Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

DETERMINAZIONE N. 11/01 del 29 marzo 2001 Rif. AG 11-01 “Oneri d...

DETERMINAZIONE N. 11/01 del 29 marzo 2001 Rif. AG 11-01 “Oneri di sicurezza”

il consiglio

DETERMINAZIONE N. 11/01

del 29 marzo 2001

Rif. AG
11-01

“Oneri di sicurezza”

Premesso

Alcune stazioni
appaltanti avevano chiesto chiarimenti in ordine
all’applicazione dell’art. 31 della legge 11 febbraio
1994, n. 109 e successive modificazioni e, in particolare, le
richieste avevano riguardato le seguenti principali questioni:

a)
il significato da attribuire
all’inciso “nei cantieri in cui è prevista la presenza di
più imprese” di cui all’art. 3, comma 3, del decreto
legislativo 14 agosto 1996, 494 e successive modificazioni ed
integrazioni;

b) in quali casi
operi la disposizione di cui all’art. 3, comma 4, del medesimo
decreto legislativo nella parte in cui prevede che il coordinatore per
l’esecuzione dei lavori debba essere nominato anche nel caso in
cui dopo l’affidamento dei lavori ad un’unica impresa,
l’esecuzione sia affidata ad una o più imprese;

c)
se, nel caso di incarichi di progettazione
affidati anteriormente al 24 marzo 1997 ma non ancora appaltati, il
piano di sicurezza debba essere redatto, quale sia il soggetto su cui
ricade detto obbligo ed ai sensi di quale normativa.

Sulle
indicate questioni, l’Autorità di vigilanza, in conformità al
proprio regolamento interno di funzionamento, acquisiva l’avviso
del Ministero del lavoro e della previdenza sociale e dell’ANCE.

Considerato

1. La prima questione attiene al significato da
attribuire all’inciso “nei cantieri in cui è prevista la
presenza di più imprese” di cui all’art. 3, comma 3, del
decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494, riproduttivo del testo
utilizzato dall’art. 3, par.1 della direttiva comunitaria
92/57/CEE del 24 giugno 1992. Nella sussistenza di tale presupposto si
pone, in particolare, un problema di “coordinamento” degli
adempimenti, relativi alla sicurezza e facenti capo a ciascuna delle
singole realtà organizzative concretamente operanti ed insorge quindi
l’obbligo di nominare un coordinatore per la progettazione ed un
coordinatore per l’esecuzione dell’opera. Stando al dato
testuale e logico della norma, devesi ritenere che l’ipotesi in
essa configurata ricorra in ogni caso in cui i lavori appaltati
vengano eseguiti da più realtà imprenditoriali, operanti anche non
contestualmente, ed escludendo che il lavoratore autonomo possa essere
conteggiato nel numero delle imprese presenti in cantiere. A tale
ultima considerazione conduce, innanzitutto, il riferimento contenuto
nella norma, al concetto di impresa e, conseguentemente, al momento
organizzativo che la caratterizza; rilevano, altresì, le definizioni
di “lavoratore subordinato”, di “datore di
lavoro” e di “lavoratore autonomo”, contenute nelle
direttive comunitarie 89/31/CEE e 92/57/CEE tra loro nettamente
antitetiche ed implicitamente recepite sul piano interno. Sicché, come
rilevato dal Ministero del lavoro, è il ricorso alla sostanzialità
della nozione di impresa (quale area datoriale di lavoro) che porta ad
escludere da essa l’area del lavoro autonomo per cui, in
particolare, l’imprenditore artigiano potrà definirsi
“impresa” quando avrà dipendenti e rispetto ad essi si
porrà quale “datore lavoro”; sarà “lavoratore
autonomo” quando non ne avrà ovvero quando parteciperà da solo,
senza dipendenti, all’attività di cantiere.

2. Quanto, poi,
alla questione relativa all’operatività della disposizione di
cui all’art. 3, comma 4-bis, del decreto legislativo n. 494/1996
e concernente la nomina di un coordinatore per l’esecuzione in
corso d’opera – ovvero successivamente all’affidamento dei
lavori ad una sola impresa – si deve ritenere che la previsione
faccia espresso riferimento prevalentemente all’ipotesi del
“subappalto” dei lavori ma che trovi comunque applicazione
in ogni altro caso in cui, oltre all’impresa inizialmente
affidataria, intervenga nella realizzazione dei lavori o di parte di
essi altra ovvero altre imprese. Anche in tal caso, sussiste il
presupposto della “presenza di più imprese” ancorché si
tratti di imprese che non operano contestualmente ed anche se il
riferimento a tale compresenza non è configurato al momento
dell’affidamento dell’appalto bensì successivamente
all’affidamento dello stesso.

Come rilevato dal Ministero del
lavoro, per come è formulata, la norma sembrerebbe riguardare
principalmente l’ipotesi di lavori affidati da privati – per i
quali, ai sensi dell’art. 1656 del codice civile, può essere
vietato il ricorso al subappalto – sembrando la stessa difficilmente
applicabile al settore degli appalti pubblici, per i quali la vigente
disciplina non consente all’ente committente, salvo ipotesi
eccezionali, il divieto di subappalto, per cui in tale ambito la
presenza di più imprese nel cantiere è da considerarsi una evenienza
pressoché ineliminabile al momento dell’affidamento
dell’incarico di progettazione.

3. Con riferimento, infine,
alla questione concernente l’entrata in vigore
dell’obbligo di redigere il piano di sicurezza, va rilevato che
l’art. 25, comma 2, del decreto legislativo 19 novembre 1999, n.
528 ha chiarito in modo esplicito che solo nell’ipotesi in cui
l’incarico di progettazione sia anteriore al 24 marzo 1997 e si
sia già conclusa alla data del 18 aprile 2000 la relativa fase con
l’approvazione del progetto esecutivo non si applicano le
disposizioni introdotte dal D. L.vo n. 494/1996. In tal caso continua
ad applicarsi, invece, la disposizione di cui all’art. 31, comma
1-bis della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e successive modificazioni,
che individua nell’appaltatore o nel concessionario il
destinatario dell’obbligo di redazione di un piano di sicurezza,
sostitutivo del piano di sicurezza e coordinamento, e di un piano
operativo di sicurezza.

Per le considerazioni esposte, è da
ritenere che:

1.) l’inciso “nei cantieri in cui è
prevista la presenza di più imprese”, di cui all’art. 3
del decreto-legislativo 14 agosto 1996, n. 494 e successive
modificazioni, fa riferimento ad ogni ipotesi in cui i lavori
appaltati vengono eseguiti da più imprenditori, anche non
contemporaneamente, ed escludendo che dal relativo computo possano
essere ricompresi i lavoratori autonomi;

2.) la disposizione di
cui all’art. 3, comma 4, medesimo indicato decreto-legislativo
n. 494 del 1996 e successive modificazioni, fa riferimento, oltre che
all’ipotesi del subappalto, ad ogni altro caso in cui
intervenga, nel corso della realizzazione dei lavori, altra impresa
che si aggiunga a quella inizialmente affidataria; con la precisazione
che, sulla base della normativa vigente in materia di lavori pubblici
è da intendersi come fisiologica la presenza di più imprese in
cantiere;

3.) ai sensi del disposto di cui al relativo art.25,
comma 2, del decreto-legislativo 19 novembre 1999, n. 528, le norme di
questo testo normativo trovano applicazione anche nel caso in cui vi
sia stato affidamento di incarico di progettazione prima del 24 marzo
1997 e sempre che non sia intervenuta alla data del 18 aprile 2000,
l’approvazione del progetto esecutivo; al contrario, invece,
troverà applicazione la normativa vigente alla data di affidamento
dell’incarico di progettazione nel caso in cui, alla predetta
data del 18 aprile 2000, non sia intervenuta l’approvazione del
progetto esecutivo medesimo.

Il Segretario
Il Presidente

Maria Esposito
Prof. Francesco
Garri

Architetto.info