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ORDINANZA 29 marzo 2001: Calendario scolastico nazionale per l'anno 2001/2002. (Ordinanza n. 59). (GU n. 116 del 21-5-2001)

MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE

ORDINANZA 29 marzo 2001
Calendario scolastico nazionale per l’anno 2001/2002. (Ordinanza n.
59).

IL MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE
Visto l’art. 74 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e
successive modificazioni ed integrazioni;
Visto l’art. 21 della legge n. 59 del 15 marzo 1997, e successive
modificazioni ed integrazioni;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica n. 275
dell’8 marzo 1999, concernente il regolamento recante norme in
materia di autonomia delle istituzioni scolastiche;
Visto il decreto ministeriale 26 giugno 2000, n. 234, concernente
il regolamento in materia di curricoli nell’autonomia delle
istituzioni scolastiche, ai sensi dell’art. 8 del decreto del
Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275;
Vista l’ordinanza ministeriale n. 48 del 19 febbraio 1999, relativa
all’indizione eccezionale, in corso d’anno, di sessioni speciali di
esami di licenza di scuola media, di qualifica professionale e di
licenza di maestro d’arte per sovvenire alle esigenze di
riconversione professionale dei lavoratori specie se in mobilita’;
Vista l’ordinanza ministeriale n. 455 del 29 luglio 1997, relativa
all’educazione in eta’ adulta;
Vista la legge 10 febbraio 2000, n. 30, concernente il riordino dei
cicli dell’istruzione;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica n. 257 del
12 luglio 2000, concernente il regolamento recante norme in materia
di obbligo di frequenza di attivita’ formative fino al diciottesimo
anno di eta’;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica n. 347 del
6 novembre 2000, concernente il regolamento recante norme di
organizzazione del Ministero della pubblica istruzione;
Udito il parere del Consiglio nazionale della pubblica istruzione
espresso nell’adunanza del 1o marzo 2001 e ritenuto sostanzialmente
di accoglierlo, ferma restando, in relazione ai contenuti del
medesimo circa il termine delle attivita’ educative nelle scuole
dell’infanzia, la necessita’ di assecondare le esigenze delle
famiglie quanto alla prosecuzione delle attivita’ in questione sino
al 30 giugno;
Considerato, in relazione al disposto dell’art. 74 del decreto
legislativo n. 297 del 1994 e dell’art. 5 del decreto del Presidente
della Repubblica n. 275 dell’8 marzo 1999, di dover determinare il
calendario scolastico nazionale per l’anno 2001/2002;
Ordina:
Art. 1.
1. I direttori degli uffici scolastici regionali, sentiti le
regioni ed i consigli scolastici provinciali, determinano, entro il
31 maggio 2001, la data di inizio delle lezioni, che puo’ essere
diversificata per grado e ordine di scuola, ed il calendario relativo
al loro svolgimento, anche con riferimento a quanto previsto dai
successivi commi.
2. Per una opportuna conoscenza delle esigenze locali, i direttori
dei predetti uffici organizzano apposite riunioni con i responsabili
degli uffici scolastici periferici.
3. I consigli di circolo e di istituto, in relazione alle esigenze
derivanti dal piano dell’offerta formativa, determinano, con criteri
di flessibilita’, gli adattamenti del calendario scolastico che
possono riguardare anche la data di inizio delle lezioni stabilita
dai direttori degli uffici scolastici regionali nonche’ la
sospensione, in corso d’anno scolastico, delle attivita’ educative o
didattiche, prevedendo, ai fini della compensazione delle attivita’
non effettuate, modalita’ e tempi di recupero, in altri periodi
dell’anno stesso, delle attivita’ educative o delle ore di lezione
non svolte. In tale contesto e’ bene che i consigli di circolo e di
istituto tengano conto di eventuali non prevedibili eventi che
possono comportare la sospensione del servizio scolastico.
4. Tali adattamenti vanno stabiliti nel rispetto del disposto
dell’art. 74, comma 3, del decreto legislativo n. 297 del 1994,
relativo allo svolgimento di almeno 200 giorni di lezione o, in caso
di organizzazione flessibile dell’orario complessivo del curricolo e
di quello destinato alle singole discipline ed attivita’, del
disposto dell’art. 5, comma 3, del decreto del Presidente della
Repubblica n. 275 del 1999, relativo all’articolazione delle lezioni
in non meno di cinque giorni settimanali ed al rispetto del monte ore
annuale, pluriennale o di ciclo previsto per le singole discipline ed
attivita’ obbligatorie, nonche’, nell’una e nell’altra ipotesi, delle
disposizioni contenute nel contratto collettivo nazionale di lavoro
del comparto scuola.

Art. 2.
1. I collegi dei docenti, cui compete di individuare, nel rispetto
della normativa nazionale, le modalita’ e i criteri di valutazione
degli alunni, deliberano, ai fini della scansione periodica della
valutazione degli stessi, sulla suddivisione del periodo delle
lezioni, considerando, in tale contesto, ove ritenuto coerente con
l’azione educativa, anche la possibilita’ di seguire le ipotesi di
scansione previste dall’art. 74, comma 4, del decreto legislativo n.
297 del 1994.
2. La deliberazione deve essere sorretta da adeguata motivazione
con speciale riguardo all’esigenza di assicurare la realizzazione di
iniziative di recupero e sostegno, di continuita’ e di orientamento
scolastico e professionale, in coordinamento con quelle eventualmente
assunte dagli enti locali in materia di interventi integrati a norma
dell’art. 139, comma 2, lettera b), del decreto legislativo 31 marzo
1998, n. 112.
3. Detta deliberazione dovra’ prevedere, altresi’, momenti
periodici e ravvicinati di conoscenza della preparazione degli
alunni, anche al fine di una migliore, complessiva organizzazione
degli interventi volti a qualificare e diversificare l’offerta
formativa, in particolare per colmare situazioni di carenze, nonche’
adeguate forme e modalita’ di comunicazione periodica alle famiglie
dei livelli di apprendimento e di competenze degli alunni e delle
date di svolgimento dei consigli delle singole classi.
4. E’ stabilito direttamente dai capi di istituto, sentito il
collegio dei docenti, il calendario degli scrutini e delle
valutazioni periodiche e finali degli alunni nonche’, ferma restando
l’unicita’ delle relative sessioni per l’anno scolastico, degli
esami, esclusi quelli di Stato conclusivi dei corsi di studio di
istruzione secondaria superiore.
5. Le prove di esame conclusive dei corsi per l’educazione degli
adulti istituiti ai sensi della ordinanza ministeriale n. 455 del
29 luglio 1997, in relazione a progetti finalizzati, vengono svolte
al termine delle attivita’ anche in periodi non coincidenti con
quelli dei corsi ordinari.

Art. 3.
1. Le attivita’ educative nella scuola dell’infanzia e le attivita’
didattiche, comprensive degli scrutini e degli esami nella scuola di
base, ivi comprese le classi di scuola elementare e media funzionanti
secondo il preesistente ordinamento e nella scuola secondaria
superiore hanno termine il 30 giugno 2002.
2. Nella scuola di base, ivi comprese le classi di scuola
elementare e media funzionanti secondo il preesistente ordinamento e
nella scuola secondaria superiore le lezioni hanno termine l’8 giugno
2002.
3. Relativamente alla scuola dell’infanzia, nel periodo successivo
all’8 giugno e sino al 30 giugno, termine ordinario delle attivita’
educative, puo’ essere previsto che, nell’ambito delle complessive
attivita’ individuate nel piano dell’offerta formativa, funzionino le
sole sezioni ritenute necessarie in relazione al numero dei bambini
frequentanti, sulla base delle effettive esigenze rappresentate dalle
famiglie.
4. In data successiva al 30 giugno 2002 hanno termine le attivita’
nelle classi interessate agli esami di Stato conclusivi dei corsi di
studio di istruzione secondaria superiore.
Le attivita’ medesime possono aver termine oltre la predetta data:
nelle classi degli istituti tecnici e professionali dove si
attuano, d’intesa con le regioni territorialmente competenti,
progetti finalizzati al rientro degli adulti nel sistema formativo;
nelle classi degli istituti professionali che svolgono attivita’
programmate nell’ambito dell’area di professionalizzazione;
nelle classi degli istituti professionali che svolgono percorsi
formativi, a carattere modulare, destinati agli adulti;
nel caso di specifici progetti finalizzati all’educazione
permanente degli adulti secondo quanto previsto dall’art. 7, comma 2,
della citata ordinanza ministeriale n. 455/1997 o delle attivita’, a
carattere modulare, organizzate dai centri territoriali istituiti a
norma dell’ordinanza ministeriale medesima;
nel caso di realizzazione di progetti pilota di percorsi
formativi integrati tra istruzione e formazione professionale ai
sensi dell’art. 7 del decreto del Presidente della Repubblica n. 257
del 12 luglio 2000.

Art. 4.
1. Gli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione
secondaria superiore hanno inizio, per l’intero territorio nazionale,
con la prima prova scritta, il 19 giugno 2002.

Art. 5.
1. In via eccezionale, il Ministro della pubblica istruzione puo’
autorizzare i responsabili degli uffici scolastici periferici ad
indire, anche nel corso dell’anno scolastico, sessioni speciali di
esami di licenza di scuola media, di qualifica professionale, di
licenza di maestro d’arte, con riguardo all’esigenza di riconversione
professionale dei lavoratori specie se in mobilita’.
2. L’autorizzazione e’ concessa sulla base di richieste,
provenie…

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