelli previsti dal decreto legislativo
che l’ha costituita, deve operare secondo criteri di economicità
tali da rendere minimi i propri costi gestionali.
Nell’ottica di ottimizzare il sistema distributivo, al fine di
aumentare l’efficienza dello stesso e di garantire il contenimento
dei prezzi, l’azione dell’Agenzia dovrà essere volta ad offrire ai
singoli soci (attuali e futuri) un servizio di supporto
nell’individuazione e nell’acquisizione degli stoccaggi
disponibili, assicurando la massima trasparenza per i nuovi
soggetti che intendessero entrare nel mercato e per quelli non
integrati già presenti.
Art. 3.
Partecipazione all’Agenzia
All’Agenzia partecipano, per legge, in qualità di soci, tutti i
soggetti titolari di impianti di raffinazione, i titolari di
depositi fiscali ed i soggetti che, avendo immesso al consumo
prodotti petroliferi, sono tenuti, sulla base della legge n.
61/1986, all’obbligo del mantenimento delle scorte.
Nei casi di controllo societario diretto o indiretto partecipa il
soggetto controllante ai sensi dell’art. 7 della legge n. 287/1990.
Ai fini del presente statuto l’immissione al consumo si considera
avvenuta all’atto del pagamento dell’accisa o, in caso di
esenzione, all’atto in cui tali prodotti petroliferi vengono
avviati alle destinazioni agevolate/esenti.
I soggetti che hanno i suddetti requisiti assumono per legge la
qualità di socio e sono tenuti a comunicare le loro generalità
all’Agenzia entro sessanta giorni dal conseguimento dei requisiti
stessi.
Coloro i quali non ottemperino a tale comunicazione sono comunque
tenuti agli obblighi ed ai contributi come gli altri soci, sin dal
momento dell’acquisto dei requisiti di legge, e inoltre in mancanza
di giustificato motivo sono tenuti al pagamento di detti
contributi, oltre agli interessi pari al tasso ufficiale di sconto,
maggiorato di 5 punti percentuali.
Coloro i quali perdono i requisiti di legge per rivestire la
qualifica di soci, devono tempestivamente darne comunicazione
all’Agenzia.
Essendo l’Agenzia un organismo amministrativo costituito per legge,
ogni socio è responsabile nei limiti dei contributi dovuti.
Art. 4.
Contributi dei soci
L’Agenzia, che non svolge attività di carattere commerciale, ai
sensi del secondo comma dell’art. 9, comma 2, del decreto
legislativo n. 32/1998, individua annualmente le spese necessarie
per il proprio funzionamento che vengono coperte mediante i
contributi previsti dallo stesso comma dell’art. 9 citato.
I soci sono tenuti a corrispondere annualmente un contributo in
quota fissa, tale da coprire il 75% dei costi complessivi, ed uno
in quota variabile, tale da coprire il restante 25%. L’importo del
contributo in quota variabile viene determinato sulla base delle
immissioni al consumo dell’anno precedente da parte dei soci, come
individuati all’art. 3 del presente statuto.
Sulla base del bilancio preventivo, approvato dall’assemblea, il
consiglio d’amministrazione propone annualmente al Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, che li approva
con proprio decreto, il contributo fisso nonché quello variabile,
unitario per ogni tonnellata di prodotto soggetto a scorta immesso
al consumo.
I contributi all’Agenzia verranno versati con periodicità annuale.
ORGANI DELL’AGENZIA
Art. 5.
Organi dell’Agenzia
Sono organi dell’Agenzia:
l’assemblea dei soci;
il presidente;
il consiglio d’amministrazione;
il collegio dei sindaci.
L’ASSEMBLEA
Art. 6.
L’assemblea – Convocazione – Quorum costitutivi e deliberativi
L’assemblea si riunisce su iniziativa del consiglio
d’amministrazione.
L’avviso di convocazione deve essere inviato ai soci almeno
quindici giorni prima della data fissata per l’assemblea mediante
lettera raccomandata e deve contenere l’ordine del giorno, il luogo
e la data della prima e della seconda convocazione.
In caso di particolare urgenza, l’assemblea viene convocata dal
presidente o per sua decisione diretta o su iniziativa di almeno un
terzo dei membri del consiglio d’amministrazione, mediante
comunicazione via fax con tre giorni lavorativi di preavviso.
L’assemblea è validamente costituita, in prima convocazione, con
l’intervento, anche per delega, di almeno due terzi dei soci.
L’assemblea può riunirsi in seconda convocazione, anche nello
stesso giorno, quando ciò sia espressamente previsto dalla
convocazione.
L’assemblea in seconda convocazione è validamente costituita quando
siano presenti almeno la metà dei soci.
L’assemblea sia in prima che in seconda convocazione delibera con
la maggioranza dei voti spettanti ai soci intervenuti.
Per la nomina del presidente e per le modifiche dello statuto,
l’assemblea è validamente costituita solo se sono presenti, sia in
prima che in seconda convocazione, almeno i due terzi dei soci di
ciascuna categoria di cui all’art. 8, comma 2, del decreto
legislativo n. 32/1998 ed al successivo art. 10 del presente
statuto, e delibera all’unanimità.
L’assemblea si riunisce almeno due volte l’anno, e precisamente,
una prima volta, entro il 30 aprile, per l’approvazione del
bilancio consuntivo dell’esercizio chiuso al 31 dicembre dell’anno
precedente, ed una seconda volta, entro il 30 novembre, per
l’approvazione del bilancio di previsione dell’anno successivo.
Art. 7.
L’assemblea – Partecipazione e diritto di voto
All’assemblea partecipano, ciascuno con diritto d…

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