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Approvazione dei limiti di ricavi o compensi entro cui è possibile avvalersi del regime fiscale delle attività marginali

IL DIRETTORE DELL’AGENZIA
In base alle attribuzioni conferitegli dalle norme riportate nel
seguito del presente atto;
Dispone:
[Articolo unico]
1. Sono approvati, nella misura indicata nell’allegato 1, i limiti
di ricavi di cui all’art. 14, comma 1, della legge 23 dicembre
2000, n. 388, relativi alle attività comprese nei quattordici studi
di settore approvati con decreti ministeriali del 16 febbraio 2001.
I predetti limiti, determinati sulla base della nota tecnica e
metodologica contenuta nell’allegato 2, sono utilizzati al fine di
verificare l’ammissibilità al regime fiscale delle attività
marginali.
2. I contribuenti che svolgono più attività, per le quali risultano
applicabili gli studi di settore, sono ammessi al regime fiscale
delle attività marginali a condizione che l’ammontare complessivo
dei ricavi sia non superiore a lire 50 milioni e che le singole
attività diano luogo a ricavi di ammontare non superiore ai limiti
di cui al punto 1. Motivazioni. Il presente atto, previsto
dall’art. 14, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388,
recante disposizioni riguardanti il regime fiscale delle attività
marginali, stabilisce, per le attività comprese nei quattordici
nuovi studi di settore recentemente approvati, il limite dei ricavi
o compensi entro cui è possibile avvalersi del regime fiscale
disciplinato nel medesimo articolo. Riferimenti normativi: a)
Attribuzioni del direttore dell’Agenzia delle entrate :decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 300 (art. 67, comma 1; art. 68,
comma 1) statuto dell’Agenzia delle entrate (art. 5, comma 1; art.
6, comma 1); regolamento di amministrazione dell’Agenzia delle
entrate (art. 2, comma 1); b) Disciplina degli studi di settore e
del regime delle attività marginali: decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917; approvazione del testo unico
delle imposte sui redditi; decreto del Presidente della Repubblica
29 settembre 1973, n. 600: disposizioni comuni in materia di
accertamento delle imposte sui redditi; decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633: istituzione e disciplina
dell’imposta sul valore aggiunto; decreto legislativo 15 dicembre
1997, n. 446, e successive modificazioni: istituzione dell’imposta
regionale sulle attività produttive esercitate nel territorio delle
regioni; decreto legislativo 30 agosto 1993, n. 331, convertito con
modificazioni dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427 (art. 62-bis):
istituzione degli studi di settore; legge 8 maggio 1998, n. 146
(art. 10): individuazione delle modalità di utilizzazione degli
studi di settore in sede di accertamento nonché le cause di
esclusione degli stessi; decreto del Presidente della Repubblica 31
maggio 1999, n. 195: disposizioni concernenti i tempi e le modalità
di applicazione degli studi di settore; legge 23 dicembre 2000, n.
388 (art. 14): disposizioni riguardanti il regime fiscale delle
attività marginali; decreti ministeriali 16 febbraio 2001:
approvazione degli studi di settore relativi ad attività economiche
nel settore delle manifatture, del commercio e dei servizi; atto
del direttore dell’Agenzia delle entrate 8 febbraio 2001:
approvazione dei limiti di ricavi o compensi entro cui è possibile
avvalersi del regime fiscale delle attività marginali, relativi
alle attività comprese negli 86 studi di settore approvati con
decreti ministeriali 30 marzo 1999, 3 febbraio 2000 e 25 febbraio
2000.Il presente atto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.
Allegato 1
Tabella dei limiti dei ricavi o compensi per i soggetti che si
avvalgono del regime fiscale delle attività marginali relativamente
ai quattordici studi di settore in vigore dal periodo d’imposta
2000 approvati con decreti ministeriali del 16 febbraio 2001.
[in corso di inserimento]
Allegato 2
Criteri per la definizione dei limiti dei ricavi o compensi per i
soggetti che si avvalgono del regime fiscale delle attività
marginali relativamente ai quattordici studi di settore in vigore
dal periodo d’imposta 2000 approvati con decreti ministeriali del
16 febbraio 2001.
Nota tecnica e metodologica
Le persone fisiche esercenti attività per le quali risultano
applicabili gli studi di settore possono avvalersi del regime
fiscale delle attività marginali a condizione che i ricavi o
compensi del periodo d’imposta risultino di ammontare non superiore
ad un valore limite, differenziato in relazione ai diversi settori
di attività. Tale limite non può comunque, essere superiore a 50
milioni di lire.
Di seguito vengono esposti i criteri seguiti per l’individuazione
dei limiti dei ricavi o compensi per i quattordici studi di settore
in vigore dall’anno d’imposta 2000, approvati con decreti
ministeriali del 16 febbraio 2001.
L’elaborazione è stata condotta sui questionari, utilizzati per la
definizione degli studi di settore, relativi alle persone fisiche.
Per ogni studio di settore è stata analizzata la distribuzione
ventilica dei ricavi o compensi dichiarati dalle persone fisiche,
eventualmente allineati al ricavo o compenso di riferimento minimo
determinato in base all’applicazione degli studi di settore.
Analogamente a quanto predisposto per gli 86 studi di settore in
vigore nell’anno d’imposta 1999, come valore limite per
l’applicazione del regime fiscale delle attività marginali è stato
scelto il valore del 1° ventile della distribuzione dei ricavi o
compensi.
In tal modo si è ottenuto un limite, differenziato in relazione ai
diversi settore di attività, che tiene conto delle dimensioni medie
degli operatori del settore. Per valori del 1° ventile superiori a
50 milioni di lire, il limite è stato comunque fissato a 50 milioni
di lire.

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