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Interventi dello Stato per la realizzazione di interporti finalizzati ...

Interventi dello Stato per la realizzazione di interporti finalizzati al trasporto merci e in favore dell'intermodalità.

(19)L’art. 24, comma 2, L. 5 marzo 2001, n. 57, ha abrogato le
disposizioni concernenti il piano quinquennale degli interporti di
cui alla presente legge, a decorrere dalla data di entrata in
vigore del decreto legislativo di cui al comma 1, del medesimo art.
24, L. 57/2001.
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga
la seguente legge:
Capo I
NORME IN MATERIA DI INTERPORTI
Art. 1
1. Ai fini della presente legge, per interporto si intende un
complesso organico di strutture e servizi integrati e finalizzati
allo scambio di merci tra le diverse modalità di trasporto,
comunque comprendente uno scalo ferroviario idoneo a formare o
ricevere treni completi e in collegamento con porti, aeroporti e
viabilità di grande comunicazione.
Art. 2
1. Il comitato dei Ministri di cui all’art. 2 della legge 15 giugno
1984, n. 245, predispone, su proposta elaborata congiuntamente dai
Ministri dei trasporti e dei lavori pubblici, sentite le regioni
interessate, uno schema di piano quinquennale degli interporti.
Nello schema di piano, redatto sulla base del piano generale dei
trasporti, approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri 10 aprile 1986, e pubblicato nel supplemento ordinario n.
36 alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 111 del 15
maggio 1986, sono indicati gli interporti di rilevanza nazionale
per la cui definizione si fa riferimento al suddetto piano generale
dei trasporti e ai successivi aggiornamenti (1) (20).
2. Lo schema di piano è trasmesso alle Camere per l’acquisizione
del parere delle competenti commissioni permanenti, che si
pronunciano nei termini fissati dai regolamenti parlamentari.
3. Il piano è adottato con decreto del Ministro dei trasporti,
presidente del comitato dei Ministri di cui all’art. 2 della legge
15 giugno 1984, n. 245, da emanarsi entro sei mesi dalla data di
entrata in vigore della presente legge. Il decreto contenente il
piano è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.
4. Il piano è modificato e integrato periodicamente sulla base
degli aggiornamenti del piano generale dei trasporti. Per le
modifiche e le integrazioni è adottata la procedura di cui ai commi
1, 2 e 3.
5. A decorrere dalla fine del secondo anno dall’approvazione del
piano, il Ministro dei trasporti, di concerto con il Ministro dei
lavori pubblici, trasmette annualmente alle Camere, perchè sia
esaminata dalle competenti commissioni permanenti, una relazione
sullo stato di attuazione del piano stesso.
(1)Comma modificato dall’art. 6, comma 3, D.L. 1° aprile 1995, n.
98.
(20)L’art. 24, comma 2, L. 5 marzo 2001, n. 57, ha abrogato le
disposizioni concernenti il piano quinquennale degli interporti di
cui al presente comma, a decorrere dalla data di entrata in vigore
del decreto legislativo di cui al comma 1, del medesimo art. 24, L.
57/2001.
Art. 2(2)
1. Il comitato dei Ministri di cui all’art. 2 della legge 15 giugno
1984, n. 245, predispone, su proposta elaborata congiuntamente dai
Ministri dei trasporti e dei lavori pubblici, sentite le regioni
interessate, uno schema di piano quinquennale degli interporti.
Nello schema di piano, redatto sulla base del piano generale dei
trasporti, approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri 10 aprile 1986, e pubblicato nel supplemento ordinario n.
36 alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 111 del 15
maggio 1986, sono indicati gli interporti di primo e di secondo
livello di rilevanza nazionale; per la definizione di interporti di
primo e di secondo livello si fa riferimento al suddetto piano
generale dei trasporti e ai successivi aggiornamenti.
2. Lo schema di piano è trasmesso alle Camere per l’acquisizione
del parere delle competenti commissioni permanenti, che si
pronunciano nei termini fissati dai regolamenti parlamentari.
3. Il piano è adottato con decreto del Ministro dei trasporti,
presidente del comitato dei Ministri di cui all’art. 2 della legge
15 giugno 1984, n. 245, da emanarsi entro sei mesi dalla data di
entrata in vigore della presente legge. Il decreto contenente il
piano è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.
4. Il piano è modificato e integrato periodicamente sulla base
degli aggiornamenti del piano generale dei trasporti. Per le
modifiche e le integrazioni è adottata la procedura di cui ai commi
1, 2 e 3.
5. A decorrere dalla fine del secondo anno dall’approvazione del
piano, il Ministro dei trasporti, di concerto con il Ministro dei
lavori pubblici, trasmette annualmente alle Camere, perchè sia
esaminata dalle competenti commissioni permanenti, una relazione
sullo stato di attuazione del piano stesso.
(2)Testo precedente le modifiche apportate dal D.L. 1° aprile 1995,
n. 98.
Art. 3(16)
(16)Articolo abrogato dall’art. 6, comma 4, D.L. 1° aprile 1995, n.
98.
Art. 3(3)
1. La realizzazione e l’esercizio delle infrastrutture, previste
dal piano di cui all’art. 2, sono affidate in concessione ad enti
pubblici e a società per azioni, anche riuniti in consorzi.
2. Una quota non inferiore al 20 per cento delle azioni in cui è
ripartito il capitale sociale delle società di nuova costituzione,
che intendano concorrere singolarmente o nell’ambito di consorzi
all’affidamento in concessione di cui al comma 1, deve essere
offerta in pubblica sottoscrizione sul mercato dei capitali. Una
quota del 30 per cento delle azioni in cui è ripartito il capitale
sociale è comunque riservata ad enti pubblici, ad amministrazioni
ed aziende autonome pubbliche, a società per azioni a prevalente
capitale pubblico. Tali quote possono essere ridotte
rispettivamente al 10 e al 15 per cento ove, entro sei mesi
dall’apertura delle sottoscrizioni, il capitale sociale non sia
stato interamente sottoscritto.
3. Il capitale sociale o la somma messa a disposizione per la
realizzazione della costruenda opera, nel caso di società già
concessionarie di infrastrutture pubbliche, non può essere
inferiore al 30 per cento del costo presunto delle infrastrutture
concesse.
4. Il collegio dei sindaci delle società concessionarie di nuova
costituzione deve essere composto da cinque membri, di cui quattro
nominati rispettivamente dai Ministri del tesoro, dei trasporti,
della marina mercantile e dei lavori pubblici e uno nominato
dall’assemblea dei soci ai sensi del codice civile. Presidente del
collegio dei sindaci è il membro designato dal Ministro del tesoro.
5. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente
legge, le società già esistenti che abbiano ottenuto, singolarmente
o nell’ambito di consorzi, l’affidamento delle concessioni di cui
al comma 1, adotteranno le modificazioni statutarie e le altre
deliberazioni ed atti necessari in relazione alle disposizioni di
cui ai commi 2, 3 e 4.
(3)Testo precedente le modifiche apportate dal D.L. 1° aprile 1995,
n. 98.
Art. 4(4)
1. L’ammissione ai contributi di cui all’art. 6 è disposta, previa
stipula di convenzione, con decreto del Ministro dei trasporti e
della navigazione, di concerto con i Ministri dei lavori pubblici e
dell’ambiente. I soggetti interessati all’ammissione ai contributi
dovranno, all’atto della domanda:
a) corrispondere ai requisiti di cui alla deliberazione CIPET del 7
aprile 1993, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 111 del 14
maggio 1993;
b) avere un capitale sociale sottoscritto, nel caso si tratti di
società per azioni, non inferiore a due miliardi;
c) presentare un piano finanziario per la realizzazione dell’opera
che, oltre al contributo previsto dalla presente legge, preveda il
maggior apporto possibile di altre risorse rese disponibili da
soggetti pubblici o privati interessati alla realizzazione
dell’infrastruttura;
d) prevedere, ai fini dell’ammissione a contributo una spesa per
investimenti complessiva per la quale il contributo previsto dalla
presente legge non superi il 60 per cento dell’importo;
e) dichiarare il proprio impegno a presentare alle autorità
competenti, nel caso in cui sia prevista la sosta di automezzi che
trasportano sostanze pericolose, un rapporto di sicurezza dell’area
interportuale ai fini degli adempimenti previsti dal decreto del
Presidente della Repubblica 17 maggio 1988, n. 175, e dal decreto
del Ministro dell’ambiente 20 maggio 1991, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 126 del 31 maggio 1991, nonchè dai successivi
provvedimenti in materia.
2. Le domande dovranno essere corredate dal progetto preliminare,
dal preventivo di spesa, dal piano finanziario dell’infrastruttura,
nonchè dallo studio di impatto ambientale, effettuata secondo le
modalità previste dalla direttiva 85/337/CEE del Consiglio del 27
giugno 1985, e da uno studio specifico sugli effetti indotti dai
flussi di traffico pesante nell’area di influenza dell’interporto.
(4)Articolo sostituito dall’art. 6, comma 5, D.L. 1° aprile 1995,
n. 98.
Art. 4(5)
1. I soggetti interessati, entro sessanta giorni dalla data di
pubblicazione del piano di cui all’art. 2, presentano al Ministro
dei trasporti la domanda di affidamento in concessione, corredata
dal progetto preliminare, dal piano finanziario della
infrastruttura per la quale si richiede la concessione, nonchè
dalla valutazione di impatto ambientale.
2. Il Ministro dei trasporti, di concerto con il Ministro dei
lavori pubblici, delibera in ordine all’affidamento in concessione
entro sessanta giorni dalla data di presentazione della domanda.
3. Ai fini dell’affidamento in concessione, sono valutate
preferenzialmente le domande presentate dall’Ente ferrovie dello
Stato e dalle società concessionarie di infrastrutture pubbliche di
trasporto, nonchè dalle società e con…

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