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Regolamento per la semplificazione del procedimento per la concessione...

Regolamento per la semplificazione del procedimento per la concessione di contributi per la realizzazione di progetti pilota nel settore agroalimentare in Paesi non appartenenti all'Unione europea (n. 63, allegato 1, della legge n. 59/1997).

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto l’articolo 87, comma quinto
della Costituzione;

Visto l’articolo 17, comma 2, della legge 23
agosto 1988 n. 400;

Visto l’articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n.
59, e successive modificazioni, allegato 1, n. 63;

Visto l’articolo 2
della legge 20 ottobre 1990, n. 304;

Visto l’articolo 1, comma 1,
lettera d), del decreto-legge 25 marzo 1993, n. 78, convertito dalla
legge 20 maggio 1993 n. 156;

Vista la preliminare deliberazione del
Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 22 settembre
2000;

Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 23 ottobre
2000;

Acquisito il parere delle competenti commissioni della Camera
dei deputati e del Senato della Repubblica;

Vista la deliberazione
del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 9 gennaio
2001;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro per la funzione pubblica, di concerto con i Ministri delle
politiche agricole e forestali, dell’industria, del commercio e
dell’artigianato e del commercio con l’estero e del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica;

E m a n a
il seguente
regolamento:

Art. 1.

Soppressione del procedimento

1. E’ soppresso
il procedimento per la concessione di contributi per la realizzazione
di progetti pilota nel settore agroalimentare in Paesi non
appartenenti all’Unione europea di cui all’articolo 2 della legge 20
ottobre 1990, n. 304, e all’articolo 1, comma 1, lettera d), del
decreto-legge 25 marzo 1993 n. 78, convertito dalla legge 20 maggio
1993, n. 156.

Art. 2.

Abrogazioni

1. Sono abrogati l’articolo 2
della legge 20 ottobre 1990, n. 304, e l’articolo 1, comma 1, lettera
d), del decreto-legge 25 marzo 1993, n. 78, convertito dalla legge 20
maggio 1993, n. 156.

Il presente decreto, munito del sigillo dello
Stato, sara’ inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi
della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di
osservarlo e di farlo osservare.

Dato a Roma, addi’ 15 gennaio 2001

CIAMPI
Amato, Presidente del Consiglio dei Ministri
Bassanini,
Ministro per la funzione pubblica
Pecoraro Scanio, Ministro delle
politiche agricole e forestali
Letta, Ministro dell’industria, del
commercio e dell’artigianato e del commercio con l’estero
Visco,
Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica

Visto, il Guardasigilli: Fassino

Registrato alla Corte dei conti
il 20 febbraio 2001
Ministeri istituzionali, registro n. 2, foglio n.
112

N O T E:

Avvertenza:

Il testo delle note qui pubblicato e’
stato redatto dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla
promulgazione dalle leggi sull’emanazione dei decreti del Presidente
della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica
italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine
di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali e’
operato il rinvio. Restano invariati il valore e l’efficacia degli
atti legislativi qui trascritti.

Note alle premesse:

– L’art. 87,
comma quinto, della Costituzione conferisce al Presidente della
Repubblica, il potere di promulgare le leggi e di emanare i decreti
aventi valore di legge ed i regolamenti.

– Si riporta il testo del
comma 2 dell’art. 17, della legge 23 agosto 1988, n. 400: “2. Con
decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del
Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio di Stato, sono emanati i
regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da riserva
assoluta di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi
della Repubblica, autorizzando l’esercizio della potesta’
regolamentare del Governo, determinano le norme generali regolatrici
della materia e dispongono l’abrogazione delle norme vigenti, con
effetto dall’entrata in vigore delle norme regolamentari”.

– La legge
15 marzo 1997, n. 59, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 17 marzo
1997, n. 63, s.o., reca “Delega al Governo per il conferimento di
funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della
pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa”.

Si
trascrive il testo dell’art. 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59:
“Art. 20. – 1. Il Governo, entro il 31 gennaio di ogni anno, presenta
al Parlamento un disegno di legge per la delegificazione di norme
concernenti procedimenti amministrativi, anche coinvolgenti
amministrazioni centrali, locali o autonome, indicando i criteri per
l’esercizio della potesta’ regolamentare nonche’ i procedimenti
oggetto della disciplina, salvo quanto previsto alla lettera a) del
comma 5. In allegato al disegno di legge e’ presentata una relazione
sullo stato di attuazione della semplificazione dei procedimenti
amministrativi.

2. Nelle materie di cui all’art. 117, primo comma,
della Costituzione, i regolamenti di delegificazione trovano
applicazione solo fino a quando la regione non provveda a disciplinare
autonomamente la materia medesima.

Resta fermo quanto previsto
dall’art. 2, comma 2, della presente legge e dall’art. 7 del testo
unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali approvato con
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

3. I regolamenti sono
emanati con decreto del Presidente della Repubblica, previa
deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente
del Consiglio dei ministri – Dipartimento della funzione pubblica, di
concerto con il Ministro competente, previa acquisizione del parere
delle competenti Commissioni parlamentari e del Consiglio di Stato. A
tal fine la Presidenza del Consiglio dei ministri, ove necessario,
promuove, anche su richiesta del Ministro competente, riunioni tra le
amministrazioni interessate. Decorsi trenta giorni dalla richiesta di
parere alle Commissioni, i regolamenti possono essere comunque
emanati.

4. I regolamenti entrano in vigore il quindicesimo giorno
successivo alla data della loro pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana. Con effetto dalla stessa data sono abrogate
le norme, anche di legge, regolatrici dei procedimenti.

5. I
regolamenti si conformano ai seguenti criteri e principi:

a)
semplificazione dei procedimenti amministrativi, e di quelli che agli
stessi risultano strettamente connessi o strumentali, in modo da
ridurre il numero delle fasi procedimentali e delle amministrazioni
intervenienti, anche riordinando le competenze degli uffici,
accorpando le funzioni per settori omogenei, sopprimendo gli organi
che risultino superflui e costituendo centri interservizi dove
raggruppare competenze diverse ma confluenti in una unica
procedura;

b) riduzione dei termini per la conclusione dei
procedimenti e uniformazione dei tempi di conclusione previsti per
procedimenti tra loro analoghi;

c) regolazione uniforme dei
procedimenti dello stesso tipo che si svolgono presso diverse
amministrazioni o presso diversi uffici della medesima
amministrazione;

d) riduzione del numero di procedimenti
amministrativi e accorpamento dei procedimenti che si riferiscono alla
medesima attivita’, anche riunendo in una unica fonte regolamentare,
ove cio’ corrisponda ad esigenze di semplificazione e conoscibilita’
normativa, disposizioni provenienti da fonti di rango diverso, ovvero
che pretendono particolari procedure, fermo restando l’obbligo di
porre in essere le procedure stesse;

e) semplificazione e
accelerazione delle procedure di spesa e contabili, anche mediante
adozione ed estensione alle fasi di integrazione dell’efficacia degli
atti, di disposizioni analoghe a quelle di cui all’art. 51, comma 2,
del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive
modificazioni;

f) trasferimento ad organi monocratici o ai dirigenti
amministrativi di funzioni anche decisionali, che non richiedano, in
ragione della loro specificita’, l’esercizio in forma collegiale, e
sostituzione degli organi collegiali con conferenze di servizi o con
interventi, nei relativi procedimenti, dei soggetti portatori di
interessi diffusi;

g) individuazione delle responsabilita’ e delle
procedure di verifica e controllo;

g-bis) soppressione dei
procedimenti che risultino non piu’ rispondenti alle finalita’ e agli
obiettivi fondamentali definiti dalla legislazione di settore o che
risultino in contrasto con i principi generali dell’ordinamento
giuridico nazionale o comunitario;

g-ter) soppressione dei
procedimenti che comportino, per l’amministrazione e per i cittadini,
costi piu’ elevati dei benefici conseguibili, anche attraverso la
sostituzione dell’attivita’ amministrativa diretta con forme di
autoregolamentazione da parte degli interessati;

g-quater)
adeguamento della disciplina sostanziale e procedimentale
dell’attivita’ e degli atti amministrativi ai principi della normativa
comunitaria, anche sostituendo al regime concessorio quello
autorizzatorio;

g-quinquies) soppressione dei procedimenti che
derogano alla normativa procedimentale di carattere generale, qualora
non sussistano piu’ le ragioni che giustifichino una difforme
disciplina settoriale;

g-sexies) regolazione, ove possibile, di tutti
gli aspetti organizzativi e di tutte le fasi del
procedimento;

g-septies) adeguamento delle procedure alle nuove
tecnologie informatiche.

5-bis. I riferimenti a testi normativi
contenuti negli elenchi di procedimenti da semplificare di cui
all’allegato 1 alla presente legge e alle leggi di cui al comma 1 del
presente articolo si intendono estesi ai successivi provvedimenti di
modificazione.

6. I servizi di controllo interno compiono
accertamenti sugli effetti prodotti dalle norme contenute nei
regolamenti di semplificazione e di accelerazione dei procedimenti
amministrativi e possono formulare osservazioni e proporre
suggerimenti per la modifica delle …

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