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Disposizioni per la prevenzione dell'inquinamento derivante dal trasporto marittimo di idrocarburi e per il controllo del traffico marittimo.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
promulga la seguente legge:

Art. 1.

(Finalita’)

1. La presente legge, in conformita’ alla politica comunitaria
sulla sicurezza dei mari, e compatibilmente con le tecnologie
disponibili, al fine di prevenire gli incidenti in mare o di
limitare le conseguenze dei sinistri marittimi nei quali siano
coinvolte navi cisterna, promuove l’uso di navi cisterna a basso
impatto ambientale e dotate dei piu’ elevati standard di sicurezza
e lo sviluppo dell’attivita’ di controllo e assistenza al traffico
marittimo mercantile che interessa i porti italiani e le acque
antistanti le coste nazionali.

Art. 2.

(Contributo per la demolizione del naviglio)

1. Al fine di favorire ed accelerare l’eliminazione delle unita’ a
singolo scafo non conformi ai piu’ avanzati standard in materia di
sicurezza della navigazione, applicabili alle navi a doppio scafo,
e di tutelare l’ambiente marino, alle imprese armatoriali aventi i
requisiti di cui all’articolo 143 del codice della navigazione puo’
essere concesso un contributo, entro la misura massima del limite
di impegno quindicennale di lire 10.000 milioni annue a decorrere
dall’anno 2001, per la demolizione di navi cisterna abilitate al
trasporto di petrolio greggio o di prodotti petroliferi e chimici,
aventi portata lorda superiore a 1.000 tonnellate, la cui entrata
in esercizio alla data del 31 dicembre 1999 risalga ad oltre venti
anni.

2. Il contributo di cui al comma 1 e’ concesso alle imprese
armatoriali che vendono per la demolizione o fanno demolire per
proprio conto unita’ di proprieta’ delle imprese stesse non oltre
la data del 30 settembre 2000 ed iscritte, non oltre la medesima
data, nei registri di cui all’articolo 146 del codice della
navigazione, i cui lavori di demolizione abbiano inizio nel periodo
compreso tra il 1º gennaio 2000 e il 31 dicembre 2002, ed e’ pari a
lire 250.000 per ogni tonnellata di portata lorda, entro il limite
massimo di 30.000 tonnellate per singola unita’.

3. Il contributo e’ concesso a condizione che l’importo netto del
beneficio venga, entro diciotto mesi dall’ultimazione dei lavori di
demolizione, reinvestito dalle imprese beneficiarie ai fini della
propria attivita’ aziendale. Tale periodo si computa dalla data di
entrata in vigore della presente legge nel caso di iniziative di
demolizione avviate anteriormente a quest’ultima data.
L’inosservanza di tale condizione comporta la decadenza dal
contributo e la sua restituzione con i relativi interessi, penali
ed ogni altro onere accessorio scaturente dall’anticipata
estinzione del mutuo autorizzato in applicazione della presente
legge.

Art. 3.

(Modalita’ di concessione del contributo)

1. Le imprese che intendono beneficiare del contributo di cui
all’articolo 2 devono presentare istanza al Ministero dei trasporti
e della navigazione, entro tre mesi dalla data di inizio dei lavori
di demolizione, a pena di inammissibilita’, indicando gli elementi
di individuazione della nave ed allegando la pertinente
documentazione, in particolare quella comprovante il titolo di
proprieta’, l’eventuale contratto di vendita per la demolizione o
la demolizione in proprio, nonche’ la certificazione dell’autorita’
marittima o consolare, se esistente, del porto in cui la nave e’
approdata per la demolizione, attestante che l’impresa ha titolo
per procedere alla demolizione stessa.

2. Il contributo e’ corrisposto secondo le modalita’ di cui alla
legge 31 dicembre 1991, n. 431, e successive modificazioni.

3. Per ottenere la liquidazione definitiva del contributo le
imprese interessate devono presentare, a pena di decadenza, al
Ministero dei trasporti e della navigazione apposita istanza, entro
il termine di sei mesi dalla data di inizio dei lavori di
demolizione, corredata dal certificato dell’autorita’ marittima o
consolare attestante la data di inizio e di ultimazione dei lavori
stessi. Tale periodo si computa dalla data di entrata in vigore
della presente legge nel caso di iniziative di demolizione avviate
anteriormente a quest’ultima data.

Art. 4.

(Limiti di operativita’ e decadenza dai benefici)

1. Le imprese armatoriali che beneficiano del contributo per la
demolizione di navi cisterna abilitate al trasporto di petrolio
greggio o di prodotti petroliferi e chimici non potranno utilizzare
in attivita’ di cabotaggio nazionale, successivamente alla data di
erogazione del beneficio, navi cisterna a singolo scafo di eta’
superiore a venti anni, ad esclusione delle navi italiane gia’ di
proprieta’ o delle navi italiane gia’ gestite dalle stesse imprese.

2. L’eventuale utilizzo, diretto o indiretto, del naviglio di cui
al comma 1 in attivita’ di cabotaggio nazionale comporta la
decadenza dal beneficio, con l’obbligo di restituzione del
contributo nei termini e alle condizioni di cui agli articoli 2 e 3
della presente legge.

3. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge
non possono essere iscritte nei registri tenuti dalle autorita’
nazionali navi cisterna abilitate al trasporto di petrolio greggio
o di prodotti petroliferi e chimici a singolo scafo la cui eta’
risalga ad oltre venti anni.

Art. 5.

(Controllo degli spazi marittimi di interesse nazionale)

1. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, il Ministro dei trasporti e della navigazione, di concerto
con il Ministro dell’ambiente, fissa, con propri decreti, le
disposizioni attuative del sistema di controllo del traffico
marittimo Vessel Traffic Services (VTS) e ne assicura la gestione
operativa attraverso le strutture centrali e periferiche del
Ministero.

2. L’articolo 83 del codice della navigazione e’ sostituito dal
seguente: “Art. 83. – (Divieto di transito e di sosta). – Il
Ministro dei trasporti e della navigazione puo’ limitare o vietare
il transito e la sosta di navi mercantili nel mare territoriale,
per motivi di ordine pubblico, di sicurezza della navigazione e, di
concerto con il Ministro dell’ambiente, per motivi di protezione
dell’ambiente marino, determinando le zone alle quali il divieto si
estende”.

3. Il comandante della nave che, nell’ambito delle acque marittime
interne e territoriali, non osservi gli schemi di separazione delle
rotte, e’ soggetto alla sanzione prevista dall’articolo 1231 del
codice della navigazione. In tale caso l’armatore della nave e’
soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
lire 2 milioni a lire 12 milioni, maggiorata, nel caso di nave da
carico o di nave passeggeri, dell’importo di lire 5 milioni per
ogni tonnellata di stazza lorda della nave. Tale sanzione e’
irrogata dal capo del circondario marittimo competente per
territorio.

4. Al di la’ del limite esterno del mare territoriale italiano,
l’inosservanza degli schemi di separazione delle rotte comporta:

a) a carico del comandante di nave battente bandiera italiana,
l’applicazione della sanzione prevista dall’articolo 1231 del
codice della navigazione;

b) a carico del comandante di nave battente bandiera estera, la
segnalazione all’autorita’ dello Stato di bandiera.

Art. 6.

(Sistema di comunicazione per la sicurezza in mare)

1. E’ autorizzata la spesa di lire 13.000 milioni annue, da parte
del Ministero dei trasporti e della navigazione, a decorrere dal
2001, per la realizzazione del sistema globale di comunicazione per
l’emergenza e la sicurezza in mare (GMDSS – Global Maritime
Distress and Safety System), in attuazione delle regole 4, 5, 7, 8
e 9 del capitolo IV, come sostituito dagli emendamenti del 1988,
pubblicati nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 62
del 14 marzo 1992, dell’allegato alla Convenzione internazionale
del 1974 per la salvaguardia della vita umana in mare, aperta alla
firma a Londra il 1º novembre 1974, ratificata e resa esecutiva ai
sensi della legge 23 maggio 1980, n. 313.

2. All’onere derivante dall’attuazione del comma 1, pari a lire
13.000 milioni annue a decorrere dal 2001, si provvede mediante
corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del
bilancio triennale 2001-2003, nell’ambito dell’unita’ previsionale
di base di parte corrente “Fondo speciale” dello stato di
previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica per l’anno 2001, allo scopo parzialmente
utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero degli affari
esteri.

3. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le
occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 7.

(Copertura finanziaria)

1. All’onere derivante dall’attuazione della presente legge, ad
eccezione dell’articolo 6, pari a lire 10.000 milioni annue a
decorrere dal 2001, si provvede mediante corrispondente riduzione
dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 1,
lettera c), della legge 31 luglio 1997, n. 261.

2. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le
occorrenti variazioni di bilancio.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi’ 7 marzo 2001

CIAMPI
Amato, Presidente del Consiglio dei Ministri

Visto, il Guardasigilli: Fassino

LAVORI PREPARATORI

Camera dei deputati (atto n. 6874):
Presentato dall’on. Duca ed altri il 16 marzo 2000.
Assegnato alla IX c…

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