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Interventi urgenti in materia di trasporti...

Interventi urgenti in materia di trasporti

(1)Convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, L.
30 maggio 1995, n. 204.
(19)L’art. 24, comma 2, L. 5 marzo 2001, n. 57, ha abrogato le
disposizioni concernenti il piano quinquennale degli interporti di
cui al presente decreto, a decorrere dalla data di entrata in
vigore del decreto legislativo di cui al comma 1, del medesimo art.
24, L. 57/2001.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di emanare
disposizioni in materia di trasporti;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 1° aprile 1995;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro
del tesoro e del Ministro dei trasporti e della navigazione, di
concerto con i Ministri dell’interno, dei lavori pubblici e
dell’ambiente e per la funzione pubblica e gli affari regionali;
Emana
il seguente decreto-legge:
Art. 1
Misure urgenti nel settore del trasporto pubblico locale
1. Al fine di contribuire al risanamento e allo sviluppo dei
trasporti pubblici locali di competenza regionale, le regioni e gli
enti locali, in qualità di enti concedenti, definiscono, anche
mediante apposite conferenze di servizi promosse dalle regioni, ai
sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241; e successive
modificazioni, piani finanziari per il riassorbimento dei disavanzi
di esercizio riferiti al periodo dal 1° gennaio 1987 al 31 dicembre
1993 che non risultino coperti con i contributi di cui al Fondo
nazionale per il ripiano dei disavanzi di esercizio delle aziende
di trasporto pubbliche e private e con i contributi di cui all’art.
1, commi 1 e 4-quater, del decreto-legge 19 dicembre 1992, n. 485,
convertito, con modificazioni, dalla legge 17 febbraio 1993, n. 32,
nonchè con i contributi di cui ai decreti-legge 15 giugno 1990, n.
151, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 1990, n.
226, e 23 gennaio 1991, n. 24, convertito dalla legge 21 marzo
1991, n. 97. L’autorizzazione ad assumere mutui di cui all’art. 1,
comma 1, del citato decreto-legge n. 485 del 1992 è applicabile
alla copertura dei disavanzi di esercizio relativi agli anni 1992 e
1993.
2. Lo Stato concorre alla copertura dei disavanzi di esercizio dei
servizi pubblici di cui al comma 1 con un contributo decennale
complessivo di lire 660 miliardi annui. Il contributo viene erogato
dallo Stato direttamente alle regioni a statuto ordinario una volta
completate le procedure di cui ai commi 6, 7 e 8, in base alle
aliquote di riparto del fondo nazionale per il ripiano dei
disavanzi di esercizio delle aziende per il 1993. La quota di
spettanza di ciascuna regione è attribuita ai soggetti beneficiari
sulla base di criteri e modalità stabiliti dalla regione che
erogherà il contributo entro tre mesi dall’avvenuta corresponsione
da parte dello Stato (2).
3. Il contributo di cui al comma 2 è assegnato a ciascuna regione
dal Ministro dei trasporti e della navigazione e non potrà comunque
risultare superiore al 60 per cento dell’ammontare complessivo dei
disavanzi di cui al comma 1, come rideterminati secondo i criteri
di cui al comma 5. Le regioni a loro volta assegnano il contributo
entro tre mesi dal ricevimento.
4. Alle regioni Lazio e Campania è altresì corrisposto un
contributo decennale complessivo rispettivamente di lire 48
miliardi e di lire 22 miliardi annue per la copertura dei relativi
disavanzi di cui al comma 1. Si applicano le disposizioni di cui al
comma 5.
5. Ai soli fini dell’attribuzione del contributo di cui al comma 2,
i disavanzi di cui al comma 1, risultanti dai conti consuntivi dei
servizi pubblici debitamente approvati, ovvero dai bilanci delle
imprese private redatti ed approvati ai sensi del libro V, titolo
V, capo V, sezione IX, del codice civile, sono rideterminati in
conformità ai criteri adottati per l’applicazione del decreto-legge
9 dicembre 1986, n. 833, convertito, con modificazioni, dalla legge
6 febbraio 1987, n. 18, con particolare riferimento a quelli
concernenti gli ammortamenti, gli accantonamenti per il trattamento
di fine rapporto e lo scorporo, per le aziende miste, dei dati
gestionali afferenti a servizi diversi da quelli del trasporto
pubblico locale. Per le aziende non dotate per legge di organo di
controllo interno, uno o più soggetti in possesso dei requisiti per
l’iscrizione al registro di cui all’art. 1 del decreto legislativo
27 gennaio 1992, n. 88, nominati dalle regioni esprimono un
giudizio professionale sull’attendibilità dei dati così
rideterminati.
6. Ai fini della erogazione del contributo di cui al comma 2, le
regioni trasmettono al Ministero dei trasporti e della navigazione
apposita certificazione da cui risulti l’ammontare dei disavanzi di
cui al comma 1. Le modalità per la struttura, la redazione e la
presentazione delle certificazioni sono stabilite con decreto del
Ministro dei trasporti e della navigazione, di concerto con il
Ministro del tesoro, da emanare entro sessanta giorni dalla data di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.
Le regioni trasmettono la certificazione entro tre mesi
dall’emanazione del suddetto decreto. Decorso il predetto termine,
il contributo viene ripartito tra le sole regioni adempienti.
7. In attesa della trasmissione della certificazione di cui al
comma 6, il Ministro dei trasporti e della navigazione, entro
quindici giorni dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto, eroga alle regioni un acconto del
contributo di cui al comma 2, per l’ammontare complessivo di lire
330 miliardi, in base alle aliquote di riparto del Fondo nazionale
per il ripiano dei disavanzi di esercizio delle aziende di
trasporto pubbliche e private per il 1993, salvo conguaglio.
8. Il contributo è erogato a condizione che il piano di
riassorbimento dei disavanzi di cui al comma 1 risulti approvato
dalla regione o dall’ente locale, in qualità di enti concedenti,
secondo le rispettive competenze. In ogni caso, il contributo è
sospeso qualora entro il 31 dicembre 1997 gli enti proprietari non
abbiano provveduto alla copertura dei disavanzi risultanti dai
piani di riassorbimento approvati. A tal fine non possono essere
utilizzate plusvalenze che non derivino da effettive alienazioni di
cespiti a terzi.
9. Per le aziende di trasporto pubblico locale che entro il 31
dicembre 1995 non abbiano conseguito un miglioramento del rapporto
tra i proventi e i costi rispetto a quello relativo al 1993, di
almeno il 20 per cento della differenza percentuale mancante al
raggiungimento del 35 per cento, le regioni dispongono, per gli
anni 1996 e 1997, il recupero dei contributi di cui al comma 2 già
anticipati con le operazioni di mutuo, nei limiti di un decimo per
ciascun anno.
10. Qualora al 31 dicembre 1997 sia definitivamente accertato il
mancato conseguimento del miglioramento del rapporto tra i proventi
ed i costi di esercizio nella misura prevista al comma 9, le
regioni dispongono il recupero di tutti i contributi di cui al
comma 2 già anticipati con le operazioni di mutuo ed il relativo
importo è utilizzato dalle regioni interessate per favorire
l’adozione di interventi diretti ad aumentare l’efficienza del
trasporto pubblico locale. Il diritto all’erogazione del contributo
di cui al comma 2 viene comunque meno qualora alla data del 31
dicembre 1995 il rapporto tra i proventi ed i costi di esercizio
sia inferiore al 15 per cento.
11. A garanzia del recupero delle somme di cui ai commi 9 e 10, le
regioni possono rivalersi sulle aziende.
12. Ai fini del presente decreto non sono da considerare inclusi
nei costi i maggiori oneri gravanti sulle aziende operanti nelle
regioni Abruzzo e Molise in ragione dell’esclusione operata
dall’art. 1 del decreto del Ministro del lavoro e della previdenza
sociale del 5 agosto 1994, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
194 del 20 agosto 1994.
13. A decorrere dall’anno 1997 le aziende di cui al comma 9 devono
conseguire un miglioramento annuale del rapporto anzidetto di
almeno due punti percentuali fino al raggiungimento del livello del
35 per cento.
14. Nei limiti e con i criteri stabiliti dal presente articolo il
concorso dello Stato opera anche nei confronti delle regioni e
degli enti locali che hanno già dato copertura, anche parziale, ai
disavanzi di cui al comma 1.
15. Alle regioni a statuto speciale è corrisposto un contributo
straordinario decennale complessivo di lire 20 miliardi annue quale
concorso dello Stato alla copertura dei disavanzi di esercizio,
riferiti al periodo dal 1° gennaio 1987 al 31 dicembre 1989, delle
aziende di trasporto pubbliche e private che esercitano il
trasporto pubblico locale nei rispettivi territori. Il contributo è
ripartito in proporzione alle aliquote di riparto del Fondo
nazionale per il ripiano dei disavanzi di esercizio delle aziende
di trasporto pubbliche e private per il 1989. Ai fini
dell’attribuzione del contributo si applicano le disposizioni di
cui al comma 5.
(2)Comma sostituito dall’art. 5, comma 3-bis, D.L. 27 ottobre 1995,
n. 444.
Art. 1
Misure urgenti nel settore del trasporto pubblico locale(3)
1. Al fine di contribuire al risanamento e allo sviluppo dei
trasporti pubblici locali di competenza regionale, le regioni e gli
enti locali, in qualità di enti concedenti, definiscono, anche
mediante apposite conferenze di servizi promosse dalle regioni, ai
sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni,
piani finanziari per il riassorbimento dei disavanzi di esercizio
riferiti al periodo dal 1° gennaio 1987 al 31 dicembre 1993 che non
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