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DECRETO 24 aprile 2001: Individuazione degli obiettivi quantitativi per l'incremento dell'efficenza energetica negli usi finali ai sensi dell'art. 9, comma 1, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79. (GU n. 117 del 22-5-2001- Suppl. Ordinario n.125)

MINISTERO DELL’INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL’ARTIGIANATO

DECRETO 24 aprile 2001
Individuazione degli obiettivi quantitativi per l’incremento
dell’efficenza energetica negli usi finali ai sensi dell’art. 9,
comma 1, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79.

Il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato
di concerto con
IL MINISTRO DELL’AMBIENTE
VISTO il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, che, all’articolo
9, comma 1, dispone che le concessioni alle imprese distributrici di
energia elettrica prevedono misure di incremento dell’efficienza
energetica degli usi finali di energia secondo obiettivi quantitativi
determinati con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato di concerto con il Ministro dell’ambiente;
VISTO altresi’ l’articolo 11, comma 6, del medesimo decreto
legislativo, che prevede incentivi nazionali e regionali per la
promozione dell’uso delle diverse tecnologie di fonti rinnovabili di
energia;
VISTO il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, recante
“Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle
regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15
marzo 1997, n. 59”;
RITENUTO opportuno coordinare le procedure di individuazione e
perseguimento dei predetti obiettivi con quanto previsto
dall’articolo 16, comma 4, del decreto legislativo 23 maggio 2000, n.
164;
RITENUTO altresi’ di dover fornire i principali elementi circa i
criteri generali per la progettazione e l’attuazione di misure e
interventi di incremento dell’efficienza energetica degli usi finali
di energia, nonche’ di definire le modalita’ per la valutazione dei
progetti e il controllo della relativa attuazione;
SENTITA la Conferenza unificata, istituita ai sensi del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, nella riunione del 24 aprile
2001;
Decreta:
Art. 1.
(Campo di applicazione)
1. Ai sensi e per gli effetti dell’articolo 9, comma 1, del decreto
legislativo 16 marzo 1999, n. 79, il presente decreto:
a) determina gli obiettivi quantitativi nazionali di incremento
dell’efficienza energetica degli usi finali di energia, nonche’ le
modalita’ per la determinazione degli obiettivi specifici da inserire
in ciascuna concessione per l’attivita’ di distribuzione di energia
elettrica;
b) stabilisce i criteri generali per la progettazione e l’attuazione
di misure e interventi per il conseguimento degli obiettivi generali
e specifici di incremento dell’efficienza energetica negli usi finali
di energia;
c) definisce le modalita’ per il controllo della attuazione delle
suddette misure e interventi.

Art. 2.
(Definizioni e fattori di conversione)
1. Agli effetti del presente decreto si applicano le definizioni di
cui all’articolo 2 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79.
2. I risparmi di combustibili sono conteggiati in base ai rispettivi
poteri calorifici inferiori, espressi in GJ, tenuto conto che 1 tep =
41,860 GJ. I poteri calorifici inferiori dei combustibili vengono
stabiliti dall’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas nell’ambito
delle linee guida di cui all’articolo 5, comma 5.
3. La conversione dei kWh in tep viene effettuata utilizzando
l’equivalenza 1 kWh = 0,22 x 10 elevato a -3 tep per il primo anno di
applicazione del presente decreto. A partire dal 2003, il fattore di
conversione dei kWh in tep puo’ essere aggiornato dall’Autorita’ per
l’energia elettrica e il gas sulla base dei miglioramenti di
efficienza conseguibili nelle tecnologie di generazione
termoelettrica, al fine di promuovere l’efficienza e la concorrenza.

Art. 3.
(Determinazione quantitativa degli obiettivi)
1. Gli obiettivi quantitativi nazionali di incremento dell’efficienza
energetica degli usi finali di energia che devono essere conseguiti
dai distributori di energia elettrica sono ottenuti attraverso misure
e interventi che comportano una riduzione dei consumi di energia
primaria secondo le seguenti quantita’ minime e cadenze:
a) 0,10 Mtep/a, da conseguire nell’anno 2002;
b) 0,50 Mtep/a, da conseguire nell’anno 2003;
c) 0,90 Mtep/a, da conseguire nell’anno 2004;
d) 1,20 Mtep/a, da conseguire nell’anno 2005;
e) 1,60 Mtep/a, da conseguire nell’anno 2006.
2. Non meno del 50% degli obiettivi di cui al comma 1, lettere a),
b), c), d) ed e), deve essere ottenuto attraverso una corrispondente
riduzione dei consumi di energia elettrica, da conseguire con misure
e interventi ricadenti tipicamente nelle tipologie elencate nella
tabella A dell’allegato 1.
3. Con successivo decreto del Ministro dell’industria, del commercio
e dell’artigianato, di concerto con il Ministro dell’ambiente,
sentita la Conferenza unificata, saranno determinati gli obiettivi
per gli anni successivi al 2006.

Art. 4.
(Obiettivi specifici da inserire nelle concessioni di
distribuzione e programmazione territoriale)
1. Sono soggetti agli obblighi di cui al presente decreto i
distributori che forniscono non meno di 100.000 clienti finali alla
data del 31 dicembre 2001. Con successivo decreto del Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di concerto con il
Ministro dell’ambiente, da emanarsi entro sei mesi dalla data di
pubblicazione del presente decreto, saranno definite le modalita’ di
applicazione del presente decreto ai distributori che forniscono un
numero di clienti finali inferiore a 100.000 alla data del 31
dicembre 2001.
2. Fatto salvo quanto previsto al comma precedente, la quota degli
obiettivi di cui all’articolo 3, comma 1, che deve essere conseguita
dal singolo distributore, e’ determinata dal rapporto tra l’energia
elettrica distribuita dal medesimo distributore ai clienti finali
connessi alla propria rete, e da esso autocertificata, e l’energia
elettrica complessivamente distribuita sul territorio nazionale,
determinata e comunicata annualmente dall’Autorita’ per l’energia
elettrica e il gas, entrambe conteggiate nell’anno antecedente.
3. Fatte salve le disposizioni dell’articolo 10, ai fini del
conseguimento degli obiettivi di cui al comma 2 sono validi
esclusivamente i progetti predisposti, valutati e certificati secondo
le modalita’ di cui all’articolo 5, comma 5, e articolo 7.
4. Si applica all’obiettivo del singolo distributore quanto previsto
all’articolo 3, comma 2.
5. Le riduzioni dei consumi di energia conseguite annualmente dal
singolo distributore nell’ambito di un determinato progetto
concorrono al conseguimento dell’obiettivo complessivo del medesimo
distributore per un periodo massimo di cinque anni. Gli eventuali
effetti conseguiti nel corso del 2001 da specifiche misure realizzate
nel medesimo anno possono essere portati a riduzione degli obiettivi
relativi al 2002, previo parere conforme dell’Autorita’ per l’energia
elettrica e il gas, qualora siano state concordate con altra
Amministrazione statale o regionale. Per le medesime misure la durata
massima di efficacia e’ sei anni. Qualora il distributore non
consegua la quota di suo competenza dell’obiettivo di cui
all’articolo 3, comma 1, lettera a, puo’ effettuare la compensazione
entro il successivo biennio, senza incorrere nelle sanzioni di cui
all’articolo 11.
6. Tenuto conto degli indirizzi di programmazione
energetico-ambientale regionale e locale, i distributori soggetti
agli obblighi di cui al presente decreto formulano il piano annuale
delle iniziative volte a conseguire il raggiungimento degli obiettivi
specifici ad essi assegnati e lo trasmettono alle regioni o province
autonome interessate.
7. Su richiesta dei distributori, l’Amministrazione competente
provvede al coordinamento ed alla integrazione dei procedimenti
amministrativi ed alla acquisizione unitaria degli atti
autorizzativi, delle intese, degli atti di assenso comunque
denominati, necessari per la realizzazione del piano delle iniziative
di cui al comma 6, attivando nel caso lo sportello unico.
8. Le regioni e province autonome possono stipulare con i
distributori accordi per il conseguimento degli obiettivi di
incremento dell’efficienza negli usi finali dell’energia fissati
dagli atti di programmazione regionale, provvedendo nel caso anche
con proprie risorse attraverso procedure di gara.

Art. 5.
(Tipologia delle misure e degli interventi ammissibili ai fini
del conseguimento degli obiettivi)
1. Il distributore persegue gli obiettivi di incremento
dell’efficienza negli usi finali attraverso progetti che prevedono
misure e interventi ricadenti tipicamente nelle tipologie elencate
nell’allegato 1 al presente decreto.
2. I progetti valutati e certificati secondo le disposizioni del
presente decreto, e che abbiano ottenuto i titoli di efficienza
energetica ai sensi dell’articolo 10, non sono ammissibili ai fini
del conseguimento degli obiettivi di cui all’articolo 16, comma 4,
del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164.
3. Non sono ammissibili i progetti orientati al miglioramento
dell’efficienza energetica relativi agli impianti di generazione di
energia elettrica.
4. Sono ammissibili i progetti ricadenti nell’ambito di iniziative
finalizzate all’adempimento delle disposizioni del decreto
legislativo 4 agosto 1999, n. 372, fermo restando che ad essi si
applicano le disposizioni contenute nel presente decreto.
5. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, sentite le regioni e le province autonome e a seguito di
pubbliche audizioni degli operatori interessati, compresi i soggetti
di cui all’articolo 2, comma 23, della legge 14 novembre 1995, n.
481, l’Autorita’ per l’energia e il gas predispone e pubblica linee
guida per la preparazione, l’esecuzione e la valutazione consuntiva
dei progetti di cui al comma 1, e i criteri e le modalita’ di
rilascio dei titoli di efficienza energetica di cui all’articolo 10,
compresa la documentazione comprovante i risultati ottenuti, che deve
essere prodotta dai distributori. Nella predisposizione di tali atti
l’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas tiene conto anche
dell’esigenza di promuovere la concorrenza, il progresso tecnologico
e la tutela degli interessi degli utenti meno abbienti. L’Autorita’,
sulla base dell’attivita’ svolta, sentite le regioni e le province
autonome e a seguito di pubbliche audizioni annuali degli operatori
sopra menzionati, puo’ aggiornare le linee guida.
6. I progetti di cui al comma 1 sono definiti e attuati in modo da
non discriminare tra i clienti del distributore appartenenti al
settore o ai settori di uso finale cui gli stessi progetti sono
indirizzati e in modo da non costituire ostacolo allo sviluppo della
concorrenza nel settore.
7. I distributori possono richiedere all’Autorita’ per l’energia
elettrica e il gas di verificare preliminarmente la conformita’ di
specifici progetti alle disposizioni del presente decreto e delle
linee guida di cui al comma 5. In particolare, per le attivita’ di
formazione, informazione, promozione e sensibilizzazione degli utenti
finali puo’ essere richiesta la validazione dei risultati afferenti
specificatamente a tali attivita’.

Art. 6.
(Promozione di prodotti, apparecchi
e componenti di impianti nell’ambito delle iniziative)
1. I prodotti, apparecchi o componenti di impianti utilizzati
nell’ambito delle iniziative oggetto del presente decreto, o dei
quali sia comunque promosso l’utilizzo in quanto in grado di
assolvere ad una o piu’ funzioni energeticamente significative,
devono possedere le caratteristiche di seguito indicate, certificate
con le modalita’ precisate per ogni specifico caso:
a) i generatori di calore di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 15 novembre 1996, n. 660, devono essere marcati con
quattro stelle di rendimento energetico ed essere certificati
conformemente a quanto previsto nel decreto medesimo;
b) gli apparecchi domestici di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 9 marzo 1998, n. 107, e successivi decreti applicativi,
devono essere etichettati in classe A e certificati conformemente a
quanto previsto nei decreti medesimi;
c) tutti i prodotti, apparecchi o componenti di impianti ricadenti
nell’ambito di applicazione del decreto del Ministro dell’industria,
del commercio e dell’artigianato 2 aprile 1998 recante “Modalita’ di
certificazione delle caratteristiche e delle prestazioni energetiche
degli edifici e degli impianti ad essi connessi”, per i quali non sia
applicabile quanto previsto alle lettere precedenti, devono essere
certificati in conformita’ al decreto medesimo;
d) le caratteristiche e le prestazioni energetiche di tutti gli altri
prodotti, apparecchi o componenti di impianti, per i quali non sia
applicabile quanto previsto alle lettere precedenti, devono essere
certificate da un organismo di certificazione di prodotto oppure
determinate mediante prove effettuate presso un laboratorio, entrambi
accreditati presso uno dei paesi membri dell’Unione Europea,
applicando, in ordine di priorita’, una delle procedure previste
dalla normativa di seguito indicata:
1. regole tecniche la cui osservanza sia obbligatoria in uno stato
membro dell’Unione Europea;
2. norme tecniche europee approvate dagli enti di normazione europei,
CEN, CENELEC ed ETSI;
3. norme tecniche nazionali pubblicate dagli Organismi di normazione
dei Paesi dell’Unione Europea elencati in allegato alla direttiva CEE
n. 83/189 del 28 marzo 1983 e successivi aggiornamenti;
4. regole tecniche legalmente applicate in Paesi esterni all’Unione
Europea;
5. norme tecniche pubblicate da enti di normazione internazionali o
da enti di normazione di Paesi esterni all’Unione Europea.

Art. 7.
(Modalita’ di controllo)
1. Fatte salve le verifiche effettuate dalle regioni e dalle province
autonome volte ad accertare che gli obiettivi previsti nei
provvedimenti di programmazione territoriale siano stati
effettivamente conseguiti, l’Autorita’ per l’energia elettrica e il
gas effettua, anche a campione, i controlli necessari ad accertare
che i progetti oggetto di certificazione e rilascio dei titoli di
efficienza energetica di cui all’articolo 10 siano stati
effettivamente realizzati in modo conforme alle disposizioni del
presente decreto.
2. L’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas, le regioni e le
province autonome possono, attraverso accordi e intese, coordinare le
rispettive iniziative di cui al comma precedente.
3. L’Autorita’ valuta e certifica annualmente, per un periodo massimo
di cinque anni solari a decorrere dalla data effettiva, comunicata
dal distributore, da cui decorre la misura di riduzione dei consumi,
la quota di riduzione dei consumi di energia primaria effettivamente
conseguita dai progetti.
4. Per l’espletamento dei compiti di cui ai commi precedenti,
l’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas puo’ avvalersi della
collaborazione dell’ENEA, di istituzioni finanziarie, di istituti
universitari, nonche’ di altri soggetti competenti in materia.
5. L’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas predispone e pubblica
annualmente un rapporto sull’attivita’ eseguita e predispone
eventuali proposte sulle modalita’ di conseguimento degli obiettivi,
di realizzazione ed esecuzione dei progetti per gli anni successivi,
inclusa la lista di progetti ammissibili di cui all’allegato 1.

Art. 8.
(Modalita’ di esecuzione dei progetti
ai fini del conseguimento degli obiettivi)
1. I progetti predisposti ai fini del rispetto degli obiettivi di cui
agli articoli 3 e 4 possono essere eseguiti con le seguenti
modalita’:
a) mediante azioni dirette dei distributori;
b) tramite societa’ controllate dai medesimi distributori;
c) tramite societa’ terze operanti nel settore dei servizi
energetici, comprese le imprese artigiane e loro forme consortili.

Art. 9.
(Copertura degli oneri per la realizzazione dei progetti)
1. I costi sostenuti dai distributori per la realizzazione dei
progetti con le modalita’ di cui all’articolo 8 possono trovare
copertura, per la parte non coperta da altre risorse, sulle tariffe
di fornitura del mercato dei clienti vincolati e sulle tariffe per
l’accesso e l’uso della rete del mercato dei clienti idonei, secondo
criteri stabiliti dall’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas.
Tali criteri tengono conto anche degli eventuali incrementi o
diminuzioni di profitto o di perdita economica connessi alla maggiore
o minore vendita di energia elettrica conseguente alla realizzazione
dei progetti.

Art. 10.
(Titoli di efficienza energetica)
1. L’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas emette a favore del
distributore titoli annuali di efficienza energetica, di valore pari
alla riduzione dei consumi certificata ai sensi dell’articolo 7,
comma 3.
2. I titoli di efficienza energetica possono essere rilasciati
altresi’ alle societa’ operanti nel settore dei servizi energetici
per progetti realizzati autonomamente, in conformita’ alle linee
guida di cui all’articolo 5, comma 5. Si applicano a tali progetti le
disposizioni di cui all’articolo 7.
3. Il gestore del mercato di cui all’articolo 5 del decreto
legislativo 16 marzo 1999, n. 79, nell’ambito della gestione
economica del mercato elettrico, organizza, entro il 1o gennaio 2002,
una sede per la contrattazione dei titoli di efficienza energetica e
predispone le regole di funzionamento del mercato d’intesa con
l’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas.
4. I criteri di organizzazione della contrattazione si conformano
alla disciplina del mercato approvata dal Ministro dell’industria,
del commercio e dell’artigianato ai sensi dell’articolo 5, comma 1,
del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79.
5. I titoli di efficienza energetica sono oggetto di contrattazione
tra le parti anche al di fuori della sede di cui al comma 3.
6. I titoli di efficienza rilasciati nell’ambito del presente decreto
e i titoli di efficienza energetica rilasciati nell’ambito del
decreto di cui all’articolo 16, comma 4, del decreto legislativo 23
maggio 2000, n. 164, sono oggetto di contrattazione tra i detentori e
i soggetti sottoposti alle disposizioni dei medesimi decreti, nel
rispetto delle relative norme.

Art. 11.
(Verifica di conseguimento degli obiettivi e sanzioni)
1. Entro il 31 maggio di ciascun anno a decorrere dal 2003, i
distributori trasmettono all’Autorita’ per l’energia elettrica e il
gas i titoli di efficienza energetica relativi all’anno precedente,
posseduti ai sensi dell’articolo 10, dandone comunicazione al
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, al
Ministero dell’ambiente e alla regione o provincia autonoma
competente per territorio.
2. L’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas verifica che ciascun
distributore possegga titoli corrispondenti all’obiettivo annuo a
ciascuno di essi assegnato ai sensi dell’articolo 4, fatti salvi i
rapporti tra distributore e regione o provincia autonoma interessata.
3. In caso di inottemperanza, l’Autorita’ per l’energia elettrica e
il gas applica, ai sensi della legge 14 novembre 1995, n. 481,
sanzioni proporzionali e comunque superiori all’entita’ degli
investimenti necessari a compensare le inadempienze. L’Autorita’
comunica al Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, al Ministero dell’ambiente e alla regione o
provincia autonoma competente per territorio le inottemperanze
riscontrate e le sanzioni applicate.
4. I proventi delle sanzioni confluiscono nel Fondo di cui
all’articolo 110 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e sono
utilizzati per il finanziamento di campagne di promozione,
informazione e sensibilizzazione ai fini dell’uso razionale
dell’energia.

Art. 12.
(Disposizioni particolari per le
province autonome di Trento e Bolzano)
1. Il presente decreto vincola le province autonome di Trento e
Bolzano solamente al conseguimento degli obiettivi e finalita’ da
esso previsti. Le sue disposizioni si applicano fino a quando le
province autonome non disciplinano diversamente le modalita’ per il
conseguimento degli obiettivi e finalita’ medesimi. In ogni caso, le
province autonome si avvalgono dell’Autorita’ per l’energia elettrica
e il gas.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 24 aprile 2001

Il Ministro dell’industria
del commercio e dell’artigianato
Letta
Il Ministro dell’ambiente
Bordon

Allegato 1 – Tipologie di interventi e misure per l’incremento della
efficienza energetica negli usi finali di energia
Vedere tabelle da pag. 27 a pag. 30 allegate

Per la definizione ed il calcolo delle diverse grandezze interessate,
nonche’ per l’interpolazione dei valori limite all’interno delle zone
climatiche, si applica la normativa vigente.
Le caratteristiche termiche dell’edificio ed il rispetto del vincolo
sul Cd devono essere asseverati con perizia giurata da un ingegnere o
perito termotecnico iscritto al pertinente albo professionale.

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