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Assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dall...

Assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti.

(3a) Il regolamento di esecuzione della presente legge è stato
emanato con D.P.R. 24 novembre 1970, n. 973.
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga
la seguente legge:
Capo I
DELL’OBBLIGO DELL’ASSICURAZIONE
Art. 1
I veicoli a motore senza guida di rotaie, compresi i filoveicoli e
i rimorchi, non possono essere posti in circolazione su strade di
uso pubblico o su aree a queste equiparate se non siano coperti,
secondo le disposizioni della presente legge, dall’assicurazione
per la responsabilità civile verso i terzi prevista dall’art. 2054
del codice civile.
L’assicurazione deve comprendere anche la responsabilità per i
danni alla persona causati ai trasportati, qualunque sia il titolo
in base al quale è effettuato il trasporto (1).
L’assicurazione stipulata ai sensi della presente legge spiega il
suo effetto, limitatamente alla garanzia per i danni causati ai
terzi non trasportati o trasportati contro la propria volontà,
anche nel caso di circolazione avvenuta contro la volontà del
proprietario, usufruttuario o acquirente con patto di riservato
dominio del veicolo, salvo, in questo caso, il diritto di rivalsa
dell’assicuratore verso il conducente (69).
(1)Comma sostituito dall’art. 1, comma 2, D.L. 23 dicembre 1976, n.
857 e successivamente dall’art. 27, L. 19 febbraio 1992, n. 142.
(69)Comma sostituito dall’art. 1, comma 2, D.L. 23 dicembre 1976,
n. 857.
Art. 1(70)
I veicoli a motore senza guida di rotaie, compresi i filoveicoli e
i rimorchi, non possono essere posti in circolazione su strade di
uso pubblico o su aree a queste equiparate se non siano coperti,
secondo le disposizioni della presente legge, dall’assicurazione
per la responsabilità civile verso i terzi prevista dall’art. 2054
del codice civile.
Per i veicoli destinati al trasporto di persone, ad uso pubblico e
privato, e per quelli destinati al trasporto di cose che siano
eccezionalmente autorizzati al trasporto di persone,
l’assicurazione deve comprendere anche la responsabilità per i
danni causati alle persone trasportate qualunque sia il titolo in
base a cui è effettuato il trasporto (2).
L’assicurazione stipulata ai sensi della presente legge spiega il
suo effetto, limitatamente alla garanzia per i danni causati ai
terzi non trasportati o trasportati contro la propria volontà,
anche nel caso di circolazione avvenuta contro la volontà del
proprietario, usufruttuario o acquirente con patto di riservato
dominio del veicolo, salvo, in questo caso, il diritto di rivalsa
dell’assicuratore verso il conducente (2) .
(70)Testo precedente le modifiche apportate dalla L. 19 febbraio
1992, n. 142.
(2)Comma sostituito dall’art. 1, comma 2, D.L. 23 dicembre 1976, n.
857.
Art. 1(3)
I veicoli a motore senza guida di rotaie, compresi i filoveicoli e
i rimorchi, non possono essere posti in circolazione su strade di
uso pubblico o su aree a queste equiparate se non siano coperti,
secondo le disposizioni della presente legge, dall’assicurazione
per la responsabilità civile verso i terzi prevista dall’art. 2054
del codice civile.
L’assicurazione stipulata ai sensi del precedente comma spiega il
suo effetto anche nel caso di circolazione avvenuta contro la
volontà del proprietario, usufruttuario o acquirente con patto di
riservato dominio del veicolo, salvo, in questo caso, il diritto di
rivalsa dell’assicuratore verso il conducente.
L’assicurazione deve comprendere anche la responsabilità per i
danni prodotti alle persone trasportate dai veicoli destinati a uso
pubblico, dagli autobus destinati a uso privato e dai veicoli a uso
privato da noleggiare con conducente, nonché dai veicoli destinati
al trasporto di cose che siano eccezionalmente autorizzati al
trasporto di persone.
(3)Testo precedente le modifiche apportate dal D.L. 23 dicembre
1976, n. 857.
Art. 1-bis(4)
1. L’assicurazione stipulata ai sensi dell’art. 1 copre anche la
responsabilità per i danni causati nel territorio degli Stati
membri della Comunità economica europea, secondo le condizioni ed
entro i limiti stabiliti dalle legislazioni nazionali di ciascuno
di tali Stati, concernenti l’assicurazione obbligatoria della
responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a
motore, ferme le maggiori garanzie eventualmente previste dal
contratto o dalla legislazione dello Stato in cui stazionano
abitualmente.
(4)Articolo inserito dall’art. 29, L. 19 febbraio 1992, n. 142.
Art. 2
I motoscafi e le imbarcazioni di stazza lorda non superiore alle 25
tonnellate muniti di motore entro o fuoribordo di potenza superiore
ai 3 HP, non possono essere posti in navigazione se non siano
coperti dalla assicurazione della responsabilità civile verso i
terzi per i danni prodotti alle persone.
(71).
Ai motoscafi e alle imbarcazioni a motore di cui al primo comma si
applicano, in quanto possibile, tutte le norme previste dalla
presente legge per i veicoli di cui all’art. 1.
(71)Comma abrogato dall’art. 1, comma 3, D.L. 23 dicembre 1976, n.
857.
Art. 2(5)
I motoscafi e le imbarcazioni di stazza lorda non superiore alle 25
tonnellate muniti di motore entro o fuoribordo di potenza superiore
ai 3 HP, non possono essere posti in navigazione se non siano
coperti dalla assicurazione della responsabilità civile verso i
terzi per i danni prodotti alle persone.
L’obbligo di assicurazione non riguarda la responsabilità per danni
riportati dalle persone trasportate, salvo che si tratti di natanti
adibiti a servizio pubblico.
Ai motoscafi e alle imbarcazioni a motore di cui al primo comma si
applicano, in quanto possibile, tutte le norme previste dalla
presente legge per i veicoli di cui all’art. 1.
(5)Testo precedente le modifiche apportate dal D.L. 23 dicembre
1976, n. 857.
Art. 3
Le gare e le competizioni sportive di qualsiasi genere di veicoli a
motore e le relative prove non possono essere autorizzate, anche se
in circuiti chiusi, se l’organizzatore non abbia provveduto a
contrarre assicurazione per la responsabilità civile ai sensi della
presente legge.
L’assicurazione deve coprire la responsabilità dell’organizzatore e
degli altri obbligati per i danni arrecati alle persone, agli
animali e alle cose, esclusi i danni prodotti ai partecipanti
stessi e ai veicoli da essi adoperati.
Art. 4(6)
1. Non è considerato terzo e non ha diritto ai benefìci derivanti
dal contratto di assicurazione obbligatoria stipulato a norma della
presente legge il solo conducente del veicolo responsabile del
sinistro.
2. Ferme restando la disposizione di cui al secondo comma dell’art.
1 e quella di cui al comma 1 del presente articolo, non sono
inoltre considerati terzi e non hanno diritto ai benefìci derivanti
dai contratti di assicurazione stipulati a norma della presente
legge, limitatamente ai danni alle cose:
a) i soggetti di cui all’art. 2054, terzo comma, del codice civile;
b) il coniuge non legalmente separato, gli ascendenti e i
discendenti legittimi, naturali o adottivi dei soggetti di cui al
comma 1 e di quelli di cui alla lettera a), nonché gli affiliati e
gli altri parenti e affini fino al terzo grado di tutti i predetti
soggetti, quando convivano con questi o siano a loro carico in
quanto l’assicurato provvede abitualmente al loro mantenimento;
c) ove l’assicurato sia una società, i soci a responsabilità
illimitata e le persone che si trovano con questi in uno dei
rapporti indicati alla lettera b).
(6)Articolo sostituito dall’art. 28, L. 19 febbraio 1992, n. 142.
Art. 4(9)
Non sono considerati terzi e non hanno diritto ai benefici
derivanti dai contratti di assicurazione obbligatoria stipulati a
norma della presente legge:
a) tutti coloro la cui responsabilità deve essere coperta
dall’assicurazione;
b) il coniuge, gli ascendenti e i discendenti legittimi, naturali o
adottivi delle persone indicate alla lettera a) nonché gli
affiliati e gli altri parenti e affini fino20al terzo grado delle
stesse persone, quando convivano con queste o siano a loro carico
in quanto l’assicurato provvede abitualmente al loro mantenimento.
L’esclusione tuttavia non opera quando le dette persone siano
trasportate dai veicoli destinati a uso pubblico, dagli autobus
destinati a uso privato e dai veicoli a uso privato da noleggiare
con conducente, nonché dai veicoli destinati al trasporto di cose
che siano eccezionalmente autorizzati al trasporto di persone
ovvero da natanti adibiti al servizio pubblico (7) (8);
c) le persone trasportate, salvo quanto disposto al secondo comma
dell’art. 1 (7);
d) ove l’assicurato sia una società, i soci a responsabilità
illimitata e le persone che si trovano con questi in uno dei
rapporti indicati alla lettera b).
(9)Testo precedente le modifiche apportate dalla L. 19 febbraio
1992, n. 142.
(7)Lettera sostituita dall’art. 1, comma 4, D.L. 23 dicembre 1976,
n. 857.
(8)La Corte costituzionale, con sentenza 23 aprile-2 maggio 1991,
n. 188, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della presente
lettera, nella parte in cui esclude dal diritto ai benefici
dell’assicurazione obbligatoria, per quanto riguarda i danni alle
persone, il coniuge, gli ascendenti e i discendenti legittimi,
naturali o adottivi delle persone indicate alla lettera a), nonché
gli affiliati e gli altri parenti e affini fino al terzo grado
delle medesime quando convivano con esse o siano a loro carico.
Art. 4(10)
Non sono considerati terzi e non hanno diritto ai benefici
derivanti dai contratti di assicurazione obbligatoria stipulati a
norma della presente legge:
a) tutti coloro la cui responsabilità deve essere coperta
dall’assicurazione;
b) il coniuge, gli ascendenti e i discendenti legittimi, naturali o
adottivi delle persone indicate alla lettera a) nonché gli altri
parenti e affini fino al terzo grado delle stesse persone, quando
convivano con queste o siano a loro carico in quanto l’assicurato
provvede abitualmente al loro mantenimento. L’esclusione tuttavia
non opera quando le dette persone siano trasportate dai veicoli
indicati dall’art. 1, ultimo comma, o da natanti adibiti al
servizio pubblico;
c) le persone trasportate, salvo quanto disposto all’ultimo comma
dell’art. 1 e al secondo comma dell’art. 2;
d) ove l’assicurato sia una società, i soci a responsabilità
illimitata e le persone che si trovano con questi in uno dei
rapporti indicati alla lettera b).
(10)Testo precedente le modifiche apportate dal D.L. 23 dicembre
1976, n. 857.
Art. 5(72)
(72)Articolo abrogato, a decorrere dal 15 ottobre 1993, dall’art.
237, comma 1, D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, come modificato
dall’art. 130, lettera a), D.Lgs. 10 settembre 1993, n. 360.
Art. 5(11)
Non v’è obbligo di assicurazione ai sensi della presente legge per
i ciclomotori che non siano muniti di targa di riconoscimento e per
le macchine agricole.
I veicoli appartenenti allo Stato non sono soggetti all’obbligo
dell’assicurazione ai sensi della presente legge fino al 31
dicembre 1971.
(11)Testo precedente le modifiche apportate dal D.Lgs. 30 aprile
1992, n. 285.
Art. 6(12)
1. Per i veicoli e i natanti di cui agli articoli 1 e 2,
immatricolati o registrati in Stati esteri e che circolino
temporaneamente nel territorio o nelle acque territoriali della
Repubblica, deve essere assolto per la durata della permanenza in
Italia l’obbligo di assicurazione.
2. Per i natanti l’obbligo di assicurazione è assolto con la
stipula di un contratto di assicurazione ai sensi della presente
legge o ai sensi degli articoli da 6 a 8 del decreto del Presidente
della Repubblica 24 novembre 1970, n. 973, ovvero quando l’utente
sia in possesso di certificato internazionale di assicurazione
rilasciato da apposito ente costituito all’estero, attestante
l’esistenza di assicurazione per la responsabilità civile per i
danni cagionati ed accettato dal corrispondente ente costituito in
Italia, che:
a) si assuma di provvedere alla liquidazione dei danni cagionati in
Italia, garantendone il pagamento agli aventi diritto o nei limiti
e nelle forme stabiliti dalla presente legge o, eventualmente, nei
limiti dei maggiori massimali previsti dalla polizza di
assicurazione alla quale si riferisce il certificato
internazionale;
b) sia riconosciuto dal Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, che ne approva lo statuto con proprio decreto.
3. Per i veicoli a motore l’obbligo di cui al comma 1 è assolto
mediante contratto di assicurazione stipulato ai sensi della
presente legge o secondo le modalità stabilite con l’art. 7 del
decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1970, n. 973, e
concernente la responsabilità civile derivante dalla circolazione
del veicolo nel territorio della Repubblica e degli altri Stati
membri della Comunità economica europea, alle condizioni e fino ai
limiti di somma stabiliti dalla legislazione in vigore in ciascuno
di essi.
4. L’obbligo di cui al comma 1 si considera altresì assolto per i
veicoli a motore muniti di targa di immatricolazione rilasciata:
a) da uno degli altri Stati membri della Comunità economica
europea, quando l’apposito ente costituito in Italia nei modi e per
gli effetti di cui al comma 2, lettere a) e b), si sia reso garante
per il risarcimento dei danni cagionati dalla circolazione in
Italia di detti veicoli, sulla base di accordi stipulati con i
corrispondenti enti costituiti negli altri Stati della Comunità
economica europea e questa abbia riconosciuto detti accordi con
proprio atto;
b) da uno degli Stati terzi rispetto alla Comunità economica
europea, quando l’apposito ente costituito in Italia nei modi e per
gli effetti di cui al comma 2, lettere a) e b), si sia reso garante
per il risarcimento dei danni cagionati in Italia dalla
circolazione dei veicoli e quando con atto della Comunità economica
europea sia stato rimosso l’obbligo negli Stati membri di
controllare l’assicurazione di responsabilità civile per i veicoli
muniti di targa di immatricolazione rilasciata da detto Stato
terzo.
5. In ogni caso, l’obbligo di cui al comma 1 si considera assolto
per i veicoli muniti di targa di immatricolazione rilasciata da uno
Stato estero, quando l’utente sia in possesso di un certificato
internazionale di assicurazione rilasciato da apposito ente
costituito all’estero, attestante l’esistenza della assicurazione
della responsabilità civile per i danni cagionati dal veicolo nel
territorio della Repubblica e degli altri Stati membri della
Comunità economica europea ed accettato dal corrispondente ente
costituito in Italia nei modi e per gli effetti di cui al comma 2,
lettere a) e b).
6. Le disposizioni di cui ai commi 3, 4 e 5 si applicano anche ai
veicoli a motore di proprietà di agenti diplomatici e consolari o
di funzionari internazionali, o di proprietà di Stati esteri o di
organizzazioni internazionali.
7. Le disposizioni di cui al comma 4, lettere a) e b), non si
applicano per l’assicurazione della responsabilità civile per danni
cagionati dalla circolazione dei veicoli aventi targa di
immatricolazione rilasciata da uno Stato estero e determinati con
decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato.
8. L’ente costituito in Italia tra le imprese autorizzate ad
esercitare l’assicurazione di cui alla presente legge e
riconosciuto nei modi di cui al comma 2, lettera b), oltre ai
compiti precisati dai commi precedenti:
a) stipula e gestisce, in nome e per conto delle imprese aderenti,
l’assicurazione-frontiera disciplinata nel regolamento di
esecuzione della presente legge e provvede alla liquidazione e al
pagamento degli indennizzi dovuti;
b) nelle ipotesi di cui ai commi 2, 4 e 5, assume, ai fini del
risarcimento dei danni cagionati dalla circolazione in Italia dei
veicoli a motore e natanti di cui al presente articolo, la qualità
di domiciliatario dell’assicurato, del responsabile civile e del
loro assicuratore;
c) è legittimato a stare in giudizio, nelle ipotesi di cui ai commi
2 e 3, in nome e per conto delle imprese aderenti, nelle azioni di
risarcimento che i danneggiati dalla circolazione in Italia di
veicoli a motore e natanti immatricolati o registrati all’estero
possono esercitare direttamente nei suoi confronti ai sensi della
presente legge. Si applicano anche nei confronti dell’ente le
disposizioni che regolano l’azione diretta contro l’assicuratore
del responsabile civile ai sensi della presente legge.
9. Ai fini della proposizione di azione diretta di risarcimento nei
confronti dell’organismo di cui al comma 8, i termini di cui
all’art. 163-bis, primo comma, del codice di procedura civile sono
aumentati di due volte e non possono comunque essere inferiori a
sessanta giorni. I termini di cui all’art. 313 del codice di
procedura civile non possono essere comunque inferiori a sessanta
giorni.
(12)Articolo modificato dall’art. 1, comma 5, D.L. 23 dicembre
1976, n. 857 e successivamente sostituito dall’art. 1, L. 7 agosto
1990, n. 242.
Art. 6(14)
Per i veicoli e i natanti di cui agli articoli 1 e 2, immatricolati
o registrati in Stati esteri, che circolino temporaneamente nel
territorio o nelle acque territoriali della Repubblica, deve essere
stipulata, per la durata della permanenza in Italia,
un’assicurazione ai sensi della presente legge, secondo le modalità
che saranno stabilite con il regolamento di esecuzione.
L’obbligo di assicurazione si considera tuttavia assolto quando
l’utente sia in possesso di un certificato internazionale di
assicurazione rilasciato da un apposito ente costituito all’estero,
che attesti l’esistenza di una assicurazione per la responsabilità
civile per i danni causati dal veicolo o dal natante, a condizione
che il certificato risulti accettato da un corrispondente ente
costituito in Italia, presso il quale l’assicurato e l’assicuratore
si intendono domiciliati, che si assuma di provvedere, nei limiti e
nelle forme stabilite dalla presente legge o degli eventuali
maggiori massimali previsti dalla polizza di assicurazione alla
quale si riferisce detto certificato, alla liquidazione dei danni
causati nel territorio o nelle acque territoriali della Repubblica,
garantendone il pagamento agli aventi diritto e sia, a tale
effetto, riconosciuto dal Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato. Sono applicabili le disposizioni che regolano
l’azione diretta contro l’assicuratore del responsabile civile ai
sensi della presente legge (13).
Le disposizioni della presente legge si applicano anche ai veicoli,
comunque targati, di proprietà di agenti diplomatici e consolari e
di funzionari internazionali nonché a quelli di proprietà di Stati
esteri e di Organizzazioni internazionali.
(14)Testo precedente le modifiche apportate dalla L. 7 agosto 1990,
n. 242.
(13)Comma sostituito dall’art. 1, comma 5, D.L. 23 dicembre 1976,
n. 857.
Art. 6(15)
Per i veicoli e i natanti di cui agli articoli 1 e 2, immatricolati
o registrati in Stati esteri, che circolino temporaneamente nel
territorio o nelle acque territoriali della Repubblica, deve essere
stipulata, per la durata della permanenza in Italia,
un’assicurazione ai sensi della presente legge, secondo le modalità
che saranno stabilite con il regolamento di esecuzione.
L’obbligo di assicurazione si considera tuttavia assolto quando
l’utente sia in possesso di un certificato internazionale di
assicurazione rilasciato da apposito ente costituito all’estero,
che attesti l’esistenza di una assicurazione per la responsabilità
civile per i danni causati dal veicolo o dal natante, a condizione
che il certificato risulti accettato da un corrispondente ente
costituito in Italia presso il quale l’assicurato si intende
domiciliato, che si assuma di provvedere, nei limiti e nelle forme
stabilite dalla presente legge, alla liquidazione dei danni causati
nel territorio o nelle acque territoriali della Repubblica,
garantendone il pagamento agli aventi diritto e sia, a tale
effetto, riconosciuto dal Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato.
Le disposizioni della presente legge si applicano anche ai veicoli,
comunque targati, di proprietà di agenti diplomatici e consolari e
di funzionari internazionali nonché a quelli di proprietà di Stati
esteri e di Organizzazioni internazionali.
(15)Testo precedente le modifiche apportate dal D.L. 23 dicembre
1976, n. 857.
Art. 7
L’adempimento degli obblighi stabiliti dalla presente legge deve
essere comprovato da apposito certificato rilasciato
dall’assicuratore, da cui risulti il periodo di assicurazione per
il quale sono stati pagati il premio o la rata di premio.
L’assicuratore è tenuto nei confronti dei terzi danneggiati per il
periodo di tempo indicato nel certificato, salvo quanto disposto
dall’art. 1901, secondo comma, del codice civile.
All’atto del rilascio del certificato di assicurazione
l’assicuratore consegna inoltre all’assicurato un contrassegno
recante la sua firma, il numero della targa di riconoscimento del
veicolo e l’indicazione dell’anno, mese e giorno di scadenza del
periodo di assicurazione per cui è valido il certificato.
Il contrassegno deve essere applicato sul veicolo cui
l’assicurazione si riferisce negli stessi modi stabiliti dall’art.
12 del testo unico delle leggi sulle tasse automobilistiche,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 5 febbraio
1953, n. 39, per l’applicazione del disco contrassegno rilasciato
all’atto del pagamento della tassa di circolazione.
Il regolamento di esecuzione stabilirà le modalità per il rilascio
e le caratteristiche del certificato di assicurazione e del
contrassegno di cui ai precedenti commi, nonché le modalità per il
rilascio di duplicati degli stessi in caso di sottrazione,
smarrimento o distruzione.
Il conducente del veicolo deve avere con sé il certificato di
assicurazione ed esibirlo, insieme ai documenti di circolazione, a
richiesta degli organi indicati nell’art. 33 della presente legge.
Art. 8
Il trasferimento di proprietà del veicolo o del natante importa la
cessione del contratto di assicurazione, salvo che l’alienante
chieda che il contratto, stipulato per il veicolo o il natante
alienato, sia reso valido per altro veicolo o natante di sua
proprietà, previo l’eventuale conguaglio del premio. La garanzia
sarà valida per il nuovo veicolo o natante dalla data del rilascio
del certificato relativo al veicolo o natante stesso.
Il regolamento stabilirà le norme di attuazione delle disposizioni
di cui al presente articolo.
Art. 9
Per l’adempimento dell’obbligo di assicurazione il contratto deve
essere stipulato per somme non inferiori a quelle stabilite nella
tabella A allegata alla presente legge.
Con decreto del Presidente della Repubblica, da emanarsi su
proposta del Ministro per l’industria, il commercio e
l’artigianato, potranno, quando se ne ravvisi la necessità, essere
variate le somme di cui alla predetta tabella A allegata, tenuto
conto delle risultanze dell’assicurazione obbligatoria, nonché
dell’indice generale dei prezzi di mercato o di quello delle
retribuzioni desunti dalle rilevazioni dell’Istituto centrale di
statistica.
Capo II
DELL’ESERCIZIO DELL’ASSICURAZIONE
Art. 10(16)
1. L’assicurazione obbligatoria può essere stipulata con qualsiasi
impresa autorizzata ai sensi delle norme vigenti ad esercitare nel
territorio della Repubblica, sia in regime di stabilimento che di
libertà di prestazione di servizi, la responsabilità civile per i
danni causati dalla circolazione dei veicoli.
(16)Articolo sostituito dall’art. 126, comma 1, lettera a), D.Lgs.
17 marzo 1995, n. 175.
Art. 10(17)
L’assicurazione obbligatoria può essere stipulata con qualsiasi
impresa autorizzata all’esercizio dell’assicurazione della
responsabilità civile per i danni causati dalla circolazione dei
veicoli, a norma del testo unico approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 13 febbraio 1959, n. 449.
(17)Testo precedente le modifiche apportate dal D.Lgs. 17 marzo
1995, n. 175.
Art. 11(18)
1. Le imprese sono tenute ad accettare, secondo le condizioni di
polizza e le tariffe che hanno l’obbligo di stabilire
preventivamente per ogni rischio derivante dalla circolazione dei
veicoli a motore e dei natanti, le proposte per l’assicurazione
obbligatoria che sono loro presentate.
2. Per i rischi che, per le loro caratteristiche, non possono
essere ricondotti ad alcuna delle tariffe stabilite dall’impresa,
l’impresa stessa può avvalersi, ai fini della conoscenza degli
elementi statistici necessari per la determinazione del premio
puro, delle informazioni in possesso di uno o più organismi
costituiti tra le imprese esercenti l’assicurazione obbligatoria
autoveicoli, i quali sono tenuti a fornire gli elementi richiesti.
3. Le disposizioni di cui al comma 2 si applicano anche per i
rischi che presentano, per qualsiasi causa soggettiva od oggettiva,
carattere di particolarità o di eccezionalità rispetto a quelli
stabiliti dall’impresa.
4. Gli elementi statistici utilizzati dall’impresa per la
determinazione del premio puro per i rischi di cui ai commi 2 e 3
devono essere comunicati tempestivamente agli organismi indicati
nello stesso comma 2.
(18)Articolo sostituito dall’art. 1, comma 6, D.L. 23 dicembre
1976, n. 857 e successivamente dall’art. 126, comma 1, lettera b),
D.Lgs. 17 marzo 1995, n. 175.
Art. 11(20)(19)
Ogni impresa deve trasmettere al Ministero dell’industria, del
commercio e dell’artigianato, per la preventiva approvazione, le
tariffe dei premi e le condizioni generali di polizza relative
all’assicurazione della responsabilità civile per i danni causati
dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti per ogni tipo
di rischio da essa derivante.
Le tariffe dei premi devono essere formate calcolando distintamente
i premi puri ed i caricamenti.
Per il calcolo dei premi puri, l’ammontare dei sinistri avvenuti in
ciascuno degli esercizi presi in considerazione deve essere
determinato senza tener conto delle spese, di qualsiasi natura,
imputabili al servizio di liquidazione dei sinistri stessi.
I caricamenti debbono essere determinati tenendo conto delle spese
generali, di gestione, sia agenziali che di direzione, delle spese
imputabili al servizio di liquidazione dei sinistri nonché di ogni
altro onere relativo all’esercizio dell’assicurazione obbligatoria
e di un margine industriale compensativo dell’alea di impresa.
L’importo complessivo dei caricamenti non può tuttavia superare il
limite massimo né essere inferiore al limite minimo che sono
fissati con decreto del Ministro per l’industria, il commercio e
l’artigianato, sentita la commissione ministeriale di cui al
successivo sesto comma; con lo stesso decreto possono inoltre
essere fissati i limiti massimi per singole voci del caricamento.
Le modalità e i criteri per la valutazione dei premi puri e dei
caricamenti saranno stabiliti dal regolamento. Nello stesso
regolamento saranno indicati i criteri in base ai quali le imprese
potranno prevedere variazioni dei premi stabiliti nelle tariffe in
caso di aggravamento o diminuzione dei rischi nonché le procedure e
le modalità per l’assicurazione dei rischi non contemplati nelle
tariffe approvate o che rivestano, per qualsiasi causa, sia
soggettiva che oggettiva, carattere di particolarità o di
eccezionalità.
Le tariffe e le condizioni generali di polizza, nonché le
successive modifiche, sono approvate per un periodo non inferiore
ad un anno con provvedimento del Comitato interministeriale dei
prezzi (CIP), su proposta del Ministro per l’industria, il
commercio e l’artigianato, che avrà preventivamente sentito una
commissione ministeriale formata da un rappresentante della
Direzione generale delle assicurazioni private e di interesse
collettivo, da un rappresentante dell’Istituto nazionale delle
assicurazioni (INA) quale ente gestore del conto consortile e da
cinque esperti nominati dal Ministro per l’industria, il commercio
e l’artigianato. Il parere di detta commissione sostituisce quello
della commissione centrale dei prezzi di cui all’art. 2 del decreto
legislativo luogotenenziale 19 ottobre 1944, n. 347, e successive
modificazioni e integrazioni.
Nel caso che le tariffe e le condizioni di polizza non possano
essere approvate per difetto dei prescritti requisiti tecnici, il
Comitato interministeriale dei prezzi (CIP), su proposta del
Ministro per l’industria, il commercio e l’artigianato, che avrà
sentito la commissione ministeriale di cui al comma precedente,
stabilisce altre tariffe e condizioni di polizza che l’impresa di
assicurazione è tenuta ad adottare per un periodo non inferiore ad
un anno.
Il Ministro per l’industria, il commercio e l’artigianato, sentita
la commissione ministeriale sopra indicata, può chiedere alle
imprese di modificare, entro un termine da esso fissato e comunque
non inferiore a trenta giorni, le tariffe e le condizioni di
polizza approvate qualora, posteriormente alla loro approvazione,
si siano verificate sensibili variazioni dei rischi cui si
riferisce l’obbligo di assicurazione previsto dalla legge. Qualora
l’impresa interessata non ottemperi alla richiesta, il Comitato
interministeriale dei prezzi (CIP), su proposta del Ministro per
l’industria, il commercio e l’artigianato, stabilisce la nuova
tariffa e le condizioni di polizza che l’impresa stessa dovrà
applicare.
Le tariffe dei premi e le condizioni generali di polizza sono
inserite di diritto nei contratti di assicurazione con decorrenza
dalla prima scadenza annuale di premio successiva alla data di
pubblicazione del relativo provvedimento del C.I.P. nella Gazzetta
Ufficiale e comunque dal 365° giorno successivo alla pubblicazione
stessa.
Le imprese sono tenute ad accettare, secondo le condizioni generali
di polizza e le tariffe approvate o stabilite dal Comitato
interministeriale dei prezzi, su proposta del Ministro per
l’industria, il commercio e l’artigianato, le proposte per
l’assicurazione obbligatoria che siano loro presentate in
conformità della presente legge.
Il Ministro per l’industria, il commercio e l’artigianato può, con
proprio decreto, sentita l’apposita commissione ministeriale,
stabilire che per determinate categorie di veicoli a motore per i
quali vi è obbligo di assicurazione, i contratti debbano essere
stipulati in base a condizioni e tariffe che prevedano, ad ogni
scadenza annuale, la variazione in aumento, o in diminuzione del
premio applicato all’atto della stipulazione, in relazione al
verificarsi o meno di sinistri nel corso di un certo periodo di
tempo oppure in base a clausole di “franchigia” che prevedano un
contributo dell’assicurato al risarcimento del danno, determinando,
in questo caso, l’ammontare minimo e massimo di detto contributo.
Il decreto di cui al precedente comma deve essere emanato entro il
31 luglio dell’anno precedente a quello per il quale esso deve
valere.
(20)Testo precedente le modifiche apportate dal D.Lgs. 17 marzo
1995, n. 175.
(19)Articolo sostituito dall’art. 1, comma 6, D.L. 23 dicembre
1976, n. 857.
Art. 11(21)
Ogni impresa deve sottoporre alla preventiva approvazione del
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato le
tariffe dei premi e le condizioni generali di polizza relative
all’assicurazione della responsabilità civile per i danni causati
dalla circolazione dei veicoli, per ogni tipo di rischio da essa
derivante.
Le tariffe devono essere formate in base alla valutazione dei
rischi e dei necessari caricamenti, secondo le modalità e con i
criteri che saranno stabiliti dal regolamento. Nello stesso
regolamento saranno indicati i criteri in base ai quali le imprese
potranno prevedere variazioni dei premi stabiliti nelle tariffe in
caso di aggravamento o diminuzione dei rischi nonché le procedure e
le modalità per l’assicurazione dei rischi non contemplati nelle
tariffe approvate o che rivestano, per qualsiasi causa, sia
soggettiva che oggettiva, carattere di particolarità o di
eccezionalità.
Le tariffe e le condizioni generali di polizza, nonché le
successive modifiche, sono approvate con decreto del Ministro per
l’industria, il commercio e l’artigianato da pubblicare nella
Gazzetta Ufficiale.
Il Ministro per l’industria, il commercio e l’artigianato, nel caso
che le tariffe non possano essere approvate per difetto dei
prescritti requisiti tecnici, stabilisce, con proprio decreto,
altre tariffe che l’impresa di assicurazione è tenuta ad adottare
per un periodo non inferiore ad un anno.
Lo stesso Ministro può chiedere alle imprese di modificare, entro
un termine da esso fissato e comunque non inferiore a 30 giorni, le
tariffe approvate qualora, posteriormente alla loro approvazione,
si siano verificate sensibili variazioni dei rischi cui si
riferisce l’obbligo di assicurazione previsto dalla presente legge.
Qualora l’impresa interessata non ottemperi alla richiesta, il
Ministro provvede con decreto a stabilire la nuova tariffa che
l’impresa stessa dovrà applicare.
Le tariffe stabilite ai sensi del quarto e quinto comma del
presente articolo sono inserite di diritto nei contratti di
assicurazione con decorrenza della prima scadenza di premio
successiva alla data di pubblicazione del relativo decreto nella
Gazzetta Ufficiale e comunque dal 365° giorno successivo alla
pubblicazione stessa.
Le imprese sono tenute ad accettare, secondo le condizioni generali
di polizza e le tariffe approvate o stabilite dal Ministro per
l’industria, il commercio e l’artigianato, le proposte per
l’assicurazione obbligatoria che siano loro presentate in
conformità della presente legge. All’atto della stipulazione della
polizza di assicurazione, l’assicurando dovrà dichiarare
all’assicuratore il numero dei sinistri nei quali sia stato
coinvolto nel biennio precedente e indicare l’impresa presso la
quale era precedentemente assicurato.
(21)Testo precedente le modifiche apportate dal D.L. 23 dicembre
1976, n. 857.
Art. 11-bis(22)
1. Sui premi delle assicurazioni per la responsabilità civile per i
danni causati dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti
si applica un contributo sostitutivo delle azioni spettanti alle
regioni e agli altri enti che erogano prestazioni facenti carico al
Servizio sanitario nazionale nei confronti dell’assicuratore, del
responsabile o dell’impresa designata a norma dell’art. 20 della
legge 24 dicembre 1969, n. 990, per il rimborso delle prestazioni
erogate ai danneggiati dalla circolazione dei medesimi veicoli a
motore e dei natanti.
2. Il contributo si applica, con aliquota del 6,5 per cento(77),
sui premi incassati e deve essere distintamente indicato in polizza
e nelle quietanze. L’assicuratore ha diritto di rivalersi nei
confronti del contraente per l’importo del contributo.(78)
3. Per l’individuazione e la denuncia dei premi soggetti al
contributo, per la riscossione del contributo e per le relative
sanzioni si applica la legge 29 ottobre 1961, n. 1216 e successive
modificazioni.
(22)Articolo inserito dall’art. 126, comma 1, lettera c), D.Lgs. 17
marzo 1995, n. 175.
(77)Aliquota elevata al 10,5 per cento, a decorrere dal 1° gennaio
1998, dall’art. 38, comma 1, L. 27 dicembre 1997, n. 449.
(78)A norma dell’art. 38, comma 4, L. 27 dicembre 1997, n. 449, il
contributo di cui al presente comma non é più dovuto a decorrere
dal 1° gennaio 1999, per il differimento di tale termine vedi,
l’art. 45, comma 11, L. 23 dicembre 1998, n. 448, e
successivamente, a decorrere dal 1° gennaio 2000, l’art. 27, comma
13, L. 23 dicembre 1999.
Art. 12(88)
1. Per le autovetture e per altre categorie di veicoli a motore che
potranno essere individuate con provvedimento dell’ISVAP, i
contratti di assicurazione debbono essere stipulati in base a
condizioni di polizza che prevedano ad ogni scadenza annuale la
variazione in aumento od in diminuzione del premio applicato
all’atto della stipulazione, in relazione al verificarsi o meno di
sinistri nel corso di un certo periodo di tempo, oppure in base a
clausole di “franchigia” che prevedano un contributo
dell’assicurato ad risarcimento del danno.
2. L’ISVAP procede all’individuazione delle categorie di veicoli di
cui al comma 1, tenendo conto delle esigenze di prevenzione.
2-bis. Le imprese esercenti il ramo dell’assicurazione obbligatoria
di cui al comma 2 dell’articolo 2 del decreto-legge 28 marzo 2000,
n. 70, come modificato dalla relativa legge di conversione, sono
obbligate, su richiesta del contraente, a stipulare contratti anche
nella formula tariffaria bonus-malus con franchigia assoluta, non
opponibile al terzo danneggiato, per un importo non inferiore a
lire cinquecentomila e non superiore a lire un milione. La scelta
tra la formula tariffaria bonus-malus e la formula tariffaria bonus-
malus con franchigia, nonché la scelta degli importi della
franchigia stessa, spetta unicamente all’assicurato.(89)
(88)Articolo sostituito dall’art. 126, comma 1, lettera d), D.Lgs.
17 marzo 1995, n. 175.
(89)Comma inserito dall’art. 2, comma 4, D.L. 28 marzo 2000, n. 70,
convertito in legge, con modificazioni, dalla L. 26 maggio 2000, n.
137.
Art. 12(90)(23)
1. Per le autovetture e per altre categorie di veicoli a motore che
potranno essere individuate con provvedimento dell’ISVAP, i
contratti di assicurazione debbono essere stipulati in base a
condizioni di polizza che prevedano ad ogni scadenza annuale la
variazione in aumento od in diminuzione del premio applicato
all’atto della stipulazione, in relazione al verificarsi o meno di
sinistri nel corso di un certo periodo di tempo, oppure in base a
clausole di “franchigia” che prevedano un contributo
dell’assicurato ad risarcimento del danno.
2. L’ISVAP procede all’individuazione delle categorie di veicoli di
cui al comma 1, tenendo conto delle esigenze di prevenzione.
(90)Testo precedente le modifiche apportate dal D.L. 28 marzo 2000,
n. 70, convertito in legge, con modificazioni, dalla L. 26 maggio
2000, n. 137.
(23)Articolo sostituito dall’art. 126, comma 1, lettera d), D.Lgs.
17 marzo 1995, n. 175.
Art. 12(24)
L’art. 60 del testo unico delle leggi sull’esercizio delle
assicurazioni private, approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 13 febbraio 1959, n. 449, è sostituito dal seguente:
“Riserva premi e riserva sinistri. – Le imprese di assicurazione e
di riassicurazione nazionali ed estere hanno l’obbligo di
costituire la riserva dei premi per i rischi diversi da quelli
sulla vita che sono in corso alla fine di ogni esercizio,
iscrivendo nel bilancio l’importo delle frazioni di premio di
competenza degli esercizi successivi e quello delle annualità dei
premi pagati anticipatamente per gli anni futuri. Le stesse imprese
debbono inoltre costituire alla fine di ogni esercizio la riserva
sinistri, iscrivendo nel bilancio l’ammontare complessivo delle
somme che, in base a una prudente valutazione tecnica, risultino
necessarie per far fronte al pagamento dei sinistri avvenuti
nell’esercizio stesso o in quelli precedenti e non ancora
liquidati. E’ data facoltà di calcolare il riporto dei premi,
quando esso non venga stabilito per ogni contratto secondo le
rispettive scadenze, in misura media non inferiore al 35 per cento
dei premi lordi relativi ai rischi assunti nell’esercizio. Tale
aliquota è elevata alla misura minima del 40 per cento per i rischi
della responsabilità civile per i danni causati dalla circolazione
dei veicoli ed è ridotta alla misura minima del 15 per cento per i
rischi di breve durata da determinarsi secondo i criteri stabiliti
dal regolamento. Il Ministro per l’industria, il commercio e
l’artigianato può stabilire, con proprio decreto da pubblicarsi
nella Gazzetta Ufficiale, modalità particolari per la
determinazione della riserva dei premi per i rischi in corso quando
questa non sia calcolata per ogni contratto. Il bilancio della
gestione italiana deve recare iscritte, fra gli elementi
dell’attivo, disponibilità patrimoniali, di natura reale o di
sicuro e pronto realizzo, per un ammontare non inferiore
all’importo della riserva premi per i rischi in corso e della
riserva sinistri. Possono essere comprese fra le predette
disponibilità anche le attività vincolate a cauzione ai sensi
dell’art. 42”.
(24)Testo precedente le modifiche apportate dal D.Lgs. 17 marzo
1995, n. 175.
Art. 12-bis(91)
1. Al fine di garantire la trasparenza e la concorrenzialità delle
offerte dei servizi assicurativi, nonché un’adeguata informazione
agli utenti, è fatto obbligo alle imprese di assicurazione
esercenti il ramo dell’assicurazione obbligatoria della
responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a
motore di rendere pubblici i premi annuali di riferimento di cui al
comma 4, indicando altresì il periodo al quale gli stessi si
riferiscono, mediante appositi opuscoli, materiale promozionale
ovvero annunci pubblicitari.
2. E’ fatto obbligo alle imprese di assicurazione di rendere
visibili agli utenti, nei punti di vendita e nell’ambito dei
sistemi informativi telematici, le tariffe e le condizioni
concernenti le polizze assicurative relative ad autoveicoli,
motocicli, ciclomotori, autocarri e natanti soggetti alla
disciplina della presente legge e di evidenziare, anche nei
preventivi, eventuali rivalse o esclusioni di garanzia previste
contrattualmente nei confronti del proprietario o del conducente,
per sinistri occorsi o causati in occasione di guida del veicolo
assicurato da parte di persona diversa dal proprietario o da
persona designata contrattualmente alla guida, dalla tariffa di
riferimento usata.
3. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 2, comma 5, del
decreto-legge 28 marzo 2000, n. 70, convertito, con modificazioni,
dalla legge 26 maggio 2000, n. 137, la disdetta dei contratti ai
sensi della presente legge deve essere inviata a mezzo fax o
raccomandata almeno trenta giorni prima della data di scadenza
indicata in polizza.
4. Sono definiti “premi annuali di riferimento” quelli relativi a
polizze di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile
derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, comprensivi
degli oneri fiscali e parafiscali, riguardanti:
a) persona fisica di sesso maschile di 18 anni di età, che si
assicura per la prima volta con la formula tariffaria bonus-malus,
con un massimale pari a quello minimo previsto dalla legge vigente
per un’automobile di 1.300 centimetri cubici di cilindrata, con
alimentazione a benzina;
b) persona fisica di sesso maschile di 28 anni di età, con 8 anni
di guida senza sinistri, che si assicura con la formula tariffaria
bonus-malus, con un massimale pari a quello minimo previsto dalla
legge vigente per un’automobile di 1.300 centimetri cubici di
cilindrata, con alimentazione a benzina;
c) persona fisica di sesso maschile di 35 anni di età, con 10 anni
di guida senza sinistri, che si assicura con la formula tariffaria
bonus-malus, con un massimale pari a quello minimo previsto dalla
legge vigente per un’automobile di 1.300 centimetri cubici di
cilindrata, con alimentazione a benzina;
d) persona fisica di sesso maschile di 40 anni di età che si
assicura con la formula tariffaria bonus-malus, con un massimale
pari a quello minimo previsto dalla legge vigente nella classe cui
corrisponde il massimo sconto per un’automobile di 1.300 centimetri
cubici di cilindrata, con alimentazione a benzina;
e) persona fisica di sesso maschile di 21 anni di età, con 2 anni
di guida con un sinistro, che si assicura con la formula tariffaria
bonus-malus, con un massimale pari a quello minimo previsto dalla
legge vigente per un’automobile di 1.300 centimetri cubici di
cilindrata, con alimentazione a benzina;
f) persona fisica di sesso maschile di 45 anni di età che si
assicura con la formula tariffaria bonus-malus, con un massimale
pari a quello minimo previsto dalla legge vigente nella classe cui
corrisponde il massimo del malus per un’automobile di 1.300
centimetri cubici di cilindrata, con alimentazione a benzina;
g) persona fisica di sesso maschile di 18 anni di età che si
assicura per la prima volta con la formula tariffaria bonus-malus e
con un massimale pari a quello minimo previsto dalla legge vigente
per un ciclomotore di 50 centimetri cubici di cilindrata;
h) imprese esercenti l’autotrasporto di cose in conto terzi che si
assicurano per la prima volta con la formula tariffaria pejus, con
un massimale pari a quello minimo previsto dalla legge vigente per
un veicolo con massa totale a pieno carico di 18 tonnellate;
i) imprese esercenti l’autotrasporto di cose in conto terzi che si
assicurano per la prima volta, con la formula tariffaria pejus, con
un massimale pari a quello minimo previsto dalla legge vigente per
un veicolo con massa totale a pieno carico di 44 tonnellate.
5. Le imprese di assicurazione sono tenute a comunicare all’ISVAP,
al Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti (CNCU)
istituito dalla legge 30 luglio 1998, n. 281, e alle camere di
commercio, industria, artigianato e agricoltura competenti per
territorio, i premi annuali di riferimento offerti agli utenti
all’inizio di ogni semestre.
6. Le comunicazioni di cui al comma 5 devono essere effettuate
entro il 31 ottobre, per il semestre gennaio-giugno dell’anno
successivo, ed entro il 30 aprile, per il semestre luglio-dicembre
dell’anno in corso.
7. Le eventuali variazioni dei premi di riferimento sono comunicate
dalle imprese di assicurazione almeno sessanta giorni prima della
loro applicazione.
8. I premi da comunicare sono quelli di cui al comma 4, applicati
dall’impresa in ogni singola provincia.
(91)Articolo inserito dall’art. 1, comma 1, L. 5 marzo 2001, n. 57.
Art. 12-ter(92)
1. Le imprese di assicurazione esercenti il ramo dell’assicurazione
obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla
circolazione dei veicoli a motore e dei natanti sono tenute a
garantire, a coloro che stipulino con esse contratti di
assicurazione riguardanti tale ramo, nonché ai danneggiati, il
diritto di accesso agli atti a conclusione dei procedimenti di
valutazione, constatazione e liquidazione dei danni che li
riguardano. Al danneggiato o all’assicurato non sono opponibili gli
accordi associativi stipulati tra imprese di assicurazione.
2. Al fine di cui al comma 1 ciascuna impresa di assicurazione deve
garantire all’assicurato nonché al danneggiato l’accesso agli atti
di cui al medesimo comma 1. Se entro sessanta giorni dalla
richiesta l’assicurato o il danneggiato non è messo in condizione
di prendere visione degli atti richiesti, egli può rivolgersi
all’ISVAP al fine di veder garantito il proprio diritto.
3. Il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artiganato
adotta, con proprio decreto, le disposizioni attuative del presente
articolo.
(92)Articolo inserito dall’art. 3, comma 1, L. 5 marzo 2001, n. 57.
Art. 12-quater(93)
1. Il rifiuto o l’elusione da parte delle imprese assicuratrici
dell’obbligo di accettare le proposte presentate dagli assicurandi
ai sensi dell’articolo 11 per l’assicurazione obbligatoria per i
rischi derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore e dei
natanti, sono soggetti ad una sanzione pecuniaria da lire 3 milioni
a lire 9 milioni, in relazione a ciascun illecito.
2. È fatta salva la facoltà di revoca dell’autorizzazione
all’esercizio del ramo responsabilità civile per la circolazione
dei veicoli in caso di reiterato e sistematico rifiuto od elusione
dell’obbligo a contrarre di cui all’articolo 16.
3. L’assicuratore non può subordinare la stipula di una polizza RC
auto alla stipula di ulteriori contratti assicurativi.
(93)Articolo inserito dall’art. 4, comma 1, L. 5 marzo 2001, n. 57.
Art. 13
Il regolamento di esecuzione potrà stabilire criteri per il
controllo della congruità della riserva per sinistri avvenuti e non
ancora liquidati alla fine dell’esercizio, che le imprese debbono
costituire per le assicurazioni della responsabilità civile per i
danni causati dalla circolazione dei veicoli.
Art. 14
Il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato
provvede alla valutazione e approvazione delle tariffe premi
presentate dalle imprese, o alla formazione di altre tariffe nei
casi previsti dall’art. 11, sulla base delle risultanze della
rilevazione statistica annuale dei rischi assunti dalle imprese,
dei sinistri verificatisi e di ogni altro elemento utile alla
conoscenza dell’andamento dell’assicurazione della responsabilità
civile per danni causati dalla circolazione dei veicoli.
Ai fini di tale rilevazione, una quota pari al 2 per cento di tutti
i rischi assunti dalle imprese per l’assicurazione predetta viene
immessa in un conto consortile, da tenersi dall’Istituto nazionale
delle assicurazioni per conto comune delle imprese stesse, secondo
i criteri e con gli effetti che saranno stabiliti dal regolamento
di esecuzione. L’istituto nazionale delle assicurazioni, al termine
di ogni esercizio, comunica al Ministero dell’industria, del
commercio e dell’artigianato tutti i dati desumibili dalla gestione
del conto consortile, che possono essere utilizzati per gli scopi
di cui al primo comma.
L’Istituto nazionale delle assicurazioni è tenuto, entro il 30
novembre di ogni anno, a pubblicare ed a trasmettere al Parlamento
una dettagliata relazione in base ai dati desumibili dalla gestione
del conto consortile da esso comunicati al Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato. Le modalità della
pubblicazione sono stabilite dal Ministro per l’industria, il
commercio e l’artigianato (73).
(73)Comma aggiunto dall’art. 1, comma 7, D.L. 23 dicembre 1976, n.
857.
Art. 14(25)
Il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato
provvede alla valutazione e approvazione delle tariffe premi
presentate dalle imprese, o alla formazione di altre tariffe nei
casi previsti dall’art. 11, sulla base delle risultanze della
rilevazione statistica annuale dei rischi assunti dalle imprese,
dei sinistri verificatisi e di ogni altro elemento utile alla
conoscenza dell’andamento dell’assicurazione della responsabilità
civile per danni causati dalla circolazione dei veicoli.
Ai fini di tale rilevazione, una quota pari al 2 per cento di tutti
i rischi assunti dalle imprese per l’assicurazione predetta viene
immessa in un conto consortile, da tenersi dall’Istituto nazionale
delle assicurazioni per conto comune delle imprese stesse, secondo
i criteri e con gli effetti che saranno stabiliti dal regolamento
di esecuzione. L’istituto nazionale delle assicurazioni, al termine
di ogni esercizio, comunica al Ministero dell’industria, del
commercio e dell’artigianato tutti i dati desumibili dalla gestione
del conto consortile, che possono essere utilizzati per gli scopi
di cui al primo comma.
(25)Testo precedente le modifiche apportate dal D.L. 23 dicembre
1976, n. 857.
Art. 15(74)
(74)Articolo abrogato dall’art. 126, comma 1, lettera e), D.Lgs. 17
marzo 1995, n. 175.
Art. 15(26)
Per l’esercizio dell’assicurazione della responsabilità civile per
i danni causati dalla circolazione dei veicoli, la cauzione
stabilita dall’art. 40 del testo unico approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 13 febbraio 1959, n. 449, è
ragguagliata, alla fine di ogni esercizio, al 50 per cento dei
premi lordi dell’esercizio scaduto inerenti ai contratti stipulati
nell’esercizio stesso o anteriormente, escluse le imposte a carico
degli assicurati.
(26)Testo precedente le modifiche apportate dal D.Lgs. 17 marzo
1995, n. 175.
Art. 16(27)
1. L’autorizzazione ad esercitare l’assicurazione della
responsabilità civile per i danni causati dalla circolazione dei
veicoli può essere revocata quando le imprese:
a) rifiutino ingiustificatamente l’adempimento di quanto prescritto
dall’art. 11;
b) omettano o ritardino l’adempimento di quanto prescritto negli
articoli 30 e 31.
(27)Articolo sostituito dall’art. 126, comma 1, lettera f), D.Lgs.
17 marzo 1995, n. 175.
Art. 16(28)
L’autorizzazione a esercitare l’assicurazione della responsabilità
civile per i danni causati dalla circolazione dei veicoli può
essere revocata quando le imprese:
1) non provvedano a costituire, vincolare o integrare la cauzione
dovuta ai sensi degli articoli 15 e 35 della presente legge o a
costituire le riserve tecniche di cui all’art. 60 del testo unico
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio
1959, n. 449, modificato con l’art. 12 della presente legge;
2) non presentino per la prescritta approvazione ministeriale le
tariffe e le condizioni generali di polizza ovvero concludano
contratti di assicurazione in base a tariffe e condizioni generali
diverse da quelle approvate, o stabilite dal Ministro per
l’industria, il commercio e l’artigianato;
3) rifiutino proposte per l’assicurazione obbligatoria che siano
loro presentate in conformità della presente legge;
4) non osservino l’obbligo di cui all’art. 14, comma secondo, o
facciano al riguardo comunicazioni difformi dal vero;
5) omettano o ritardino ingiustificatamente l’adempimento di quanto
prescritto negli articoli 30 e 31.
La revoca dell’autorizzazione è disposta con decreto del Ministro
per l’industria, il commercio e l’artigianato, sentita la
commissione consultiva per le assicurazioni private ed esaminate le
controdeduzioni della compagnia interessata. Dalla data della
pubblicazione del decreto, l’impresa deve limitare la sua attività
alla gestione dei contratti in corso e non può stipulare nuovi
contratti né rinnovare quelli esistenti.
E’ fatta salva l’applicazione di tutte le altre sanzioni previste
dal testo unico approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 13 febbraio 1959, n. 449.
(28)Testo precedente le modifiche apportate dal D.Lgs. 17 marzo
1995, n. 175.
Art. 17
(75)
(75)
Sino alla pubblicazione del decreto, i danneggiati per sinistri
possono agire, ai sensi dell’art. 18, comma primo, nei confronti
dell’impresa assicuratrice cedente, mentre questa è tenuta, se
richiesta, a curare per conto dell’impresa subentrante la
rinnovazione dei contratti di assicurazione che giungano a
scadenza.
(75)
(75)
(75)
(75)Comma abrogato dall’art. 126, comma 1, lettera g), D.Lgs. 17
marzo 1995, n. 175.
Art. 17(29)
In caso di trasferimento volontario del portafoglio afferente
l’assicurazione della responsabilità civile per i danni causati
dalla circolazione dei veicoli, l’impresa cedente deve sottoporre
all’approvazione del Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, le relative deliberazioni e convenzioni.
L’approvazione è data con decreto del Ministro per l’industria, il
commercio e l’artigianato da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale.
Sino alla pubblicazione del decreto, i danneggiati per sinistri
possono agire, ai sensi dell’art. 18, comma primo, nei confronti
dell’impresa assicuratrice cedente, mentre questa è tenuta, se
richiesta, a curare per conto dell’impresa subentrante la
rinnovazione dei contratti di assicurazione che giungano a
scadenza.
Il trasferimento del portafoglio non è causa di risoluzione dei
contratti di assicurazione.
Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano anche in
caso di fusione o di concentrazione di azienda mediante apporto in
altra impresa dell’intero portafoglio.
La fusione o la concentrazione non possono essere approvate se non
ricorrano le condizioni di cui all’art. 128 del regolamento
approvato con regio decreto 4 gennaio 1925, n. 63.
(29)Testo precedente le modifiche apportate dal D.Lgs. 17 marzo
1995, n. 175.
Capo III
DEL RISARCIMENTO DEL DANNO
Art. 18
Il danneggiato per sinistro causato dalla circolazione di un
veicolo o di un natante per i quali a norma della presente legge vi
è obbligo di assicurazione ha azione diretta per il risarcimento
del danno nei confronti dell’assicuratore, entro i limiti delle
somme per le quali è stata stipulata l’assicurazione.
Per l’intero massimale di polizza l’assicuratore non può opporre al
danneggiato, che agisce direttamente nei suoi confronti, eccezioni
derivanti dal contratto, né clausole che prevedano l’eventuale
contributo dell’assicurato al risarcimento del danno.
L’assicuratore ha tuttavia diritto di rivalsa verso l’assicurato
nella misura in cui avrebbe avuto contrattualmente diritto di
rifiutare o ridurre la propria prestazione (30).
(30)Comma sostituito dall’art. 1, comma 8, D.L. 23 dicembre 1976,
n. 857.
Art. 18(31)
Il danneggiato per sinistro causato dalla circolazione di un
veicolo o di un natante per i quali a norma della presente legge vi
è obbligo di assicurazione ha azione diretta per il risarcimento
del danno nei confronti dell’assicuratore, entro i limiti delle
somme per le quali è stata stipulata l’assicurazione.
Fino alle somme minime per cui è obbligatoria l’assicurazione,
indicate nella tabella A allegata alla presente legge,
l’assicuratore non può opporre al danneggiato, che agisce
direttamente nei suoi confronti, eccezioni derivanti dal contratto,
né clausole che prevedano l’eventuale contributo dell’assicurato al
risarcimento del danno. L’assicuratore ha tuttavia diritto di
rivalsa verso l’assicurato nella misura in cui avrebbe avuto
contrattualmente diritto di rifiutare o ridurre la propria
prestazione.
(31)Testo precedente le modifiche apportate dal D.L. 23 dicembre
1976, n. 857.
Art. 19
E’ costituito presso la Consap – Concessionaria servizi
assicurativi pubblici – S.p.A. un “Fondo di garanzia per le vittime
della strada”, per il risarcimento dei danni causati dalla
circolazione dei veicoli o dei natanti per i quali a norma della
presente legge vi è obbligo di assicurazione nei casi in cui:
a) il sinistro sia stato cagionato da veicolo o natante non
identificato;
b) il veicolo o natante non risulti coperto da assicurazione;
c) il veicolo o natante risulti assicurato presso un’impresa
operante nel territorio della Repubblica in regime di stabilimento
o di libertà di prestazione di servizi e che al momento del
sinistro si trovi in stato di liquidazione coatta o vi venga posta
successivamente (32). (34)
Nell’ipotesi di cui alla lettera a) il risarcimento è dovuto solo
per i danni alla persona. Nell’ipotesi di cui alla lettera b) il
risarcimento è dovuto per i danni alla persona nonché per i danni
alle cose il cui ammontare sia superiore al controvalore in lire di
500 unità di conto europee di cui all’art. 3 della legge 22 ottobre
1986, n. 742, e per la parte eccedente tale ammontare. Nell’ipotesi
di cui alla lettera c) il risarcimento è dovuto per i danni alla
persona nonché per i danni alle cose (33).
La liquidazione dei danni è effettuata dall’impresa designata a
norma del successivo art. 20 per il territorio in cui il sinistro è
avvenuto.
L’eventuale azione per il risarcimento del danno deve essere
esercitata nei confronti della stessa impresa.
La Consap – Concessionaria servizi assicurativi pubblici – S.p.A.,
gestione autonoma del “Fondo di garanzia per le vittime della
strada”, può intervenire nel processo, anche in grado di appello
(34).
(32)Lettera modificata dall’art. 7, comma 2, D.L. 26 settembre
1978, n. 576 e successivamente sostituita dall’art. 126, comma 1,
lettera h), D.Lgs. 17 marzo 1995, n. 175.
(33)Comma sostituito dall’art. 31, L. 19 febbraio 1992, n. 142.
(34)Comma modificato dall’art. 126, comma 1, lettera l), D.Lgs. 17
marzo 1995, n. 175.
Art. 19(37)
E’ costituito presso l’Istituto nazionale delle assicurazioni un
“Fondo di garanzia per le vittime della strada”, per il
risarcimento dei danni causati dalla circolazione dei veicoli o dei
natanti per i quali a norma della presente legge vi è obbligo di
assicurazione nei casi in cui:
a) il sinistro sia stato cagionato da veicolo o natante non
identificato;
b) il veicolo o natante non risulti coperto da assicurazione;
c) il veicolo o natante risulti assicurato, con polizza facente
parte del portafoglio italiano, presso una impresa la quale, al
momento del sinistro, si trovi in stato di liquidazione coatta, o
vi venga posta successivamente (35).
Nell’ipotesi di cui alla lettera a) il risarcimento è dovuto solo
per i danni alla persona. Nell’ipotesi di cui alla lettera b) il
risarcimento è dovuto per i danni alla persona nonché per i danni
alle cose il cui ammontare sia superiore al controvalore in lire di
500 unità di conto europee di cui all’art. 3 della legge 22 ottobre
1986, n. 742, e per la parte eccedente tale ammontare. Nell’ipotesi
di cui alla lettera c) il risarcimento è dovuto per i danni alla
persona nonché per i danni alle cose (36).
La liquidazione dei danni è effettuata dall’impresa designata a
norma del successivo art. 20 per il territorio in cui il sinistro è
avvenuto.
L’eventuale azione per il risarcimento del danno deve essere
esercitata nei confronti della stessa impresa.
L’Istituto nazionale delle assicurazioni, gestione autonoma del
“Fondo di garanzia per le vittime della strada”, può intervenire
nel processo, anche in grado di appello.
(37)Testo precedente le modifiche apportate dal D.Lgs. 17 marzo
1995, n. 175.
(35)Lettera modificata dall’art. 7, comma 2, D.L. 26 settembre
1978, n. 576.
(36)Comma sostituito dall’art. 31, L. 19 febbraio 1992, n. 142.
Art. 19(39)
E’ costituito presso l’Istituto nazionale delle assicurazioni un
“Fondo di garanzia per le vittime della strada”, per il
risarcimento dei danni causati dalla circolazione dei veicoli o dei
natanti per i quali a norma della presente legge vi è obbligo di
assicurazione nei casi in cui:
a) il sinistro sia stato cagionato da veicolo o natante non
identificato;
b) il veicolo o natante non risulti coperto da assicurazione;
c) il veicolo o natante risulti assicurato, con polizza facente
parte del portafoglio italiano, presso una impresa la quale, al
momento del sinistro, si trovi in stato di liquidazione coatta, o
vi venga posta successivamente (38).
Nelle ipotesi di cui alle lettere a) e b), il risarcimento è dovuto
solo per i danni alle persone. Nelle ipotesi di cui alla lettera c)
è dovuto il risarcimento per i danni alle persone nonché per i
danni alle cose il cui ammontare sia superiore a lire 100.000 e per
la parte eccedente tale ammontare.
La liquidazione dei danni è effettuata dall’impresa designata a
norma del successivo art. 20 per il territorio in cui il sinistro è
avvenuto.
L’eventuale azione per il risarcimento del danno deve essere
esercitata nei confronti della stessa impresa.
L’Istituto nazionale delle assicurazioni, gestione autonoma del
“Fondo di garanzia per le vittime della strada”, può intervenire
nel processo, anche in grado di appello.
(39)Testo precedente le modifiche apportate dalla L. 19 febbraio
1992, n. 142.
(38)Lettera modificata dall’art. 7, comma 2, D.L. 26 settembre
1978, n. 576.
Art. 19(40)
E’ costituito presso l’Istituto nazionale delle assicurazioni un
“Fondo di garanzia per le vittime della strada”, per il
risarcimento dei danni causati dalla circolazione dei veicoli o dei
natanti per i quali a norma della presente legge vi è obbligo di
assicurazione nei casi in cui:
a) il sinistro sia stato cagionato da veicolo o natante non
identificato;
b) il veicolo o natante non risulti coperto da assicurazione;
c) il veicolo o natante risulti assicurato, con polizza facente
parte del portafoglio italiano, presso una impresa la quale, al
momento del sinistro, si trovi in stato di liquidazione coatta con
dichiarazione di insolvenza, o vi venga posta successivamente.
Nelle ipotesi di cui alle lettere a) e b), il risarcimento è dovuto
solo per i danni alle persone. Nelle ipotesi di cui alla lettera c)
è dovuto il risarcimento per i danni alle persone nonché per i
danni alle cose il cui ammontare sia superiore a lire 100.000 e per
la parte eccedente tale ammontare.
La liquidazione dei danni è effettuata dall’impresa designata a
norma del successivo art. 20 per il territorio in cui il sinistro è
avvenuto.
L’eventuale azione per il risarcimento del danno deve essere
esercitata nei confronti della stessa impresa.
L’Istituto nazionale delle assicurazioni, gestione autonoma del
“Fondo di garanzia per le vittime della strada”, può intervenire
nel processo, anche in grado di appello.
(40)Testo precedente le modifiche apportate dal D.L. 26 settembre
1978, n. 576.
Art. 19-bis(41)
1. Il Fondo vittime della strada è tenuto altresì a risarcire i
sinistri causati sul territorio di un altro Stato membro da veicoli
ivi immatricolati che siano assicurati presso un’impresa con sede
sociale in Italia operante in tale Stato ai sensi delle
disposizioni di cui al titolo II capo V, la quale, al momento del
sinistro si trovi in stato di liquidazione coatta o vi venga posta
successivamente.
2. Il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato
può autorizzare con proprio decreto, da pubblicarsi sulla Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana, la CONSAP – Concessionaria
servizi assicurativi pubblici S.p.A. – Gestione autonoma del “Fondo
di garanzia per le vittime della strada”, a sottoscrivere
convenzioni con fondi di garanzia di altri Stati membri,
concernenti il risarcimento dei sinistri di cui al comma 1.
(41)Articolo inserito dall’art. 126, comma 1, lettera i), D.Lgs. 17
marzo 1995, n. 175.
Art. 20
Il “Fondo di garanzia per le vittime della strada” è gestito, sotto
il controllo del Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, dalla Consap – Concessionaria servizi
assicurativi pubblici S.p.A., a mezzo del proprio consiglio di
amministrazione, con la collaborazione di un comitato, presieduto
dal presidente dell’Istituto o, in sua vece, dal direttore
generale, composto di rappresentanti del Ministero dell’industria,
del commercio e dell’artigianato, del Ministero del tesoro,
dell’Istituto nazionale delle assicurazioni, delle imprese di
assicurazione e degli utenti di autoveicoli. Nel regolamento di
esecuzione saranno stabilite le modalità per la gestione del Fondo
e le attribuzioni del comitato predetto (42).
Il Ministro per l’industria, il commercio e l’artigianato, con
decreto da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, designa per ogni
regione, o per gruppi di regioni, del territorio nazionale
l’impresa che provvede a liquidare agli aventi diritto le somme
loro dovute per i sinistri di cui al precedente articolo, comma
primo, lettere a) e b), verificatisi nel territorio di sua
competenza nel triennio successivo alla data di pubblicazione del
decreto o alla diversa data indicata nel decreto stesso.
L’impresa designata deve provvedere anche per i sinistri
verificatisi oltre la scadenza del triennio, fino alla
pubblicazione del decreto che designi altra impresa.
Nel caso previsto nel comma primo, lettera c) del precedente
articolo, debbono provvedere alla liquidazione dei danni per
sinistri le imprese che risultino territorialmente designate alla
data di pubblicazione del decreto che dispone la liquidazione
coatta.
Le somme anticipate dalle imprese designate, comprese le spese e al
netto delle somme recuperate a norma del successivo art. 29,
saranno rimborsate dalla Consap – Concessionaria servizi
assicurativi pubblici S.p.A., gestione autonoma del “Fondo di
garanzia per le vittime della strada”, secondo le convenzioni che
saranno stipulate fra le imprese e l’istituto predetto e che
saranno soggette all’approvazione del Ministero dell’industria, del
commercio e dell’artigianato (42).
(42)Comma modificato dall’art. 126, comma 1, lettera m), D.Lgs. 17
marzo 1995, n. 175.
Art. 20(43)
Il “Fondo di garanzia per le vittime della strada” è gestito, sotto
il controllo del Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, dall’Istituto nazionale delle assicurazioni, a
mezzo del proprio consiglio di amministrazione, con la
collaborazione di un comitato, presieduto dal presidente
dell’Istituto o, in sua vece, dal direttore generale, composto di
rappresentanti del Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, del Ministero del tesoro, dell’Istituto nazionale
delle assicurazioni, delle imprese di assicurazione e degli utenti
di autoveicoli. Nel regolamento di esecuzione saranno stabilite le
modalità per la gestione del Fondo e le attribuzioni del comitato
predetto.
Il Ministro per l’industria, il commercio e l’artigianato, con
decreto da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, designa per ogni
regione, o per gruppi di regioni, del territorio nazionale
l’impresa che provvede a liquidare agli aventi diritto le somme
loro dovute per i sinistri di cui al precedente articolo, comma
primo, lettere a) e b), verificatisi nel territorio di sua
competenza nel triennio successivo alla data di pubblicazione del
decreto o alla diversa data indicata nel decreto stesso.
L’impresa designata deve provvedere anche per i sinistri
verificatisi oltre la scadenza del triennio, fino alla
pubblicazione del decreto che designi altra impresa.
Nel caso previsto nel comma primo, lettera c) del precedente
articolo, debbono provvedere alla liquidazione dei danni per
sinistri le imprese che risultino territorialmente designate alla
data di pubblicazione del decreto che dispone la liquidazione
coatta.
Le somme anticipate dalle imprese designate, comprese le spese e al
netto delle somme recuperate a norma del successivo art. 29,
saranno rimborsate dall’Istituto nazionale delle assicurazioni,
gestione autonoma del “Fondo di garanzia per le vittime della
strada”, secondo le convenzioni che saranno stipulate fra le
imprese e l’istituto predetto e che saranno soggette
all’approvazione del Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato.
(43)Testo precedente le modifiche apportate dal D.Lgs. 17 marzo
1995, n. 175.
Art. 21(44)
Nel caso previsto dall’art. 19, primo comma, lettera a), il danno è
risarcito nei limiti dei minimi di garanzia previsti per ogni
persona danneggiata e per ogni sinistro nella tabella A allegata
alla presente legge relativamente alle autovetture ad uso privato
(45).
La percentuale di inabilità permanente, la qualifica di vivente a
carico e la percentuale di reddito del sinistrato da calcolare a
favore di ciascuno dei viventi a carico sono determinate in base
alle norme del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno
1965, n. 1124, recante il testo unico delle disposizioni per
l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le
malattie professionali.
Nei casi previsti dalle lettere b) e c) del primo comma dell’art.
19, il danno è risarcito nei limiti dei massimali indicati nella
tabella A allegata alla presente legge per i veicoli o i natanti
della categoria cui appartiene il mezzo che ha causato il danno.
(44)Articolo sostituito dall’art. 1, comma 12, D.L. 23 dicembre
1976, n. 857.
(45)Comma sostituito dall’art. 1, L. 9 gennaio 1991, n. 20.
Art. 21(48)(46)
Nel caso previsto alla lettera a) del primo comma dell’art. 19, il
danno è risarcito soltanto se dal sinistro siano derivate la morte
o una inabilità temporanea superiore a 90 giorni, o una inabilità
permanente superiore al 20 per cento, con il massimo di lire 15
milioni per ogni persona sinistrata nel limite di lire 25 milioni
per ogni sinistro; il risarcimento del danno ha luogo per intero,
sempre nei limiti di somma sopra indicati, anche se si verifica una
sola delle ultime due ipotesi suddette (47).
La percentuale di inabilità permanente, la qualifica di vivente a
carico e la percentuale di reddito del sinistrato da calcolare a
favore di ciascuno dei viventi a carico sono determinate in base
alle norme del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno
1965, n. 1124, recante il testo unico delle disposizioni per
l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le
malattie professionali.
Nei casi previsti dalle lettere b) e c) del primo comma dell’art.
19, il danno è risarcito nei limiti dei massimali indicati nella
tabella A allegata alla presente legge per i veicoli o i natanti
della categoria cui appartiene il mezzo che ha causato il danno.
(48)Testo precedente le modifiche apportate dalla L. 9 gennaio
1991, n. 20.
(46)Articolo sostituito dall’art. 1, comma 12, D.L. 23 dicembre
1976, n. 857.
(47)La Corte costituzionale, con sentenza 18 dicembre 1987, n. 560,
ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente comma,
per la parte in cui non prevede l’adeguamento dei valori monetari
ivi indicati.
Art. 21(49)
Nel caso previsto alla lettera a) del primo comma dell’art. 19, il
danno è risarcito soltanto se dal sinistro siano derivate la morte
o una inabilità temporanea superiore a 90 giorni, o una inabilità
permanente superiore al 20 per cento, con il massimo di lire 15
milioni per ogni persona sinistrata nel limite di lire 25 milioni
per ogni sinistro.
La percentuale di inabilità permanente, la qualifica di vivente a
carico e la percentuale di reddito del sinistrato da calcolare a
favore di ciascuno dei viventi a carico, sono determinate in base
alle norme del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno
1965, n. 1124, recante il testo unico delle disposizioni per
l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le
malattie professionali.
Quando per il calcolo dell’indennizzo debba essere preso in
considerazione il reddito del danneggiato, il reddito stesso non
può essere determinato in misura superiore a quella del reddito
lordo di lavoro denunciato dal danneggiato o accertato a suo carico
nell’anno precedente e risultante dalla dichiarazione annuale dei
redditi o, in mancanza di denuncia o accertamento a tale fine, al
minimo imponibile determinato ai sensi dell’art. 130 del testo
unico delle leggi sulle imposte dirette approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 29 gennaio 1958, n. 645. Nel calcolo
vanno compresi anche i redditi esenti, per legge, dall’imposta.
Nei casi previsti dalle lettere b) e c) del primo comma dell’art.
19, il danno è risarcito nei limiti dei massimali indicati nella
tabella A allegata alla presente legge per i veicoli o i natanti
della categoria cui appartiene il mezzo che ha causato il danno.
(49)Testo precedente le modifiche apportate dal D.L. 23 dicembre
1976, n. 857.
Art. 22(50)
L’azione per il risarcimento di danni causati dalla circolazione
dei veicoli o dei natanti, per i quali a norma della presente legge
vi è obbligo di assicurazione, può essere proposta solo dopo che
siano decorsi sessanta giorni da quello in cui il danneggiato abbia
chiesto all’assicuratore il risarcimento del danno, a mezzo lettera
raccomandata con avviso di ricevimento, anche se inviata per
conoscenza o, nelle ipotesi previste dall’art. 19, comma primo,
lettere a) e b), all’impresa designata a norma dell’art. 20 o alla
Consap – Concessionaria servizi assicurativi pubblici S.p.A.,
gestione autonoma del “Fondo di garanzia per le vittime della
strada”. Il danneggiato che, nell’ipotesi prevista dall’art. 19,
comma primo, lettera a), abbia fatto la richiesta all’impresa
designata o all’istituto predetto, non è tenuto a rinnovare la
richiesta stessa qualora successivamente venga identificato
l’assicuratore del responsabile.
(50)Articolo sostituito dall’art. 1, comma 13, D.L. 23 dicembre
1976, n. 857 e successivamente modificato dall’art. 126, comma 1,
lettera n), D.Lgs. 17 marzo 1995, n. 175.
Art. 22(52)(51)
L’azione per il risarcimento di danni causati dalla circolazione
dei veicoli o dei natanti, per i quali a norma della presente legge
vi è obbligo di assicurazione, può essere proposta solo dopo che
siano decorsi sessanta giorni da quello in cui il danneggiato abbia
chiesto all’assicuratore il risarcimento del danno, a mezzo lettera
raccomandata con avviso di ricevimento, anche se inviata per
conoscenza o, nelle ipotesi previste dall’art. 19, comma primo,
lettere a) e b), all’impresa designata a norma dell’art. 20 o
all’Istituto nazionale delle assicurazioni, gestione autonoma del
“Fondo di garanzia per le vittime della strada”. Il danneggiato
che, nell’ipotesi prevista dall’art. 19, comma primo, lettera a),
abbia fatto la richiesta all’impresa designata o all’istituto
predetto, non è tenuto a rinnovare la richiesta stessa qualora
successivamente venga identificato l’assicuratore del responsabile
.
(52)Testo precedente le modifche apportate dal D.Lgs. 17 marzo
1995, n. 175.
(51)Articolo sostituito dall’art. 1, comma 13, D.L. 23 dicembre
1976, n. 857.
Art. 22(53)
L’azione per il risarcimento di danni causati dalla circolazione
dei veicoli o dei natanti, per i quali a norma della presente legge
vi è obbligo di assicurazione, può essere proposta solo dopo che
siano decorsi sessanta giorni da quello in cui il danneggiato abbia
chiesto il risarcimento del danno, a mezzo lettera raccomandata con
avviso di ricevimento all’assicuratore o, nelle ipotesi previste
dall’art. 19, comma primo, lettere a) e b), all’impresa designata a
norma dell’art. 20 o all’Istituto nazionale delle assicurazioni,
gestione autonoma del “Fondo di garanzia per le vittime della
strada”. Il danneggiato che, nell’ipotesi prevista dall’art. 19,
comma primo, lettera a), abbia fatto la richiesta all’impresa
designata o all’istituto predetto, non è tenuto a rinnovare la
richiesta stessa qualora successivamente venga identificato
l’assicuratore del responsabile.
(53)Testo precedente le modifiche apportate dal D.L. 23 dicembre
1976, n. 857.
Art. 23
Nel giudizio promosso contro l’assicuratore, a norma dell’art. 18,
comma primo, della presente legge, deve essere chiamato nel
processo anche il responsabile del danno. Nel caso previsto alla
lettera b) del primo comma dell’art. 19 deve essere convenuto in
giudizio anche il responsabile del danno. Parimenti nel giudizio
promosso ai sensi della lettera c) del primo comma dello stesso
art. 19 deve essere convenuto in giudizio anche il commissario
liquidatore dell’impresa assicuratrice.
Art. 24(54)
Nel corso del giudizio di primo grado, gli aventi diritto al
risarcimento che, a causa del sinistro, vengano a trovarsi in stato
di bisogno, possono chiedere che sia loro assegnata una somma da
imputarsi nella liquidazione definitiva del danno.
Il giudice istruttore civile o penale, sentite le parti, qualora da
un sommario accertamento risultino gravi elementi di responsabilità
a carico del conducente, con ordinanza immediatamente esecutiva
provvede all’assegnazione della somma ai sensi del primo comma, nei
limiti dei quattro quinti della presumibile entità del risarcimento
che sarà liquidato con la sentenza. Se la causa civile è sospesa ai
sensi dell’art. 3, comma secondo, del codice di procedura penale,
l’istanza è proposta al presidente del tribunale o al pretore,
dinanzi al quale è pendente la causa stessa che provvederà dopo
aver effettuati, se necessario, sommari accertamenti anche in
deroga all’art. 298, comma primo, del codice di procedura civile.
Analogamente provvedono il tribunale nel corso di giudizio di primo
grado o il pretore sia nella fase dell’istruzione che in quella del
giudizio.
L’istanza può essere ripetuta nel corso del giudizio.
L’ordinanza può essere revocata con la decisione del merito.
(54)La Corte costituzionale, con sentenza 27 giugno 1975, n. 198,
ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente articolo,
nella parte in cui, in sede di istruttoria sommaria condotta dal
pubblico ministero, non prevede che il giudice istruttore penale
provveda in ordine all’assegnazione di somma nelle forme, nei
limiti e coi presupposti di cui al medesimo art. 24.
Art. 25
Le sentenze ottenute dal danneggiato contro l’assicuratore prima
che sia intervenuto nei confronti del medesimo il provvedimento di
liquidazione coatta con dichiarazione dello stato di insolvenza
sono opponibili, se passate in giudicato, all’impresa designata per
il risarcimento del danno a norma dell’art. 20 entro i limiti di
risarcibilità fissati dall’art. 21, ultimo comma.
Se il provvedimento di cui al precedente comma interviene in corso
di giudizio e questo prosegua nei confronti dell’impresa in
liquidazione coatta, le pronunce relative sono opponibili, entro i
limiti di risarcibilità fissati dall’art. 21, ultimo comma,
all’impresa designata a condizione che la pendenza del giudizio le
sia stata comunicata da chi vi abbia interesse con atto notificato
a mezzo di ufficiale giudiziario.
L’impresa designata può intervenire volontariamente nel processo,
anche in grado di appello, proponendo, nella comparsa di
costituzione, le istanze, difese e prove che ritiene di suo
interesse.
La disposizione di cui al primo comma si applica anche per le
ordinanze ottenute dal danneggiato ai sensi dell’art. 24 (76).
(76)Comma aggiunto dall’art. 1, comma 14, D.L. 23 dicembre 1976, n.
857.
Art. 25(55)
Le sentenze ottenute dal danneggiato contro l’assicuratore prima
che sia intervenuto nei confronti del medesimo il provvedimento di
liquidazione coatta con dichiarazione dello stato di insolvenza
sono opponibili, se passate in giudicato, all’impresa designata per
il risarcimento del danno a norma dell’art. 20 entro i limiti di
risarcibilità fissati dall’art. 21, ultimo comma.
Se il provvedimento di cui al precedente comma interviene in corso
di giudizio e questo prosegua nei confronti dell’impresa in
liquidazione coatta, le pronunce relative sono opponibili, entro i
limiti di risarcibilità fissati dall’art. 21, ultimo comma,
all’impresa designata a condizione che la pendenza del giudizio le
sia stata comunicata da chi vi abbia interesse con atto notificato
a mezzo di ufficiale giudiziario.
L’impresa designata può intervenire volontariamente nel processo,
anche in grado di appello, proponendo, nella comparsa di
costituzione, le istanze, difese e prove che ritiene di suo
interesse.
(55)Testo precedente le modifiche apportate dal D.L. 23 dicembre
1976, n. 857.
Art. 26
L’azione diretta che spetta al danneggiato nei confronti
dell’assicuratore a norma dell’art. 18, primo comma, e quella che
spetta al danneggiato nei confronti dell’impresa designata a norma
dell’art. 20, nei casi previsti nel primo comma dell’art. 19,
lettere a) e b), sono soggette al termine di prescrizione cui
sarebbe soggetta l’azione verso il responsabile.
L’azione che spetta al danneggiato contro l’impresa designata a
norma dell’art. 20, nel caso previsto al primo comma dell’art. 19,
lettera c), è proponibile fino a che non sia prescritta l’azione
nei confronti dell’impresa posta in liquidazione coatta.
Art. 27
Qualora vi siano più persone danneggiate nello stesso sinistro e il
risarcimento dovuto dal responsabile superi le somme assicurate, i
diritti delle persone danneggiate nei confronti dell’assicuratore o
dell’impresa designata a norma dell’art. 20, sono proporzionalmente
ridotti fino alla concorrenza delle somme assicurate o
rispettivamente di quelle indicate nell’articolo 21.
L’assicuratore o l’impresa designata a norma dell’art. 20 che,
decorsi trenta giorni dall’incidente e ignorando l’esistenza di
altre persone danneggiate pur avendone ricercata l’identificazione
con la normale diligenza, ha pagato ad alcuna di esse una somma
superiore alla quota spettante, non risponde verso le altre persone
danneggiate fino alla concorrenza della somma versata, salva
l’azione degli interessati per il recupero delle somme
indebitamente percepite ai fini della ripartizione in conformità
del primo comma del presente articolo.
Art. 28
Le somme dovute dall’assicuratore o dall’impresa designata a norma
dell’art. 20 al danneggiato per: spese di trasporto a un vicino
ospedale o ambulatorio di pronto soccorso pubblico o privato o al
domicilio; spese di medicazione; spese di spedalità; spese mediche
e farmaceutiche; spese funerarie qualora siano state anticipate da
pubblici ospedali o da altri enti pubblici debbono, se non
garantite da altra assicurazione obbligatoria, essere corrisposte
direttamente a coloro che le hanno anticipate, purché ne facciano
richiesta prima che sia stato pagato il risarcimento al
danneggiato.
Qualora il danneggiato sia assistito da assicurazione sociale,
l’ente gestore dell’assicurazione sociale ha diritto di ottenere
direttamente dall’assicuratore del responsabile o dall’impresa
designata a norma dell’art. 20 il rimborso delle spese sostenute
per le prestazioni erogate al danneggiato ai sensi delle leggi e
dei regolamenti che disciplinano detta assicurazione, semprechè non
sia già stato pagato il risarcimento al danneggiato, con
l’osservanza degli adempimenti prescritti nei due commi successivi
(56).
Prima di provvedere alla liquidazione del danno, l’assicuratore del
responsabile o l’impresa designata a norma dell’art. 20 sono tenuti
a richiedere al danneggiato una dichiarazione attestante che lo
stesso non ha diritto ad alcuna prestazione da parte di istituti
che gestiscono assicurazioni sociali obbligatorie. Ove il
danneggiato dichiari di avere diritto a tali prestazioni,
l’assicuratore o l’impresa designata a norma dell’art. 20 sono
tenuti a darne comunicazione al competente ente di assicurazione
sociale e potranno procedere alla liquidazione del danno solo
previo accantonamento di una somma idonea a coprire il credito
dell’ente per le prestazioni erogate o da erogare (56).
Trascorsi 45 giorni dalla comunicazione di cui al precedente comma
senza che l’istituto di assicurazione abbia dichiarato di volersi
surrogare nei diritti del danneggiato, l’assicuratore del
responsabile o l’impresa designata a norma dell’art. 20 potranno
disporre la liquidazione definitiva in favore del danneggiato.
L’ente di assicurazione sociale ha diritto di ripetere dal
danneggiato le somme corrispondenti agli oneri sostenuti se il
comportamento del danneggiato abbia recato pregiudizio all’azione
di surrogazione (56).
(56)La Corte costituzionale, con sentenza 6 giugno 1989, n. 319, ha
dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente comma, nella
parte in cui non esclude che gli enti gestori delle assicurazioni
sociali possano esercitare l’azione surrogatoria con pregiudizio
del diritto dell’assistito al risarcimento dei danni alla persona
non altrimenti risarciti.
Art. 29
L’impresa designata che, anche in via di transazione, ha risarcito
il danno nei casi previsti nel primo comma dell’art. 19, lettere a)
e b), ha azione di regresso nei confronti dei responsabili del
sinistro per il recupero dell’indennizzo pagato nonché dei relativi
interessi e spese.
Nel caso previsto alla lettera c) del primo comma dell’art. 19,
l’impresa che, anche in via di transazione, ha risarcito il danno è
surrogata, per l’importo pagato, nei diritti sia dell’assicurato
che del danneggiato verso l’impresa posta in liquidazione coatta
con gli stessi privilegi stabiliti dalla legge a favore dei
medesimi.
Art. 30
Le imprese designate a norma dell’art. 20 debbono tenere separata
gestione dei sinistri di cui all’art. 19. Alla fine di ciascun
semestre dell’esercizio esse debbono trasmettere all’Istituto
nazionale delle assicurazioni, gestione autonoma del “Fondo di
garanzia per le vittime della strada”, un rendiconto degli oneri
sostenuti nel semestre stesso per pagamento di danni derivanti da
sinistri e relative spese di gestione, redatto in conformità delle
norme che saranno stabilite con il regolamento di esecuzione.
Le imprese stesse debbono altresì, alla fine di ogni esercizio,
comunicare all’Istituto nazionale delle assicurazioni, gestione
autonoma del “Fondo di garanzia per le vittime della strada”,
l’ammontare dei danni derivanti da sinistri liquidati e non ancora
pagati, nonché il presumibile ammontare dei danni da sinistri
denunciati e non ancora liquidati.
Le gestioni separate di cui al primo comma sono sottoposte alla
vigilanza del Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, il quale potrà adottare tutti i provvedimenti
eventualmente necessari, compresa la sostituzione dell’impresa
designata.
Art. 31
Le imprese autorizzate all’esercizio delle assicurazioni per la
responsabilità civile per i danni causati dalla circolazione dei
veicoli sono tenute a versare annualmente all’Istituto nazionale
delle assicurazioni, gestione autonoma del “Fondo di garanzia per
le vittime della strada”, con le modalità che saranno stabilite nel
regolamento di esecuzione, un contributo da determinarsi in una
percentuale del premio incassato per ciascun contratto relativo
alle predette assicurazioni.
La misura del contributo è determinata annualmente, nel limite
massimo del 4 per cento, con decreto del Ministro per l’industria,
il commercio e l’artigianato, tenuto conto dei risultati della
gestione dei sinistri di cui all’art. 19(80) (2a).
Per la determinazione del contributo di cui al precedente comma la
Consap – Concessionaria servizi assicurativi pubblici S.p.A.,
gestione autonoma del “Fondo di garanzia per le vittime della
strada”, è tenuto a trasmettere ogni anno al Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato un rendiconto
della gestione riferito all’anno precedente, secondo le norme che
saranno stabilite nel regolamento di esecuzione della presente
legge (81).
Nel primo anno di applicazione della presente legge il contributo
predetto è stabilito nella misura del 3 per cento dei premi
incassati risultanti dall’ultimo bilancio approvato.
(80)Comma modificato dall’art. 45, comma 33, L. 23 dicembre 1998,
n. 448, a decorrere dal 1° gennaio 1999.
(81)Comma modificato dall’art. 126, comma 1, lettera o), D.Lgs. 17
marzo 1995, n. 175.
(2a) Per la determinazione della misura del contributo dovuto alla
CONSAP, anni 2000 e 2001, vedi il D.M. 26 gennaio 2000 e il D.M. 29
gennaio 2001.
Art. 31(79)
Le imprese autorizzate all’esercizio delle assicurazioni per la
responsabilità civile per i danni causati dalla circolazione dei
veicoli sono tenute a versare annualmente all’Istituto nazionale
delle assicurazioni, gestione autonoma del “Fondo di garanzia per
le vittime della strada”, con le modalità che saranno stabilite nel
regolamento di esecuzione, un contributo da determinarsi in una
percentuale del premio incassato per ciascun contratto relativo
alle predette assicurazioni.
La misura del contributo è determinata annualmente, nel limite
massimo del 3 per cento, con decreto del Ministro per l’industria,
il commercio e l’artigianato, tenuto conto dei risultati della
gestione dei sinistri di cui all’art. 19.
Per la determinazione del contributo di cui al precedente comma la
Consap – Concessionaria servizi assicurativi pubblici S.p.A.,
gestione autonoma del “Fondo di garanzia per le vittime della
strada”, è tenuto a trasmettere ogni anno al Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato un rendiconto
della gestione riferito all’anno precedente, secondo le norme che
saranno stabilite nel regolamento di esecuzione della presente
legge (57).
Nel primo anno di applicazione della presente legge il contributo
predetto è stabilito nella misura del 3 per cento dei premi
incassati risultanti dall’ultimo bilancio approvato.
(79)Testo precedente le modifiche apportate dalla L. 23 dicembre
1998, n. 448.
(57)Comma modificato dall’art. 126, comma 1, lettera o), D.Lgs. 17
marzo 1995, n. 175.
Art. 31(58)
Le imprese autorizzate all’esercizio delle assicurazioni per la
responsabilità civile per i danni causati dalla circolazione dei
veicoli sono tenute a versare annualmente all’Istituto nazionale
delle assicurazioni, gestione autonoma del “Fondo di garanzia per
le vittime della strada”, con le modalità che saranno stabilite nel
regolamento di esecuzione, un contributo da determinarsi in una
percentuale del premio incassato per ciascun contratto relativo
alle predette assicurazioni.
La misura del contributo è determinata annualmente, nel limite
massimo del 3 per cento, con decreto del Ministro per l’industria,
il commercio e l’artigianato, tenuto conto dei risultati della
gestione dei sinistri di cui all’art. 19.
Per la determinazione del contributo di cui al precedente comma
l’Istituto nazionale delle assicurazioni, gestione autonoma del
“Fondo di garanzia per le vittime della strada”, è tenuto a
trasmettere ogni anno al Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato un rendiconto della gestione riferito all’anno
precedente, secondo le norme che saranno stabilite nel regolamento
di esecuzione della presente legge.
Nel primo anno di applicazione della presente legge il contributo
predetto è stabilito nella misura del 3 per cento dei premi
incassati risultanti dall’ultimo bilancio approvato.
(58)Testo precedente le modifiche apportate dal D.Lgs. 17 marzo
1995, n. 175.
Capo IV
DISPOSIZIONI PENALI
Art. 32(59)
Chiunque pone in circolazione veicoli o natanti per i quali a norma
della presente legge vi è obbligo di assicurazione o consente alla
circolazione dei medesimi senza che siano coperti
dall’assicurazione, è punito con l’ammenda fino da lire 500.000 a
3.000.000(60) e con l’arresto fino a 3 mesi(87) .
Il conducente di un veicolo o di un natante per il quale sia stato
adempiuto all’obbligo di assicurazione, che circoli senza essere
munito del certificato di assicurazione o senza tenere esposto il
contrassegno in modo ben visibile e nel posto prescritto, è punito
con la sanzione amministrativa da L. 4.000 (61) a lire 10.000.
Per l’illecito amministrativo previsto nel comma precedente è
ammesso il pagamento in misura ridotta a norma dell’art. 5 della
legge 3 maggio 1967, n. 317, contenente modificazioni al sistema
sanzionatorio delle norme in tema di circolazione stradale e delle
norme di regolamenti locali.
(59)Articolo abrogato, limitatamente ai veicoli, dall’art. 231,
comma 1, D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285. Per la decorrenza
dell’abrogazione, vedi, il medesimo art. 231, comma 1, D.Lgs. 30
aprile 1992, n. 285.
(60)Importi elevati dall’art. 38, L. 24 novembre 1981, n. 689.
(61)Importo elevato dall’art. 114, comma 2, L. 24 novembre 1981, n.
689.
(87) Per la depenalizzazione delle violazioni previste dalle
presenti disposizioni, vedi gli artt. 33 e 38, L. 24 novembre 1981,
n. 689.
Art. 32(62)
Chiunque pone in circolazione veicoli o natanti per i quali a norma
della presente legge vi è obbligo di assicurazione o consente alla
circolazione dei medesimi senza che siano coperti
dall’assicurazione, è punito con l’ammenda fino a lire 300.000 e
con l’arresto fino a 3 mesi.
Il conducente di un veicolo o di un natante per il quale sia stato
adempiuto all’obbligo di assicurazione, che circoli senza essere
munito del certificato di assicurazione o senza tenere esposto il
contrassegno in modo ben visibile e nel posto prescritto, è punito
con la sanzione amministrativa da L. 1.000 a lire 10.000.
Per l’illecito amministrativo previsto nel comma precedente è
ammesso il pagamento in misura ridotta a norma dell’art. 5 della
legge 3 maggio 1967, n. 317, contenente modificazioni al sistema
sanzionatorio delle norme in tema di circolazione stradale e delle
norme di regolamenti locali.
(62)Testo precedente le modifiche apportate dalla L. 24 novembre
1981, n. 689.
Art. 33
L’accertamento delle violazioni alle norme della presente legge è
anche demandato agli organi indicati nell’art. 137 del decreto del
Presidente della Repubblica 15 giugno 1959, n. 393, che approva il
testo unico delle norme sulla circolazione stradale e nell’art. 38
del decreto del Presidente della Repubblica 5 febbraio 1953, n. 39,
che approva il testo unico delle leggi sulle tasse
automobilistiche.
Capo V
DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE
Art. 34
I contratti di assicurazione della responsabilità civile per i
danni causati dalla circolazione dei veicoli, in corso alla data di
entrata in vigore dell’obbligo dell’assicurazione, debbono essere
adeguati, con effetto da tale data, alle disposizioni della
presente legge cui divengono soggetti. L’assicurato è tenuto, ove
occorra, a corrispondere il relativo maggior premio.
Art. 35
Le imprese che alla data di pubblicazione del regolamento di
esecuzione della presente legge esercitino nel territorio della
Repubblica l’assicurazione della responsabilità civile per i danni
causati dalla circolazione dei veicoli, debbono costituire e
vincolare una cauzione iniziale aggiuntiva a quella prescritta
dall’art. 40 del testo unico approvato con decreto del Presidente
della Repubblica 13 febbraio 1959, n. 449, ragguagliata al 10 per
cento dei premi lordi dell’ultimo esercizio per il quale è stato
approvato il bilancio, inerenti alle predette assicurazioni
stipulate nell’esercizio stesso o anteriormente, escluse le imposte
a carico degli assicurati.
La cauzione aggiuntiva di cui al comma precedente è computabile ai
fini della costituzione della cauzione di cui all’art. 15.
Art. 36
Le assicurazioni della responsabilità civile per danni causati
dalla circolazione dei veicoli sono soggette all’imposta sui premi
stabilita dalla legge 29 ottobre 1961, n. 1216, nella misura
proporzionale di lire 5(86) per ogni cento lire del premio e degli
accessori. Tale misura resta ferma anche nel caso in cui con lo
stesso contratto siano assicurati, insieme al rischio della
responsabilità civile, anche altri rischi inerenti al veicolo o al
natante o ai danni causati dalla loro circolazione.
Per le quietanze inerenti al pagamento di somme in dipendenza di
contratti di assicurazione di cui al precedente comma, rilasciate
all’impresa assicuratrice dall’assicurato o dal danneggiato o loro
aventi causa, anche se risultati da atto formale o aventi effetto
transattivo e anche se comprensive, oltre che dell’indennizzo, di
spese e competenze legali e di altri diritti accessori previsti
dalla polizza, restano ferme le disposizioni dell’art. 16 della
legge 29 ottobre 1961, n. 1216.
Tutte le operazioni e gli atti necessari per il pagamento dei
risarcimenti corrisposti a norma dell’art. 19, nonché quelli
inerenti ai rapporti fra la Consap – Concessionaria servizi
assicurativi pubblici S.p.A., gestione autonoma del “Fondo di
garanzia per le vittime della strada” e le imprese assicuratrici,
sono esenti da qualsiasi tassa e imposta indiretta sugli affari e
dalla formalità della registrazione.(63)
(63)Comma modificato dall’art. 126, comma 1, lettera p), D.Lgs. 17
marzo 1995, n. 175.
(86)Misura elevata a lire 7, a partire dal 1° luglio 1978,
dall’art. 10, D.L. 26 maggio 1978, n. 216.
Art. 36(64)
Le assicurazioni della responsabilità civile per danni causati
dalla circolazione dei veicoli sono soggette all’imposta sui premi
stabilita dalla legge 29 ottobre 1961, n. 1216, nella misura
proporzionale di lire 5 per ogni cento lire del premio e degli
accessori. Tale misura resta ferma anche nel caso in cui con lo
stesso contratto siano assicurati, insieme al rischio della
responsabilità civile, anche altri rischi inerenti al veicolo o al
natante o ai danni causati dalla loro circolazione.
Per le quietanze inerenti al pagamento di somme in dipendenza di
contratti di assicurazione di cui al precedente comma, rilasciate
all’impresa assicuratrice dall’assicurato o dal danneggiato o loro
aventi causa, anche se risultati da atto formale o aventi effetto
transattivo e anche se comprensive, oltre che dell’indennizzo, di
spese e competenze legali e di altri diritti accessori previsti
dalla polizza, restano ferme le disposizioni dell’art. 16 della
legge 29 ottobre 1961, n. 1216.
Tutte le operazioni e gli atti necessari per il pagamento dei
risarcimenti corrisposti a norma dell’art. 19, nonché quelli
inerenti ai rapporti fra l’Istituto nazionale delle assicurazioni,
gestione autonoma del “Fondo di garanzia per le vittime della
strada” e le imprese assicuratrici, sono esenti da qualsiasi tassa
e imposta indiretta sugli affari e dalla formalità della
registrazione.
(64)Testo precedente le modifiche apportate dal D.Lgs. 17 marzo
1995, n. 175.
Art. 37
Gli aventi diritto al risarcimento nei confronti di assicurati
presso imprese che, alla data di pubblicazione della presente legge
o a quella in cui essa entra in vigore, si trovino in stato di
liquidazione coatta con dichiarazione di insolvenza possono agire
nei confronti delle imprese designate a norma dell’art. 20 per
conseguire, nei limiti del contratto di assicurazione e comunque
non oltre i massimali indicati nella tabella A allegata alla
presente legge, la quota del credito per risarcimento ammesso al
passivo che, rispetto a detti limiti, non sia stata soddisfatta con
la prima distribuzione dell’attivo dell’impresa in liquidazione
alla quale essi sono stati ammessi a concorrere.
Le disposizioni di cui al precedente comma non sono applicabili
alle prime 100.000 lire di risarcimento per danni a cose o animali.
Le disposizioni del primo comma si applicano anche in favore degli
assicurati che abbiano risarcito il danno agli aventi diritto.
Le somme dovute nelle successive eventuali distribuzioni
dell’attivo a coloro che si sono avvalsi delle disposizioni del
presente articolo, saranno versate dal commissario liquidatore
all’INA, gestione autonoma del “Fondo di garanzia per le vittime
della strada”, che provvederà a rimborsare alle imprese designate
tutte le somme da esse pagate in dipendenza del presente articolo.
Art. 38
Presso il Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato è istituita la Direzione generale delle
assicurazioni private e di interesse collettivo con i compiti e le
funzioni già svolte dall’Ispettorato delle assicurazioni private
istituito con decreto luogotenenziale 23 febbraio 1946, numero 223.
A tal fine è disposto l’aumento di un posto nell’organico dei
direttori generali del ruolo dell’amministrazione centrale del
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato.
Presso il Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato è istituito il ruolo tecnico ispettivo delle
assicurazioni private e d’interesse collettivo, le cui dotazioni
organiche sono determinate nella tabella B allegata alla presente
legge.
All’onere derivante dalla istituzione della Direzione generale e
del ruolo ispettivo di cui ai commi precedenti, sarà provveduto con
le maggiori entrate del contributo di vigilanza, di cui all’art. 67
del testo unico approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 13 febbraio 1959, n. 449. A tale scopo la misura massima
di detto contributo è elevata all’1,25 per mille dei premi
incassati dalle imprese in ciascun esercizio.
Art. 39
La nomina alla qualifica iniziale della carriera direttiva del
ruolo tecnico ispettivo di cui alla tabella B allegata alla
presente legge ha luogo mediante pubblico concorso per esami fra
laureati in giurisprudenza, in economia e commercio o in scienze
statistiche e attuariali.
I decreti ministeriali che indicono i concorsi stabiliscono il
numero dei posti della qualifica iniziale da riservare a ogni tipo
di laurea.
Gli esami consistono in quattro prove scritte e in una prova orale.
I decreti ministeriali che indicono i concorsi stabiliscono le
materie che formano oggetto delle prove scritte e di quella orale,
in relazione al diploma di laurea richiesto per l’ammissione a
ciascun concorso.
Art. 40
La nomina alla qualifica iniziale della carriera di concetto del
ruolo tecnico ispettivo di cui alla tabella B allegata alla
presente legge ha luogo mediante pubblico concorso per esami fra
candidati in possesso del diploma di ragioniere.
Gli esami consistono in tre prove scritte e in una prova orale.
Il decreto ministeriale che indice il concorso stabilisce le
materie che formano oggetto delle prove scritte e della prova
orale.
Art. 41
Nella prima applicazione della presente legge, dieci posti del
ruolo tecnico ispettivo della carriera direttiva e cinque posti del
ruolo tecnico ispettivo della carriera di concetto, di cui alla
tabella B, allegata alla presente legge, possono essere conferiti,
con le modalità stabilite dall’art. 200 del testo unico approvato
con il decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n.
3, a impiegati appartenenti, rispettivamente, a ruoli
amministrativi della carriera direttiva e a ruoli amministrativi
della carriera di concetto del Ministero dell’industria, del
commercio e dell’artigianato.
Inoltre nella prima applicazione della presente legge tutti i posti
di nuova istituzione possono essere conferiti senza tener conto di
posizioni in soprannumero.
Art. 42
Il regolamento di esecuzione sarà emanato con decreto del
Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro per
l’industria, il commercio e l’artigianato, di concerto con i
Ministri per la grazia e giustizia e per i trasporti e l’aviazione
civile entro sei mesi dalla pubblicazione della presente legge.
Il regolamento stesso potrà prevedere, per le infrazioni alle sue
norme, sanzioni amministrative da lire 1.000 a lire 50.000.
Art. 43
Le disposizioni della presente legge, esclusi il presente articolo
e gli articoli 38, 39, 40 e 41, si applicano a decorrere dal 180°
giorno successivo a quello della pubblicazione del regolamento di
esecuzione, salvo quelle di cui agli articoli 11, primo, secondo,
terzo, quarto, quinto e sesto comma; 12; 14, primo comma; 15; 16,
primo comma, numeri 1) e 2), secondo e terzo comma; 17; 20; 31; 35
e 37, le quali si applicano dal giorno della pubblicazione del
regolamento stesso.
Le imprese autorizzate all’esercizio dell’assicurazione della
responsabilità civile per i danni causati dalla circolazione dei
veicoli, in esercizio alla data di pubblicazione del regolamento di
esecuzione della presente legge, debbono, per poter continuare la
loro attività in questo ramo, provvedere agli adempimenti di cui
agli articoli 11, primo comma, e 35, entro il 60° giorno da tale
data.
Nella prima applicazione dell’art. 11 le imprese debbono presentare
al Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato,
unitamente alle tariffe dei premi e alle condizioni generali di
polizza, gli elementi statistici e tecnici indicati nell’art. 14,
comma primo. La presente legge, munita del sigillo dello Stato,
sarà inserta nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti
della Repubblica Italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di
osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

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