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Efficacia dei decreti ministeriali emanati ai sensi del decreto ministeriale 21 settembre 1984, articoli 160 e 162 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490

Alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri – Dipartimento
affari
regionali
Al Ministero dell’interno –
Gabinetto del Ministro
Al
Ministero dell’ambiente –
Gabinetto del Ministro
Al Ministero dei
lavori pubblici –
Gabinetto del Ministro
Al Ministero delle
politiche
agricole e forestali – Gabinetto
del Ministro
Al Ministro
delegato per gli affari
regionali – Gabinetto del Ministro
Agli on.li
presidenti dei consigli
regionali
Agli on.li presidenti delle
giunte
regionali
All’A.N.C.I.
All’U.P.I.
Ai signori Soprintendenti per
i
beni ambientali e architettonici
Ai signori
Soprintendenti
archeologici
All’Avvocatura generale dello Stato
Alle
Avvocature distrettuali dello Stato
[Testo]
L’art. 162 del decreto
legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, recante “Testo unico delle
disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali a
norma dell’articolo 1 della legge 8 ottobre 1997, n. 352” dispone che,
fino all’approvazione dei piani territoriali paesistici o dei piani
urbanistico-territoriali con valenza paesistica, non possano essere
rilasciate autorizzazioni per interventi da eseguirsi su beni
individuati a norma dell’art. 1-ter del decreto legge 27 giugno 1985,
n. 312, convertito nella legge 8 agosto 1985. n. 431, e per quelli
indicati nei provvedimenti ministeriali adottati a norma dell’art.
1-quinquies del medesimo decreto legge, purché i provvedimenti stessi
siano stati pubblicati in data anteriore all’entrata in vigore della
legge n. 431 del 1985.
La finalità di questa disposizione transitoria
è quella di salvaguardare beni sottoposti ad un particolare regime di
tutela, confermando il divieto assoluto di modifica dello stato dei
luoghi fino alla approvazione degli indicati strumenti di
pianificazione.
In merito alla potestà di imporre una siffatta tutela,
la Corte Costituzionale, nella sentenza n. 153 del 24 giugno 1986, ha
affermato che, successivamente alla data di entrata in vigore della
richiamata legge n. 431 del 1985, spetta in via esclusiva alla regione
di imporre vincoli di inedificabilità secondo la procedura indicata
dalla stessa norma “… (omissis) restando preclusa allo Stato dalla
detta data, analoga imposizione, anche mediante la pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale di provvedimenti amministrativi ex decreto 21
settembre 1984, adottati anteriormente …”.
Pertanto l’art. 162 non
può essere applicato a quei decreti ministeriali che, pur adottati in
epoca precedente, siano stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale
posteriormente all’entrata in vigore della legge n. 431 del 1985.
Ciò
posto, si deve peraltro rammentare che, come è stato più volte
ribadito dalla giurisprudenza amministrativa, i provvedimenti
ministeriali emanati in virtù del dettato del decreto ministeriale 21
settembre 1984, hanno un duplice contenuto: quello di dichiarazione di
notevole interesse pubblico dei beni e delle aree interessate e quello
di imposizione sulle stesse aree del divieto assoluto di edificazione
ai sensi, appunto, del citato decreto ministeriale 21 settembre 1984,
divieto i cui effetti sono stati recuperati dall’art. 1-quinquies
della legge n. 431/1985 (cfr. in tal senso T.A.R. Puglia, Bari,
sezione I, sentenze 695/1983, 697/1983, 848/1993, 1083/1993; Consiglio
di Stato, sezione VI, 1° ottobre 1987, n. 788; sezione I, 1455/1987,
ed infine, di recente, T.A.R. Marche, 12 maggio 2000, n. 742).
Mentre
l’imposizione del vincolo temporaneo di inedificabilità assoluta è
stato ritenuto legittimo solo se adottato e pubblicato prima
dell’entrata in vigore della legge n. 431 del 1985 (Corte
Costituzionale, sentenza n. 153 del 1986 cit.), la dichiarazione di
notevole interesse pubblico è stata sempre ritenuta legittima dagli
Organi giudicanti, atteso che l’art. 82 del decreto del Presidente
della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, ed ora l’art. 144 del citato
Testo unico, hanno attribuito a questa amministrazione la potestà di
imporre vincoli su beni ed aree di particolare valenza paesistica,
potestà che la Corte Costituzionale ha più volte definito
concorrenziale con quella delegata alle regioni dallo stesso art.
82.
La validità di questi decreti quali dichiarazioni di notevole
interesse pubblico non viene quindi in alcun modo inficiata dalla data
della loro pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
Ed infatti “… il
venir meno del temporaneo vincolo d’inedificabilità assoluta non ha
comportato in alcun modo la contestuale caducazione dell’autonoma
dichiarazione d’interesse ambientale … la quale … conserva piena
efficacia per quanto concerne il regime di inedificabilità relativa
che comporta l’assoggettamento a controllo preventivo di qualsiasi
intervento di trasformazione del territorio” (T.A.R. Marche, 12 maggio
2000, n. 742 cit.).
La validità degli stessi decreti, per le finalità
sopra esposte, ripetutamente affermata dalla giurisprudenza, risulta
ora ulteriormente confermata dall’art. 160 del decreto legislativo 29
ottobre 1999, n. 490.
Ne consegue che i beni e le aree contemplati dai
provvedimenti ministeriali suddetti sono soggetti alle disposizioni
del Titolo II del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, ivi
compreso, in particolare, l’obbligo di acquisire l’autorizzazione ex
art. 151 per qualsiasi intervento modificativo dello stato dei
luoghi.
Agli organi regionali si evidenzia la necessità di un’assidua
vigilanza sul rispetto delle procedure soprarichiamate.

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