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Interventi per la ristrutturazione dell'autotrasporto e lo sviluppo dell'intermodalità.

(26)L’art. 24, comma 2, L. 5 marzo 2001, n. 57, ha abrogato le
disposizioni concernenti il piano quinquennale degli interporti di
cui alla presente legge, a decorrere dalla data di entrata in
vigore del decreto legislativo di cui al comma 1, del medesimo art.
24, L. 57/2001.
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga
la seguente legge:
Art. 1
(Interventi per la ristrutturazione dell’autotrasporto e lo
sviluppo dell’intermodalità e del trasporto combinato).
1. La presente legge si propone di consentire al comparto
dell’autotrasporto nazionale di evolvere verso forme e modalità di
servizio più evolute e competitive e di incrementare il trasporto
combinato. A tal fine la presente legge ha la finalità di favorire
la ristrutturazione del sistema dell’autotrasporto italiano
attraverso un complesso di interventi volti ad incentivare le
aggregazioni tra imprese, nonché la riduzione delle imprese
monoveicolari, ottenendo in tal modo una riduzione di capacità di
carico complessiva. La presente legge si propone inoltre di
favorire un maggiore grado di sicurezza nella circolazione stradale
dei mezzi e un minore impatto ambientale in coerenza con le
normative dell’Unione europea in materia.
2. Ai fini della presente legge si intende:
a) per autotrasporto di cose per conto di terzi, l’attività di cui
all’articolo 40 della legge 6 giugno 1974, n. 298;
b) per albo degli autotrasportatori, l’albo nazionale delle persone
fisiche e giuridiche che esercitano l’autotrasporto di cose per
conto di terzi, di cui alla legge 6 giugno 1974, n. 298;
c) per impresa di autotrasporto un’impresa, ovvero un
raggruppamento, che esercita l’attività di autotrasporto di cose su
strada per conto di terzi e che è iscritta all’albo degli
autotrasportatori di cui alla legge 6 giugno 1974, n. 298, anche se
avente sede principale in altro Stato dell’Unione europea;(21)
d) per autorizzazioni, le autorizzazioni di cui all’articolo 41
della legge 6 giugno 1974, n. 298;
e) per raggruppamento, le strutture societarie costituite a norma
del libro V, titolo Vl, capo I o del libro V, Titolo X, capo II,
sezioni II e II-bis, del codice civile;
f) per trasporto combinato, il trasporto di merci per cui
l’autocarro, il rimorchio, il semirimorchio con o senza il veicolo
trattore, la cassa mobile o il contenitore effettuano la parte
iniziale o terminale del tragitto su strada e l’altra parte per
ferrovia, per via navigabile interna o per mare.
3. Per il conseguimento di maggiori e più adeguati livelli di
sicurezza stradale e di protezione dell’ambiente dalle emissioni
inquinanti originate dal trasporto stradale di cose, nonché per
determinare, sulla base del Piano generale dei trasporti e dei suoi
aggiornamenti, uno sviluppo delle quote di traffico che le imprese
di autotrasporto effettuano mediante ricorso a tecniche intermodali
ed al trasporto combinato strada-ferrovia, strada-mare e strada-
aereo, il Ministro dei trasporti e della navigazione adotta con
proprio decreto un piano complessivo di ripartizione nel triennio
1997-1999 delle risorse per la concessione di benefici a favore
delle imprese e dei raggruppamenti di imprese. Tali benefici sono
destinati alle seguenti finalità:
a) investimenti innovativi delle imprese di autotrasporto e
connesse forme di garanzia anche per ulteriori investimenti
aggiuntivi o integrativi da parte delle imprese, nei limiti del 50
per cento delle risorse complessive;
b) incentivazione all’esodo volontario delle imprese di trasporto
monoveicolari, nei limiti del 18 per cento delle risorse
complessive;
c) incentivazione delle aggregazioni tra imprese di autotrasporto e
dei servizi intermodali, nei limiti del 15 per cento delle risorse
complessive;
d) finanziamento dei mezzi adibiti alla gestione del trasporto
combinato, per l’acquisto delle attrezzature necessarie alla
movimentazione delle unità di carico specifiche destinate al
trasporto combinato per ferrovia, per mare e per vie navigabili
interne, nonché agevolazioni al trasporto combinato, nei limiti del
17 per cento delle risorse complessive.
4. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 8 della legge 6
giugno 1974, n. 298, e dal decreto del Presidente della Repubblica
7 novembre 1994, n. 681, al fine di tener conto dell’evoluzione
economica e strutturale del settore, le funzioni del comitato
centrale per l’albo delle persone fisiche e giuridiche che
esercitano l’autotrasporto di cose per conto di terzi sono
integrate dalle seguenti:
a) il comitato centrale opera in posizione di autonomia sotto la
vigilanza del Ministro dei trasporti e della navigazione;
b) il comitato centrale collabora direttamente con il Ministro dei
trasporti e della navigazione per la definizione degli obiettivi e
delle priorità dell’azione amministrativa, ai fini del concreto
miglioramento e dello sviluppo dell’autotrasporto di cose; presta
anche la propria consulenza su tutte le questioni afferenti il
settore dell’autotrasporto di cose per conto di terzi, ivi comprese
quelle concernenti il rispetto della normativa comunitaria e degli
altri obblighi derivanti dalla partecipazione dell’Italia alla
Unione europea e ad altri accordi internazionali;
c) il comitato centrale esprime pareri obbligatori sui programmi e
sulle direttive in materia di autotrasporto di cose prima della
loro adozione da parte del Ministero dei trasporti e della
navigazione, nonché sulla predisposizione della relativa normativa
di attuazione, in conformità ai principi di cui all’articolo 92 del
trattato CEE;
d) il comitato centrale propone al Ministero dei trasporti e della
navigazione la normativa ed i provvedimenti amministrativi relativi
al funzionamento delle commissioni esaminatrici, alle modalità di
svolgimento delle prove ed ai programmi di esame per l’accesso alla
professione di autotrasportatore, in modo da assicurare
l’imparzialità di giudizio e l’accertamento della professionalità
conformemente alla normativa comunitaria;
e) il comitato centrale coordina l’attività dei segretari dei
comitati provinciali e degli stessi comitati;
f) il comitato centrale propone al Ministro dei trasporti e della
navigazione, che provvede con proprio decreto, i criteri per
l’accertamento della rappresentatività delle associazioni di
categoria degli autotrasportatori di cose per conto di terzi ai
fini della designazione dei rappresentanti nei comitati centrale e
provinciali;
g) il comitato centrale cura le attività formative interessanti
l’autotrasporto di cose per conto di terzi, utilizzando, oltre alle
somme a tal fine destinate dal comitato centrale medesimo, anche le
risorse dei fondi strutturali dell’Unione europea e gli altri
finanziamenti dello Stato e degli enti territoriali, nonché i
contributi volontariamente versati da organismi privati e da
acquisire con la procedura di cui all’articolo 5 del decreto del
Presidente della Repubblica 7 novembre 1994, n. 681;
h) il comitato centrale utilizza le quote di cui all’articolo 2
della legge 27 maggio 1993, n. 162, versate dagli autotrasportatori
iscritti all’albo nazionale, per l’assolvimento dei compiti
previsti dagli articoli 8 e 9 della legge 6 giugno 1974, n. 298, e
dalla presente legge, nonché per l’espletamento di tutti gli
adempimenti connessi. A tal fine la normativa contabile per
l’amministrazione delle quote versate dagli autotrasportatori è
stabilita con provvedimento del comitato centrale (3a). Gli impegni
di spesa e gli altri provvedimenti relativi allo svolgimento
dell’attività del comitato centrale sono assunti e formalizzati a
seguito della deliberazione dello stesso comitato, con
provvedimento adottato dal presidente o dal vicepresidente
delegato. Alle relative dotazioni provvede il Ministero dei
trasporti e della navigazione utilizzando le risorse iscritte nel
relativo bilancio.
5. I componenti del comitato centrale e dei comitati regionali e
provinciali per l’albo nazionale degli autotrasportatori, di cui al
titolo I della legge 6 giugno 1974, n. 298, in carica alla data di
entrata in vigore della presente legge, sono prorogati nel loro
mandato fino al centottantesimo giorno successivo alla predetta
data.
6. Tutte le persone fisiche e giuridiche che esercitano
l’autotrasporto di cose per conto di terzi con qualsiasi mezzo e
tonnellaggio e a qualsiasi titolo devono essere iscritte all’albo
degli autotrasportatori.
7. Sulla base di un rapporto del Comitato di cui all’articolo 8, il
Ministro dei trasporti e della navigazione riferisce annualmente e
comunque entro il 30 settembre al Parlamento sullo stato di
attuazione della presente legge, sul conseguimento degli obiettivi
programmatici volti al riequilibrio della domanda di trasporto tra
strada, ferrovia e cabotaggio marittimo, sulla valutazione degli
effetti conseguiti sul mercato del trasporto e sulla rispondenza
degli interventi attuati alle normative dell’Unione europea.
(21)Lettera sostituita dall’art. 1, comma 01, D.L. 20 dicembre
1999, n. 484 convertito, con modificazioni, dalla L. 18 febbraio
2000, n. 27.
(3a) Per la normativa contabile del Comitato centrale per l’Albo
degli autotrasportatori di cose per conto di terzi, vedi la
deliberazione 18 maggio 2000, n. 6.
Art. 1
(Interventi per la ristrutturazione dell’autotrasporto e lo
sviluppo dell’intermodalità e del trasporto combinato). (20)
1. La presente legge si propone di consentire al comparto
dell’autotrasporto nazionale di evolvere verso forme e modalità di
servizio più evolute e competi…

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