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Regolamento concernente l'organizzazione e il funzionamento dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas. (Deliberazione n. 26/2001)

L’AUTORITA’
PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS
Nella riunione del 20
febbraio 2001,
Premesso che:
l’Autorità per l’energia elettrica e il
gas (di seguito: l’Autorità), con deliberazione 11 dicembre 1996, n.
5/96, ha approvato il regolamento concernente l’organizzazione e il
funzionamento dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 93 del 22
aprile 1997 (di seguito: deliberazione n. 5/96);
ai sensi dell’art. 2,
comma 10, della legge 14 novembre 1995, n. 481 (di seguito: legge n.
481/1995) si applicano, tra l’altro, all’Autorità i principi “relativi
alla distinzione tra funzioni di indirizzo e di controllo, attribuite
agli organi di vertice, e (omissis) funzioni di gestione attribuite ai
dirigenti”;
ai sensi dell’art. 2, commi 27 e 28, della legge n.
481/1995 l’Autorità è dotata di autonomia organizzativa, contabile e
amministrativa e con proprio regolamento definisce le norme
concernenti l’organizzazione interna e il funzionamento;
Visti:
la
legge 7 agosto 1990, n. 241;
il decreto legislativo 3 febbraio 1993,
n. 29, e successive modifiche, recante razionalizzazione
dell’organizzazione delle amministrazioni pubbliche e revisione della
disciplina in materia di pubblico impiego a norma dell’art. 2 della
legge 23 ottobre 1992, n. 421;
la legge n. 481/1995;
il decreto
legislativo 16 marzo 1999, n. 79, di attuazione della direttiva
96/92/CE recante norme comuni per il mercato interno dell’energia
elettrica e il decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, di
attuazione della direttiva 98/30/CE recante norme comuni per il
mercato interno del gas naturale;
la deliberazione n. 5/96;
Visto il
parere n. 260/99 emesso il 25 ottobre 2000 dalla sezione prima del
consiglio di Stato con riferimento ai limiti di applicabilità del
decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modifiche,
all’organizzazione e al funzionamento dell’Autorità garante della
concorrenza e del mercato;
Visto il documento dell’Autorità “Proposta
di delibera per l’adozione di modifiche e integrazioni del regolamento
concernente l’organizzazione e il funzionamento dell’Autorità per
l’energia elettrica e il gas” (Prot. AU/01/038);
Considerati
l’esperienza di funzionamento dell’Autorità, e i nuovi compiti ad essa
assegnati in relazione ai processi di liberalizzazione dei servizi di
pubblica utilità dei settori dell’energia elettrica e del
gas;
Ritenuta l’opportunità di aggiornare con modifiche e integrazioni
il regolamento concernente l’organizzazione e il funzionamento
dell’Autorità;
Delibera
[Articolo unico]
Di approvare il regolamento
concernente l’organizzazione e il funzionamento dell’Autorità per
l’energia elettrica e il gas riportato in allegato come parte
integrante e sostanziale della presente deliberazione (allegato
A).
Allegato A
REGOLAMENTO CONCERNENTE L’ORGANIZZAZIONE E IL
FUNZIONAMENTO DELL’AUTORITA’ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS
(ai
sensi dell’art. 2, comma 28, della legge 14 novembre 1995, n. 481,
recante norme per la concorrenza e la regolazione dei servizi di
pubblica utilità)
Art. 1.
Definizioni
Nel presente regolamento:
l’espressione “Autorità” indica l’organo collegiale composto dal
presidente e dai due membri dell’Autorità per l’energia elettrica e il
gas; l’espressione “Componente” indica il presidente o un membro
dell’Autorità; l’espressione “legge n. 481/1995” indica la legge 14
novembre 1995, n. 481.
TITOLO I
L’Autorità
Art. 2.
Assunzione delle
funzioni, dimissioni e sostituzione dei componenti
1. Nella prima
riunione, il presidente e i membri dichiarano formalmente, sotto la
propria responsabilità, di non versare in alcuna delle situazioni di
incompatibilità di cui all’art. 2, comma 8, della legge n.
481/1995.
2. Ove risulti che un componente versi in una delle
situazioni di incompatibilità di cui all’art. 2, comma 8, della legge
n. 481/1995, l’Autorità, esperiti gli opportuni accertamenti e sentito
l’interessato, stabilisce un termine non superiore a venti giorni
entro il quale egli può esercitare l’opzione. Trascorso tale termine,
ove non sia cessata la causa d’incompatibilità ovvero l’interessato
non abbia presentato le proprie dimissioni, il presidente, o chi ne fa
le veci, provvede a dare comunicazione al Presidente del Consiglio dei
Ministri per i provvedimenti di competenza.
3. Al di fuori
dell’ipotesi prevista al comma precedente, le dimissioni sono
presentate all’Autorità, la quale, sentito l’interessato, formula le
proprie osservazioni. Il presidente, o chi ne fa le veci, informa il
Presidente del Consiglio dei Ministri per i provvedimenti di
competenza. Le dimissioni hanno effetto dalla data della loro
accettazione.
4. Alle deliberazioni di cui ai commi precedenti non
partecipa l’interessato.
5. In caso di cessazione di un componente
dalla carica per cause diverse da quelle di cui ai precedenti commi
del presente articolo, il presidente, o chi ne fa le veci, ne dà
notizia al Presidente del Consiglio dei Ministri ai fini della
sostituzione.
Art. 3.
Il presidente
1. Il presidente rappresenta
l’Autorità; ne convoca le riunioni, stabilisce l’ordine del giorno e
ne dirige i lavori; vigila sull’attuazione delle deliberazioni e
sovraintende al funzionamento degli uffici.
2. In caso di non
partecipazione del presidente, le sue funzioni sono assunte
temporaneamente dal membro con maggiore anzianità nell’ufficio o, in
caso di pari anzianità, dal più anziano per età.
Art. 4.
Convocazione
e ordine del giorno
1. L’Autorità si riunisce di norma nella sua sede.
In caso di riunione in altra sede, o con modalità diverse, ne viene
data indicazione nell’atto di convocazione.
2. Le riunioni
dell’Autorità sono di norma settimanali. Le convocazioni sono
comunicate non oltre il terzo giorno che precede la riunione stessa,
salvo motivate ragioni d’urgenza. Ciascun membro ha il diritto di
chiedere l’iscrizione di un argomento all’ordine del giorno e può,
indicandone le ragioni, chiedere la convocazione dell’Autorità,
specificando gli argomenti da inserire all’ordine del giorno. Qualora
la richiesta provenga da ambedue i membri, l’argomento è iscritto
all’ordine del giorno e l’adunanza è convocata.
3. La documentazione
relativa agli argomenti posti all’ordine del giorno viene trasmessa
dagli uffici contestualmente al presidente, ai membri e al direttore
generale non meno di tre giorni prima della data fissata per la
riunione. Gli eventuali aggiornamenti della documentazione devono
essere trasmessi di norma non oltre il secondo giorno che precede la
riunione. In caso di convocazione di urgenza, la documentazione deve
essere fatta pervenire nello stesso termine della convocazione.
4. Per
motivi di urgenza l’ordine del giorno può essere integrato all’inizio
della riunione dall’organo collegiale all’unanimità dei componenti
partecipanti.
Art. 5.
Riunioni dell’Autorità
1. La riunione
dell’Autorità è valida quando vi partecipa la maggioranza dei
componenti.
2. I componenti che non possono partecipare alla riunione
ne informano tempestivamente il presidente.
3. Il direttore generale o
chi ne fa le veci assiste, senza diritto di voto, alla riunione
dell’Autorità.
4. Svolge le funzioni di segretario verbalizzante un
dirigente o un funzionario designato dall’Autorità.
5. L’Autorità può
disporre che alla riunione partecipino solo i propri componenti. In
tali casi la redazione del verbale viene curata dal membro con minore
anzianità nell’ufficio o, in caso di pari anzianità, dal più giovane
per età.
Art. 6.
Deliberazioni dell’Autorità
1. Le deliberazioni
dell’Autorità sono adottate con voto favorevole della maggioranza dei
componenti.
2. Il voto è palese.
3. Le deliberazioni sono sottoscritte
dal presidente e dal segretario verbalizzante.
4. La pubblicità delle
deliberazioni a carattere generale è assicurata attraverso
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, nel
bollettino di cui all’art. 2, comma 26, della legge n. 481/1995, e nel
sito Internet dell’Autorità.
Art. 7.
Verbali delle riunioni
1. Il
verbale della riunione è trasmesso al presidente, ai membri e al
direttore generale almeno tre giorni prima della successiva riunione,
nel corso della quale viene approvato. Il verbale delle deliberazioni
di urgenza può essere approvato, anche a stralcio, contestualmente
all’adozione delle stesse.
2. I verbali delle riunioni, sottoscritti
dai componenti partecipanti alla riunione e dal segretario
verbalizzante, sono raccolti e conservati dal servizio legislativo e
legale.
TITOLO II
Organizzazione degli uffici
Art. 8.
Separazione
delle funzioni di indirizzo e controllo dalle funzioni di gestione
1.
Salva la competenza ad emanare gli atti specificamente indicati dalla
legge e dai regolamenti, spettano all’Autorità l’indirizzo e il
controllo dell’attività. L’attuazione degli indirizzi e la gestione
competono al direttore generale.
2. L’Autorità, periodicamente e
comunque all’inizio di ciascun anno, stabilisce gli obiettivi, le
priorità, e i programmi di attività da attuare, ed emana conseguenti
direttive per la loro attuazione e gestione.
Art. 9.
Funzioni del
direttore generale
1. Il direttore generale è nominato dall’Autorità
con un incarico di durata non superiore ai sette anni. L’incarico può
essere revocato ove venga meno il rapporto fiduciario tra l’Autorità e
il direttore generale.
2. Il direttore generale dirige, coordina e
controlla l’attività dei dirigenti, anche con potere di sostituzione
in caso di inerzia, al fine di assicurare il buon funzionamento degli
uffici, e ne risponde all’Autorità. Assicura ai componenti
dell’Autorità ogni collaborazione per tutto ciò che concerne lo
svolgimento delle loro funzioni.
3. A tal fine, il direttore generale:

a) vigila affinché l’attività degli uffici e la conduzione dei
procedimenti siano svolte secondo gli indirizzi ed i criteri generali
stabiliti dall’Autorità e verifica l…

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