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DECRETO 24 aprile 2001. Individuazione degli obiettivi quantitativi n...

DECRETO 24 aprile 2001. Individuazione degli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico e sviluppo delle fonti rinnovabili di cui all'art. 16, comma 4, del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164. (GU n. 117 del 22-5-2001- Suppl. Ordinario n.125)

MINISTERO DELL’INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL’ARTIGIANATO

DECRETO 24 aprile 2001
Individuazione degli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio
energetico e sviluppo delle fonti rinnovabili di cui all’art. 16,
comma 4, del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164.

Il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato
di concerto con
IL MINISTRO DELL’AMBIENTE
VISTO il decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, che,
all’articolo 16, comma 4, prevede che, con decreto del Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di concerto con il
Ministro dell’ambiente, sentita la Conferenza Unificata, sono
individuati gli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio
energetico e sviluppo delle fonti rinnovabili che devono essere
perseguiti dalle imprese di distribuzione di gas naturale;
VISTO il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, recante
“Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle
regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15
marzo 1997, n. 59”;
RITENUTO opportuno coordinare le procedure di individuazione e
perseguimento dei predetti obiettivi con quanto previsto
dall’articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n.
79;
RITENUTO altresi’ di dover fornire i principali elementi circa i
criteri generali per la progettazione e l’attuazione di misure e
interventi di risparmio energetico e sviluppo delle fonti
rinnovabili, nonche’ di definire le modalita’ per la valutazione dei
progetti e il controllo della relativa attuazione;
SENTITA la Conferenza unificata, istituita ai sensi del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, nella riunione del 19 aprile
2001;
Decreta:
Art. 1.
(Campo di applicazione)
1. Ai sensi e per gli effetti dell’articolo 16, comma 4, del decreto
legislativo 23 maggio 2000, n. 164, il presente decreto:
a) determina, in coerenza con gli impegni previsti dal protocollo di
Kyoto, gli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico e
sviluppo delle fonti rinnovabili che devono essere perseguiti dalle
imprese di distribuzione di gas naturale;
b) stabilisce i principi di valutazione dell’ottenimento dei
risultati di misure e interventi di risparmio energetico e sviluppo
delle fonti rinnovabili;
c) definisce le modalita’ per il controllo della attuazione delle
suddette misure e interventi.

Art. 2.
(Definizioni e fattori di conversione)
1. Agli effetti del presente decreto si applicano le definizioni di
cui all’articolo 2 del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, e
all’articolo 2 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79.
2. I risparmi di combustibili sono conteggiati in base ai rispettivi
poteri calorifici inferiori, espressi in GJ, tenuto conto che 1 tep =
41,860 GJ. I poteri calorifici inferiori dei combustibili vengono
stabiliti dall’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas nell’ambito
delle linee guida di cui all’articolo 5, comma 5.
3. La conversione dei kWh in tep viene effettuata utilizzando
l’equivalenza 1 kWh = 0,22 x 10 elevato a -3 tep per il primo anno di
applicazione del presente decreto. A partire dal 2003, il fattore di
conversione dei kWh in tep puo’ essere aggiornato dall’Autorita’ per
l’energia elettrica e il gas sulla base dei miglioramenti di
efficienza conseguibili nelle tecnologie di generazione
termoelettrica, al fine di promuovere l’efficienza e la concorrenza.

Art. 3.
(Determinazione quantitativa degli obiettivi
e provvedimenti di programmazione regionale)
1. Gli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico e
sviluppo delle fonti rinnovabili che devono essere conseguiti dalle
imprese di distribuzione di gas naturale sono ottenuti attraverso
misure e interventi che comportano una riduzione dei consumi di
energia primaria secondo le seguenti quantita’ minime e cadenze:
a) 0,10 Mtep/a, da conseguire nell’anno 2002;
b) 0,40 Mtep/a, da conseguire nell’anno 2003;
c) 0,70 Mtep/a, da conseguire nell’anno 2004;
d) 1,00 Mtep/a, da conseguire nell’anno 2005;
e) 1,30 Mtep/a, da conseguire nell’anno 2006.
2. Non meno del 50% degli obiettivi di cui al comma 1, lettere a),
b), c), d) ed e), deve essere ottenuto attraverso una corrispondente
riduzione dei consumi di gas naturale, da conseguire con misure e
interventi ricadenti tipicamente nelle tipologie elencate nella
tabella A dell’allegato 1.
3. Con successivo decreto del Ministro dell’industria, del commercio
e dell’artigianato, di concerto con il Ministro dell’ambiente,
sentita la Conferenza unificata, saranno determinati gli obiettivi
per gli anni successivi al 2006.
4. Fatto salvo quanto previsto al comma 5, la quota degli obiettivi
di cui al comma 1 che deve essere conseguita dalla singola impresa di
distribuzione e’ determinata dal rapporto tra la quantita’ di gas
naturale distribuita dalla medesima impresa ai clienti finali
connessi alla propria rete, e da essa autocertificata, e la quantita’
di gas naturale distribuita sul territorio nazionale, determinata e
comunicata annualmente dall’Autorita’ per l’energia elettrica e il
gas, entrambe conteggiate nell’anno precedente ed espresse in GJ.
5. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, le regioni e le province autonome, nel quadro degli
obiettivi e delle modalita’ di conseguimento previste dal presente
decreto, sentiti gli organismi di raccordo regioni-autonomie locali e
tenuto conto delle connesse risorse economiche aggiuntive,
determinano con provvedimenti di programmazione regionale i
rispettivi obiettivi di risparmio energetico e sviluppo delle fonti
rinnovabili e le relative modalita’ di raggiungimento, nel cui
rispetto operano le imprese di distribuzione.
6. Oltre il termine di cui al comma 5, gli enti predetti che non
avessero provveduto possono adottare i medesimi provvedimenti con
riferimento agli anni solari seguenti, con l’obbligo di includere nei
rispettivi obiettivi le riduzioni di consumo gia’ conseguite, o
previste da progetti per i quali, ai sensi del presente decreto, sia
gia’ stata comunicata all’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas
la comunicazione di cui all’articolo 7, comma 3.
7. In assenza dei provvedimenti di cui al comma 5, si intende come
obiettivo specifico assegnato a ciascuna impresa di distribuzione
quello di cui al comma 4.
8. Negli stessi provvedimenti, di cui ai commi 4 e 5, le regioni e le
province autonome possono prevedere tipologie di intervento
aggiuntive rispetto a quelle elencate in allegato 1, individuare
ulteriori criteri di ripartizione degli obiettivi regionali tra i
diversi settori e tipologie di intervento, indicare le modalita’ di
conseguimento piu’ efficaci nei rispettivi contesti.
9. In sede di Conferenza unificata e’ verificata annualmente la
coerenza degli obiettivi regionali con quelli nazionali e sono
individuate le azioni correttive eventualmente necessarie.

Art. 4.
(Imprese di distribuzione soggette agli obblighi
e rapporti con la programmazione regionale)
1. Sono soggette agli obblighi di cui al presente decreto le imprese
di distribuzione che forniscono non meno di 100.000 clienti finali
alla data del 31 dicembre 2001. Con successivo decreto del Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di concerto con il
Ministro dell’ambiente, da emanarsi entro sei mesi dalla data di
pubblicazione del presente decreto, saranno definite le modalita’ di
applicazione del presente decreto alle imprese di distribuzione che
forniscono un numero di clienti finali inferiore 100.000 alla data
del 31 dicembre 2001.
2. Fatte salve le disposizioni dell’articolo 10, ai fini del
conseguimento degli obiettivi di cui all’articolo 3 sono validi
esclusivamente i progetti predisposti, valutati e certificati secondo
le modalita’ di all’articolo 5, comma 5, e articolo 7.
3. Si applica all’obiettivo della singola impresa di distribuzione
quanto previsto all’articolo 3, comma 2.
4. Le riduzioni dei consumi di energia conseguite annualmente dalla
singola impresa di distribuzione nell’ambito di un determinato
progetto concorrono al conseguimento dell’obiettivo complessivo della
medesima impresa di distribuzione per un periodo massimo di cinque
anni. Gli eventuali effetti conseguiti nel corso del 2001 da
specifiche misure realizzate nel medesimo anno possono essere portati
a riduzione degli obiettivi relativi al 2002 previo parere conforme
dell’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas, qualora siano state
concordate con altra Amministrazione statale o regionale. Per le
medesime misure la durata massima di efficacia e’ sei anni. Qualora
l’impresa di distribuzione non consegua la quota di suo competenza
dell’obiettivo di cui all’articolo 3, comma 1, lettera a, puo’
effettuare la compensazione entro il successivo biennio, senza
incorrere nelle sanzioni di cui all’articolo 11.
5. Tenuto conto degli indirizzi di programmazione
energetico-ambientale regionale e locale, le imprese di distribuzione
soggette agli obblighi di cui al presente decreto formulano il piano
annuale delle iniziative volte a conseguire il raggiungimento degli
obiettivi specifici ad essi assegnati e lo trasmettono alle regioni o
province autonome interessate.
6. Su richiesta delle imprese di distribuzione, l’Amministrazione
competente provvede al coordinamento ed alla integrazione dei
procedimenti amministrativi ed alla acquisizione unitaria degli atti
autorizzativi, delle intese, degli atti di assenso comunque
denominati, necessari per la realizzazione del piano delle iniziative
di cui al comma 5, attivando nel caso lo sportello unico.
7. Le regioni e province autonome possono stipulare con le imprese di
distribuzione accordi per il conseguimento degli obiettivi di
risparmio energetico e diffusione delle fonti rinnovabili fissati
dagli atti di programmazione regionale, provvedendo nel caso anche
con proprie risorse attraverso procedure di gara.

Art. 5.
(Tipologia delle misure e degli interventi
ammissibili ai fini del conseguimento degli obiettivi)
1. Le imprese di distribuzione perseguono gli obiettivi di risparmio
energetico e diffusione delle fonti rinnovabili attraverso progetti
che prevedono misure e interventi ricadenti tipicamente nelle
tipologie elencate nell’allegato 1.
2. I progetti valutati e certificati secondo le disposizioni del
presente decreto, e che abbiano ottenuto i titoli di efficienza
energetica ai sensi dell’articolo 10, non sono ammissibili ai fini
del conseguimento degli obiettivi di cui all’articolo 9, comma 1, del
decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79.
3. Non sono ammissibili i progetti orientati al miglioramento
dell’efficienza energetica relativi agli impianti di generazione di
energia elettrica.
4. Sono ammissibili i progetti ricadenti nell’ambito di iniziative
finalizzate all’adempimento delle disposizioni del decreto
legislativo 4 agosto 1999, n. 372, fermo restando che ad essi si
applicano le disposizioni contenute nel presente decreto.
5. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, sentite le regioni e le province autonome, e a seguito di
pubbliche audizioni degli operatori interessati, compresi i soggetti
di cui all’articolo 2, comma 23, della legge 14 novembre 1995, n.
481, l’Autorita’ per l’energia e il gas predispone e pubblica linee
guida per la preparazione, l’esecuzione e la valutazione consuntiva
dei progetti di cui al comma 1, e i criteri e le modalita’ di
rilascio dei titoli di efficienza energetica di cui all’articolo 10,
compresa la documentazione comprovante i risultati ottenuti, che deve
essere prodotta dalle imprese di distribuzione. Nella predisposizione
di tali atti l’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas tiene conto
anche dell’esigenza di promuovere la concorrenza, il progresso
tecnologico e la tutela degli interessi degli utenti meno abbienti.
L’Autorita’, sulla base dell’attivita’ svolta, sentite le regioni e
le province autonome e a seguito di pubbliche audizioni annuali degli
operatori sopra menzionati, puo’ aggiornare le linee guida.
6. I progetti di cui al comma 1 sono definiti e attuati in modo da
non discriminare tra i clienti delle imprese di distribuzione
appartenenti al settore o ai settori di uso finale cui gli stessi
progetti sono indirizzati e in modo da non costituire ostacolo allo
sviluppo della concorrenza nel settore.
7. Le imprese di distribuzione possono richiedere all’Autorita’ per
l’energia elettrica e il gas di verificare preliminarmente la
conformita’ di specifici progetti alle disposizioni del presente
decreto e delle linee guida di cui al comma 5. In particolare, per le
attivita’ di formazione, informazione, promozione e sensibilizzazione
degli utenti finali puo’ essere richiesta la validazione dei
risultati afferenti specificatamente a tali attivita’.

Art. 6.
(Promozione di prodotti, apparecchi
e componenti di impianti nell’ambito delle iniziative)
1. I prodotti, apparecchi o componenti di impianti utilizzati
nell’ambito delle iniziative oggetto del presente decreto, o dei
quali sia comunque promosso l’utilizzo in quanto in grado di
assolvere ad una o piu’ funzioni energeticamente significative,
devono possedere le caratteristiche di seguito indicate, certificate
con le modalita’ precisate per ogni specifico caso:
a) i generatori di calore di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 15 novembre 1996, n. 660, devono essere marcati con
quattro stelle di rendimento energetico ed essere certificati
conformemente a quanto previsto nel decreto medesimo;
b) gli apparecchi domestici di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 9 marzo 1998, n. 107, e successivi decreti applicativi,
devono essere etichettati in classe A e certificati conformemente a
quanto previsto nei decreti medesimi;
c) tutti i prodotti, apparecchi o componenti di impianti ricadenti
nell’ambito di applicazione del decreto del Ministro dell’industria,
del commercio e dell’artigianato 2 aprile 1998 recante “Modalita’ di
certificazione delle caratteristiche e delle prestazioni energetiche
degli edifici e degli impianti ad essi connessi”, per i quali non sia
applicabile quanto previsto alle lettere precedenti, devono essere
certificati in conformita’ al decreto medesimo;
d) le caratteristiche e le prestazioni energetiche di tutti gli altri
prodotti, apparecchi o componenti di impianti, per i quali non sia
applicabile quanto previsto alle lettere precedenti, devono essere
certificate da un organismo di certificazione di prodotto oppure
determinate mediante prove effettuate presso un laboratorio, entrambi
accreditati presso uno dei paesi membri dell’Unione Europea,
applicando, in ordine di priorita’, una delle procedure previste
dalla normativa di seguito indicata:
1. regole tecniche la cui osservanza sia obbligatoria in uno stato
membro dell’Unione Europea;
2. norme tecniche europee approvate dagli enti di normazione europei,
CEN, CENELEC ed ETSI;
3. norme tecniche nazionali pubblicate dagli Organismi di normazione
dei Paesi dell’Unione Europea elencati in allegato alla direttiva CEE
n. 83/189 del 28 marzo 1983 e successivi aggiornamenti;
4. regole tecniche legalmente applicate in Paesi esterni all’Unione
Europea;
5. norme tecniche pubblicate da enti di normazione internazionali o
da enti di normazione di Paesi esterni all’Unione Europea.

Art. 7.
(Modalita’ di controllo)
1. Fatte salve le verifiche effettuate dalle regioni e dalle province
autonome volte ad accertare che gli obiettivi previsti nei
provvedimenti di programmazione territoriale siano stati
effettivamente conseguiti, l’Autorita’ per l’energia elettrica e il
gas effettua, anche a campione, i controlli necessari ad accertare
che i progetti oggetto di certificazione e rilascio dei titoli di
efficienza energetica di cui all’articolo 10 siano stati
effettivamente realizzati in modo conforme alle disposizioni del
presente decreto.
2. L’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas, le regioni e le
province autonome possono, attraverso accordi e intese, coordinare le
rispettive iniziative di cui al comma precedente.
3. L’Autorita’ valuta e certifica annualmente, per un periodo massimo
di cinque anni solari a decorrere dalla data effettiva, comunicata
dal distributore, da cui decorre la misura di riduzione dei consumi,
la quota di riduzione dei consumi di energia primaria effettivamente
conseguita dai progetti.
4. Per l’espletamento dei compiti di cui ai commi precedenti,
l’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas puo’ avvalersi della
collaborazione dell’ENEA, di istituzioni finanziarie, di istituti
universitari, nonche’ di altri soggetti competenti in materia.
5. L’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas predispone e pubblica
annualmente un rapporto sull’attivita’ eseguita e predispone
eventuali proposte sulle modalita’ di conseguimento degli obiettivi,
di realizzazione ed esecuzione dei progetti per gli anni successivi,
inclusa la lista di progetti ammissibili di cui all’allegato 1.

Art. 8.
(Modalita’ di esecuzione dei progetti
ai fini del conseguimento degli obiettivi)
1. I progetti predisposti ai fini del rispetto degli obiettivi di cui
all’articolo 3 possono essere eseguiti con le seguenti modalita’:
a) mediante azioni dirette delle imprese di distribuzione;
b) tramite societa’ controllate dalle medesime imprese di
distribuzione;
c) tramite societa’ terze operanti nel settore dei servizi
energetici, comprese le imprese artigiane e loro forme consortili.

Art. 9.
(Copertura degli oneri per la realizzazione dei progetti)
1. Ai sensi dell’articolo 23, comma 4, del decreto legislativo 23
maggio 2000, n. 164, i costi sostenuti dalle imprese di distribuzione
per la esecuzione dei progetti con le modalita’ di cui all’articolo
8, possono trovare copertura, per la parte non coperta da altre
risorse, sulle tariffe per la distribuzione del gas naturale, secondo
criteri stabiliti dall’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas.
Tali criteri tengono conto anche degli eventuali incrementi o
diminuzioni di profitto o di perdita economica connessi alla maggiore
o minore vendita di gas naturale conseguente alla realizzazione dei
progetti.

Art. 10.
(Titoli di efficienza energetica)
1. L’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas emette a favore
dell’impresa di distribuzione titoli annuali di efficienza
energetica, di valore pari alla riduzione dei consumi certificata ai
sensi dell’articolo 7, comma 3.
2. I titoli di efficienza energetica possono essere rilasciati
altresi’ alle societa’ operanti nel settore dei servizi energetici
per progetti realizzati autonomamente, in conformita’ alle linee
guida di cui all’articolo 5, comma 5. Si applicano a tali progetti le
disposizioni di cui all’articolo 7.
3. Il gestore del mercato di cui all’articolo 5 del decreto
legislativo 16 marzo 1999, n. 79, nell’ambito della gestione
economica del mercato elettrico, organizza, entro il 1o gennaio 2002,
una sede per la contrattazione dei titoli di efficienza energetica e
predispone le regole di funzionamento del mercato d’intesa con
l’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas.
4. I criteri di organizzazione della contrattazione si conformano
alla disciplina del mercato approvata dal Ministro dell’industria,
del commercio e dell’artigianato ai sensi dell’articolo 5, comma 1,
del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79.
5. I titoli di efficienza energetica sono oggetto di contrattazione
tra le parti anche al di fuori della sede di cui al comma 3.
6. I titoli di efficienza rilasciati nell’ambito del presente decreto
e i titoli di efficienza energetica rilasciati nell’ambito del
decreto di cui all’articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 16
marzo 1999, n. 79, sono oggetto di contrattazione tra i detentori e i
soggetti sottoposti alle disposizioni dei medesimi decreti, nel
rispetto delle relative norme.

Art. 11.
(Verifica di conseguimento degli obiettivi e sanzioni)
1. Entro il 31 maggio di ciascun anno a decorrere dal 2003, le
imprese di distribuzione trasmettono all’Autorita’ per l’energia
elettrica e il gas i titoli di efficienza energetica relativi
all’anno precedente, posseduti ai sensi dell’articolo 10, dandone
comunicazione al Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, al Ministero dell’ambiente e alla regione o
provincia autonoma competente per territorio.
2. L’Autorita’ verifica che ciascuna impresa di distribuzione
possegga titoli corrispondenti all’obiettivo annuo ad essa assegnato
ai sensi dell’articolo 3, fatti salvi i rapporti tra distributore e
regione o provincia autonoma interessata.
3. In caso di inottemperanza, l’Autorita’ applica, ai sensi della
legge 14 novembre 1995, n. 481, sanzioni proporzionali e comunque
superiori all’entita’ degli investimenti necessari a compensare le
inadempienze. L’Autorita’ comunica al Ministero dell’industria, del
commercio e dell’artigianato, al Ministero dell’ambiente e alla
regione o provincia autonoma competente per territorio le
inottemperanze riscontrate e le sanzioni applicate.
4. I proventi delle sanzioni confluiscono nel Fondo di cui
all’articolo 110 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e sono
utilizzati per il finanziamento di campagne di promozione,
informazione e sensibilizzazione ai fini dell’uso razionale
dell’energia.

Art. 12.
(Disposizioni particolari per le province
autonome di Trento e Bolzano)
1. Il presente decreto vincola le province autonome di Trento e
Bolzano solamente al conseguimento degli obiettivi e finalita’ da
esso previsti. Le sue disposizioni si applicano fino a quando le
province autonome non disciplinano diversamente le modalita’ per il
conseguimento degli obiettivi e finalita’ medesimi. In ogni caso, le
province autonome si avvalgono dell’Autorita’ per l’energia elettrica
e il gas.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 24 aprile 2001

Il Ministro dell’industria
del commercio e dell’artigianato
Letta
Il Ministro dell’ambiente
Bordon

Allegato 1 – Tipologie di interventi e misure per il risparmio
energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili nell’attivita’ di
distribuzione del gas naturale
—-> Vedere tabelle da pag. 13 a pag. 16

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