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Regime fiscale agevolato delle attività marginali...

Regime fiscale agevolato delle attività marginali

IL DIRETTORE
dell’Agenzia delle entrate
In base alle attribuzioni
conferitegli dalle norme riportate nel seguito del presente
atto;
Dispone:
[Testo]
1. Regime fiscale delle attività
marginali.
1.1. Le persone fisiche che esercitano attività alle quali
siano applicabili gli studi di settore possono avvalersi, a decorrere
dal periodo d’imposta 2001, del regime fiscale contenuto nell’art. 14
della legge 23 dicembre 2000, n. 388, a condizione che i ricavi ed i
compensi del periodo d’imposta precedente risultino di ammontare non
superiore ad un valore limite, differenziato in relazione ai diversi
settori di attività. Tale limite, che non può comunque essere
superiore a 50 milioni, è individuato con il provvedimento del
direttore dell’Agenzia delle entrate. Per i primi ottantasei studi di
settore il limite è fissato con provvedimento del direttore
dell’Agenzia delle entrate dell’8 febbraio 2001; e per altri
quattordici studi di settore con successivo provvedimento del
direttore dell’Agenzia delle entrate del 28 febbraio 2001.
1.2. Ai
fini dell’applicazione del regime fiscale delle attività marginali,
per ricavi e compensi si intendono quelli minimi risultanti
dall’applicazione del software Gerico, tenuto conto di eventuali
situazioni di marginalità che caratterizzano il contribuente anche in
riferimento agli indici di coerenza economica. Nel primo periodo di
applicazione del regime i ricavi e i compensi di riferimento sono
quelli conseguiti nell’anno precedente.
1.3. I contribuenti che
svolgono più attività, alle quali sono applicabili gli studi di
settore, possono avvalersi del regime fiscale delle attività marginali
se l’ammontare complessivo dei ricavi non è superiore a 50 milioni e
se per le singole attività sono realizzati ricavi di ammontare non
superiore ai limiti previsti dal provvedimento di cui al punto
1.1.
1.4. Il regime fiscale agevolato prevede il pagamento di
un’imposta sostitutiva sul reddito delle persone fisiche pari al 15
per cento del reddito di lavoro autonomo o d’impresa, determinato
rispettivamente ai sensi degli articoli 50 e 79 del testo unico delle
imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. Per le imprese familiari di cui
all’art. 5, comma 4, del medesimo testo unico, l’imposta sostitutiva,
calcolata sull’intero reddito di impresa realizzato, al lordo delle
quote assegnate al coniuge e ai collaboratori familiari, è dovuta
dall’imprenditore.
1.5. I contribuenti che si avvalgono del regime
delle attività marginali sono esonerati dai seguenti obblighi:
a)
registrazione e tenuta delle scritture contabili rilevanti ai fini
delle imposte sui redditi, dell’imposta regionale sulle attività
produttive e dell’imposta sul valore aggiunto;
b) liquidazioni e
versamenti periodici dell’imposta sul valore aggiunto;
c)
presentazione della dichiarazione periodica dell’imposta sul valore
aggiunto;
d) versamento dell’acconto annuale dell’imposta sul valore
aggiunto;
e) versamento delle addizionali comunali e regionali
all’imposta sul reddito delle persone fisiche.
1.6. Restano fermi i
seguenti adempimenti:
a) conservazione dei documenti ricevuti ed
emessi, ai sensi dell’art. 22 del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600;
b) fatturazione e certificazione
dei corrispettivi;
c) presentazione delle dichiarazioni annuali;
d)
versamento annuale dell’imposta sul valore aggiunto;
e) versamento
dell’acconto e del saldo dell’imposta regionale sulle attività
produttive;
f) versamento dell’imposta sostitutiva dell’imposta sul
reddito delle persone fisiche, da effettuare entro i termini stabiliti
per il versamento a saldo dell’imposta sul reddito delle persone
fisiche;
g) tenuta delle scritture contabili e adempimenti dei
sostituti d’imposta previsti dall’art. 21 del decreto del Presidente
della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.
1.7. Qualora il
contribuente possieda altri redditi oltre a quelli assoggettati al
regime fiscale delle attività marginali i versamenti dell’imposta sul
reddito delle persone fisiche sono effettuati nei modi e nei termini
ordinari.
1.8. I ricavi e i compensi relativi al reddito oggetto del
regime fiscale delle attività marginali non sono assoggettati a
ritenuta d’acconto da parte del sostituto d’imposta. A tal fine i
contribuenti rilasciano un’apposita dichiarazione, dalla quale risulti
che il predetto reddito è soggetto ad imposta sostitutiva.
1.9. La
durata del regime fiscale agevolato per le attività marginali è a
tempo indeterminato, ferme restando le cause di decadenza e rinuncia
previste dall’art. 14, comma 5, della legge 23 dicembre 2000, n.
388.
2. Domanda e rinuncia.
2.1. La domanda di adozione del regime
fiscale delle attività marginali è presentata direttamente o spedita
mediante il servizio postale con raccomandata sia all’ufficio locale
delle entrate, o in mancanza all’ufficio distrettuale delle imposte
dirette, competente in ragione del domicilio fiscale del richiedente,
sia ad un qualunque ufficio locale dell’Agenzia delle entrate entro il
mese di gennaio dell’anno a decorrere dal quale si intende fruire del
predetto regime.
2.2. La domanda di cui al punto 2.1. può essere
formulata utilizzando il modello allegato al presente provvedimento e
disponibile sul sito www.finanze.it. Tale domanda è trasmessa
dall’ufficio locale al sistema informativo dell’Agenzia delle
entrate.
2.3. La scelta del regime fiscale delle attività marginali
vincola il contribuente alla sua concreta applicazione per almeno un
periodo d’imposta e può essere revocata.
2.4. La rinuncia al regime
fiscale delle attività marginali è comunicata all’ufficio locale
dell’Agenzia delle entrate competente, oppure ad un qualunque ufficio
locale della medesima agenzia, entro il mese di gennaio dell’anno a
decorrere dal quale si intende rinunciare al regime. La richiesta di
rinuncia è presentata dal richiedente con le modalità previste al
punto 2.2. ed è trasmessa dall’ufficio locale al sistema informativo
dell’Agenzia delle entrate.
3. Assistenza fiscale.
3.1. I
contribuenti che intendono avvalersi dell’assistenza fiscale
dell’Agenzia delle entrate per l’adempimento degli obblighi tributari
devono farne richiesta, in carta libera, ad un ufficio locale
dell’Agenzia delle entrate. La richiesta deve contenere gli estremi
anagrafici del contribuente, il codice fiscale o il numero di partita
I.V.A. e può essere formulata utilizzando il modello allegato al
presente provvedimento, disponibile sul sito www.finanze.it. Sulla
base delle richieste presentate dai contribuenti, l’assistenza fiscale
viene prestata dall’ufficio locale dell’Agenzia delle entrate (tutor),
o, in mancanza, dall’ufficio distrettuale delle imposte dirette,
competente in ragione del domicilio fiscale del richiedente.
3.2. La
richiesta di assistenza fiscale può essere presentata o spedita,
mediante il servizio postale con raccomandata, ad un ufficio locale
dell’Agenzia delle entrate entro il mese di gennaio dell’anno a
decorrere dal quale si intende fruire dell’assistenza stessa. La
richiesta di assistenza ha validità fino a revoca ed è trasmessa
dall’ufficio locale al sistema informativo dell’Agenzia delle
entrate.
3.3. La revoca della richiesta di assistenza fiscale è
effettuata secondo le modalità indicate ai punti 3.1. e 3.2. ed ha
effetto a decorrere dal periodo d’imposta in cui è presentata.
3.4. Il
sistema informativo dell’Agenzia delle entrate mette a disposizione
degli uffici locali che forniscono l’assistenza fiscale ai
contribuenti in regime fiscale delle attività marginali una funzione
attraverso la quale si può verificare, sulla scorta dei dati
trasmessi, lo stato e l’andamento economico dei contribuenti
assistiti, nonché l’eventuale superamento dei limiti previsti.
3.5.
L’assistenza fiscale dell’Agenzia si svolge prevalentemente attraverso
il servizio telematico Internet. In ogni caso, gli uffici locali
assistono direttamente i contribuenti negli adempimenti tributari e
provvedono a fornire consulenza tributaria nelle materie connesse,
all’applicazione del regime fiscale delle attività marginali.
3.6. I
contribuenti che si avvalgono dell’assistenza fiscale dell’Agenzia
delle entrate, al fine di effettuare la trasmissione dei dati, devono
munirsi di un computer corredato di modem e stampante, dotato di un
browser (Netscape communicator o Microsoft internet explorer, versione
4.X o superiori, o browser equivalenti), e avente le seguenti
caratteristiche minime:
Ambiente Windows Ambiente MAC/OS
Processore
Pentium II o equivalente MAC POWER PC
Almeno 64 Mbyte di RAM Almeno 64
Mbyte di RAM
3.7. Ai contribuenti è riconosciuto un credito d’imposta
nella misura del 40 per cento del prezzo di acquisto delle
apparecchiature informatiche e degli accessori idonei alla connessione
telematica con l’Agenzia delle entrate. Il credito, utilizzabile in
compensazione ai sensi dell’art. 17 del decreto legislativo 9 luglio
1997, n. 241, non può essere superiore all’importo di lire
seicentomila e spetta anche in caso di acquisizione dei beni in
locazione finanziaria; in tale ipotesi il credito, nella misura
massima di lire seicentomila, è pari al 40 per cento del prezzo di
acquisto ed è utilizzato con riferimento ai canoni di locazione pagati
in ciascun periodo d’imposta. Il credito d’imposta non concorre alla
formazione del reddito imponibile e non è rimborsabile.
3.8. Per
ottenere l’assistenza dell’Agenzia delle entrate per via telematica, i
contribuenti devono usufruire dei servizi di un Internet service
provider e devono richiedere un pincode e una password per accedere al
servizio telematico Internet, compilando l’apposito modello
disponibile sul sito uniconline.finanze.it.
3.9. L’Agenzia delle
entrate comunica telematicamente al richiedente la prima parte del
pincode e, successivamente, provvede a recapitare al domicilio dei
contri…

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