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Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 gennaio ...

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5, recante disposizioni urgenti per il differimento di termni in materia di trasmissioni radiotelevisive analogiche e digitali, nonché per il risanamento di impianti radiotelevisivi

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga
la seguente
legge:
Art. 1.
1. Il decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5, recante
disposizioni urgenti per il differimento di termini in materia di
trasmissioni radiotelevisive analogiche e digitali, nonchè per il
risanamento di impianti radiotelevisivi, è convertito in legge con le
modificazioni riportate in allegato alla presente legge.
2. La
presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. La presente legge, munita del
sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti
normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque
spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello
Stato.
Allegato
Modificazioni apportate in sede di conversione al
decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5
All’articolo 1:
al comma 1, è
aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Fino all’attuazione del piano
nazionale di assegnazione delle frequenze televisive in tecnica
digitale è differito il termine di cui all’ultimo periodo del comma 4
dell’articolo 2 del decreto-legge 18 novembre 1999, n. 433,
convertito, con modificazioni, dalla legge 14 gennaio 2000, n. 5”;
al
comma 2, secondo periodo, le parole: “di tale piano” sono sostituite
dalle seguenti: “del predetto piano di assegnazione delle frequenze in
tecnica analogica”;
dopo il comma 2, sono aggiunti i seguenti:
“2-bis.
La prosecuzione nell’esercizio da parte dei soggetti di cui al comma 2
è subordinata alla verifica del possesso dei seguenti requisiti alla
data del 30 settembre 2001:
a) se emittente di radiodiffusione sonora
in ambito locale a carattere commerciale, la natura giuridica di
società di persone o di capitali o di società cooperativa che impieghi
almeno due dipendenti in regola con le vigenti disposizioni in materia
previdenziale;
b) se emittente di radiodiffusione sonora in ambito
nazionale a carattere commerciale, la natura giuridica di società di
capitali che impieghi almeno quindici dipendenti in regola con le
vigenti disposizioni in materia previdenziale;
c) se emittente di
radiodiffusione sonora a carattere comunitario, la natura giuridica di
associazione riconosciuta o non riconosciuta, fondazione o cooperativa
priva di scopo di lucro.
2-ter. I legali rappresentanti e gli
amministratori dell’impresa non devono avere riportato condanne
irrevocabili a pena detentiva per delitto non colposo superiore a sei
mesi e non devono essere stati sottoposti alle misure di prevenzione
previste dalla legge 27 dicembre 1956, n. 1423, e successive
modificazioni, o alle misure di sicurezza previste dagli articoli 199
e seguenti del codice penale. Ai fini delle verifiche di cui al comma
2-bis ed al presente comma, le emittenti interessate inoltrano al
Ministero delle comunicazioni entro il 30 settembre 2001 le
dichiarazioni e la documentazione necessarie, secondo modalità
definite dallo stesso Ministero entro il 30 giugno 2001.
2-quater. Le
imprese di radiodiffusione sonora in ambito locale possono irradiare
il segnale fino ad un massimo di quattro regioni al nord ovvero cinque
regioni al centro e al sud, purchè le stesse siano limitrofe e la
popolazione complessivamente servita non superi i quindici milioni di
abitanti. Le imprese che alla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto superino i predetti limiti sono
tenute ad adeguarsi ai limiti stessi entro sei mesi. In caso di
inottemperanza, il Ministero delle comunicazioni dispone la
sospensione dell’esercizio fino all’avvenuto
adeguamento”.
All’articolo 2:
al comma 1, dopo la parola:
“individuati” sono inserite le seguenti: “dal piano nazionale di
assegnazione delle frequenze televisive in tecnica analogica e”;
dopo
il comma 1, è inserito il seguente:
“1-bis. Le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano indicano i siti di cui al comma 1,
sentiti i comuni competenti, ferme restando le competenze attribuite
ai comuni medesimi in materia di urbanistica ed edilizia per quanto
riguarda l’installazione degli impianti di telefonia mobile anche ai
fini della tutela dell’ambiente, del paesaggio nonchè della tutela
della salute”;
al comma 2, sono aggiunte, in fine, le parole: “, fino
all’esecuzione delle azioni di risanamento”.
Dopo l’articolo 2, è
inserito il seguente:
“Art. 2-bis. (Trasmissioni radiotelevisive
digitali su frequenze terrestri. Sistemi audiovisivi terrestri a larga
banda). 1. Al fine di consentire l’avvio dei mercati di programmi
televisivi digitali su frequenze terrestri, i soggetti che eserciscono
legittimamente l’attività di radiodiffusione televisiva su frequenze
terrestri, da satellite e via cavo sono abilitati, di norma nel bacino
di utenza o parte di esso, alla sperimentazione di trasmissioni
televisive e servizi della società dell’informazione in tecnica
digitale. A tale fine le emittenti richiedenti possono costituire
consorzi, ovvero definire intese, per la gestione dei relativi
impianti e per la diffusione dei programmi e dei servizi multimediali.
Ai predetti consorzi e intese possono partecipare anche editori di
prodotti e servizi multimediali. Le trasmissioni televisive in tecnica
digitale sono irradiate sui canali legittimamente eserciti, nonchè sui
canali eventualmente derivanti dalle acquisizioni di cui al comma 2.
Ciascun soggetto che sia titolare di più di una concessione televisiva
deve riservare, in ciascun blocco di programmi e servizi diffusi in
tecnica digitale, pari opportunità e comunque almeno il quaranta per
cento della capacità trasmissiva del medesimo blocco di programmi e
servizi a condizioni eque, trasparenti e non discriminatorie, per la
sperimentazione da parte di altri soggetti che non siano società
controllanti, controllate o collegate, ai sensi dell’articolo 2, commi
17 e 18, della legge 31 luglio 1997, n. 249, compresi quelli già
operanti da satellite ovvero via cavo e le emittenti concessionarie
che non abbiano ancora raggiunto la copertura minima ai sensi
dell’articolo 3, comma 5, della medesima legge 31 luglio 1997, n. 249.
L’abilitazione è rilasciata dal Ministero delle comunicazioni entro
sessanta giorni dalla presentazione della richiesta corredata da un
progetto di attuazione e da un progetto radioelettrico.
2. Al fine di
promuovere l’avvio dei mercati televisivi in tecnica digitale su
frequenze terrestri sono consentiti, per i primi tre anni dalla data
di entrata in vigore del presente decreto, i trasferimenti di impianti
o di rami di azienda tra concessionari televisivi in ambito locale o
tra questi e concessionari televisivi in ambito nazionale, a
condizione che le acquisizioni operate da questi ultimi siano
impiegate esclusivamente per la diffusione sperimentale in tecnica
digitale, fermo restando quanto previsto dal penultimo periodo del
comma 1 dell’articolo 1.
3. Al fine di consentire l’avvio dei mercati
di programmi radiofonici digitali su frequenze terrestri, i soggetti
titolari di concessione per la radiodiffusione sonora nonchè i
soggetti che eserciscono legittimamente l’attività di radiodiffusione
sonora in ambito locale sono abilitati alla sperimentazione di
trasmissioni radiofoniche in tecnica digitale, di norma nel bacino di
utenza, o parte di esso, oggetto della concessione. A tale fine le
emittenti richiedenti possono costituire consorzi, ovvero definiscono
intese, per la gestione dei relativi impianti e per la diffusione dei
programmi e dei servizi. Le trasmissioni radiofoniche in tecnica
digitale sono irradiate in banda VHF-III e in banda UHF-L.
L’abilitazione è rilasciata dal Ministero delle comunicazioni entro
sessanta giorni dalla presentazione della richiesta corredata da un
progetto di attuazione e da un progetto radioelettrico.
4. La
diffusione delle trasmissioni in tecnica digitale su frequenze
terrestri avviene secondo le modalità e in applicazione degli standard
tecnici DAB (digital audio broadcasting) per la radiodiffusione sonora
e per prodotti e servizi multimediali anche interattivi e DVB (digital
video broadcasting) per i programmi televisivi e per prodotti e
servizi multimediali anche interattivi.
5. Le trasmissioni televisive
dei programmi e dei servizi multimediali su frequenze terrestri devono
essere irradiate esclusivamente in tecnica digitale entro l’anno
2006.
6. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni nella
predisposizione dei piani di assegnazione delle frequenze sonore e
televisive in tecnica digitale adotta il criterio di migliore e
razionale utilizzazione dello spettro radioelettrico, suddividendo le
risorse in relazione alla tipologia del servizio e prevedendo di norma
per l’emittenza nazionale reti isofrequenziali per macro aree di
diffusione.
7. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 2, comma
6, della legge 31 luglio 1997, n. 249, le licenze o le autorizzazioni
per la diffusione di trasmissioni radiotelevisive in tecnica digitale
sulla base dei piani di assegnazione delle frequenze in tecnica
digitale di cui all’articolo 1 sono rilasciate dal Ministero delle
comunicazioni nel rispetto delle condizioni definite in un
regolamento, adottato dall’Autorità per le garanzie nelle
comunicazioni entro il 30 giugno 2001, tenendo conto dei princìpi del
presente decreto, della legge 31 luglio 1997, n. 249, e con
l’osservanza dei seguenti criteri direttivi:
a) distinzione tra i
soggetti che forniscono i contenuti e i soggetti che provvedono alla
diffusione, con individuazione delle rispettive responsabilità, anche
in relazione alla diffusione di dati, e previsione del regime della
licenza individuale per i soggetti che provvedono alla diffusione;
b)
previsione di norme atte a favorire la messa in comune delle strutture
di trasmissione;
c) definizione dei compiti degli operatori,
nell’osservanza dei princìpi di pluralismo dell’informazione, di
tra…

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